Diritto pubblico – Introduzione allo studio del diritto pubblico
Capitolo 5: Le sue fonti
La Costituzione italiana è stata approvata dall'assemblea costituente, che è stata eletta il 2 giugno 1946 nella stessa data nella quale si è svolto anche il referendum istituzionale per la scelta tra repubblica e monarchia.
La Costituzione italiana è frutto di un patto tra le forze antifasciste protagoniste della resistenza. Tale accordo è stato reso possibile da quello che la filosofia politica contemporanea chiama velo di ignoranza, ossia del fatto che nel momento della rifondazione dell'ordinamento dopo il regime fascista e la guerra nessun partito politico poteva sapere se le soluzioni istituzionali prescelte lo avrebbero avvantaggiato o danneggiato.
Le forze costituenti lavoravano quindi con lo sguardo rivolto al futuro e nella consapevolezza di stare scrivendo un testo destinato a durare nel tempo. La Costituzione italiana è una costituzione rigida, che si pone al vertice del sistema delle fonti. Anche se non esiste una esplicita clausola di supremazia, la rigidità può essere dedotta facilmente da varie disposizioni.
La Costituzione prevede una procedura speciale ed aggravata attraverso la quale viene prodotta una fonte che prende il nome di legge costituzionale. Le leggi costituzionali nel nostro ordinamento possono servire a:
- Modificare il testo della Costituzione.
- Soddisfare le riserve di legge costituzionale.
- Irrigidire la disciplina di certe materie che viene sottratta alla disponibilità del legislatore ordinario.
Tali leggi costituzionali sono adottate attraverso un procedimento che ricalca in parte quello legislativo ordinario, ma presenta alcuni aggravamenti procedurali.
Il tema della Costituzione come fonte del diritto non si conclude però con l’individuazione della sua posizione nel sistema delle fonti. Va ricordato il problema della sua efficacia, che si è posto appena la nuova Costituzione repubblicana è entrata in vigore, il 1 gennaio 1948.
Il sistema delle fonti italiano non è chiuso rispetto all'esterno: al contrario, si apre alle fonti provenienti da altri ordinamenti, che lo integrano in coerenza con la visione evolutiva della sovranità esterna che caratterizza lo stato contemporaneo.
Per il diritto internazionale risultante da trattati sottoscritti dall'Italia (diritto internazionale pattizio) non esiste un adattamento automatico come quello previsto per le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute. Una volta che un trattato internazionale sia stato negoziato e concluso, esso deve essere innanzitutto ratificato, cioè approvato dall'organo competente.
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Introduzione allo studio del diritto pubblico e delle sue fonti, Capitolo 2
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Introduzione allo studio del diritto pubblico e delle sue fonti, Capitolo 4
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Introduzione allo studio del diritto pubblico e delle sue fonti, Capitolo 10
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Introduzione allo studio del diritto pubblico e delle sue fonti, Capitolo 1