Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

concetto giuridico che il possesso vale titolo vale per i beni mobili. Il possessore non è

tenuto a dimostrare il titolo giuridico del possesso. L’onere probatorio è a carico di colui che

vuole dimostrare il contrario. Per i beni immobili o mobili registrati vale il principio della

trascrizione nei pubblici registri. Altri tipi di beni sono quelli mobiliari: azioni, obbligazioni ed

altri prodotti finanziari. I BENI

I beni fungibili sono quelli indeterminati cioè di genere es. se voglio un determinato tessuto

non è essenziale che sia una parte specifica di quel lotto stesso, è indifferente avere una o altra

confezione; i beni infungibili sono quelli specificamente determinati o di specie. La differenza

risiede nel fatto che se perisce il bene fungibile il debitore non è liberato dall’obbligazione ma

si dovrà approvigionare di un bene dello stesso tipo. Se perisce un bene infungibile, es. quadro,

l’obbligazione si sostituisce col risarcimento del danno. Beni divisibili sono quelli che si

possono dividere senza che venga a determinarsi un nocumento tra le parti divise. Indivisibili

quelli che per propria natura non sono divisibili (animale vivo). Consumabili che si possono

utilizzare un'unica volta. Inconsumabili o a fecondità ripetuta sono quelli che si prestano ad

un utilizzo più volte ripetutamente. Presenti sono gli unici che possono essere oggetto di

diritto reale: proprietà e diritti reali di godimento: vendita, o l’esercizio del diritto sulla cosa.

Beni futuri che non ancora esistono fin quando il bene non esiste non possono essere oggetto

di diritto reale ma solo obbligatorio. A seguito di negozio, i frutti dell’albero fintanto che non

siano raccolti dall’albero sono di proprietà del proprietario del terreno, ma sugli stessi si forma

un rapporto obbligatorio, cioè un diritto di credito verso il proprietario del fondo. Non si

acquista immediatamente la proprietà la quale avverrà col distacco dall’albero. Queste

distinzioni sono importanti per i riflessi giuridici che ne conseguono.

BENI PUBBLICI

La distinzione tra beni di natura pubblica e di natura privata serve per l’applicazione del regime

giuridico. I beni pubblici sono beni appartenenti ad enti pubblici (in senso soggettivo) i quali

si dividono in due categorie quelli disponibili, destinati direttamente ai servizi pubblici ed

indisponibili che non possono essere sottratti alla loro destinazione; o beni assoggettati ad un

regime speciale (in senso oggettivo). I beni assoggettati ad un regime speciale sono beni

demaniali i quali non possono essere alienati, non possono essere oggetto di possesso né di

usucapione. I beni demaniali necessari sono quei beni che appartengono necessariamente allo

Stato:

1) il demanio marittimo (mare, spiagge, porti etc);

2) il demanio idrico (fiumi, laghi etc);

3) demanio militare;

4) demanio stradale (demanio accidentale)

per quanto riguarda il mare territoriale esso si estende entro le 12 miglia marine (convenzione

di Ginevra del 1958 e convenzione delle leggi comunitarie del 1992). Se vi sono isole le 12

miglia iniziano dall’isola, poi vi è la parte contigua dove lo Stato esercita attività doganale, di

pubblica sicurezza etc. oltre vi è il mare internazionale regolato dal diritto internazionale. Per

una finzione giuridica anche le ambasciate all’estero e le navi dello stato fanno parte dello

stato per cui battono bandiera. Nel caso in cui si verificassero degli eventi rilevanti ai fini del

diritto, le norme applicabili sono quelle dello Stato di cui la nave batte bandiera anche per reati

penali (omicidio). Ma se tale evento porta turbativa allo stato ospitante, si applica la legge dello

stato in cui la nave si trova.

Poi vi è il demanio accidentale come le strade etc. In alcune fattispecie si applicano le norme

di diritto marittimo senza esserlo. Es. se voglio mettere una piattaforma oltre la battigia si

applicano le stesse norme del demanio marittimo senza esserlo. Fino ad arrivare all’assurdo che

14

per entrare sul territorio dello stato si ha bisogno del passaporto, cosa che non è prevista per

l’attraversamento del mare territoriale.

Infine vi sono i beni ecclesiastici che non possono essere sottratte alla loro destinazione finché

non siano sconsacrate. Esse sono assoggettate al diritto privato.

PERTINENZE

Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole al servizio o ad ornamento della cosa

principale. Il regime delle pertinenze, di norma, seguono la cosa principale se dal titolo non

risulta diversamente. IL FATTO GIURIDICO

Fatto giuridico è un avvenimento che produce effetti giuridici; possono essere naturali come la

pioggia, un alluvione, un terremoto (fatti naturali) cioè gli accadimenti anche senza il concorso

dell'uomo. Tra i fatti giuridici naturali gran importanza riveste il tempo che fa acquisire diritti

giuridici (maggiore età, usucapione ecc.). Gli atti giuridici sono gli atti consapevoli e volontari

degli uomini. INFLUENZA DEL TEMPO SULLE VICENDI GIURIDICHE

COMPUTO DEL TEMPO

Per il computo del tempo ci si avvale del calendario gregoriano, a norma dell'art. 2963 c.c. non

si computa il giorno iniziale, ma si computa quello finale, se il giorno finale cade in un giorno

festivo viene prorogato di diritto al giorno seguente non festivo. Se il termine è a mese: il

termine scade nello stesso giorno corrispondente a quello del mese iniziale. Es. 2 gennaio 2

febbraio. Se esso manca si compie nell'ultimo giorno del mese.

INFLUENZA DEL TEMPO SULL'ACQUISTO ED ESTINZIONE DEI DIRITTI

SOGGETTIVI

L'ordinamento giuridico tende ad equiparare la situazione di fatto con quella di diritto per cui il

tempo è un elemento per l'acquisto o la prescrizione di un diritto soggettivo. Nell'acquisto ci

troviamo davanti all'usucapione, mentre nella prescrizione si hanno la prescrizione estintiva e

la decadenza. LA PRESCRIZIONE ESTINTIVA

La prescrizione produce l'estinzione del diritto soggettivo per effetto dell'inerzia del titolare. Il

quale non esercita il suo diritto. Tutti i diritti si estinguono per non uso a meno che si

riferiscono a diritti indisponibili o alcuni diritti particolari quali l’azione petitoria di eredità o

l’azione per far dichiarare la nullità di un negozio giuridico. La prescrizione legale è

solitamente decennale. Ma può essere anche più breve 5 anni nel caso del diritto al

risarcimento del danno, le prestazioni periodiche, e vari rapporti commerciali. Non tiene

mai conto dello stato soggettivo della persona. Non è modificabile da patti tra le parti, la

clausola è nulla. Il giudice non può d'ufficio rilevare la prescrizione ma solo su istanza di parte

(art. 2938). LE PRESCRIZIONI PRESUNTIVE

Vi sono rapporti nella vita quotidiana che vengono estinti per prassi automaticamente. Il credito

si presume estinto per decorso in un tempo brevissimo. Es. in 6 mesi per i diritti dell’albergo, i

crediti nella ristorazione verso i clienti etc. La prescrizione non è assoluta ma affinché tali

diritti siano riconosciuti e tutelati bisogna provarli, quindi oltre i 6 mesi spetterà all’albergatore

dimostrare che il debito non è stato onorato, inversione dell’onere della prova.

15

LA DECADENZA

La decadenza si dice legale perché prevista dalla legge. La decadenza determina la perdita di

un diritto per il decorso di un termine perentorio. E' l'onere di esercitare un diritto entro il

tempo prescritto dalla legge. Mentre con la prescrizione si estingue un diritto già acquisito per

inerzia del titolare; la decadenza impedisce l'acquisto o l'esercizio di un diritto per la mancata

osservanza di un termine di rigore. La decadenza non può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

Si dice contrattuale (dispositiva) se invece è previsto dal contratto può derogare ai principi

generali es. nel caso di vizi occulti le parti possono sia regolarli in modo diverso che

rinunziarvi, ovvero il diritto di ispezione da esercitarsi entro un certo tempo. La clausola

contrattuale è valida se però il termine stabilito non renda eccessivamente difficile l'esercizio

del diritto art. 2964. L'ATTO E IL NEGOZIO GIURIDICO

CLASSIFICAZIONE DEGLI ATTI GIURIDICI

Gli atti degli uomini si dividono in atti leciti e atti illeciti. Quelli leciti sono le manifestazioni

consapevoli e volontarie (espressione dell'autonomia privata). Li distinguiamo in attività

materiali operazioni e dichiarazioni, e prendono il nome di negozi giuridici. Consistono in

due attività: operazioni materiali e le dichiarazioni. Le dichiarazioni di scienza invece sono gli

atti con i quali si comunica di essere a conoscenza di un atto o una situazione come ad es. la

confessione. Un'altra manifestazione di volontà è l'atto dovuto che consiste in un adempimento

di un obbligo (pagamento di un'obbligazione). Gli atti illeciti, invece, sono quelli che vanno a

ledere un diritto soggettivo (e non intesi dal punto di vista penalistico che realizzano un reato)

Atti giuridici Illeciti

Leciti

Dichiarazioni -Operazioni Dichiarazioni di scienza Atti dovuti

(comunicazione di essere (pagamento)

conoscenza di un fatto)

Negozi giuridici IL NEGOZIO GIURIDICO

Il negozio giuridico è frutto della elaborazione dottrinale non è disciplinato dal codice civile

ma si applicano le norme riguardanti i contratti ove compatibili. I negozi giuridici sono quegli

atti giuridici umani consapevoli e volontari con i quali il soggetto manifesta la sua volontà

diretta a conseguire effetti giuridici tutelati dall’ordinamento giuridico. I negozi giuridici

più importanti sono i contratti i quali hanno un contenuto patrimoniale, mentre il matrimonio

non può essere definito un contratto in quanto non ha contenuto patrimoniale.

L’ordinamento giuridico li distingue secondo:

la causa: - mortis causa ove l’unico esempio è il testamento;

- inter vivos tra persone; 16

il contenuto:

- diritto familiare: matrimonio, adozione etc;

- patrimoniale quelli che realizzano un diritto patrimoniale da un soggetto ad un

altro;

Nei negozi giuridici i soggetti si chiamano parti ma una parte può essere costituita anche da più

persone. In tal caso si distingue

- l'atto collegiale dove la dichiarazione di volontà di più persone formano la

volontà di un soggetto diverso es. la deliberazione dell'assemblea di una società.

- L’'atto complesso è l'espressione della volontà di parti diverse tendenti ad un

fine comune come ad es. la dichiarazione dell'inabilitato e del suo curatore.

Nel caso di vizio di un componente della dichiarazione di volontà nell'atto collegiale si dovrà

vincere la prova di resistenza, mentre nell'atto complesso il vizio di una sola parte vizia

irrimediabilmente la dichiarazione.

Gratuità: - negozi giuridici a titolo gratuito ove si attribuiscono diritti senza onerosità:

donazione

- negozi giuridici a titolo oneroso: i contratti ove si attribuisce un diritto contro un

corrispettivo patrimoniale. Vige il principio sinallagmatico contrattuale che si

concreta in un rapporto di reciprocità do ut des;

ELEMENTI DEL NEGOZIO GIURIDICO

Gli elementi essenziali (se mancano il negozio è nullo) sono:

- la volontà che corrisponde all’elemento psicologico che determina effetti

giuridici;

- la dichiarazione è l’esternazione;

- e la causa rappresenta l’umus del negozio cioè la funzione economico – sociale

il fine socialmente riconosciuto dall’ordinamento giuridico. Quindi ci si riferisce

al motivo giuridico come ad esempio nella vendita la causa è rappresentata dal

trasferimento del bene contro un prezzo. E non alle motivazioni personali.

Il silenzio (o comportamento concludente) solitamente non costituisce dichiarazione di volontà

solo con il concorso di alcuni elementi può avere valore di ratifica. Es. ratifica dell'operato del

mandatario nel caso si sia discostato dalle istruzioni; se invece un editore manda una rivista e

ordina un termine oltre il quale si intende abbonato nulla è dovuto; in mancanza della

manifestazione di volontà, solo dove non si hanno rapporti consolidati. Il silenzio assenso o

rifiuto riguarda il diritto amministrativo che produce effetti solo in questo campo.

ELEMENTI ACCIDENTALI (o non essenziali)

Sono la condizione il termine ed il modo

LA FORMA

Solitamente la legge non richiede la forma scritta ad substantiam, ma è obbligatoria per quei

contratti particolarmente importanti come la compravendita immobiliare o diritti relativi ad

immobili. Avvolte l’ordinamento giuridico prevede forme vincolanti come per la donazione che

deve essere rogato con atto pubblico. Anche le parti possono prevedere, con clausole

accessorie, la forma del negozio come per es. la disdetta di un contratto di locazione con

raccomandata, in tal caso si dice che la clausola ha una forma convenzionale.

IL BOLLO E LA REGISTRAZIONE

17

Il bollo, usato per motivi fiscali, non rende nullo un negozio, ma espone a sanzioni i contraenti.

Solo nella cambiale ha l'effetto di non poter contare sulla esecutività.

La registrazione non rende un negozio nullo ma con essa, fatta all’ex ufficio del registro,

conferisce data certa e quindi utile ai fini della prova.

FORMAZIONE O PERFEZIONE DEL NEGOZIO

Il negozio è perfetto quando la manifestazione di volontà esce dal soggetto in un negozio

unilaterale, quando è comunicata, secondo la regola negoziale da parte di chi doveva

esprimersi, alla contro parte nel negozio ricettizio, nei contratti quando si raggiunge un

accordo tra le parti. Per designare il completamento dell'iter formativo della volontà si dice che

il negozio è perfetto. RESCISSIONE E RISOLUZIONE

Quando il contratto è sottoscritto dalle parti ha valore di legge e non può essere modificato se

non con l’accordo tra le parti. Cause di annullabilità si presentano quando lo stesso è stato

contratto con l’alterazione della volontà stato di pericolo e in caso di lesione in tali casi è

concessa l’azione di rescissione.

La risoluzione del contratto invece si può verificare quando una delle parti non adempie

correttamente all’obbligazione (nel contratto di locazione il conduttore non paga l’affitto)

inadempimento; per impossibilità sopravvenuta e per eccessiva onerosità tali cause

rompono il carattere di reciprocità tra le prestazioni..

PUBBLICITA'

FINI

La pubblicità, che si realizza con la trascrizione, serve a far conoscere ai terzi l'esistenza ed il

contenuto di un negozio giuridico. Essa è prevista dalla legge con forma vincolata, nel caso di

compravendita immobiliare, per l’opposizione ai terzi. Altri atti, pur se prevedono la

trascrizione, non richiedono la forma vincolata, contratti dei beni mobili registrati.

TIPI DI PUBBLICITA'

Le pubblicità sono di tre tipi: pubblicità notizia è un obbligo che non rende il negozio nullo,

che rimane opponibile ai terzi, ma sanzionabile amministrativamente es. pubblicazione del

matrimonio.

Pubblicità dichiarativa serve per opporre ai terzi un atto, in mancanza l’atto è valido. Vendita

di un autoveicolo o un’abitazione etc.

Pubblicità costitutiva ove l'atto per esplicare i suoi effetti deve essere trascritto: ipoteca (non

nasce se non trascritta), acquisto della personalità giuridica delle società di capitale senza tale

atto non nasce il diritto.

INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO

L'interpretazione del negozio giuridico è volta a determinare quali effetti il negozio sia idoneo a

produrre. L'interpretazione non si deve limitare al senso letterale del testo ma alla conoscenza,

attraverso le clausole interpretandole le une per mezzo delle altre, della reale comune

intenzione delle parti. Tali intenzioni devono essere interpretate anche in virtù dei

comportamenti anteriori e posteriori alla conclusione del negozio. La teoria principe

nell'interpretazione del negozio è quella dell'affidamento (art. 1366) secondo buona fede. Se

nonostante tutto il negozio non è chiaro si applica la teoria della conservazione del negozio, in

modo tale che esso possa avere qualche effetto. Aiutano altresì in via sussidiaria gli usi

interpretativi del luogo ove il negozio è concluso, se l'interpretazione si presta a dubbi,

l'espressione deve intendersi coerentemente con la natura del contratto, se vi sono clausole nel

dubbio si interpretano contro chi le ha predisposte. In ultima analisi se tutte queste casistiche

18

non aiutano bisogna interpretare il negozio nel senso meno gravoso per l'obbligato se è a titolo

gratuito e secondo equità se a titolo oneroso. Nel testamento non si applica il principio

dell'affidamento, poiché prevale la tendenza a ricostruire nel modo più fedele la volontà del

testatore. EFFETTI DEL NEGOZIO GIURIDICO

Una volta concluso il negozio ha forza di legge. Gli effetti sono vincolanti per chi lo ha posto in

essere, infatti ove non previsto, non possono unilateralmente essere disattesi. Il passo

successivo all'interpretazione è la qualificazione cioè bisogna sapere quali norme applicare al

contratto.

L'atto, inoltre, produce gli effetti voluti tra le parti e quelli disposti dalla legge, dagli usi e

dall'equità (art. 1374), questo per ovviare anche alle lacune della disciplina negoziale.

RISPETTO AI TERZI

Solitamente gli atti non producono effetti verso i terzi; in verità vi sono casi ove i terzi sono

coinvolti es. nei negozi unilaterali come il testamento il terzo è beneficiario della liberalità, ma

il terzo deve sempre compiere un atto come l’accettazione. Il terzo può riceverne solo

vantaggio mai a svantaggio (non può derivargli un obbligo). Vi sono poi degli effetti indiretti

come nel caso di una vendita a più persone Tizio vende a Caio ed a Sempronio, nel caso di

specie si avrà un vero conflitto tra i due acquirenti.

NEGOZI CON EFFETTI REALI E OBBLIGATORI

Negli atti con contenuto patrimoniale ove si trasmette o si costituisce un diritto reale come la

proprietà, usufrutto etc. si hanno negozi con effetti reali. Se invece si trasferisce un altro

diritto, come ad esempio quello di credito, si ha un rapporto obbligatorio.

INVALIDITA' ED INEFFICACIA DEL NEGOZIO GIURIDICO

Se le parti valicano la normale autonomia privata disposta dalla legge l'atto può essere invalido,

cioè viziato dando luogo alla nullità e all'annullabilità. Nel caso di nullità una parte della

dottrina la qualifica anche come inesistenza, poiché sono mancanti di requisiti così importanti

da non avere affatto il negozio. NULLITA'

Talvolta anche se l'atto contiene tutti i requisiti può essere inefficace in quanto cade su di esso

una clausola sospensiva ovvero nel testamento l'atto non esplica gli effetti se non alla morte

del testatore. Quindi possiamo avere atti validi ma non efficaci. Come pure atti non validi,

perché viziati da motivi di annullabilità, ma non impugnati. Un atto si dice nullo quando non

produce i suoi effetti tipici le cause possono essere:

a) perché prevista da una norme di legge, es. mancanza di una licenza;

b) mancanza di elementi essenziali, es. la forma per la cessione di un immobile;

c) contraria alle norme imperative.

La nullità può riguardare tutto l'atto, si dice nullità totale generalmente quando l'atto senza

quella clausola non avrebbe senso o non sarebbe stato fatto, o solo alcune clausole di esso, si

dice nullità parziale, ove il negozio è idoneo a svolgere una funzione apprezzabile. A volte è

lo stesso legislatore a prevederne la sostituzione automatica come ad es. la durata di un

contratto di locazione inferiore alla durata minima prevista dalla legge, così come il patto di

non concorrenza stipulato con durata superiore a quanto ordinato dalla legge (5 anni).

AZIONE DI NULLITA'

La nullità è dichiarata dal giudice. L'azione è imprescrittibile, insanabile e non può essere

convalidato, l'azione di nullità è di mero accertamento: il giudice accerta solo la situazione di

19

nullità. La legittimazione attiva a far accertare un negozio nullo spetta a chiunque vi abbia

interesse. Infine la nullità può essere rilevata d'ufficio.

CONVERSIONE DEL NEGOZIO NULLO

Quando un atto è nullo e non può essere stipulato un nuovo atto tra le parti, ma ha le

caratteristiche:

1) sia di forma che di sostanza di un altro contratto;

2) ove sia dimostrabile che le parti, conoscendone la nullità, all'atto della conclusione

avrebbero concluso negozio diverso.

Da questi casi si distingue la conversione formale che determina la qualificazione di un

documento es. atto pubblico come scrittura privata se sottoscritta senza pubblico ufficiale,

ovvero testamento olografo anziché testamento segreto.

Diversamente dalla conversione si ha la rinnovazione, cioè le parti stipulano un nuovo atto

eliminando il vizio. Indi necessita una nuova manifestazione di volontà a differenza della

conversione. CONSEGUENZE DELLA NULLITA'

La nullità dell'atto non produce alcun effetto, anche se il legislatore, per la certezza del diritto,

spesso ne salva i diritti acquisiti. Come nel caso in cui il negozio nullo sia stato eseguito si può

richiedere la ripetizione, con l'eccezione riguardo al negozio immorale, ove l'immoralità

riguarda chi ha eseguito la prestazione. Invece la nullità non è opponibile ai terzi in buona

fede, come contro coloro che hanno trascritto l'atto anteriormente alla trascrizione della

domanda giudiziale. ANNULLABILITA'

Le cause di annullabilità possono essere:

1) incapacità delle parti o di una parte, anche se si tratta di incapacità relativa all'atto della

stipula, il contratto non è annullabile se il minore ha usato raggiro occultando la sua età, ma

non basta la sua dichiarazione di essere maggiorenne;

2) per errore, violenza o dolo, l'errore deve essere essenziale e riconoscibile dall'altro

contraente (per l'essenzialità dell'errore vedi pag. 19);

E' la causa meno grave del vizio del negozio giuridico o per incapacità del soggetto. Il negozio

esplica tutti gli effetti. La legittimazione attiva è riservata alla parte più debole del negozio

cioè al minore, a colui chi ha subito violenza o dolo. Essa non può essere rilevata d'ufficio.

L'azione è soggetta a prescrizione quinquennale. Il termine inizia a decorrere dal momento in

cui è cessata la causa del vizio, dal compimento della maggiore età, cessazione della violenza

etc., a chi giova far rilevare l'annullamento grava l'onere della prova. L'annullabilità è sempre

sanabile, attraverso la prescrizione dell'azione o la convalida del negozio. Anche se è possibile

l'eccezione, proponibile in ogni tempo. Caio avendo concluso un contratto di cessione

immobiliare con Tizio, minorenne, attende 5 anni dal compimento del 18 anno di età per

chiedere gli effetti del contratto. Sebbene l'azione è prescritta non lo è l'eccezione

corrispondente. EFFETTI DELL'ANNULLAMENTO

Quando il giudice decide per l'annullamento dell'atto l'inefficacia opera ex nunc come se non

fosse mai stato stipulato, con la relativa restituzione o ripetizione dell'indebito. Nei negozi con

minori la ripetizione si svolge nei limiti del vantaggio avuto dallo stesso. Rispetto ai terzi se le

cause di annullamento riguardano la incapacità legale: un minore vede a Tizio che vende a Caio

il secondo negozio è annullabile. Se il vizio cade sulla volontà per gli acquirenti in buona fede

sono salvati. Mentre non lo sono quelli a titolo gratuito o mala fede.

20

LA CONVALIDA

L'istituto per sanare il vizio del negozio è la convalida, ove colui il quale può proporre azione

di annullamento si preclude tale possibilità di far valere il vizio. Se l'atto riguarda la invalidità

legale ad es. il minore, per convalidare il negozio occorre che sia presente il tutore ovvero sia

diventato maggiorenne. Se il vizio era violenza che sia terminata, errore o dolo siano scoperti.

Essa è espressa ove contenga la menzione del negozio annullabile, ovvero tacita ove si dia

corso all'esecuzione volontaria del negozio annullabile.

L'INEFFICACIA

Quando il negozio essendo valido non produce i suoi effetti originari nel testamento ove il

testante deve morire, successiva nel contratto con clausola risolutiva, all'avverarsi del caso

previsto, oppure dall'impugnativa di una delle parti o del terzo nella rescissione, risoluzione,

revoca etc. I DIRITTI REALI

Il diritto reale è quel diritto che si estende sulla cosa (res) potere attribuito al titolare di

utilizzare il bene opponibile erga omnes. Sono a numero chiuso e tipici. Si distinguono due

grandi gruppi:

1) proprietà che corrisponde al diritto soggettivo pieno ed esclusivo;

2) Diritti su cosa altrui cioè diritti reali di godimento, rappresentano un peso su cosa altrui;

3) Diritti reali di garanzia danno diritto alla precedenza nella fase di esecuzione.

LA PROPRIETA' (art. 832-951)

Si distingue la proprietà pubblica, quella appartenente allo stato o altri enti pubblici, da quella

privata. E’ riconosciuto dall’art. 42 della costituzione che la riconosce e la tutela.

L'art. 832 recita che il proprietario ha diritto di godere (come e quando utilizzare la cosa) e

disporre (di alienarla totalmente o parzialmente) delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i

limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico. Salvo l’usucapione

il diritto è imprescrittibile anche il non uso è un esercizio della proprietà. La proprietà inoltre

non ha un termine entro cui si può esercitare. Molto spesso pero vi sono limiti di diritto

pubblico come le leggi edificatorie, vincoli paesaggistici etc. Nuovo concetto su costruzione

che deve essere autorizzata è la ripetibilità di sfruttamento. Così facendo le leggi edilizie hanno

cambiato un orientamento consolidato ove il bene fosse realizzato in un materiale mobile tipo

legno o simile e non fosse ancorato a terra. Oggi ha rilevanza l’aspetto psicologico

dell’utilizzatore. LA PROPRIETA' EDILIZIA

LIMITA’ DI NATURA PUBBLICA DELLA PROPRIETA’

I limiti legali della proprietà sono nell'interesse pubblico affinché sia perseguita la funzione

sociale. Rientra in questo quadro l'istituzione di un Ministero dell'Ambiente, che tutela i beni

naturali. Con la legge urbanistica del 1942 si è imposto a taluni comuni, di un elenco specifico,

la zonizzazione del territorio ove prevedere parti destinate ad insediamenti residenziali,

commerciali, industriali ed artigianali. Inoltre parti destinati a verde etc. Ogni costruzione è

autorizzata dalle autorità comunali in ossequio al piano regolatore.

DIVIETO DI ATTI DI EMULAZIONE E ALTRI LIMITI PRIVATI

Sono quegli atti, che il proprietario, pone in essere al solo scopo di nuocere o arrecare molestia

agli altri (art. 833). Nell'atto compare un elemento oggettivo l'assenza di utilità ed un altro

soggettivo l'intenzione di nuocere o molestare. Piantare alberi al fine di togliere la veduta

21

panoramica al confinante. Vi sono poi norme che regolano i rapporti tra le proprietà vicine.

Esse riguardano: le distanze, le luci e le vedute, acque private.

ESTENSIONE DELLA PROPRIETA'

La proprietà si estende orizzontalmente entro i propri confini e in verticale sopra e sotto la sua

superficie finché vi sia interesse del proprietario. Egli non può, tuttavia, impedire l’attività di

terzi che si svolgano a profondità o altezze tali che non turbino il proprio interesse ad

escluderle. Sono salvaguardate tutte le leggi speciali sull'archeologia etc. non può però impedire

l'entrata nel fondo da parte di cacciatori per l'attività venatoria, mentre per l'attività della pesca

occorre l'autorizzazione del proprietario del fondo. Come pure egli dovrà permettere il

passaggio sul fondo per riparare un muro comune, e permettere il recupero della cosa o

dell'animale fuggito alla custodia, pur se può impedire l'accesso consegnando la cosa o

l'animale. LE IMMISSIONI

Il proprietario non può vietare le immissioni immateriali come i fumi, i rumori, gli scuotimenti,

le esalazioni se non superano la normale tollerabilità, avuto riguardo al luogo. In una zona

industriale devono essere tollerati i rumori tipici dell'attività lavorativa. Oltre il limite, rimesso

all'apprezzamento del giudice, al proprietario è riconosciuta l'azione per far cessare le

immissioni ed il risarcimento del danno subito, l'azione è proponibile non solo contro l'altro

proprietario ma anche verso gli autori es. l'inquilino.

MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA'

I modi di acquisto della proprietà sono a titolo originario e a titolo derivato, nel modo di

acquisto originario si parla quando non vi è un dante causa:

1) per occupazione quando la cosa è stata abbandonata.

2) Per invenzione: quando si riferisce ad una cosa perduta. Come ad esempio il ritrovamento

del tesoro.

3) Per accensione ed usucapione;

4) A titolo derivativo che consiste nell’acquisto della proprietà che prima apparteneva ad altri,

ovvero per successione.

AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETA'

Le azioni accordate al proprietario si dicono azioni petitorie, da realizzarsi per mezzo della

pubblica autorità. Occorre però provare il proprio diritto di proprietà per esperire le seguenti

azioni:

1) rivendicazione quando un terzo abbia il possesso, il proprietario può richiederlo

dimostrando essere il titolare del diritto, ove si tratti di bene immobile occorre dimostrare il

possesso per 20 anni (anche se vi sono tempi più brevi per l'usucapione) per i beni mobili il

titolo astrattamente idoneo a trasferire il diritto di proprietà.

2) negatoria serve per far cessare eventuali molestie o turbative.

3) regolamento di confini si verifica quando non è messo in dubbio il diritto di proprietà ma la

certezza dei confini. Ogni proprietario è attore e convenuto, ogni mezzo di prova è

ammessa, il giudice in assenza di altri elementi si basa sulle mappe catastali;

4) apposizione di termini ove il confine è certo si chiede di apporre dei simboli tra i due fondi

di comune accordo col proprietario dell’altro fondo si appongono i segni lapidei.

5) L'azione di nuova opera (opera dell'uomo) spetta al proprietario, al titolare di diritto reale

di godimento ed al possessore che teme che una nuova opera possa determinare nocumento

al suo diritto. Può essere esercitata entro 1 anno ma comunque prima della conclusione

dell'opera. In quest'ultimo caso si potrà esercitare l'azione petitoria o possessoria.

22

6) L'azione di danno temuto, esperibile dal proprietario o titolare di diritto reale di godimento

o dal possessore nel caso in cui vi sia pericolo di un danno grave e prossimo da qualsiasi

edificio, albero, o altra cosa (mai dalla nuova opera dell'uomo) senza che ricorra ipotesi di

nuova opera DIRITTI REALI DI GODIMENTO (art. 952-1099)

I diritti reali di godimento sono una limitazione di un diritto reale altrui. I diritti reali di

godimento sono a numero chiuso e tipici: la superficie, l'enfiteusi, l'usufrutto, l'uso, l'abitazione

e le servitù prediali. LA SUPERFICIE

E' la limitazione imposta al proprietario di terreno per la costruzione di porzione immobiliare a

favore di altri. Oppure il diritto nel mantenere una costruzione già esistente separatamente dalla

proprietà del fondo. L'ENFITEUSI

L'enfiteusi attribuisce all'enfiteuta il diritto di godimento del fondo in cambio di un canone

annuo e l'obbligo di miglioramenti.

Questo diritto somiglia all'usufrutto ma mentre nell'usufrutto vi è il divieto della variazione di

destinazione d'uso nell'enfiteusi no ma a patto che non lo deteriori.

Il diritto può essere perpetuo ovvero a tempo determinato ma mai inferiore a 20 anni. Serve per

evitare l’usucapione favorendo l’utilizzazione del diritto.

L'USUFRUTTO

E' il diritto concesso all'usufruttuario di godere della cosa con l'obbligo di rispettarne la

destinazione economica. L'usufrutto ha sempre una durata temporanea che può estendersi al

massimo alla vita dell'usufruttuario. Se il termine non è scaduto alla morte dell'usufruttuario il

diritto decade. Non può essere maggiore a 30 anni se istituito a favore di persone giuridiche. Al

proprietario è attribuita la nuda proprietà.

USO E ABITAZIONE

Ambedue i diritti reali di godimento, sono tipi di usufrutti limitati, e si riferiscono al diritto di

abitare un immobile limitatamente ai bisogni propri o della famiglia.

LE SERVITU' PREDIALI

E' il peso imposto su un fondo per utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

E' necessaria dunque un rapporto di servizio tra i due fondi confinanti e di proprietà diversa. Il

diritto consiste in un peso sul fondo servente che si esplica con un divieto: es.: divieto di

costruire, permettere l’attraversamento del fondo etc. nasce per accordo tra le parti o

giudizialmente con una servitù coattiva. Ogni servitù deve esercitarsi civilmente in modo da non

ledere eccessivamente il fondo servente.

DIRITTI DI PRELAZIONE

DIRITTI REALI DI GARANZIA (art. 2784-2906)

Oltre i privilegi, che non hanno carattere reale, le cause legittime di prelazione sono il pegno e

l'ipoteca. Essi si dicono diritti reali di garanzia, perché come i diritti reali, sono assoluti valevoli

erga omnes e hanno il diritto di sequela. Possono perseguire il bene anche se ceduti a terzi, per

23

mezzo dell'espropriazione. Differiscono dai diritti reali di godimento in quanto questi ne limitano

il potere del proprietario al godimento, i diritti reali di garanzia invece ne limitano il potere di

disposizione. Infatti gli eventuali acquirenti sopportano il debito che il bene garantisce.

 Il privilegio è una causa di prelazione, stabilita dalla legge, che riconosce in

relazione alla natura del credito. Come il credito del lavoratore, dell’artigiano etc. si

distingue in generale quando esplica la garanzia su tutti i beni del debitore o

particolare o speciale se si espleta su un determinato bene o categoria di beni.

 Il pegno garantisce l’adempimento con lo spossessamento del bene mobile.

L'ipoteca, trascrivibile solo su bene immobile o bene mobile registrato (nascente

con la trascrizione) pesa per gradi e perde efficacia dopo 20 anni. Quindi è d’uopo

ritrascriverla prima della scadenza per evitare di perdere il grado. Per la

cancellazione valgono le stesse formalità prescrittive per l’iscrizione. Necessita

dell’autentica della firma del creditore (a mezzo notaio).

IL POSSESSO (art. 1140-1157)

Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della

proprietà o di altro diritto reale. È evidente che siamo di fronte ad una relazione di fatto

intercorrente tra un soggetto ed un bene a prescindere dalla sussistenza del diritto di proprietà o

di altro diritto reale. Il possesso pieno del bene appartiene al proprietario che racchiude in se il

possesso fisico ed il diritto a possedere. Da ciò si può asserire che qualora un soggetto possieda

un bene e non è proprietario può dar vita ad altre figure quali il possesso mediato attraverso

un’altra persona, come accade nella locazione, ove il locatore, prende il nome di detentore.

Anche il ladro ha il possesso ma non il diritto. Il possesso riguarda solo la proprietà ed i diritti

reali di godimento. Con il decorso del tempo provoca l’usucapione.

AZIONI POSSESSORIE

Le azioni possessorie sono quelle azioni a tutela del possesso possono farsi valere contro tutti

anche contro il proprietario, sono azioni provvisorie fin quando il diritto non viene accertato e

consistono nelle:

- azione di reintegro o di spoglio quando taluni spogliano il possessore del bene;

- azione di manutenzione tendente a far cessare le molestie e turbative;

- azione di nuova opera e di danno temuto (lo stesso che spetta al proprietario)

IL RAPPORTO OBBLIGATORIO (art. 1173-1175)

Le obbligazioni sono disciplinate dal libro 4 del C. C. e derivano direttamente dal diritto romano

(ob glazio). Consiste nel rapporto mediante il quale due persone concordano che una di esse

deve eseguire un'obbligazione consistente in dare, fare o non fare. A differenza della proprietà e

dei diritti reali di godimento, l'esercizio del potere non si fonda sulla cosa con validità erga

omnes, ma su un diritto di credito relativo, poiché fatto valere solo su una persona, il debitore. Il

debitore che non adempie all'obbligazione risponde con i suoi beni presenti e futuri al

risarcimento del danno. Anche se è ammissibile l'esecuzione forzata in forma specifica

esercitabile solo con un obbligazione di dare, ovvero un fare fungibile o obbligo di non fare.

FONTI DELLE OBBLIGAZIONI

Le fonti delle obbligazioni sono i contratti, i fatti illeciti ed ogni altro fatto o atto idoneo a

produrre effetti, in conformità all'ordinamento giuridico. A differenza delle obbligazioni

naturali che sono quegli obblighi nascenti da rapporti di cortesia e non coercitivi per legge. Le

obbligazioni nascenti dalla legge sono: 24

la gestione degli affari altrui “negozio gestio” (art. 2028-2032) costituisce un’eccezione

1) alla regola generale del divieto nell’ingerenza negli affari altrui. È rappresentato

dall’attività di un soggetto a favore di altro impossibilitato. Il soggetto ha l’obbligo di

portare a compimento le trattative fintanto che l’interessato non possa occuparsene di

persona.

2) Ripetizione dell’indebito (restituzione dell’indebito) Le figure del pagamento dell'indebito

possono verificarsi: nell’indebito oggettivo quando si effettua per errore un pagamento non

dovuto. Ed indebito soggettivo quando l’errore ricade sulla persona. Il debito esiste ma non

con Caio quanto verso Sempronio (es. per cessione di credito). Si ha diritto alla ripetizione

quando l’errore è scusabile ed in buona fede. Se invece l'errore non era scusabile il

creditore può trattenere quanto dovuto ed il terzo si surroga nei diritti del creditore verso il

debitore. Se il percipiente si arricchisce indebitamente si può adire alla ripetizione per

arricchimento senza causa.

3) Arricchimento senza causa: (art, 2041) L'azione di ingiustificato arricchimento è un

azione sussidiaria, esperibile come ultimo rimedio. Deve sussistere uno spostamento

patrimoniale senza motivo dove il dante causa si impoverisce e l’avente causa si

arricchisce. OBBLIGAZIONI NASCENTI DA FATTI ILLECITI

Qualsiasi fatto doloso o colposo che cagione ad altri un danno ingiusto obbliga colui che lo

ha procurato al risarcimento dei danni (art. 2043). Sono quei fatti civili che si verificano

ingiustamente a danno altrui come ad. Es. il tamponamento, l’aggressione di animali lasciati

liberi e così via che determinano il risarcimento del danno. Mentre l’illecito penale è tipico, cioè

previsto dal legislatore, quello civile è atipico proprio perché non ha carattere penale e può

assumere le forme più disparate. Nel danno si contempla un comportamento doloso

(volontariamente cagionato) o colposo (per negligenza, imperizia o inosservanza di norme di

carattere generale) nel dolo non si deve confondere la sopravvalutazione senza truffa di un

bene. Se la commissione del fatto riguarda più persone essi sono responsabili solidarmente. Es.

il farmacista che vende il veleno senza mettere l’apposita etichetta sulla boccetta, è solidarmente

responsabile con colui che lascia la stessa alla mercè di chiunque. Avendo entrambi concorso

alla determinazione dell’evento sono responsabili in solido come “concausa” al risarcimento

del danno. Ma diverso è il caso quando si è di fronte ad un caso eccezionale ed imprevedibile.

Nel ferimento per tamponamento il danneggiato ricorre alle cure dei medici ospedalieri e muore

per un incendio accidentale dell’ospedale. Come non risponde colui che è incapace di aver

causato un danno sempreché l’incapacità non sia a lui imputabile come per ubriachezza o droga.

Il danno deve essere ingiusto cioè contro i precetti dell’ordinamento giuridico.

(CONDIZIONI ATTENUANTI) ESIMENTI SCRIMINANTI

Il fatto illecito è attenuato da alcune cause di giustificazione per:

1) esercizio di un diritto: il proprietario del fondo che lo recinta;

2) adempimento di un dovere: il poliziotto che arresta il ladro non deve risarcire i danni subiti

in conseguenza di ciò;

3) legittima difesa (art. 2044) ma la legittima difesa è che l’atto deve essere di uguale intensità

del pericolo per non aversi il caso di eccesso di legittima difesa. Il pericolo deve essere

rivolto alla persona o ad altri. Non è ancora prevista la legittima difesa per le aggressioni ai

beni.

4) Per stato di necessità: il naufrago che per salvare se stesso o altri difende l’unico salvagente

a scapito degli altri. Sempre che non abbia lui causato l’evento (es. drogato o ubriaco)

In tutti questi casi il pericolo deve essere attuale e non post. Es. il derubato rincorre il ladro è lo

ferisce mortalmente non si può applicare la legittima difesa.

25

CONDIZIONI AGGRAVANTI

Il danneggiato deve provare il danno ed il nesso causale oltre il dolo o la colpa. Ma per talune

attività si inverte l’onere della prova quando:

1) responsabilità per esercizio di attività pericolose (art. 2050);

2) danno cagionato da cose in custodia (art. 2051);

3) danno cagionato da animali (art. 2052);

4) rovina di edifici (art. 2053).

Sono quelle ipotesi di responsabilità oggettiva che cioè prescindono dall’elemento psicologico

colpa o dolo. Questi casi sono eccezionali nel nostro diritto perché non valuta l’intenzionalità o

la negligenza. È il caso del vettore che è responsabile del danno avuto dal passeggero. Ma i

soggetti si possono discolpare provando che il danno si è verificato per causa a lui non

imputabile. RESPONSABILITA’ INDIRETTA O PER ATTO ALTRUI (art. 2049)

Alcuni soggetti rispondono per responsabilità indiretta per gli atti causati da terzi è il caso dei

genitori, del il tutore, del proprietario dell’autoveicolo solidarmente responsabile col

conducente, del datore di lavoro per i danni causati dal dipendente nello svolgimento delle sue

funzioni. RESPONSABILITA’ DEL PRODUTTORE

In attuazione della direttiva comunitaria 85/374 del 1985 l’Italia ha recepito con dpr 224 del

24.05.1988 alcune norme a tutela dai danni procurati dai produttori di beni mobili. Il produttore si

ritiene responsabile per i danni arrecati al consumatore anche in assenza di prove sulla specifica

negligenza dell’utilizzatore. Il produttore per discolparsi deve provare che i danni patiti dal

consumatore sono stati generati da motivi a lui non imputabili. Inoltre la direttiva stabilisce cosa

si intende per prodotto che vale come ogni bene mobile ad eccezione dei prodotti agricoli e della

pesca inclusa l’energia elettrica. I CONTRATTI (art. 1321)

È la figura più importante del negozio giuridico. Il contratto è l'accordo di due o più parti, a

contenuto patrimoniale, per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico, meritevole di

tutela. Non è un contratto il testamento il quale è un atto unilaterale, non lo è il matrimonio in

quanto non ha carattere patrimoniale. Nel contratto (2° comma art. 1321) la legge riconosce

l'autonomia contrattuale perché le parti possono stipulare anche contratti atipici.

ELEMENTI DEL CONTRATTO

Gli elementi essenziali del contratto sono: l'accordo, la causa, l'oggetto e la forma.

CLASSIFICAZIONE

I contratti possono essere:

1) tipici o atipici a seconda che siano individuati dal codice civile;

2) contratti a prestazioni corrispettive o sinallagmatici e contratti in cui la prestazione

sia a carico di una sola parte (fideiussione, deposito gratuito ed il comodato), per

sinallagmaticità si intende la reciprocità ove ogni parte deve adempiere a qualche

prestazione. Nella vendita do bene in cambio di danaro, se non viene adempiuta una

prestazione decade anche l'altra devo pagare il prezzo quando divento proprietario

della merce se la merce e infungibile ed è sopravvenuta una causa di forza maggiore

non dovrò pagare il prezzo.

3) contratti a titolo oneroso e a titolo gratuito;

26

4) contratti consensuali si perfezionano con il solo consenso e contratti reali necessita

della consegna del bene (mutuo, il comodato, il deposito ed il pegno);

5) contratti commutativi che contemplano reciproci sacrifici certi, e contratti aleatori

ove le parti si affidano alla sorte od al caso (assicurazione, gioco, etc.) in questi

contratti non sono previsti la rescissione per lesione né la risoluzione per eccessiva

onerosità. Non va riconosciuta l'alea ove sia previsto un rischio ragionevole

prevedibile da parte di qualsiasi persona di normale diligenza (nell'appalto l'accollo

di un rischio di aumento dei prezzi entro certi limiti);

6) contratti ad esecuzione istantanea e di durata come la somministrazione, la

locazione il lavoro subordinato, in caso di causa sopravvenuta non pregiudica gli

effetti delle prestazioni già compiute. Nei contratti istantanei si può avere la

prestazione immediata o differita, pagherò la merce tra 30 giorni. Ai contratti ad

esecuzione differita come ai contratti di durata si applica la risoluzione per eccessiva

onerosità sopravvenuta;

7) nei contratti la forma è libera ma in alcuni è prevista la forma vincolata, quelli

che riguardano i beni immobili o le donazioni;

8) contratti ad efficacia reale sono quei contratti che realizzano il fine con il semplice

consenso. Ad efficacia obbligatoria si hanno quando le parti si obbligano a

trasferire un diritto con un contratto preliminare, o quando la cosa non è determinata

ovvero non ancora separata.

LA CAUSA ILLECITA O ILLICEITA’ DELLA CAUSA

La causa è un requisito essenziale del contratto e deve essere lecita, vale a dire conforme

all’ordinamento giuridico. La illiceità è prevista dall’art. 1343 del c.c. che recita: “la causa è illecita

quanto è contraria a norme imperative all’ordine pubblico ed al buon costume”. Ove per buon

costume si intendono quei principi morali comunemente accettati in ambito nazionale, secondo la

morale sociale o di decenza.

LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO (art. 1337- 1380)

Prima di concludere il contratto le parti hanno dei contatti esse devono comportarsi secondo buona

fede, art. 1337, se una di essa si ritira dalle trattative, senza giustificato motivo, e l'altra ha fatto

affidamento sulla conclusione dello stesso, è tenuto al risarcimento delle spese che l'altra parte non

avrebbe sostenuto se non per la conclusione dell'atto. Tale responsabilità si dice precontrattuale.

Altro aspetto della buona fede è quello di informare la controparte di cause d'invalidità conosciute.

Il risarcimento dei danni si limita alle spese sostenute mentre nell'inadempimento la responsabilità

dell'inadempiente è maggiore. IL MOMENTO DEL PERFEZIONAMENTO

Quando la proposta è accettata il contratto si perfeziona. L’accettazione è valida se effettuata per

posta ed il preponente non ha aperto la posta per negligenza.

L'OFFERTA AL PUBBLICO

Si ha un'offerta al pubblico quando l’invito all'acquisto e destinato a tutti, come la merce esposta in

vetrina, distributore automatico etc.. Cosa diversa è la proposta a trattare, anche con inserzioni

pubblicitarie, ovvero con la promessa al pubblico, non a chiunque ma solo a chi si trova in una

determinata situazione, es. i primi 100 clienti che entrano nei locali. L'offerta al pubblico può essere

revocata con gli stessi mezzi con cui è stata portata a conoscenza del pubblico ed è valida anche

verso chi sostiene di non esserne stato a conoscenza.

27

CONTRATTI A FAVORE DEI CONSUMATORI

CONTRATTI PER ADESIONE O MEDIANTE FORMULARIO

A causa della velocità di conclusione dei contratti per risparmiare tempo si è diffuso l'uso di

confezionare dei contratti per adesione, con clausole già definite senza possibilità alcuna di

trattare. Non essendoci la fase dell'accordo, chi redige il contratto tende ad arrogarsi alcuni

privilegi. Il legislatore italiano (c.c. 1342) e quello comunitario però hanno disciplinato, nei

contratti standard, delle cautele a favore dell'aderente al fine di evitare abusi ai suoi danni.

Le regole sono:

1) che le clausole aggiunte, in caso di incompatibilità, prevalgono su quelle standardizzate,

anche se non cancellate;

2) che le clausole generali siano conosciute dalla controparte con l'ordinaria diligenza, es. se

avesse letto il contratto;

3) in caso dubbio le clausole generali si interpretano a favore dell'aderente (si applica la

buona fede contrattuale);

4) le clausole vessatorie, che limitano la facoltà dell'aderente, devono essere approvate

specificatamente per iscritto dalla controparte.

Sono clausole vessatorie la limitazione della responsabilità del proponente, la facoltà di

recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione, quelle che sanciscono a carico dell'altro

contraente decadenze, limitazione alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà

contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole

compromissorie o deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.

Queste clausole sono nulle se non approvate per iscritto (c.c. 1341) e confermate in calce. Ma le

stesse clausole se scritte in piccolo sono nulle secondo una sentenza della Cassazione. La nullità

della clausola non inficia il negozio (cfr. conservazione del contratto).

Come si diceva sopra il legislatore nazionale si è unita quella della Comunità Europea intervenuta

con la direttiva comunitaria n. 13 del 05/04/1993 attuata con L. Comunitaria n. 52 del 06/02/1996.

(ogni anno lo stato vara una legge comunitaria che recepisce le direttive UE o con una nuova legge

ovvero con un DLgs.). Con la legge comunitaria 52/96 sono stati introdotti gli articoli 1469 bis e

segg. a tutela del consumatore, le parti del contratto sono il professionista ed il consumatore. Si

intende professionista colui che esplica l’attività professionalmente ed economicamente diretta alla

produzione di beni e servizi. Mentre il consumatore è l’acquirente persona fisica che opera per fini

estranei all’attività imprenditoriale o professionale. Questa legge ha il pregio di individuare le due

categorie perché prima di tale momento non era stato mai fatto. In questi contratti le clausole

vessatorie si nominano clausole abusive. E si presumono tali quando non sono chiare.

L’Ordinamento Giudiziario ha sempre prestato attenzione alla tutela della buona fede contrattuale

ed ha varato provvedimenti come quelli sulla pubblicità ingannevole, la privacy, contratti a distanza

etc.

I contratti a distanza (es. televendite) sono stati oggetto del D.Lgs 185 del 22/05/1999 attuazione

della direttiva comunitaria n. 97 del 20/05/97; il contratto a distanza si intende in quei casi in cui le

parti sono distanti ed il rapporto è organizzato dal fornitore a mezzo Tv, on-line etc. i campi di

applicazione si applicano ai contratti di vendita all’asta o distributori automatici, e costruzioni e

vendita su beni immobili. Il requisito fondamentale è che il fornitore rimanga costante e fornisca le

proprie generalità, ed il consumatore deve avere il diritto di recesso (art. 5) da esercitarsi entro 10

gg.

Altra direttiva si è interessata delle vendite di cose mobili e somministrazioni (energia elettrica, gas,

acqua etc.) direttiva comunitaria 44 del 25/05/99 recepita con DLgs. n. 24 del 02/02/02 riguarda la

possibilità di recesso sul suo fornitore dante causa, evitando responsabilità adducendo il fatto di

essere un intermediario di altro fornitore; con questa norma si può immediatamente essere tutelati

contro il fornitore diretto. 28

Anche la Regione Abruzzo con L.R. n. 30 del 31/07/01 ha emanato una legge a favore dei

consumatori e degli utenti tanto che è stato condannato un tour operator al risarcimento dei danni

per vacanza rovinata. LA PUBBLICITA’ INGANNEVOLE

La pubblicità è qualunque messaggio nell’attività commerciale, industriale, artigianale e

professionale allo scopo di promuovere la vendita o i servizi del produttore. È pubblicità

ingannevole quella pubblicità che induca in errore per canalizzare i consumi ovvero lede un

concorrente. La pubblicità deve essere riconoscibile, per i prodotti pericolosi non da notizie tali da

poter indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza. Chi ritiene che la

pubblicità sia ingannevole può rivolgersi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato

affinché sia vietata la continuazione. L’azienda può essere condannata a pubblicare una apposita

dichiarazione rettificativa. Ma anche l’operatore pubblicitario non osservante del divieto può essere

condannato con l’arresto. LA CLAUSOLA PENALE E LA CAPARRA

Chi si rende inadempiente è tenuto al risarcimento del danno il quale deve essere provato. Con

l’inserimento nel contratto della clausole penale si liquida anticipatamente il danno

convenzionalmente stabilito. È una forma risarcitoria che non richiede la dimostrazione del danno

subito. Ma non evita il ricorso al giudice per il risarcimento del danno, se ritenuto più sostanzioso.

La caparra invece si distingue in confirmatoria e penitenziale la prima, che sta a dimostrare la

serietà nella conclusione del contratto, nel caso di inadempimento conferisce il diritto al creditore di

trattenere la caparra, o può richiedere l'esecuzione specifica o il risarcimento del danno secondo le

regole generali. Se segue l'adempimento può essere trattenuta come acconto.

La caparra penitenziale è la possibilità, data ai contraenti, di recesso senza che la controparte

possa pretendere altro. CONTRATTO A FAVORE DEL TERZO

Un contratto che prevede l'acquisto di diritti a favore del terzo non deve limitarsi ad un vantaggio

generico, costruisco una strada privata ed il terzo potrà passarvi ma non ha alcun diritto verso il

debitore come pretendere l'esecuzione ovvero agire in giudizio per inadempimento. Ma deve

discendere diritti effettivi come nell'assicurazione vita, nel contratto di trasporto (l'accordo tra le

venditore e vettore si riverbera a vantaggio del destinatario). La figura del rappresentante è diversa

dal terzo, in quanto acquisisce vantaggi a favore del rappresentato. Il terzo può rinunciare al

beneficio, quando il terzo accetta gli è preclusa la facoltà di revoca. Lo stipulante ha diritto di

revoca se il beneficio deve avvenire alla sua morte. Cambio l'erede con una disposizione

testamentaria. L'altro stipulante può opporre al terzo tutte le eccezioni che ricadono sull'altro

stipulante ad eccezione di quelle fondate da rapporti tra promittente e stipulante, come es. la

compensazione di un debito nascente da altro contratto.

IL CONTRATTO PRELIMINARE

È il contratto in cui si pattuisce di stipulare un successivo contratto definitivo avendo già raggiunto

un accordo sulle parti essenziali e volendo vincolare i soggetti. Deve rivestire la stessa forma e tutte

le condizioni essenziali del contratto da stipulare (per i beni immobili deve essere per iscritto). I

motivi per cui si è spinti a stipulare contratti preliminari possono essere molteplici:

1) per evitare contratti sottoposti a condizione o ad effetti differiti;

2) per avere la possibilità di modificare gli accordi raggiunti, verificare il perdurare reciproco

all'affare, o avere un tempo maggiore per controllare gli eventuali vizi, ritardare il decorrere

di prescrizioni e decadenze;

3) perché la cosa non è ancora disponibile, la casa in costruzione, oppure l’acquirente ha

bisogno di tempo per rogare il contratto di mutuo per l’acquisto.

4) Etc. 29


PAGINE

37

PESO

208.54 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Angelone Claudio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Istituzioni di diritto

Istituzioni di diritto - Domande d'esame
Appunto
Istituzioni di diritto
Appunto
Diritto commerciale
Appunto