Liposomi: caratteristiche e applicazioni in ambito cosmetico/proprietà
I liposomi sono sistemi colloidali costituiti da vescicole(micrometriche) formate
da lipidi organizzati sotto forma di doppio strato lipidico (bilayer) che
circondano un compartimento acquoso o più. Il p.a. può disporsi in punti diversi
in funzione della sua lipofilia e idrofilia.
I liposomi possiedono svariati vantaggi come la loro versatilità formulativa
poiché sono in grado di veicolare sia sostanze lipofile, idrofile e anfipatiche.
Possiedono un elevata affinità per le membrane biologiche e la loro
biodegradabilità data dalla sua caratteristica composizione.
Oltre ad avere numerosi vantaggi i liposomi possiedo anche degli svantaggi
come la loro difficoltà nella produzione a casa dei macchinari specifici e dei
costi elevati. Anche a causa della loro stabilità sia di natura chimica, che i lipidi
tendono ad auto ossidarsi, sia di natura fisica poiché le vescicole tendono ad
aggregarsi fondendosi tra loro e andando a perdere p.a. Ma anche
l’incompatibilità con i tensioattivi i quali disgregano i liposomi.
L’interazione con la pelle è influenzata dalla dimensione media delle vesciole,
dalla presenza di colesterolo, che modula la permeabilità e la rigidità, a livello
morfologico, che si possono presentare in modo diverso come MLV
(multilamellari), SUV (unilamellari), in base alla presenza di cariche sulla
superficie. Ma anche in base alla loro preparazione TLE ottenuti per idratazione
di un film fosfolipidico o VET per estrusione attraverso filtri ed altri che
influenzano la quantità di p.a incorporata e quindi rilasciata (looding). I liposomi
vennero studiati per uso topico poiché hanno un effetto targhetin ovvero
consentono la veicolazione del p.a specificatamente nell’epidermide e nel
derma evitando che il p.a arrivi nel circolo sistemico. Il capostipite dei prodotti
fu realizzato nel 86’ come un gel della Dior chiamato CAPTURE con effetto
antiaging e antirughe.
I liposomi possono essere usati tal quale come componente attivo della
formulazione favorendo l’idratazione cutanea in quanto favoriscono
l’idratazione cutanea perché i fosfolipidi/lipidi contenuti nei bilayer favoriscono
alla pelle i lipidi necessari per mantenere le funzioni della barriera,
mantenendo l’elasticità e l’idratazione come ad esempio contenenti
fosfaditilcolina che ha una notevole capacità di legare acqua. In cosmetica sono
un sistema di rilascio di particolare interesse poiché sono formati da molecole
che appartengono al pool fisiologico. Altra caratteristica è che a contatto con la
pelle danno uno skin-feel particolarmente piacevole pur essendo formati da
lipidi non danno untuosità ma anzi morbidezza e setosità. In cosmetica possono
essere formati da lipidi di tipo diverso: liposomi a base di soya che hanno un
elevato contenuto di grassi polinsaturi come Ac. Linoleico che danno
idratazione ed elasticità. Sfingosomi che presentano una buona stabilità ed
interagiscono bene con la pelle. Niosomi ottenuti utilizzando tensioattivi non
anionici sono biocompatibili e biodegradabili. Etosomi e fitosomi. Per quanto
riguarda le formulazioni si trovano idrogel e semi solidi viscosizzanti con
polimeri sintetici e semisintetici ed emulsioni O/A.
Classificazione e caratteristiche principali tensioattivi di uso
cosmetico:
una molecola per essere definita un tensioattivo deve possedere una coda
lipofila ed una testa polare. La coda lipofila è caratterizzata da una catena
alchilica. La caratteristica è di avere una doppia affinità ovvero per la fase
acquosa e per la fase lipofila. Sono dotati di varie proprietà: schiumogene,
poiché abbassano la tensione di superficie, bagnanti favoriscono la bagnabilità
delle superfici, detergenti che sono in grado di rimuovere lo sporco ed
emulsionanti ovvero sono capaci di abbassare la tensione interfacciale di due
fasi liquide immiscibili tra loro. Vengono classificati in anionici caratterizzato da
lunga catena idrofoba legata a teste idrofile con carica negativa e si
suddividono in primari (alchilsolfati e alchileterosolfati e saponi) che sono i più
aggressivi per la pelle ma anche i meno costosi infatti vengono usati nei
prodotti da supermercato puntando sulle proprietà organolettiche se sono più
gradevoli per il consumatore. E secondari che possiedono meno potere
detergente ma maggiore compatibilità cutanea e sono più costosi e vengono
usati per prodotti destinati a pelli delicate. Cationici possiede una porzione
idrofila che presenta in acqua una
carica positiva localizzata su un azoto ammonico quaternario, vengono usati
come condizionanti nei balsami per contrastare il gonfiore poiché vanno a
neutralizzare le cariche negative. Usati anche come conservanti, disinfettanti e
come anche antibatterici andando ad interagire con la parete batterica. Non
ionici non presentano nessuna carica e di conseguenza hanno il vantaggio di
essere stabili sia in ambienti acidi sia alcalini e si suddividono in lipofili e idrofili.
Infine, abbiamo i tensioattivi anfoteri che contengono gruppi idrofili acidi e
basici nelle quali il numero di cariche positive e negative è bilanciato, i gruppi
predominanti sono un azoto quaternario ed un carbossile. Possiedono un
notevole poter schiumogeno e se associati agli alchil- e alchileterosolfati
riducono l’aggressività di questi.
Tensioattivi anionici e cationici: caratteristiche ed impiego in campo
cosmetico
Costituiti da una cosa lipofila di almeno 12 C e una testa idrofila con carica
negativa, possono presentare vari gruppi come gr. Solfato, solfonato, fosfato.
Sono suddivisi in primari e secondari. I primari quali alchilsolfati ed
alchileterosolfati e saponi, questi sono i più aggressivi ed anche i meno costosi
e possiedono proprietà organolettiche molto gradevoli. Gli alchilsolfati sono
quelli più usati, incolori ed economici come il sodio lauril solfato che è il più
irritante di tutti ed è considerato il capostipite. Gli alchileterosolfati sono dei
tensioattivi etossilati quindi meno irritanti per la pelle. Possono presentare
tracce di diossano che si forma nel processo di etossilazione, il diossano è una
molecola con un potenziale cancerogeno quindi è importante effettuare il
processo di purificazione che è molto costoso. Infine, i saponi che sono dei
tensioattivi anionici carbossilati, sono sali di acidi carbossilici in cui il catione è
un metallo alcalino o una base organica. Ovviamente essendo sali di basi forti e
acidi deboli in acqua danno idrolisi alcalina rendendo questi incompatibili con il
pH della pelle. I secondari hanno un potere detergente minori, una maggiore
difficoltà di viscosizzazione, una maggiore compatibilità cutanea poiché sono
meno aggressivi infatti vengono per la preparazione di prodotti per pelli
delicate redendo il prodotto più eudermico ma hanno un costo maggiore. In
cosmetica vengono usati molto l’acil glutammati che conferiscono morbidezza
e levigatezza alla pelle e gli alchil solfosuccinati. I Cationici possiede una
porzione idrofila che presenta in acqua una carica positiva localizzata su un
azoto ammonico quaternario. Differenziati in quaternarium con un solo azoto
tetrasostituito e poliquaternarium in cui si realizza la condensazione di più
molecole contenenti azoti quaternari. Sono usati come condizionanti, il loro
ruolo fondamentale, nei balsami per capelli per contrastare il gonfiore, i
tensioattivi cationi vanno a neutralizzare queste cariche negative presenti sui
capelli durante il lavaggio levando l’effetto gonfio. Inoltre, riducono la schiuma
e la trasparenza infatti vengono usati in basse concentrazioni. Infine, vengono
usati come antibatterici e disinfettanti perché avendo una carica positiva
possono interagire con le cariche negative presenti sulla parete batterica
provocando la morte del microrganismo.
HLB: definizione e applicazione nella preparazione di prodotti
cosmetici
È il bilancio idrofilo-lipidico e questo concetto si applica solo ai tensioattivi non
ionici. Ha valori da 0 a 20, dove 0 è un tensioattivo totalmente lipofilo e con
HLB pari a 20 un tensioattivo totalmete idrofilo. Ovviamente i due estremi della
scala, cioè 0 e 20, non sono tensioattivi. In funzione del valore di HLB questi
tensioattivi avranno funzioni diverse. Quelli con HLB pari a 0-3 sono usati come
antischiuma. Quelli con valore tra 3-8 sono degli emulsionanti che portano alla
formazione di emulsioni A/O. Quelli con HLB 7-9 sono dei bagnanti cioè
favoriscono la bagnabilità delle superficie. Quelli con valore tra 8-16 sono degli
emulsionanti che portano alla formazione di emulsioni O/A. quelli con HLB 15-
16 hanno una funzione detergente. Ed infine quelli con HLB tra 16-19 sono dei
solubilizzanti, questi vengono usati per la preparazione delle acque micellari.
Modificatori reologici impiegati in ambito cosmetico
Sono delle sostanze che aggiunte in piccole percentuali ad un sistema mono o
multifasico ne modificano il comportamento reologico ovvero la capacità di
scorrimento, la viscosità. In quanto dispersi nel mezzo formano un reticolo,
quindi si strutturano in modo tale da acquisire una forma reticolare, inglobano
le molecole nel reticolo che così non sono più in grado di muoversi liberamente,
questo vuole dire che all’aumentare della reticolazione diminuisce la libertà di
movimento quindi aumenta la viscosità del mezzo. Vengono classificati in base
all’origine e quindi avremo quelli naturali, quelli naturali modificati e sintetici.
In quelle naturali ritroviamo come organici le gomme come la gomma xantana
usata per l’allestimento di lozioni, shampoo e gomma adragante usata nei
dentifrici e nei fondotinta. Tra quelli inorganici i silicati come la bentonite ed
ettorite. Tra i modificatori naturali modificati ritroviamo anche i derivati della
cellulosa come idrossietilcellulosa usata preparazione di balsami e detergenti
ovviamente il controllo delle proprietà chimico fisiche tra lotto e lotto risulta più
semplice. Infine, abbiamo i polimeri sintetici come i vinilici, i carbossivinilici
come il Carbomer che vengono usati per ottenere gel trasparenti e stabili.
Fattori che influiscono sull’assorbimento percutaneo/ fattori che
favoriscono la permeazione cutanea di sostanze funzionali cosmetiche
I fattori che influenzano l’assorbimento percutaneo sono sicuramente
molteplici. Le proprietà chimico-fisiche del principio attivo quali coefficiente di
ripartizione ottanolo/acqua ovvero il LogP, valore ottimale pari a 2. Il PM il quale
limite è 5.000Da. il Grado di dissociazione. Altro fattore è sicuramente il sito di
applicazione ad esempio si osserva che a livello della fronte e della regione
post-auricole vi sia maggior permeabilità. Le variazioni interindividuali ad
esempio in base al sesso in modo specifico per alcune aree anatomiche e la
razza. Importantissimo fattore è quello delle condizioni in cui si trova la pelle,
se sono presenti stati patologici come lesioni, ispessimento dello strato corneo
la permeabilità è variabile, ma anche lo stato di idratazione della pelle, più è
idratata la pelle maggiore sarà la permeabilità. L’impiego di veicolo con
proprietà occlusive si è visto che aumenta la permeabilità perché si impedisce
l’evaporazione dell’acqua, questa può essere sia un vantaggio sia uno
svantaggio. Sperimentalmente si è visto che anche l’applicazione di una certa
quantità di principio attivo una volta ogni 24h fornisce una permeazione
maggiore rispetto a più applicazioni. Altro fatto è quello del metabolismo
cutaneo, la pelle presenta dei sistemi enzimatici che possono catalizzare sia
reazioni di fase I che di fase II, quindi bisogna accertarsi che il metabolismo
possa o meno alterare l’attività del p.a.
Strategie per aumentare l’assorbimento cutaneo
La permeabilità cutanea può essere incrementata mediante veicoli con
proprietà occlusive, con drugs delivery sistem, con metodi chimici e con metodi
fisici. Veicoli con proprietà occlusive impediscono l’evaporazione dell’acqua
incrementando l’idratazione. Tra i drugs delivery sistem troviamo: i liposomi, le
ciclodestrine e sistemi nanoparticellari. Questi hanno il vantaggio ovvero il
principio attivo è chiuso in un carrier limitando le interazioni, sono poco solubili
in acqua ed incrementano la penetrazione. Tra i metodi chimici abbiamo i
promotori di assorbimento sono sostanze capaci di migliorare la penetrazione
dei farmaci attraverso la pelle, piochè possono andare a modificare il
coefficiente di diffusione, quello di ripartizione, la concentrazione di farmaco
nel veicolo. Questi non vengono usati in campo cosmetico poiché potrebbero
creare danni sulla superficie cutanea. Tra i metodi fisici abbiamo la sonoforesi
che sfrutta gli ultrasuoni che producono alterazioni nella struttura dello strato
corneo e permeabilizzazione. La ionoforesi tecnica usata per trasportare
attraverso la corrente erogata il medicamento. La elettroporazione utilizza
correnti di bassa intensità fornite da un elettrodo della stessa carica della
polarità del farmaco creando nuovi percorsi extracellulari.
Sostanze ad attività umettante e idratante
Le sostante umettanti hanno una doppia funzione ovvero quella di impedire
l’evaporazione dal prodotto evitandone l’essiccamento in seguito all’apertura,
dall’altra favorire l’idratazione della pelle, vengono utilizzati glicerina, propilen
glicole, peg ed altre. Le sostante idratanti servono unicamnete ad incrementare
il contenuto di acqua dalla pelle quindi hanno solo funzione idratante come i
NMF ricostituiti, acido piroglutammico, acido ialuronico. NMF naturale è una
miscela di sostanze per lo più idrofile, in parte igroscopiche, che comprendono
amminoacidi, urea, zuccheri, Sali minerali.
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