Anatomia
Introduzione all'anatomia
Morfometria: "forma + misuro" — descrizione della forma in termini quantitativi (forma = struttura = funzione; la variazione di forma è una variazione di struttura che è una variazione di funzione — patologia). La morfometria identifica quantitativamente la forma utilizzando unità di lunghezza (il metro e i suoi multipli e sottomultipli) sia lineari che quadratiche (aree) che cubiche (volumi) e ci permette di risalire dall'una all'altra.
Nella realtà gli oggetti di indagine morfologica non sono mai accessibili all'osservazione diretta perché troppo piccoli (anatomia microscopica = organi, istologia = tessuti, citologia = cellula), troppo grandi (geografia), troppo lontani (astronomia); comunque troppo "opachi" — le sezioni qualsiasi esse siano hanno un'opacità, devono avere uno spessore finito, né troppo sottili (comunque posso usare dei coloranti ecc) ma soprattutto non troppo spesse perché altrimenti non passa la luce (NB: penso alla radiografia, riesco a vedere bene le ossa ma non gli organi — le ossa sono ricche di calcio, che blocca il fascio di radiazioni in quel momento e quindi riusciamo a osservarle con questo tipo di esame — sto osservando delle strutture che hanno caratteristiche diverse).
In tutti questi casi si utilizzano "sezioni bidimensionali" che possono essere: fette di spessore finito (istologia, microscopia ottica, TEM, TAC), monostrati cellulari (colture, strisci), superfici di taglio o frattura (SEM, …) ecc. NB: "cosa è stato tolto per vedere quell'organo? quali strutture non sono rappresentate?" — interpretazione critica delle immagini.
Esaminando le sezioni ho a che fare con:
- Dimensione dell'oggetto d0;
- Dimensione della sonda d1, cioè quello che mi permette di identificare la forma e l'orientamento dello spazio originali;
- Dimensione traccia dt. (una sola sezione è inutile, serve il campionamento, più tracce sezionate nello stesso modo). dt = d0 + dp -3.
Da una parte la necessità di sezionare gli oggetti tridimensionali per renderne accessibile l'osservazione, perdendo una quantità non controllabile di informazione, d'altra parte la necessità di quantificare la forma per rendere possibile la costruzione di modelli morfo-funzionali — importanza del sezionamento e del campionamento.
La conseguenza del sezionamento è la distruzione dell'organismo, che deve avvenire preservandone le relazioni strutturali e consentendo la costruzione di modelli che correlino in modo esatto struttura e funzione.
NB: quando lo spessore della sezione è maggiore dello spessore della lamina, l'aspetto dipende dall'orientamento del piano di sezione; se ha uno spessore minore o uguale è inutile. Il campione ideale è una sezione infinitamente sottile; l'area occupata da qualsiasi componente può essere sopravvalutata. Per l'occhio posizionato sopra la sezione, l'immagine del componente apparirà occupare una maggiore area della superficie della sezione di quanto non faccia in effetti.
I criteri di classificazione degli organi
Il corpo umano ha una organizzazione gerarchica. L'organismo è composto da apparati:
- Apparato tegumentario (cute e tessuti annessi, quindi peli, capelli, ghiandole sudoripare e sebacee);
- Apparato locomotore (ossa, muscoli e articolazioni);
- Apparato nervoso;
- Apparato endocrino (che insieme a quello nervoso costituisce gli unici due apparati diffusi in tutto l'organismo);
- Apparato circolatorio (componente linfatica e componente cardiovascolare);
- Apparato respiratorio;
- Apparato digerente;
- Apparato urinario;
- Apparato genitale.
Ogni apparato è formato da organi che sono costituiti da differenti tessuti, caratterizzati da cellule ecc. I tessuti si dividono in:
- Tessuti epiteliali (non vascolarizzati, hanno bisogno di un tessuto connettivo vicino)
- Epiteli di rivestimento (rivestono — ad es l'epidermide, ma gli troviamo anche nell'apparato respiratorio, digerente) NB: l'endotelio ha la stessa origine embrionale del tessuto connettivo, come il sangue e la linfa;
- Epiteli ghiandolari (secernono — ghiandole endocrine, esocrine…);
- Tessuti a sostanza fondamentale
- Tessuti connettivi
- Forme lasse (ipervascolarizzati sono ad es il derma);
- Forme compatte (ad es i tendini);
- Tessuti cartilaginei
- Cartilagine ialina;
- Cartilagine elastica;
- Cartilagine fibrosa;
- Tessuti ossei
- T. o a fibre intrecciate (lo scheletro fetale e post natale);
- T.o lamellare (lo scheletro adulto);
- Dentina;
- Tessuti muscolari
- Liscio (sotto il controllo del simpatico e parasimpatico);
- Striato (è sotto il controllo del SNC);
- Miocardico (simpatico e parasimpatico);
- Tessuti nervosi (in realtà formato da due tessuti)
- Neuroni (non sono colpiti da processi neoplastici);
- Gliociti o glia (barriera molto selettiva, poche sostanze riescono a passare ai neuroni dal sangue);
Organi
Sono le parti anatomiche macroscopiche nelle quali viene scomposto il corpo umano; presentano caratteristiche organolettiche sufficientemente omogenee ed hanno composizione pluritessutale — un organo per definizione è costituito da più tessuti — la compartecipazione di quei tessuti determina la sua funzione. Ogni organo svolge una specifica attività funzionale.
Gli organi sono caratterizzati da un'ordinata sistemazione spaziale dei vari tessuti (ad es nella maggior parte degli organi cavi la componente muscolare è sempre esterna, la componente connettiva è in mezzo mentre quella epiteliale è interna). Questo implica:
- Strutture di sostegno;
- Strutture vascolo-nervose (hanno bisogno di sangue, nutrimento, controllo nervoso — tutti gli organi sono per definizione vascolarizzati e innervati NB l'unica eccezione è la cornea, che non è vascolarizzata e infatti non verrà mai rigettata — quando non è vascolarizzato si parla di innesto);
- Organi la cui funzione dipende dal tessuto specializzato prevalente (mentre gli altri fanno da supporto, partecipano ecc — ad esempio nell'intestino il tessuto fondamentale è l'epitelio intestinale);
- Organi nei quali vi sono diversi tipi di tessuto specializzato disposti in modo adeguato nella costruzione (parti diverse con funzioni prevalenti diverse e disposte in modo specifico).
Gli organi pieni filamentosi
Prevale in genere la lunghezza; scomposizione in strutture anisodiametriche in generale parallele tra loro e organizzate in fascetti; l'organizzazione dipende da strutture connettivali di supporto.
- Muscoli — tessuto muscolare striato: miosina e actina si organizzano a formare una struttura (sarcomero) che si ripete migliaia e migliaia di volte nelle fibre muscolari — è a partire dalla struttura di base del sarcomero che si determina la contrazione e lo stiramento muscolare. Tante fibre costituiscono fasci di fibre muscolari con i nuclei; e tanti fasci costituiscono il muscolo — unità gerarchiche successive — Il tutto è tenuto insieme dal tessuto connettivo — Il rivestimento connettivale del muscolo è l'epimisio, poi c'è il perimisio che riveste gruppi di fibre muscolari e successivamente l'endomisio, a diretto contatto con la membrana della stessa fibra muscolare, il sarcolemma (che è la membrana). epi= esterno peri= a metà endo=interno "misio" desinenza del muscolo. Penetrano nel muscolo anche vasi sanguigni, vasi linfatici e soprattutto nervi del sistema nervoso centrale, che stimola il muscolo e ricava informazioni sullo stato di allungamento, contrazione del muscolo, il tono del muscolo, le sue richieste di ossigeno ecc.
- Nervo: epinevrio, perinevrio, endonevrio — "nevrio" nervo — nervi sono la seconda e ultima classe degli organi filamentosi; lo schema gerarchico è perfettamente mantenuto (ci sono i nervi dei nervi).
Gli organi pieni parenchimatosi
C'è la prevalenza di un tessuto, il parenchima (di natura epiteliale o linfoide), sostenuto da un'impalcatura tridimensionale di connettivo lasso o reticolare (perché crea un reticolo all'interno dell'organo stesso — unità gerarchiche successive), lo stroma. Nello stroma decorrono vasi sanguigni, nervi e, se è una ghiandola esocrina, dotti escretori. L'organo pieno è di solito avvolto da una capsula connettivale alla cui faccia interna si ancora lo stroma.
Un esempio di organo pieno parenchimatoso è il fegato, che ha una natura ghiandolare, ha una capsula connettivale che lo riveste e uno stroma connettivale che circonda e raggruppa gli epatociti. La capsula è continua salvo una zona attraverso la quale passano, in entrata e uscita, i vasi, i nervi e gli eventuali dotti escretori dell'organo (come ne troviamo nei reni — urina, nel fegato — bile e nei polmoni — aria): tale regione è detta ilo, dove è presente un altro sistema connettivale indipendente dallo stroma (NB alcuni organi fanno eccezione, ad esempio nel fegato l'arteria che fa uscire il sangue che è stato introdotto nel fegato, non si trova nell'ilo, ma in un'altra parte del fegato).
L'organo pieno può essere di natura epiteliale, linfoide o muscolare. Esiste la possibilità di identificare unità gerarchiche successive:
- Lobi (unità gerarchiche macroscopiche, come le troviamo nel fegato, nei polmoni ecc; i lobi sono macroscopicamente visibili);
- Segmenti o zone (ciascun lobo può essere diviso in segmenti o zone anch'esse macroscopicamente visibili);
- Lobuli (ciascuno di questi segmenti o zone può essere diviso ulteriormente in lobuli, che non sono più macroscopicamente visibili).
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