Ipertensione arteriosa
Meccanismi di controllo
Vi sono dei meccanismi di controllo che entrano in funzione entro pochi secondi da variazioni della PA (pressione arteriosa), con lo scopo di ristabilire i valori normali. Questi meccanismi sono:
- Baroriflessi arteriosi: presenti a livello del seno carotideo, nell'arco aortico e nel ventricolo sinistro. Questi avvertono l'aumentata o diminuita sollecitazione meccanica e inviano segnali al SNC (sistema nervoso centrale). In presenza di valori elevati si ha un'inibizione del sistema simpatico ed un'attivazione del vago con conseguente riduzione della FC (frequenza cardiaca) e vasodilatazione periferica. In caso di valori bassi si ha una stimolazione del simpatico con aumento della FC e vasocostrizione periferica. È dimostrato però, che, con il passare del tempo, il meccanismo si adegua alla variazione perciò i valori pressori si stabilizzano.
- Chemocettori arteriosi: sono piccoli gruppi di cellule raccolte in prossimità dei barocettori e percepiscono la diminuzione della pressione parziale di O2 o un aumento di quella di CO2 nel sangue arterioso.
Poi, vi sono meccanismi che entrano in funzione dopo qualche minuto:
- Sistema renina – angiotensina: la renina converte l'angiotensinogeno in angiotensina I e quest'ultima viene convertita in angiotensina II grazie all'ACE (enzima di conversione dell'angiotensina). L'angiotensina II ha un'azione vasocostrittrice e provoca una riduzione del filtrato glomerulare, stimola la produzione di aldosterone (determina il riassorbimento di sodio e acqua. L'acqua riassorbita fa aumentare la massa circolante con conseguente aumento della PA). Esistono anche gli ACE2, che agendo sull'angiotensina I arrivano a produrre angiotensina I-7, questa ha effetto vasodilatatore.
Esistono anche meccanismi di controllo a lungo termine, che intervengono dopo un'ora dalla variazione pressoria:
- Capacità renale: è legato alla capacità del rene di eliminare più acqua e sodio di quanto ne venga introdotto nel caso di aumenti pressori, e di eliminarne meno se la pressione è diminuita. Servono 2-4 giorni per ristabilire i normali livelli pressori, in caso di scompenso anche settimane.
Classificazione
Ipertensione sistolica
- Aterosclerosi dell'arco aortico: è data da un aumento della rigidità delle pareti aortiche; si ha un aumento della pressione massima e una diminuzione della minima.
- Insufficienza aortica: è l'incapacità da parte delle valvole semilunari aortiche di impedire un flusso retrogrado dall'aorta.
- Anemia: una diminuzione di globuli rossi porta ad una riduzione della viscosità ematica.
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Ipertensione Arteriosa
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Medicina interna ipertensione arteriosa