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Introduzione alla dialettologia e sociolinguistica italiana

Appunti su Introduzione alla dialettologia e sociolinguistica italiana del prof. Vignuzzi contenenti Che cos'è e che cosa studia la dialettologia. Lingua e dialetto.Il quadro dell'Italia dialettale. Dal latino volgare ai dialetti italiani. Elementi fondamentali di sociolinguistica. Inoltre negli appunti del professore... Vedi di più

Esame di Linguistica italiana docente Prof. U. Vignuzzi

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21/11/2007

VOCALISMO TONICO => 4 gradi X 2 serie

4 GRADI DI APERTURA X 2 SERIE (palatale o velare) – 1 = (4 x 2) -1 = 7

VOCALI TURBATE => la posizione delle labbra e la posizione della lingua sono uguali, questo crea dei problemi.

ITALIANO: 5 VOCALI TONICHE, 4 VOCALI ATONE.

Il vocalismo tonico del latino volgare è identico a quello dell’italiano.

DITTONGO => sequenza di due suoni vocalici nella stessa sillaba: vocale + semivocale.

In ITALIANO l’ACCENTO è LIBERO (non si può sapere dove cadrà) ed è DISTINTIVO (fa cambiare il senso delle parole).

Il vocalismo tonico del latino volgare continua nel fiorentino. Nel latino volgare scompaiono i superlativi assoluti, che

verranno reintrodotti dalla Chiesa, e con Dante, presenza del dittongo in parole colte, esempio: buonissimo.

28/11/2007

CONSONANTI => suoni prodotti con il rumore, massima chiusura

VOCALI => suoni prodotti con il massimo grado di apertura. 11/12/2007

Il LATINO è una lingua formata da DECLINAZIONI. I nomi e i verbi sono espressi dalle desinenze, la funzione è

riconosciuta tramite il caso, esempio: DOMINAM => azione veniva compiuta sulla signora.

Nelle vocali si perde la lunghezza, ad esempio: -M davanti a consonante cade (nell’accusativo). C’è un collasso dei casi,

infatti in italiano e nei dialetti c’è un solo caso, dal quale deriva:

- l’ORDINE DELLE PAROLE:

LATINO CLASSICO SCRITTO => ordine tendenzialmente debole, non molto importante in prosa, il verbo viene messo alla

fine con altre informazioni e all’inizio viene messo il soggetto. La sequenza più frequente è: S.O.V. (soggetto, oggetto,

verbo).

S.O.V. o O.S.V. il rapporto è dato dal caso, quando esso crolla si fissa l’ordine dei costituenti. Si passa da S.O.V. a S.V.O.,

cambiando l’ordine dei costituenti cambia il senso della frase.

In latino NON ci sono gli ARTICOLI, nel latino classico c’è UNUS = uno solo.

Con la diffusione del Cristianesimo, divenuta religione fondamentale dell’impero, si pensa a tradurre dal latino al volgare

(parola per parola).

- VERBO:

Molti cambiamenti: riduzione delle forme difficili per renderle più semplici e lineari aggiungendo altri elementi. Le forme

analitiche sostituiscono le forme sintetiche.

-R indica il passivo, oppure un’altra forma è : amatus sunt = sono stato amato.

Il futuro è un tempo complesso.

PERFETTO = compiuto, PRESENTE FUTURO = incompiuto.

Il futuro vero e proprio si forma con PERIFRASI. Il futuro del latino classico deriva dal congiuntivo, oggi è scomparso.

VI e VII secolo c’è il futuro romanzo col senso di dovere, esempio: LEGGERE, HO LEGGERE, DEVO LEGGERE.

FUTURO ROMANZO O ANALITICO è dover fare qualcosa.

Nasce il CONDIZIONALE => avere + infinito presente, avere passato remoto + infinito.

- LESSICO:

Alcune parole di oggi continuano il latino.

“APPENDIX PROBI” => appendice di parole latine scritte male e poi ricopiate bene, presumibilmente da Probo, grammatico

del I secolo. 12/12/2007

LATINO PARLATO => LATINO CLASSICO (SCRITTO) => I SECOLO A.C.

LATINO PARLATO => LATINO VOLGARE => 476

LATINO VOLGARE => VOLGARI ROMANZI (DIALETTI => LINGUE) => DALL’813

VOLGARI ROMANZI => FIORENTINO 1300 XIV SECOLO => ITALIANO 1525

ITALIANO => STANDARD (OGGI) E NEOSTANDARD

Dalle origini al I secolo a.C. il latino parlato diventa il modello scritto, accanto c’è il latino volgare, il latino classico è lingua

di una minoranza. Quando l’impero passa da pagano a cristiano i cristiani prendono come modello il latino classico scritto.

Sant’Ambrogio e Sant’Agostino sono gli ultimi esponenti del latino classico.

Il latino volgare si sviluppa in modo molto rapido. Ogni località elabora il suo latino volgare, si creano le moderne aree

dialettali.

DIALETTI => lingue parlate dalle località d’Italia: comuni (8500) + principali frazioni + Canton Ticino => sono circa 10000

i dialetti italiani. Da 8500 a 3500 dialetti risalgono all’età romana.

Tra V (476) e IX secolo (813) ogni località sviluppa il suo volgare.

Con CARLO MAGNO rinascono gli studi, egli unifica l’Europa occidentale sulla base del Cristianesimo. Nei centri cristiano

si riscopre il modello del latino classico dei grandi scrittori.

Alcuino da York propone a Carlo Magno il rinnovamento dell’impero sulla base della Chiesa, che impone ai maggiori

esponenti il latino classico.

813 => CONCILIO DI TOURS: omelia in volgare segna la nascita ufficiale delle lingue romanze.

VOLGARI => fasi dei nostri dialetti che sfociano il lingue.

In Italia non c’è un centro unitario, c’è solo un’unità culturale basata sul latino.

BRUNETTO LATINI => alto esponente politico ed importante intellettuale, guelfo (pro Papa, vs Ghibellini pro imperatore),

scrive l’enciclopedia in Francia e conia la parola Italia.

DANTE-PETRARCA-BOCCACCIO => lingua prosa e poesia in collegamento con il latino.

Italiano => fiorentino letterario del 1300 delle opere di Dante, Petrarca e Boccaccio. Poi c’è l’UMANESIMO (fine

1300-1400).

1525 “Prose della volgar lingua” modello di Petrarca (poesia) e Boccaccio (prosa).

ITALIANO STANDARD => italiano descritto e prescritto nelle grammatiche. Il nostro standard è nato nel 1525 come lingua

scritta, letteraria.

STORIA SOCIO-LINGUISTICA:

813 CONCILIO DI TOURS

1265-1321 => DANTE, PETRARCA, BOCCACCIO (MUORE NEL 1375)

1525 => “PROSE DELLA VOLGAR LINGUA” DI PIETRO BEMBO

1840 => TERZA EDIZIONE DE “I PROMESSI SPOSI”

1954 => TV IN ITALIA

Col 1525 si risente della stampa: Aldo Manuzio, massimo stampatore, con Bembo: “Canzoniere”, “Divina Commedia”.

I massimi modelli latini sono: CICERONE (PROSA) E VIRGILIO (POESIA).

“quel tristo sacco che merda fa’ di quel che si trangugia” => XXVIII canto dell’Inferno, Dante si riferisce a Maometto, queste

affermazioni PLURILINGUISTICHE non stavano bene a BEMBO, come il che polivalente.

“Decameron” è un libro composito (peste nera del 1348), Bembo riprende il modello della giornata a TEMA TRAGICO, e

delle cornici (introduzione alle giornate).

Fine 1500 modello italiano.

“Prose della volgar lingua” dialogo sul modello di PLATONE. 18/12/2007

1525 pubblicazione “PROSE DELLA VOLGAR LINGUA” di BEMBO.

Dialogo sul modello di PLATONE => strumento scientifico, dialogo fittizio => tre libri: I e II lingua per letterati, III libro

regole grammaticali.

Bembo era un classicista, si basa su modelli di classicità latini classici: CICERONE (PROSA), VIRGILIO (POESIA).

Petrarca e Boccaccio.

A Bembo non interessa della lingua parlata.

Dante morto nel 1321, Petrarca 1374, Boccaccio 1375.

QUESTIONE LINGUA NEL 1500:

- MODELLO CLASSICISTA E ARCAIZZANTE: BEMBO

- MODELLO CORTIGIANO ED ECLETTICO (cambia da corte a corte): TRìSSINO E CASTIGLIONE

- MODELLO FIORENTINO CONTEMPORANEO: MACHIAVELLI

La stampa richiedeva un modello unitario, cioè quello classicista e arcaizzante.

1520-1530 l’Italia diventa “colonia” spagnola, possesso della Corona di Spagna. Scompaiono le corti.

19/12/2007

1525 => 1582 ACCADEMIA DELLA CRUSCA

1612 => VOCABOLARIO DEGLI ACCADEMICI DELLA CRUSCA => LINGUA SCRITTA LETTERARIA: NO =>

lingua Chiesa, NO lingua nuova della scienza (Galileo), NO lingua non istituzionale (scritture pratiche, amministrative).

XVIII secolo => ILLUMINISMO (INFLUSSO FRANCESE)

XIX secolo => ROMANTICISMO/RISORGIMENTO

1861 => UNITA’ D’ITALIA

1954 => TV (INDUSTRIALIZZAZIONE DI MASSA)

La scelta di Bembo si rivela la vincente, e resta il MODELLO BEMBIANO. Nel 1582 viene fondata l’Accademia della

Crusca che si basa su Bembo.

“VOCABOLARIO DEGLI ACCADEMICI DELLA CRUSCA”: stemma frullone, motto “Il più bel fior ne coglie” Petrarca.

Fra Bembo e Salviati ci sono differenti elementi.

Nel vocabolario Crusca inserivano autori morti almeno da un secolo, lingua arcaizzante, letteraria, lemmi presi da autori

fiorentini vissuti tra il XIII secolo e la morte di Lorenzo il Magnifico (1492-1494).

ITALIANO => lingua strana, “senza impero” per Francesco Bruni. Non è mai stata legata ad un potere politico, tranne nel

periodo del FASCISMO: 1922-1943. Le altre lingue sono normali perchè imposte da un potere politico. Nasce come lingua

scritta da parte dei letterati.

GALILEO => latino lingua dei dotti, egli scrive le sue opere in volgare: “DIALOGO SUI DUE MASSIMI SISTEMI DEL

MONDO”, nuova lingua della scienza per tutti. Il suo protettore fu Maffeo Barberini, futuro Papa Urbano VIII.

1580-1600 => in Italia si parla il DIALETTO.

Volgare può essere scritto e diventare lingua.

Omelie, catechismi, preghiere del popolo sono in italiano grazie a SAN CARLO BORROMEO.

1700 => italiano lingua scritta letteraria basata sui grandi scrittori fiorentini. Infatti questa nuova cultura si esprime con una

lingua nuova: il francese (S.O.V.C.) , la cultura vecchia si esprime con il latino.

L’Illuminismo porta modernità, e rifiuto principio di autorità.

CESARE BECCARIA => nonno di MANZONI, per redigere dei documenti italiano aveva carenza di termini italiani di uso

comune.

“ IL CAFFE’ ” rivista letteraria, Alessandro VERRI scrive la “RINUNCIA DINANZI NOTAIO AL VOCABOLARIO

DELLA CRUSCA”. 8/1/2008

PROBLEMA EVOLUZIONE USO EFFETTIVO DELLA LINGUA ITALIANA:

l’italiano è una lingua strana, nasce nel 1525 con le “Prose della volgar lingua” di Pietro Bembo => cui scopo è

quello di trovare una lingua-modello, una lingua migliore: scritta e letteraria.

Il modello a cui attinge Bembo nasce nel 1300.

LINGUA STANDARD => lingua scritta degli usi formali, che larghissimamente corrisponde alla lingua di Bembo.

In generale, tranne che in Italia, si basa sull’uso vivo della classe di prestigio.

ITALIANO STANDARD => lingua descritta e prescritta dalle grammatiche, lingua dei letterati.

NEOSTANDARD => lingua che accetta gli errori non accettati dallo standard, ad esempio: “a me mi piace”.

L’USO SCRITTO è rappresentato dallo STANDARD => lingua di Bembo, con l’allargamento alla Crusca.

L’USO PARLATO è rappresentato dal NEOSTANDARD => può essere anche scritto.

L’ITALIANO è una lingua basata su classici letterari, non sull’uso vivo. E’ una lingua strana sia nelle origini che

nella storia: nasce nel 1525 come lingua morta, 1861 non si sa quanti siano gli alfabeti e quanti gli analfabeti, 1870:

alfabeti 1/5 della popolazione.

Dal 1866 l’esercito italiano mette delle scuole in caserma, a causa delle sconfitte nelle due guerre d’indipendenza:

infatti durante questi conflitti gli ufficiali italiani non si capivano tra loro e finivano con l’uccidersi.

QUANTI ERANO GLI ITALOFONI NEL 1800?

- Secondo TULLIO DE MAURO: 2,5 % maschi, ricchi e cittadini

- Secondo CASTELLANI: 10 %

- Secondo CIPOLLA : 15 % 15/01/2008

1) 1866-1867 documento che viene da Bracciano, scritto da uno scrivano, che dopo sarà un colto, per noi un

semi-colto (definizione sviluppata da Francesco Bruni).

2) 3) 4) 5) => geosinonimi

7) “Fermo e Lucia”

9) edizione “Promessi sposi” del 1840, e in piccolo sono riportate le varianti dell’edizione del 1827.

6) 1848: come un letterato traduce un romanzo di sinistra criticando un frate.

1861 => UNITA’ D’ITALIA che spinge verso l’italiano; nasce la classe degli impiegati: terziario che implica il

saper leggere e scrivere quindi il sapere l’italiano. Questa classe si concentra a Roma, e proibisce il dialetto, il

nucleo centrale si riconosce nell’italiano parlato.

Grande spinta verso l’italiano : nasce l’industria / mercato italiano.

Nasce la VARIETA’ REGIONALE.

- MEDIAZIONE LINGUISTICA => quando due sistemi linguistici vengono a contatto

Tutti gli italiani parlano il dialetto, quando iniziano a parlare l’italiano vengono influenzati dalla FONETICA:

due pronunce differenti.

PROSODIA => intonazione 16/1/2008

La RADIO e il CINEMA hanno avuto qualche influenza nella lingua, ma solo in città, la maggior parte della

popolazione stava in campagna, e quindi non ha subito questa influenza.

I FASE TV: PEDAGOGICA => “Non è mai troppo tardi” ha dato da 3 a 5 milioni di diplomi elementari e

medi.

La tv ha inciso di più rispetto a radio e cinema. Fino al 1980 nessuno capiva i TG, però guardavano le

immagini.

La televisione è lo strumento più forte della diffusione del parlato.

FATTORI DI VARIABILITA’ SOCIO-LINGUISTICA:

EUGENIU COSERIU – 5 FATTORI:

1) TEMPO => DIACRONIA

2) SPAZIO GEOGRAFICO => DIATOPIA

3) STRATO SOCIO-CULTURALE => DIASTRATIA

4) SITUAZIONE E FUNZIONE COMUNICATIVA => DIAFASIA

5) MEZZO O CANALE DI TRASMISSIONE => DIAMESIA

Tranne qualche raro caso diacronia, diatopia e diastratia sono collegate, ed esterne alle lingue => distinguono un

individuo da un altro: INTERDIVIDUALI.

Di afasia e diamesia sono anche individuali.

INFORMALE => badare al discorso, al contenuto in sé


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti su Introduzione alla dialettologia e sociolinguistica italiana del prof. Vignuzzi contenenti Che cos'è e che cosa studia la dialettologia. Lingua e dialetto.Il quadro dell'Italia dialettale. Dal latino volgare ai dialetti italiani. Elementi fondamentali di sociolinguistica. Inoltre negli appunti del professore Vignuzzi su Introduzione alla dialettologia e sociolinguistica italiana si approfondisce La linguistica variazionistica e l'approccio sociolinguistico allo studio dei dialetti, con particolare riferimento alla storia linguistica italiana.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in linguistica
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Vignuzzi Ugo.

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