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Istituzioni di diritto amminstrativo - Appunti

Istituzioni di diritto amministrativo per l'esame del professor Filippini.
Programma del corso:
1) Diritto amministrativo e la pubblica amministrazione
2) Nascita e sviluppo del diritto amministrativo
Tra gli argomenti trattati: le disposizioni di legge, i trattati fondamentali,il principio di Legalità.

Esame di istituzioni di diritto amministrativo dal corso del docente Prof. A. Filippini

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ESTRATTO DOCUMENTO

Fase dell’iniziativa

1) Fase istruttoria

2) Fase costitutiva

3) Fase integrativa dell’efficacia

4)

La legge 241/90 -> ha valore para costituzionale cioè ha un valore molto alto, perché regola il

procedimento amministrativo.

Art1: (comma 2)

Ricorso al diritto privato nella realizzazione dell’attività amministrativa (dall’atto alla funzione)

Art 1 ter

Determinate utilità vengono concesse ai privati e non erogate dalla PA. Alcuni servizi vengono

affidati ai privati tramite gli appalti e ciò non intocca la natura pubblica del servizio medesimo.

Applicazione di un regime amministrativo in rispetto dell’art 1 (c.1) legge 241/90 a soggetti che

normalmente svolgono sevizi privati.

Art 1 comma 24 -> principio di non aggravamento del procedimento

Procedimento-> è il fulcro dell’attività amm.va ed è lo strumento ordinario attraverso cui la P.a.

provvede alla cura degli interessi che le sono affidati. L’interesse pubblico è tutto ciò di cui il

cittadino misura e ha bisogno. Ogni PA ha una sua attribuzione(competenza) cioè cura un suo

interesse pubblico specifico che le è affidato dal principio di legalità in senso formale. Le

attribuzione deve avvenire attraverso una legge di stato. La cura dell’interesse specifico avviene

attraverso il procedimento. La PA ha attribuita una porzione dell’interesse pubblico. In questo

modo si può avere presente le proprie attribuzione (cioè il confine delle azioni) e trasforma

l’attribuzione in concreto attraverso il procedimento.

Il procedimento è regolato da norme e il risultato finale è il provvedimento amministrativo,

- il quale deve essere logico e con le 3 E.

Amministrativo è diverso non è l’atto amministrativo.

-

Art 2 Conclusione procedimento amm.vo

1 comma procedimento attività in due modalità:

Istanza di parte: indica qualsiasi richiesta da parte di un cittadino cioè da un provato ad un

1) p.a. è in grado e deve dare vita ad un procedimento amm.vo (l’unico modo attraverso il

quale si cura l’interesse pubblico! È un dovere della p.a. dare una risposta)

Ufficio: si avrà quando l’istanza che avrà un procedimento amministrativo proviene

2) dall’ufficio stesso, quindi non dal privato.

Il procedimento è una forma concreta attraverso cui l’azione amministrativa viene svolta. Inoltre vi

è l’obbligo della conclusione che si inizia attraverso l’istanza di parte o di ufficio, quindi non può

esserci un procedimento senza risultato.

Comma 2: termine ordinario o non ordinario di 30 giorni (può essere dilatato tramite la

sospensione se ad esempio si verifica l’avvenimento di sospensione a 10 giorni si ricomincia

l’11°giorno o l’interruzione se l’avvenimento d’interruzione si verifica a 10 giorni, quando si

ricomincia si riparte da 1)

Da questo termine ordinario vengono fatti salvi i procedimenti speciali, con termini specifici, fatti

salvi da precisi atti e leggi. Il decreto del presidente del consiglio individua quei provvedimenti che

possono superare i 30 giorni e terminare entro i 90 giorni, fatti salvi gli avvenimenti di sospensione

o interruzione

Comme4: per i procedimenti più speciali si può arrivare ai 180 giorni

Comma5: indica il termine inziale di procedimenti.

I termini possono essere portati a 60, 90 giorni, per quei procedimenti speciali un po’ complessi,

180gg per quelli ancora più complessi. Ci sono due fenomeni che intervengono sul tempo del

procedimento:

Sospensione(30gg): Produce uno stop nel tempo. E si riparte dal momento in cui si è

1) lasciato.

Interruzione: il tempo trascorso si considera mai avvenuto.

2)

Il tempo decorre normalmente dall’inizio del procedimento d’ufficio o d’istanza.

Atto amm.vo-> di tipo provvedimentale (così detto provvedimento amministrativo)

Att amm.vo -> di tipo non provvedimentale: - autorizzazioni – concessioni

L’atto amm.vo è l’atto che viene compiuto dalla P.a. nell’esercizio di funzioni pubbliche (a volte la

p.a. può emanare anche atti di diritto privato come compravendita ecc.ecc. Questi però non

rientrano nell’atto amm.vo)

Quali sono le conseguenze dell’applicazione dell’atto giuridico? Bisogna partire all’origine,

nell’800 dove l’A.A. era espressione della pubblica amministrazione che a quei tempi era

considerata come autorità, cioè supremazia della p.a. di conseguenza l’atto amministrativo era

soltanto al controllo del giudice, quindi i suoi atti erano atti d’imperio. Cera anche un altro aspetto

come cura dell’interesse pubblico. L’aspetto che prevaleva era il primo -> quindi l’atto

amministrativo visto come autorità. Poi nel 900 un giurista Massimo Severo Giovannini ha iniziato

ad unire i due aspetti dell’atto amministrativo. Perciò dal 900 la dottrina ha iniziato ad evidenziare

la cura dell’interesse pubblico. Così si evidenzia la funzione dell’att amm.vo. Sono scaturite 3

conseguenze e oggi sono le utilità e i vantaggi che derivano dall’inserimento di un atto nella

categoria dell’atto amm.vo

800 atto amm.vo = atto d’imperio (espressione dell’autorità amm.va)

900 atto amm.vo= cura dell’interesse pubblico (funzione)

3 conseguenze

Controllo sull’atto da parte del giudice

1) Garanzia verso i terzi (cittadini privati)

2) Rilevanza sul procedimento amm.vo

3)

L’atto è vincolato dalla legge, può dunque essere controllato da parte del giudice (dal 900) e questo

significa garanzia perché io cittadino destinatario dell’atto amm.vo posso sempre impugnarlo. Il

giudice per controllare l’atto amm.vo ha bisogno di vedere tutto quelle che precede l’emanazione

dell’atto.

Es. concessione demaniali marittime: la P.a. può fare un contratto d’affitto p un atto amm.vo e deve

rispettare le norme di parcondicio di tutti quelli che vogliono quella parte di spiaggia, perciò deve

fare un bando con dei requisiti non discriminatori e poi scegliere il soggetto motivando i criteri di

scelta. Tutte queste regole sono una garanzia per il cittadino. Si distinguono due tipi di atti: quelli di

tipo provvedimentale (atta amm.vi) e quindi non provvedimentali. I primi sono provvedimenti che

chiudono il provvedimento amministrativo. I secondi sono tutti gli atti che precedono la

determinazione dell’atto finale.

Atto amministrativo-> provvedimento

Att. Amm.vi non provvedimentali es. pareri, richieste, documentazioni, certificazioni.

Il provvedimento finale è il provvedimento che cura in via diretta l’interesse pubblico e produce

effetti nei confronti di terzi, quindi effetti esterni.

La caratteristica più importante del provvedimento amm.vo è l’autoritarietà/imperatività. Sono

dei provvedimenti capaci di modificare le situazioni giuridiche dei destinatari a prescindere dal loro

consenso (anche contro la volontà dei destinatari) es. espropriazione. Quindi è connotato da

particolare forza, questa gli è data perché persegue l’interesse pubblico. (Infatti spesso il problema è

il consenso).

L’autoritarietà è proprio la linea di demarcazione tra diritto privato e amministrativo.

Solo i provvedimenti sono autoritativi, quindi se è possibile trovare un accordo si esercita il diritto

privato. Diritto privato -> consenso

Diritto amministrativo-> provvedimenti

Tipicità -> è una garanzia del provvedimento amministrativo. La p.a. può porre in essere solo

provvedimenti, espressivamente previsti dalla legge

Esecutività-> il provv. Amm.vo è esecutivo perché produce immediatamente e automaticamente i

suoi effetti, a prescindere dalla sua legittimità.

I provv amm.vi possono essere:

Favorevoli (autorizzazioni e concessioni attribuiscono un utilità godimento)

- Sfavorevoli-> ablatori es. espropriazione (tolgono l’utilità)

-

Tesi di Ranelletti del XIV sec che ancora domina nella giurisprudenza per autorizzazioni e

concessioni:

Le autorizzazioni sono quei provvedimenti che servono a rimuovere un limite o un ostacolo

all’esercizio di un diritto di cui il privato è già titolare (art 16 cost.c2-> libertà di uscire dal

territorio della Repubblica) -> passaporto è un’autorizzazione, patente, apertura centro

Aldo Maria Sandulli dice che il diritto che preesiste al rilascio dell’autorizzazioni è un diritto

potenziale, in attesa di espansione. Nelle concessioni l’interesse pubblico è al centro delle

valutazioni invece nelle autorizzazioni si vede l’interesse del privato.

Però ci sono dei casi in cui questa distinzione non vale, allora si valuta con un auto criterio ->

quello riguardante la disponibilità del bene e dell’attività, quindi si va a vedere se l’utilitas è nella

disponibilità o meno della p.a. Quindi se c’è una riserva di quel bene o attività in capo alla p.a. si

parla di concessione (art 43 cost.); se non c’è riserva, l’attività è tendenzialmente libera, quindi

propria dei privati-> perciò autorizzazione.

C’è un tipo di concessione chiamata concessione contratto in cui al procedimento amm.vo si

affianca un contratto.

Provv (concessione) + Contratto (serve a regolare i diritti e gli obblighi in capo alla p.a. e ai

privati)

Nasce con la corte di cassazione, dove nel contratto si stabilisce i diritti e gli obblighi della p.a. e del

privato.

Diritto di accesso si trova in due norme fondamentali nell’art 10 e poi 24 della legge 241 del 90. Fa

parte dello sviluppo della legge 241/90 ed è particolarmente importante perché costituisce un

particolare procedimento isolato a se stante.

Accedere ai documenti di un determinato procedimento, andare a vedere che cosa fa la p.a. in quel

procedimento è uno strumento fondamentale –> risponde al principio generale della trasparenza.

L’attività amministrativa deve essere conoscibile anche al di là della p.a. Prima di questo diritto di

accesso c’era una regola che sanciva che nulla era visibile/accessibile tranne alcuni casi. Quindi

questa regola ha cambiato tutto ora succede il contrario tutto è accessibile tranne ciò che è segretato.

Già nel trattamento di Maastricht si trovava questo principio del diritto di accesso. Prima

dell’introduzione della legge del 90 c’erano dei metodi per arrivare all’accesso. Perché se io non ho

la possibilità di visionare i documenti non ho mai chiaro se il diniego che ho avuto sia stato

motivato o meno. Per ricostruire il lavoro della p.a. devo vedere i documenti che ho utilizzato.

Quindi è importantissimo il diritto di accesso! Questa necessità c’è sempre stata, anche prima del 90

e della legge, allora andiamo a pescare nella costituzione, che però era solo una mera possibilità ora

è un diritto. Ora c’è la norma: decreto legislativo 167 del 2000 libera accessibilità degli atti degli

enti locali

E’ un vero e proprio principio generale del procedimento amministrativo tale e quale a quelli che

troviamo nell’art 1.

Il diritto d’accesso -> risponde alla logica della trasparenza, io esercitando questo diritto effettuo

anche un controllo sullo svolgimento della p.a. Ha un duplice valenza, perché io potrei anche

utilizzarlo come difesa giudiziale, come garanzia personale.

E’ un diritto particolare, perché la tutela di questo diritto si fa davanti al giudice amministrativo e ha

dei termini/tempo abbastanza ristretti (ha una sua possibilità di valutazione)

Ci sono diverse forme di accesso es:

Art 10 -> all’interno del procedimento amministrativo; riguarda le parti coinvolte nel processo

amm.vo. Qui questo diritto lo esercita ad es. il soggetto che ha fatto l’istanza, dunque il destinatario

del provvedimento. In questo caso si parla di prendere visione agli atti. La particolarità è che può

essere esercitato fino a quando il procedimento non è concluso, perché appunto è interno al

procedimento (endoprocedimentale)

Art 22 (sono due cose diverse) -> c’è anche un accesso esoprocedimentale, quindi esterno al

procedimento e può essere esercitato anche a procedimento concluso. Può inoltre essere esercitato

non solo dai soggetti partecipanti o direttamente interessati, ma anche da parte di soggetti esterni,

non facenti parte del procedimento es. costituzione

In comune c’è la disciplina quindi il procedimento che è simile.

Poi c’è l’accesso politico diritto che hanno determinate persone ed è ancora più esteso.

Quando il diritto di accesso non è riconosciuto?

Quando in un documento c’è un segreto specifico-> segretezza es. segreto di stato

- Riservatezza del documento (es. bagaglio sottoposto a privacy)

-

Queste però sono eccezioni, quindi al di fuori di questi casi tutto il resto è sempre visionabile.

Ovviamente tutto questo è possibile fino a quando il documento è in possesso della p.a. altrimenti

potrebbe risultare un ulteriore blocco.

Questo oltre alla legge 241/90 lo troviamo anche nel regolamento dpr 184 del 2006, anche i

regolamenti di cui si dotano le singole amministrazioni.

Quando parliamo di accesso è un procedimento autonomo e vanno seguiti dei passi indispensabili:

Iniziativa/avvio

- Istruttoria

- Decisoria

-

Analizziamo l’art 10: prendete visione o estrazione copia: qui l’accesso può servire per l’attività

della p.a. e per fare delle memorie alla p.a. in modo da fargli avere tutti i documenti necessari per

ottenere provvedimenti e qui il procedimento per il diritto di accesso, soprattutto l’istruttoria è più

semplice perché non prevede particolari difficoltà, in quanto a richiedere sono le stesse parti che

hanno fato la domanda, perciò le dirette interessate. Le cose diventano un po’ più difficili

nell’accesso esterno:

art 24 diritto di accesso:

Prendere visione documenti diverso da:

1) Estrarre copia documenti

2)

Possono esercitare tale diritto di accesso tutti che quelli che mostrano alla p.a. di avere un interesse

riguardo quel determinato provvedimento. Quindi l’interesse deve essere diretto, concreto,

attuale e rilevante ai fini dell’accesso. Dobbiamo motivare la nostra richiesta. L’amministrazione

valuta l’interesse relativo al documento. Quando si fa domanda d’accesso per tutelare la situazione

giuridica di un diritto, solitamente non è mai negato il diritto di accesso. Questi soggetti sono gli

interessati cioè coloro che hanno interesse a non fornire copia di quel documento e perciò si

possono opporre al diritto di accesso. Il documento amm.vo è tutto quello che ha la p.a. relativo al

procedimento: video, piantine, fotografie, perciò non solo documenti cartacei.

I 3 soggetti sono:

-Interessato

- Contro interessato

- Pubblica amministrazione (possono essere anche soggetti privati o pubblici, che esercitano

funzioni pubbliche, quindi sono tenuti a garantire il diritto di accesso).

Il procedimento parte con:

L’istanza-> domande dell’interessato ad accedere al documento. La domanda deve essere fatta bene

quindi indicare bene l’interesse e i documenti che voglio acquisire in modo preciso, non posso

chiedere tutti i documenti in modo generale, perché sicuramente l’amministrazione mi negherebbe

l’accesso. Nella domanda dunque si qualifica l’interesse e l’oggetto.

Istruttoria-> arrivata la domanda, va valutata, si va a vedere se l’amministrazione può cogliere o

meno la domanda. Questa fase deve esaurirsi entro 30 giorni. La 1° valutazione che fa il

responsabile del procedimento è quella di andare a vedere se ci sono dei contro interessi che

emergono dal documento. Allora in questo caso va mandata una raccomandata al controinteressato

che può opporsi alla domanda d’accesso così a questo punto vanno valutati 2 interessi. La 2° cosa

che va valutata e se sono stati indicati con precisione i documenti, se tali documenti sono ancora in

possesso della p.a. o se sono riservati o segretati, Non può essere mai negato l’accesso quando il

documento è strettamente necessario per la tutela in giudizio

Conclusione

Istanza accesso concessa

- Istanza accesso vietata

- Istanza accesso rimandata

- (Differisce l’accesso) o posticipata

- Istanza accesso in parte

-

Questo è il sistema classico della richiesta formale d’accesso. Tutto in forma scritta (domanda,

istanza, ecc.) L’accesso non è gratuito. Una volta che è stato accolto deve la modalità per prendere il

documento ed il relativo costo. Se invece si nega l’accesso, si deve indicare il motivo per il quale è

stato negato.

Esiste anche un procedimento informale quando viene svolto in maniera più rapida e in forma

verbale e questo accade, sempre sancito dalla legge art.5 del regolamento -> quando il documento

non contiene dati riservati, in questo caso il procedimento si chiude subito.

La conclusione: se non rientra nei 30 giorni è uguale è diniego. Sono comunque previsti degli

strumenti di tutela in caso di diniego o mancata risposta:

Tutela amministrativa -> difensore civico o locale. Più veloce ho una sentenza che mi

- consente di avere il documento. Previsto come rito speciale si chiude in poco tempo, posso

far ricorso in proprio quindi senza avvocato

Tutela giurisdizionale -> giudice

-

Art 2: fase dell’iniziativa (attivazione della funzione):

D’istanza (di parte) o

- D’ufficio (della p.a.)

-

Termine 30 giorni-> può arrivare a 60 o 90 giorni per provvedimenti speciali, per casi di particolare

interesse.

Interruzione-> tempo percorso azzerato

Sospensione-> il tempo si congela.

Non costituiscono un vizio dell’attività amministrativa.

Il decorso del tempo decorre dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal ricevimento della domanda

Art3: motivazione del provvedimento (indica i dati di fatto e le ragioni di diritto).

La motivazione indica i dati di fatto e le ragioni di diritto ed il cuore del procedimento ed è

fondamentale perché costituisce la garanzia.

Comprende e riassume l’iter autoritativo della p.a. che l’ha portata ad adottare quel procedimento.

Deve dare conto di tutto l’iter logico, giuridico seguito dalla p.a. per giungere fino a quel punto.

Comma 2: motivazione esclusa (non è richiesta) per: esclude i provvedimenti normativi perché la

legge -> separazione dei poteri, è una cosa a parte, il legislatore fa come vuole

Casi a contenuto generale (sfugge qualsiasi iniziativa pubblica e di parte per casi così generali)

perché la motivazione indica i dati di fatto e le azioni di diritto.

Comma 1: la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche di diritto, che

hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle riluttanze dell’istruttoria.

Consegue ad un iter logico, giuridico (ragioni di diritto, conosce la realtà inter, concreta esterna) e

analistico (p. di fatto) le ragioni di diritto costituiscono le basi( ex art. 97c amministrazione

persegue i fini della legge) per fare qualsiasi cosa.

La motivazione (consegue naturalmente alla logica) è l’esito dell’istruttoria (è qui che

acquisisco tutti gli aspetti di fatto e di diritto)!

Obbligo di motivazione del provvedimento -> necessario anche per agire in diritto. (se l’istruttoria è

giusta porta per forza alla motivazione). Negli anni 90-> obbligo della motivazione, in precedenza

non c’era perché era costituita dal segreto. Perciò inizialmente era un cosa grandiosa questo

obbligo, ora invece è diventato scontato.

Iniziativa

Istruttoria-> cuore del procedimento amm.vo si acquisiscono dati di fatto ed elementi

di diritto

Costitutiva

Integrativa dell’efficacia

Art.4: Unità organizzativa, responsabile del procedimento

Comma 1: nella maggior parte delle ipotesi; inizia con il principio di legalitàche non sia già

stabilito per legge o per regolamenti, le P.A. sono tenute ad individuare per ciascun tipo di

procedimento una determinata unità organizzativa responsabile, per l’istruttoria e per ogni altro

adempimento procedimentale. Per il tipo di procedimento specifico ci sono determinati uffici.

spesso la legge può avere dei vuoti, perché proprio per sua natura è astratta.

Art.5: Responsabile del procedimento

Meccanismo di chiusura del sistema.

L’unità organizzativa responsabile ha una figura di vertice al quale vengono imputate le

responsabilità dell’ufficiodirigente che è automaticamente il responsabile del

procedimento(sempre che non ci sia nessun altra designazione). Nel silenzio della legge c’è

qualcuno cui vengono fatte ricadere le responsabilità del procedimento. Imputazione in capo al

dirigente perché è l’autorità amministrativa. Il dirigente però spesso provvede a designare con

previsto meccanismo di delegadella responsabilità dell’istruttoria e di ogni altro atto del

procedimento(il dirigente ha il potere del datore di lavoro, però deve uniformare al buon andamento

e imparziabilità della P.A. Viene nominato anche il responsabile adozione provvedimento finale.

Il responsabile del procedimento può delegare(responsabile dell’istruttoria, fase tra iniziativa

e costitutiva) o individuare(responsabile adozione provvedimento finale). Possono anche

coincidere, ma non per forza.

Quindi spesso negli atti amministrativi sotto il medesimo atto, troviamo 3 firmeresponsabile

istruttoria, responsabile procedimento e dirigente(adozione provvedimento finale).

Per ogni tipo di procedimento amministrativo, la legge stabilisce che sia individuata la persona

responsabile del provvedimento e se manca è il dirigente.

Comma 3: nell’ambito della P.A. i responsabili sono sempre comunicati ai soggetti interessati.

Art.6: Competenze del responsabile del procedimento

Le fasi del procedimento sono:

1.IniziativaSe si tratta di un’istanza privata, valuta le condizioni di ammissibilità della domanda.

Valuta la legittimazione del soggetto e chiarisce se a quella persona aspetta il bene della vita del

quale ha fatto richiesta. Quando l’istanza è poco chiara si avvia una fase di contradditoria.

2.IstruttoriaCompie delle analisi, dei presupposti di fatto sulla scorta delle quali imposta le ragioni

giuridiche per emanare il provvedimento.

3.Costitutiva o decisoria.

4.Fase integrativa dell’efficacia.

Il responsabile del procedimento se netta la competenza adotta il provvedimento. Quando il

responsabile del procedimento non coincide con il responsabile del provvedimento finale, il primo

trasmetterà gli atti al secondo. Ma il responsabile del provvedimento è fortemente vincolato da ciò

che ha compiuto il responsabile del procedimento, perché non si può discostare da ciò che ha

compiuto il primo, può discostarsi solo se ci sono grossi sbagli o casi particolarmente rilevanti e

deve motivare la scelta (tutto ciò dimostra che la fase dell’istruttoria è di fondamentale importanza e

non più la…… che diventa obbligatoria).

Art.7: Comunicazione avvio procedimento

Iniziativa d’ufficio(istanza d’ufficio)La comunicazione è logica e matematica. Bisogna

comunicare l’inizio del processo ai destinatari, cioè ai terzi e ai soggetti intervenienti.

Istanza di parteIn questo caso una parte della comunicazione esiste già, in quanto il soggetto

destinatario del provvedimento è il richiedente, ma bisogna comunicare agli intervenienti.

La comunicazione di avvio può essere omessa in caso di celerità/urgenza.

2°parte Comma 1Anche se non ci sono i destinatari diretti, bisogna sempre comunicarlo per

ragioni di trasparenza e partecipazione(tramite pubblici avvisi/cartelloni pubblicitari/ecc…).

Art.8: Cosa contiene la comunicazione

“Modalità e contenuti di avvio procedimento”

Comma 1: l’amministrazione provvede a dare notizia dell’avvio del procedimento mediante

comunicazione personale.

Comma 2: nella comunicazione devono essere indicati:

a)l’amministrazione competente;

b)l’oggetto del procedimento;

c)l’ufficio e la persona responsabile del procedimento;

d)la data entro la quale deve concludersi il procedimento;

e)la data di presentazione dell’istanza;

f)l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

Comma 3: se il numero di destinatari è troppo vastocomunicazione mediante forme di pubblicità

idonee.

Comma 4: l’omissione delle comunicazioni prescritte, fatta valere solo dal soggetto nel cui

interesse la comunicazione è prevista.

La comunicazione è importante, perché la mancata costituisce un vizio dell’azione amministrativa

sotto il profilo della violazione di leggeQuesto può essere fatto valere dal destinatario del

provvedimento.

Art.9: Intervento nel procedimento

Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati o interessi diffusi come per associazioni

o comitati, cui possa derivare un pregiudizio del provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel

procedimento.

Esistono altri soggetti oltre ai destinatari, che hanno il diritto o il potere di intervenire nel

procedimento, quindi bisogna fare anche a loro la comunicazione.

Es: per la tutela dell’ambiente devo comunicarlo al WWF, Legambiente, in modo che possano

intervenire nel procedimento.

L’ordinamento riconosce a questi soggetti tutela e dignità nell’ambito del procedimentosoggetti

potenzialmente intervenienti.

Istruttoria del procedimento

Art.8: soggetti necessari. La P.A. è tenuta a coinvolgerli.

Art.9: non c’è un solo soggetto destinatario del procedimento, spesso ci sono altri soggetti

destinatari come per es. le associazioni, che possono avere interesse ad intervenire nel

procedimento.

Questi soggetti hanno dei diritti. Soggetti che partecipano a pieno titolo nei procedimenti di

dirittoquindi coloro che presentano l’istanza e i destinatari. Anch’essi sono soggetti necessari.

Altri soggetti che hanno il diritto di partecipare, possono intervenire. Ma non è necessario. Servono

ad arricchire la fase istruttoria.

Art.10: prevede dei diritti sia per gli interessati che per i partecipanti. Garantisce la partecipazione

agli atti.

Art.10 bis: prende le misure dell’art.10 perché i soggetti potenzialmente interessati sostengono che

non avevano ricevuto l’istanza di inizio procedimento e pretendevano l’avviamento del

provvedimento. Ma se la P.A. agisce nell’interesse legittimo non può essere bloccato da un solo

diritto di partecipazione.

Così il 10 bis crea una sottofase all’interno del procedimento.

Si è svolta la fase dell’iniziativa seguendo le norme dell’art.1-2.

4,5,6 figure responsabili del procedimento; 7,8,9 soggetti necessariamente o potenzialmente

interessati al procedimento.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in teorie, culture e tecniche per il servizio sociale
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wegobroke di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Filippini Andrea.

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