Ipertensione
Di cosa si tratta?
L'ipertensione arteriosa rappresenta il fattore di rischio più importante per ictus, infarto del miocardio, aneurismi e molte altre patologie che possono colpire tutti i distretti dell’organismo, soprattutto quelli caratterizzati da microcircolo.
La pressione arteriosa non è altro che la forza esercitata dal sangue contro la parete delle arterie. Infatti, ad ogni battito del cuore, il sangue esce dal ventricolo sinistro attraverso la valvola aortica, passa nell’aorta e si diffonde a tutte le arterie, quindi si registra la pressione arteriosa più alta, detta ‘sistolica’ o ‘massima’. Tra un battito e l’altro il cuore si riempie di sangue e all’interno delle arterie si registra la pressione arteriosa più bassa, detta ‘diastolica’ o ‘minima’.
Quando i valori di sistolica e/o di diastolica superano i 140 (sistolica) o i 90 (diastolica), si parla di ipertensione. Sono moltissimi gli italiani che soffrono di questa condizione, ma la maggior parte di essi ne è consapevole. Questo dipende dal fatto che l’elevata pressione sanguigna dà sintomi che sono spesso riconosciuti e attribuiti all’ipertensione stessa dal paziente che ne soffre. Ciò lo incoraggia ad andare dal proprio medico di base il quale, se necessario e se la diagnosi è effettivamente quella di ipertensione arteriosa, gli attribuirà una terapia.
Purtroppo, a dire il vero, l’ipertensione non è una patologia vera e propria ma più una conseguenza di un’alterazione secondaria, come un aumento di volemia dovuto ad uno squilibrio di quegli ormoni che la regolano o ad un aumento della forza contrattile del cuore. Sarebbe dunque necessario esaminare ogni paziente nel dettaglio affinché gli si possa prescrivere una terapia specifica e quindi controllare l’ipertensione nonché la sua causa primaria.
Se il grado di ipertensione non è particolarmente elevato, la si potrebbe controllare semplicemente conducendo uno stile di vita sano, infatti la sedentarietà, una dieta ricca di sale, ecc., contribuiscono a peggiorare la condizione. In ogni caso, un controllo periodico, anche per chi non mostra alcun sintomo, sarebbe opportuno, poiché questa condizione rappresenta il più importante fattore di rischio per l’ictus, quindi per le malattie legate all’invecchiamento (disturbi della memoria, disabilità), nonché per l’infarto del miocardio, gli aneurismi, le arteriopatie periferiche, l’insufficienza renale cronica, la retinopatia e molte altre.
Classificazione dell'ipertensione arteriosa secondo il JNC 7
Secondo la classificazione della Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure, si considera ‘normale’ una pressione sistolica inferiore a 120 mmHg e una pressione diastolica inferiore a 80 mmHg. Si parla di ipertensione sistolica isolata quando è solo la massima ad essere alta (cioè ≥ 140 mmHg).
| Categoria | Pressione sistolica (mmHg) | Pressione diastolica (mmHg) |
|---|---|---|
| Normale | 90-119 | 60-79 |
| Pre-ipertensione | 120-139 | 80-89 |
| Ipertensione stadio 1 | 140-159 | 90-99 |
| Ipertensione stadio 2 | ≥ 160 | ≥ 100 |
| Ipertensione sistolica isolata | ≥ 140 | ≤ 90 |
Cause
Incide moltissimo lo stile di vita, fin da giovani, sui valori della pressione arteriosa. Come detto, una dieta povera di sale, una vita non sedentaria, il consumo di frutta e verdura e l’assenza di fumo di sigaretta (il quale rappresenta il primo fattore di rischio per una miriade di patologie) diminuiscono sensibilmente la probabilità di soffrire di questa condizione.
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