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Istituzioni del diritto romano

Il diritto privato romano serve per capire meglio il diritto commerciale, di procedura civile di mezzo mondo odierno. Nel 1500 il corpus iuris civilis giustinianeo era in contrapposizione con il corpus iuris canonici: raccolta di diritto civile laico VS diritto canonico della Chiesa. Il diritto laico nel 1500 era come lo aveva tramandato Giustiniano.

Impero d'oriente

L'Impero d'oriente: 395-1493 caduto a causa della conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi. In oriente, dopo la caduta dell'impero, resta in vigore la costituzione di Giustiniano, la quale era scritta in latino, ma siccome la lingua orientale era il greco, questa viene tradotta in greco nel periodo dell'imperatore Eraclio. Quindi scompare il latino dal diritto romano (inizio VII sec.). I popoli come i Bulgari e i Serbi si stanzionano nei territori dell'impero d'oriente e quindi utilizzano il diritto romano. Nelle province romane dell'Egitto, Siria e Mesopotamia non vige più il diritto romano, ma il diritto arabo.

Diffusione del diritto romano

A cavallo tra il IX e il X secolo gli imperatori bizantini, Basilio I e suo figlio, Leone VI Il Saggio, scrivono la riedizione del corpus iuris civilis di Giustiniano, intitolati "I Basilici". Essi sono composti da 60 libri, suddivisi in titoli, rubrica e frammenti. La costituzione giustinianea viene condensata in soli 60 libri, i quali comprendono anche i commenti in greco (gli scoli) dei giuristi dell'epoca giustinianea. I Basilici sono fondamentali per la diffusione del diritto romano nell'oriente mediterraneo.

Il diritto romano si diffuse anche nel granducato di Kiev (Ucraina) perché la sorella di Basilio II, Anna, sposò il Granduca Vladimiro nell'989. In Russia quindi vigeva il diritto romano e il cristianesimo ortodosso. All'inizi del 14° secolo I Basilici divennero troppo difficili da comprendere, quindi un giudice della Tessalonica, Harmenopolus, pubblicò i "Sei Libri", i quali erano in vigore in Russia e nel territorio circostante ai Balcani.

Nel 1053 avvenne lo scisma tra cattolici e ortodossi. Negli ordinamenti della Serbia, Bulgaria, Grecia era presente una forte influenza occidentale tedesca o francese. La Russia fino al 1922 non ha un codice, perché a legiferare ci pensa lo zar. Il codice in Russia fu redatto da Lenin, il quale aveva dato la tesi universitaria sul diritto romano filtrato dai bizantini. Questo codice restò in vigore fino al 1990.

Riscoperta del diritto romano in Occidente

Cosa successe in Occidente? L'Italia perse la sua unità a causa dell'invasione longobarda e del corpus iuris civilis si persero le tracce. Intorno alla fine del XI sec. un monaco, chiamato Irnerio, a Bologna riscopre il Digesto e questo evento portò alla riscoperta anche di tutto il codice giustinianeo. Per questa ragione a Bologna nacque la prima università in senso moderno e la rinascita dello studio del diritto civile.

Il corpus iuris civilis doveva essere applicato dall'impero laico. Il diritto romano così tornò ad essere applicato in tutta l'Europa occidentale. In quel periodo si diffusero anche molti commentari dei giuristi del tempo, tra i più noti spiccano i nomi di Bartolo da Sassoferrato e Baldo degli Ubaldini. In quel periodo nascono "La Scuola Culta Francese" e "La Scuola Elegante Olandese", dalle quali provenivano autori come Cuiacio, Donello e Ugo Grozio. Essi scrivevano in latino e facevano la distinzione tra diritto civile e diritto canonico, insieme chiamati Ius Comune.

L'unico paese che rimase escluso da questo fenomeno fu l'Inghilterra. Gli stati europei non avevano bisogno di un proprio codice distinto da quello degli altri paesi, perché tutti usavano il codice giustinianeo filtrato e rivisitato nei vari casi a causa dell'influsso delle distinte religioni. Guglielmo il Conquistatore afferma in Inghilterra un potere monarchico molto forte, nel quale il re non delega l'amministrazione della giustizia ai signori feudali. Da questo fenomeno si può notare la poca influenza in Inghilterra del diritto romano continentale.

Nel XIX secolo Napoleone sostituì il codice di Giustiniano con quello napoleonico (1804). Coloro che avevano il compito di redigere il codice napoleonico avevano talmente fatto propria la cultura giuridica romana che esso comprendeva per l'80% il diritto romano. Il codice napoleonico è importante perché è il primo codice in senso moderno ed esso influenzerà tutta l'Italia preunitaria e tutti gli stati europei, compresi delle rispettive colonie. Così in Europa si cristallizza il diritto romano e in Cile, Argentina, Brasile (Sud America) si applica il diritto spagnolo, quindi quello romano.

In Austria nel 1811 a causa del pensiero giusnaturalista moderno fu redatto il "ABGB" = codice civile generale austriaco. La Germania inizialmente mantenne lo Ius Comune, ma nel 1900 sentì la necessità dell'assunzione di un codice proprio. Questo nuovo codice tedesco prese spunto sempre dal codice giustinianeo, ma è di difficile lettura (solo per l'élite). Il Giappone e la Cina (1930) hanno adottato l'imitazione del codice tedesco. Nell'Europa del XX secolo i codici civili sono una mediazione tra il codice tedesco e quello francese.

Civil Law = paesi che hanno un codice basato sulla tradizione romana ed hanno tutti un codice scritto. Common Law = paesi anglosassoni (Inghilterra e ex colonie inglesi: USA, Canada, Australia, Singapore, Nuova Zelanda) senza codificazione scritta: le sentenze dei giudici vengono raccolte in codici. Poi ci sono i casi misti come la Scozia, che ha la regina di Inghilterra, ma un parlamento diverso da quello inglese (anche Sud Africa). Inoltre ci sono i paesi che applicano lo Ius Comune come Andorra e San Marino.

Fasi del diritto romano

Prima fase: Diritto Arcaico

1° Fase = Diritto Arcaico = dalle origini fino al 242 a.C. (istituzione del pretore peregrino). Il Diritto Arcaico ruota intorno alle XII Tavole.

Seconda fase: Diritto Preclassico e Classico

2° Fase = Diritto Preclassico (fino agli ultimi anni della repubblica) e Diritto Classico o Diritto Privato dell'età commerciale = dal 242 a.C. fino alla morte di Alessandro Severo 235 d.C. Il diritto privato è molto più legato al fattore commerciale, mentre i mutamenti istituzionali sono legati al fattore sociale.

Terza fase: Diritto Post-Classico Giustinianeo

3° Fase = Diritto Post-Classico Giustinianeo o Diritto del tardoantico = dal 235 d.C. al 566 d.C morte di Giustiniano.

Lo schema del diritto privato è: Personae, Res, Actiones (persone, cose, azioni).

Il diritto di famiglia

Personae

Il primo tema da affrontare è quello delle persone e del diritto di famiglia. Liberi o Schiavi, Persone Cittadini (cives) o Stranieri (peregrini), Persone sui iuris o Persone alieni iuris. Sui iuris = persone giuridicamente autonome, Alieni iuris = persone soggette ad altrui potestà.

Tre sono gli Status, cioè la posizione giuridica:

  • Status Libertatis
  • Status Civitatis
  • Status Familiae

Aveva capacità giuridica solo chi possedeva questi tre status. Gli schiavi non avranno mai capacità giuridica perché mancheranno sempre dello status libertatis. Dopo la Costitutio Antoniniana (estensione a tutto l'impero della cittadinanza) lo status civitatis non è più necessario per ottenere la capacità giuridica. Le persone soggette alla patria potestà (i figli) non hanno capacità giuridica, solo dopo Augusto ne acquistano una crescente. I figli degli schiavi non hanno capacità giuridica, ma hanno capacità di agire, infatti per esempio il figlio di uno schiavo acquistare un terreno firmando un contratto per il suo padrone.

Limitazioni della capacità di agire

Ci sono soggetti che hanno capacità giuridica, ma limitata capacità di agire, 4 sono le cause:

  • Condizione di impubere = non avere raggiunto la pubertà, avere la minorità. La maggiore età non la si raggiunge con il compimento dei 18 anni, ma attraverso la maturità fisica e sessuale.
  • Sesso femminile = le donne non avevano capacità di agire, non per discriminarle, ma per non disperdere il patrimonio.
  • Infermità mentale = furiosus, mente captus: mentecatto
  • Prodigalità (prodigus) = quando la mania di spendere diventa una deviazione psicologica (es. chi gioca ai videopoker).

Nel periodo post-classico ci sono altre cause per limitare la capacità di agire: cause eretiche (ortodossi, pagani, ebrei). I romani non utilizzavano il termine nascituro, ma "colui che è nell'utero" o "nel ventre" = "qui in utero est" o "venter" o "concepito" = "concepito". Nell'epoca di Giustiniano il nascituro veniva indicato tramite questa espressione: "conceptus pro iam nato habetur" = "il concepito si considera come già nato".

Prima di Giustiniano c'erano varie oscillazioni di opinioni a riguardo di come dover considerare giuridicamente il nascituro: Salvio Giuliano afferma che il nascituro è quasi a tutti gli effetti da considerare già nato, mentre Paolo dice che il nascituro viene considerato come già nato solo per quanto riguarda i vantaggi (donazioni, eredità...), ma ne diviene effettivamente titolare al momento della nascita. Il nascituro è parte delle viscere della madre (pars viscerum), quindi esso non è un soggetto autonomo, infatti (caso che troviamo quando una schiava è incinta sottoposta ad un usufrutto ???) dopo un divorzio se la donna è incinta questa vuole abortire, ma viene sorvegliata da dei custodi.

Status schiavi

Lo schiavo poteva diventare libero e il libero poteva diventare schiavo. Lo schiavo liberato si chiama Liberto o Libertino (Libertus o Libertinus). Contrapposizione tra liberto e Ingenuo (ingenus): l'ingenuo è nato libero, mentre il liberto è una persona nata schiava poi liberata dal suo padrone. Il padrone con un proprio atto unilaterale e volontario può liberare un suo schiavo, questo atto è chiamato giuridicamente Manomissione (Manumissio). La manomissione ha come effetto quello di rendere lo schiavo liberato un cittadino con piena capacità giuridica, ma esso ha alcune limitazioni per quanto riguarda il rapporto che ha con il suo ex padrone, il suo patrono (lo schiavo ha un padrone = dominuo e il liberto ha un patrono) :

  • Il liberto deve riservare una quota al suo patrono
  • Il liberto deve lavorare alcune ore gratuitamente per il patrono
  • Il liberto non poteva chiamare in giudizio il patrono senza l'autorizzazione del pretore

Tre sono i modi di manomissione:

  • Vindicta = bacchetta = inter vivas (persona ancora viva)
  • Testamento = mortis causa (gli effetti dell'atto solo dopo la morte del padrone)
  • Censu = censo = inter vivas

La vindicta era un processo eseguito davanti al pretore: il padrone con la bacchetta (simbolo di potere) toccava lo schiavo pronunciando una formula e così lo liberava. Il padrone poteva lasciare scritto nel suo testamento che voleva liberare lo schiavo. Il padrone, se scriveva il nome del suo schiavo nelle liste del censo, quest'ultimo diventava automaticamente libero perché nel censo erano presenti solo le persone libere.

In seguito si utilizzarono anche modi più semplici di manomissione:

  • Per Epistulam = per lettera
  • Inter Amicos = tra amici (durante un banchetto)

Alla fine della Repubblica nel populus romanus crescevano gli schiavi liberati e gli stranieri, quindi si emanarono tre leggi per limitare le manomissioni per non alterare troppo la composizione del popolo romano:

  • Lex Fufia Canina 2 a.C = limita le manomissioni per testamento, stabilendo una percentuale massima che il padrone poteva manomettere (es. se ha 5 schiavi poteva manometterne solo 1).
  • Lex Aelia Sentia 4 d.C = impedisce che diventino cittadini gli schiavi manomessi con un'età inferiore a 30 anni con un padrone di età inferiore a 20 anni. Questi schiavi diventavano liberi, ma non cittadini subito, infatti acquistavano la latinità diventando Latini Aeliani. Se gli schiavi avevano subito pene infamanti e maltrattamenti non diventavano cittadini né latini, ma Peregrini Dediticii, cioè stranieri.
  • Lex Iunia Norbana 19 d.C. = se gli schiavi venivano manomessi per epistulam o inter amicos non acquisivano direttamente la cittadinanza, ma diventavano Latini Iuniani.

Durante il Principato venne inserita un nuovo tipo di manomissione: Manomissione Fedecommissaria = veniva inserita una clausola nel testamento di un uomo dove veniva indicato il nome di un delegato a cui apparteneva lo schiavo e si chiedeva di liberarlo (l'uomo morto chiedeva al padrone dello schiavo di liberarlo, perché spesso le schiave erano amanti). Inizialmente il delegato può rifiutarsi di liberare lo schiavo, ma Augusto impone che se il padrone in questione non manomette lo schiavo, questo viene processato. Dal I secolo dopo Cristo è lo schiavo stesso che può chiamare in giudizio il suo padrone se non lo libera dopo che si sia compiuta una manomissione fedecommissaria. Iudicia Libertatis = processi nei quali si discute della libertà di uno schiavo. Lo schiavo deve essere assistito dall'Adsertor Libertatis. In epoca post-classica si aggiungono nuovi tipi di manomissione:

  • Apud Mensam = durante un pasto o un pranzo di ricorrenza cristiana
  • In Sacrosantis Ecclesiis = in Chiesa

In entrambi i casi si concede la cittadinanza immediatamente. Giustiniano abroga le Lex precedentemente descritte. Il periodo giustinianeo è caratterizzato dal Favor Libertatis.

Come si diventa schiavi?

Un prigioniero catturato dal nemico diventa schiavo. Per questa ragione con l'espansione di Roma (dalle guerre puniche a metà del Principato) aumenta anche la schiavitù. Altrimenti si è schiavi perché nati da madre schiava. Non esiste il matrimonio legittimo tra liberi e schiavi. Se il padre è libero e la madre è schiva il figlio è schiavo, invece se la madre è libera e il padre schiavo il figlio è libero, perché il figlio segue sempre la condizione della madre. Se un cittadino romano viene fatto schiavo da popoli stranieri e riesce a fuggire tornando in patria, egli riacquista la medesima condizione giuridica che aveva in precedenza = IUS POSTIMILII.

Status Civitatis

Tutti gli stranieri possono concludere tutti quegli atti di diritto privato contenuti nello Ius Gentium. Ad alcuni stranieri (dipende dal tipo di foedus) sono riconosciuti lo Ius Commercii (alcuni atti di diritto privato solitamente concessi solo ai cittadini romani), lo Ius Conubii (diritto di concludere matrimoni legittimi con romani), il Testamenti Factio (uno straniero poteva nominare in testamento un romano e viceversa).

Nelle Istituzioni di Gaio si tratta dello stato di cittadinanza e l'autore si occupa della situazione quando un latino diventa cittadino romano: Erroris causae probatio = sanare quelle situazioni erronee nelle quali un romano e una latino si erano sposati pensando di essere entrambi romani. Adriano cerca di sanare queste situazioni incerte facendo diventare tutti cittadini, ma ad una condizione: ci deve essere un Anniculus, cioè un figlio di almeno un anno.

Status Familiae il Diritto di Famiglia

La persona sui iuris è il Pater Familias, questo non significa che deve avere dei figli, ma che è una persona con piena capacità giuridica, quindi anche una donna. Il pater familias dispone di 4 poteri intorno ai quali gira tutto il diritto di famiglia:

  • Manus = il potere del marito sulla moglie
  • Patria Potestas = il potere che il padre ha sui figli, ma solo su quelli nati da matrimoni legittimi, o su quelli adottati.
  • Mancipium = il potere sulle persone temporaneamente aggregate alla famiglia (persone non con vincoli di parentela con il pater es. i debitori lavorano per il pater per ripagare il debito)
  • Potestas Dominicia = il potere come padrone, quindi il potere sugli schiavi.

La famiglia romana ha carattere patriarcale. In caso di una donna sui iuris, essa deteneva solo la potestas dominicia. La manus e la mancipium decadono velocemente nel periodo di Salvio Giuliano. Nel periodo di Giustiniano si svuotano lentamente anche la patria potestas e la potestas dominicia. Il matrimonio e la manus sono due atti distinti, ma al matrimonio segue necessariamente la manus.

Matrimonio legittimo

Matrimonio legittimo = Matrimonium – Iuste Nuptie. Il matrimonio legittimo deve possedere 5 requisiti per essere tale:

  • Affectio Maritalis = l'affetto maritale l'un con l'altro. È l'elemento psicologico della volontà della moglie e del marito di considerarsi sposi. L'affetto maritale deve essere una volontà perseverante, infatti se questa cessa di essere viva, cessa di esistere anche il matrimonio. L'affetto maritale va esternato mostrandolo alla società tramite la convivenza dei coniugi. La convivenza si attua in seguito all'ingresso solenne della moglie nella casa del marito (dopo il matrimonio). Se uno dei due coniugi se ne va da casa il matrimonio è automaticamente sciolto.
  • Aver raggiunto la pubertà = come si faceva a capire se un individuo aveva raggiunto la pubertà? In età arcaica si effettuava un'ispezione del corpo = Inspectio Corporis. Ma non era una pratica comoda quindi in seguito si fisso un'età minima: per le donne 12 anni, per gli uomini 14 anni.
  • Assenza di parentela = assenza di parentela tra i futuri coniugi in linea retta, cioè padre-figlia, madre-figlio, di secondo grado, cioè tra fratelli e sorelle e di quarto grado, cioè tra cugini. Questo per evitare malattie ereditarie. Durante l'impero si abbassa il grado fino al terzo per permettere il matrimonio tra Claudio e Agrippina (zia).
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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LauraPagani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Petrucci Aldo.
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