Introduzione
Con la professoressa Talarico analizzeremo la storia e l'importanza della tragedia (Shakespeare ed Otello) nell'epoca elisabettiana, durante la quale si guardava anche alla tradizione letteraria e a come veniva vista la tragedia anni prima (Poetiche di Aristotele). In questo periodo cambia il ruolo della tragedia e nel teatro non si tiene conto degli elementi normativi individuati per essa. I testi non rispettano per esempio le tre unità aristoteliche. Si è scelto come libro principale l'Otello perché si tratta di un testo molto instabile dal punto di vista dell'appartenenza ad un genere. È un testo sì tragico ma che possiede una parte iniziale che si basa su un motivo tipicamente comico (l'amore contrastato da figure dell'ordine). Questo inizio di trama comica di solito prevede una limitazione del potere delle figure impedenti; qui invece sembra esserci un superamento della difficoltà iniziale ma è solo apparente, in quanto poi la componente tragica prende il sopravvento ma anche qui tutto si basa su un motivo tipicamente comico (il marito cornuto); si avrà poi una svolta tragica che permette un'esplorazione dei sentimenti dell'uomo e dell'esistenza del male (Diago, figura demoniaca caotica ripresa anche da Coleridge).
Il dramma medievale
Dramma medievale (grande libertà elisabettiana che ha molto a che fare con le forme teatrali precedenti; prima ci si teneva a distanziarsi dal periodo precedente ma nel corso del 900' si sottolineano gli elementi di continuità che sono la fonte della modernità del teatro elisabettiano): mystery (ministerium)/cycle plays [rappresentazioni degli eventi salienti tramandati dai testi sacri e riprendono aspetti e narrazioni sia dall'antico che dal nuovo testamento e potenzialmente, in questo tipo di dramma, può essere rappresentata tutta la storia dell'umanità; essi nascono dalle rappresentazioni nelle città inglese delle feste religiose; gioca un ruolo fondamentale l'istituzione della festa del Corpus Domini nel 1264 da parte del Papa Urbano IV e la sua introduzione in Inghilterra sotto il nome di Corpus Christi nel 1311; in ognuna delle stazioni del percorso delle processioni c'erano dei tableau-vivant sui pageant: queste immagini sono la base delle opere di cui parliamo; queste rappresentazioni venivano curate dalle Guilds; un aspetto importante è il fatto che si tratta di testi nati da collaborazioni; è molto forte la presenza di una componente umoristica, strumento fondamentale per avvicinare le vicende al quotidiano (cicli principali: York, Wakefield, Chester, N-Town)] e poco dopo i morality plays [essi rappresentano la vita di un individuo].