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The life of the prophet Muhammad

Fonti per ricostruire la vita del profeta

La Sirah di Ibn Ishaq (704-768) nasce a Medina dove probabilmente inizia a raccogliere gli Hadith (detti e fatti del profeta: narrazioni che raccontano cosa disse e fece il profeta) i quali hanno un'importanza fondamentale nella storia dell'Islam. Nel 733 si trasferisce ad Alessandria e va a studiare la tradizione del profeta. Nel 749 torna a Medina. Poi va in Iraq e opera alla corte del secondo califfo. Muore dopo aver redatto per conto del califfo la biografia del profeta. L'opera, secondo alcune fonti, non si intitolava Sirah ma "libro delle campagne militari" e si divide in tre parti: la prima relativa alla storia preislamica; la seconda relativa alla gioventù di Muhammad; l'ultima parte è il libro delle campagne militari vere e proprie, cioè le campagne che Muhammad a Medina compie contro i Meccani e contro le tribù arabe pagane, e si conclude con la sua morte. Ibn Ishaq per costruire la sua Sirah usa Hadith, racconti cristiani ed ebrei e le liste dei nomi di chi ha combattuto in battaglia. Possiamo dire che la Sirah si concentra molto più sugli avvenimenti provocati dal messaggio che sul messaggio stesso. Gli studiosi spiegano questa peculiarità sostenendo che siamo abbastanza vicini alla rivelazione del messaggio e molto presumibilmente molte persone conoscevano il messaggio e non avevano bisogno di esserne informate. Non esiste più il testo originale, abbiamo due versioni e quella più utilizzata è la Sirah di Ibn Hisham (seconda biografia del profeta).

La Sirah di Ibn Hisham (.. - 833) si dice che fosse originario dell'Iraq che in questo momento è il centro del mondo islamico (Baghdad capitale della dinastia abbaside). Passa gran parte della sua vita in Egitto. La sua fama è legata all'avere rielaborato l'opera di Ibn Ishaq. La sua è una lavorazione sintetica della Sirah precedente. Muore al Cairo.

Il Corano ci sono molti elementi che possiamo utilizzare per una ricostruzione biografica del profeta; quindi, è possibile utilizzarlo come fonte storica solo ad alcune condizioni (non è la migliore fonte possibile). Ci sono tante piccole info di carattere storico però è difficile poi dare loro una struttura cronologica solida e convincente.

Opera storica di At-Tabari (839-923) nasce in Tabaristan (Iran settentrionale). A 12 anni lascia la sua casa e parte per quella che è la 'ricerca della conoscenza' in Iraq, Siria, Egitto. Nell'870 si stabilisce a Baghdad e rimane lì per tutta la vita. In questi viaggi va nei principali centri di conoscenza, studia e alla fine ha delle competenze fortissime in storia, la tradizione del profeta e la conoscenza del corano. At-Tabari raccoglie tutto e mette a confronto, non è tanto una ricostruzione personale ma è una collezione di tutto quello che si racconta, tutte le varie versioni che esistono su un determinato fatto. Ha permesso la raccolta di tante informazioni utili ancora oggi agli studiosi.

Il libro delle campagne militari di al-Waqidi (747-823) viene da Medina. Lui racconta di tutte le iniziative militari che Muhammad intraprese a Medina. Uno dei problemi che ha la comunità quando si sposta a Medina è quello della propria sussistenza: sono scappati da Mecca, arrivano su un territorio che li ospita però devono riuscire a diventare autosufficienti e per farlo si attaccano le carovane dei nemici. È un'opera precisa dal punto di vista cronologico e anche se non è una Sirah è una delle opere migliori.

La raccolta di bibliografie di Ibn Sa'ad (784-845) è il segretario di al-Waqidi. È una vasta raccolta anche delle bibliografie dei compagni del Profeta e di tutti coloro che ruotano attorno a lui. Ha una lunghissima introduzione legata alla vita del profeta.

Tutte queste fonti vengono scritte circa 100 anni dopo la morte di Muhammad. Su questo elemento alcuni studiosi hanno cercato di lavorare. Sono tutte fonti che provengono dal mondo islamico e quindi favorevoli al profeta. Il Corano non è in testa alla lista perché non è un testo particolarmente ricco per quanto riguarda le informazioni storiche, non ci sono grandi riferimenti alla vita del profeta. Gli studiosi nel mondo islamico normalmente si muovono tantissimo per raccogliere più informazioni possibili. Mancano gli Hadith tra le fonti perché mancano delle coordinate cronologiche, nonostante siano ricchi di informazioni del tipo opinioni/gusti personali di Muhammad. Le criticità principali di queste fonti sono la lunga distanza dalla morte del profeta e il fatto che provengono da un unico ambiente, e cioè quello islamico.

La Mecca e la prima parte della vita di Muhammad

La Mecca si trova nella regione dell'Hijaz, è una regione costiera che va dal Golfo di Aqaba fino ai confini settentrionali dello Yemen. L'altra grande città importante è Medina che si trova più a nord. Mecca è una città che vive sostanzialmente sul commercio e ha anche il ruolo religioso. La società è politeista e Mecca è uno dei centri più importanti dal punto di vista religioso perché ha la Kaaba.

All'interno di Mecca abbiamo i Quraysh, una tribù al cui interno ci sono una serie di clan. Il clan che interessa a noi è quello di 'Abd Manaf che si divide a sua volta in Banu Umayya e Banu Hashim (hashemiti). Quest'ultimo ha un figlio che è 'Abd al-Muttalib (nonno di Muhammad), il quale ha 4 figli tra i quali 'Abdallah che è il padre di Muhammad. Muhammad nasce (circa nel 570) già orfano, inizialmente le veci le fa il nonno 'Abd al-Muttalib, quando muore il nonno la figura centrale diventa Abu Talib (zio) che sosterrà e difenderà sempre Muhammad, ma non si convertirà mai.

Quando ha 25 anni si sposa con Khadija, una donna benestante, più vecchia di lui, con la quale fa 4 figlie. L'unico figlio maschio muore da giovane e questo crea una problematica in merito a chi avrebbe assunto il ruolo di guida dopo Muhammad. Muhammad allora trasferisce il suo desiderio di avere un figlio maschio su Ali (cugino).

Le rivelazioni e la missione profetica

Muhammad comincia a dedicarsi a dei ritiri spirituali, in particolare ad Hira. Durante uno di questi ritiri, nel 610 (notte del destino), riceve la rivelazione del Corano da parte di Gabriele (arcangelo) che gli rivela i primi 5 versetti della Sura del grumo di sangue (Sura 96, versetti 1-5 il criterio di organizzazione delle Sure è per lunghezza e solitamente le prime sure rivelate sono le più corte). Corano vuol dire recitazione, infatti la prima parola di questa Sura rivelata è 'recita'.

Muhammad torna a casa e racconta tutto alla moglie, la quale gli crede immediatamente. Lo porta da un suo cugino che riconosce in Muhammad la persona che ritrovava nelle sacre scritture (vangeli apocrifi). Questo è importante perché il cugino è un probabile Cristiano ed è lui che lo esorta a credere in ciò che gli è successo. Le rivelazioni poi si fermano e Muhammad va in confusione totale tanto da volersi suicidare per lo sconvolgimento. Per 3 anni Muhammad mantiene il segreto, queste rivelazioni le comunica solo all'interno della cerchia familiare (Khadija, Abu Bakr, Ali e Zayd ibn Haritha).

Dopo 3 anni, nel 613, ha una rivelazione che gli dice di rivolgersi all'esterno. Di solito Muhammad andava vicino alla Kaaba che in quell'epoca era il centro più importante del politeismo. Il messaggio che gli viene affidato è, invece, quello dell'unicità di Dio (in opposizione, dunque, al politeismo che vigeva in quell'epoca) e non viene accolto particolarmente bene. Muhammad viene gradualmente deriso e isolato, fino ad arrivare all'episodio della Hijra.

I punti principali della predicazione di Muhammad

  • Sottomissione ad un unico Dio (monoteismo)
  • Abbandonare l'idolatria (chiudere col passato)
  • Dimenticare le superstizioni
  • Fare il bene e prepararsi al giorno del giudizio

Ci sono delle pressioni crescenti per indurre Muhammad ad abbandonare questa predicazione, e la pressione è progressiva tanto da boicottare il suo clan, cioè il clan di Banu Hashim, guidato in quel momento da Abu Talib, viene marginalizzato. Nel 615 avviene la prima Hijra (=pellegrinaggio) in Abissinia (Axum – nord Etiopia). Muhammad rimane a Mecca, manda in Abissinia solamente un centinaio di fedeli, quelli più fragili, per proteggerli. Il 619 è "l'anno della tristezza": muoiono Khadija e Abu Talib. Muhammad si ritrova sia senza la persona che guidava il clan sia senza moglie, entrambi di grande sostegno e riferimento per lui; il clan passa sotto la guida di un altro zio che però non lo sostiene, allora se ne va dal suo clan, in una città vicina a Mecca (a Taif). Da qui però è costretto ad andarsene perché ci sono tanti meccani che gli si oppongono. Nel suo racconto ci dice che tornando indietro converte delle creature sovrannaturali (sorta di folletti) che sentono la bellezza del corano e si convertono. Il Corano ne parla e quindi legittima questi spiriti, e anche nelle credenze normali questi folletti esistono.

Un elemento molto importante in questa fase è il suo viaggio immaginario a Gerusalemme: Muhammad si addormenta vicino alla Kaaba, arriva una creatura a metà con un cavallo alato e lo porta a Gerusalemme e qua ascende in cielo (questo episodio è importante perché colloca Gerusalemme nella sfera dell'Islam, la preghiera in questa fase storica non si orienta verso Mecca ma verso Gerusalemme).

Un altro episodio è quando Muhammad si sposa con Aisha che all'epoca aveva 7 anni (figlia di Abu Bakr); chi l'ha criticato non ha criticato però questo punto perché la società del periodo lo permetteva.

La Hijra e la costituzione di Medina

Nel 622 (da questa data inizia il calendario islamico) avviene un'altra Hijra, quando Muhammad scappa da Mecca e trova rifugio a Yathrib (poi diventa Medina). Medina è una città-oasi, ed è composta da almeno due grandi tribù arabe che non vanno d'accordo tra di loro, inoltre c'è una forte presenza ebraica. Sempre nel 622 fa la costituzione di Medina per eliminare le rivalità tra le tribù (Muhajirun e Ansar) di Medina, qui gioca quindi un ruolo più politico. I 12 punti della carta sono:

  • I musulmani non possono uccidersi tra di loro
  • Tutti i musulmani sono protetti
  • Anche gli ebrei sono protetti
  • Nessuno può rompere la pace
  • Un assassino ha la pena capitale
  • C'è libertà di religione
  • Tutti devono difendere Medina
  • Litigare è proibito
  • Le persone devono ricevere assistenza
  • Le persone devono rispettare la legge
  • I musulmani devono obbedire
  • Allah e il profeta hanno l'ultima parola

L'obiettivo in generale è quello di trovare una serie di regole che devono portare stabilità e coesione all'interno della comunità. Muhammad viene riconosciuto come leader politico a Medina, c'è però il problema di come sopravvivere a Medina. Quindi, Muhammad e i suoi fedeli, per potersi sfamare, iniziano ad attaccare le carovane dirette a Mecca. Il primo grande combattimento è quello di Badr nel 624 dove appunto viene attaccata una carovana meccana che non viene presa. Arrivano quindi i rinforzi, ma i musulmani alla fine riescono a vincere lo scontro.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/10 Storia dei paesi islamici

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