Invecchiamento cerebrale
Il cervello, formato dall’insieme di neuroni e sinapsi, attiva aree neuronali chiamate network. Con l’invecchiamento cerebrale avviene una diminuzione dei neurotrasmettitori come: GABA, L-glutammico, acetilcolina, serotonina, dopamina, noradrenalina.
Eventi anatomo-strutturali nel corso della vita importanti per l’invecchiamento cerebrale
- Sinaptolisi: avviene una diminuzione delle sinapsi, diminuendo i collegamenti tra le varie aree cerebrali.
- Neurolisi: perdita dei neuroni che si ha dopo i 30 anni.
- Fenomeno della ridondanza: utilizzazione parziale del patrimonio neuronale.
Fattori dell’invecchiamento cerebrale
- Vascolare: Le alterazioni a carico della circolazione cerebrale costituiscono l’aspetto patogenetico fondamentale dell’invecchiamento cerebrale.
- Neuronale.
- Neurotrasmettitoriale: La compromissione a carico del tono centrale neurotrasmettitoriale viene considerata la componente patogenetica maggiormente responsabile dell’invecchiamento cerebrale.
- Metabolica: L’alterato metabolismo della cellula neuronale viene considerato l’aspetto patogenico principale dell’invecchiamento cerebrale.
Alterazioni anatomo-strutturali
L’invecchiamento cerebrale si accompagna a:
- Riduzione del peso e del volume cerebrale per atrofia corticale del 10-15%.
- Dilatazione dei ventricoli.
- Idrocefalo.
- Formazione di placche senili.
- Neurolisi del 10-20% fino al 40% a 90 anni.
- Accumulo di materiale metabolico chiamato neurofibrille.
Perché il cervello invecchia?
In realtà, la duplicazione cellulare diviene nel tempo sempre meno possibile e quindi inizia il decadimento. Le cellule del nostro organismo si dividono in:
- Perenni: nervose e muscolari striate che rimangono nell’organismo tutta la vita.
- Labili: cellule del sangue che si rinnovano continuamente.
- Stabili: cellule del fegato, pancreas, connettivi, ossa che si duplicano e si accrescono sino a raggiungere il completo sviluppo utile per l’economia dell’organismo.
Per nessi di interdipendenza biologica la minore efficienza delle cellule stabili si estenderebbe alle cellule labili e perenni determinando l’invecchiamento dell’organismo nel suo complesso. Oggi sappiamo invece che in un ambiente ampiamente stimolato, anche nell’adulto, la rigenerazione neuronale è sempre possibile a partire da “cellule staminali” così dette “toto-potenti”, che in qualità di precursori indifferenziati possono differenziarsi in diverse forme cellulari.
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