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International accounting – IFRS

Lezione 1 – 17/09

Obiettivi:

  • Uniformità a livello mondiale: se abbiamo bilanci uniformi il problema non si pone. Se le regole sono uguali, l’impresa può quotarsi in qualsiasi mercato senza problemi, senza dover riscrivere il bilancio con le regole previste in un altro paese.
  • Comparabilità nel tempo e nello spazio.
  • Accesso ai mercati mondiali.
  • Efficienza dei mercati.
  • Riduzione dei costi per le imprese – amministrativi e del debito, o per analisti e investitori.
  • Reputazione → Bilancio consolidato: bilancio dell’impresa madre più il bilancio di tutte le imprese controllate. Bisogna prendere i bilanci dell’interno gruppo e sommarli tra di loro per trovare il bilancio consolidato. Non posso però sommare voci di bilancio che sono costituite con regole diverse, allora le imprese madri chiedevano alle imprese controllate di fare due bilanci, uno secondo le regole locali e l’altro secondo i principi contabili della capogruppo. Quindi l’ideale sarebbe creare dei principi contabili internazionali uguali per tutti.

Se l’analista si trova di fronte a principi contabili che non conosce, si trova davanti a una difficoltà e quindi si trova davanti a un costo che consiste nel tradurre i diversi principi contabili. Costo in più per le imprese che vanno sul mercato con bilancio redatto secondo principi ignoti, poi maggiore è il credito al rischio collegato alla solvibilità delle imprese e questo viene deciso da colui che vedrà il bilancio. Essendoci principi diversi, potrebbe attribuire una valutazione sbagliata.

In Europa c’è stato un tentativo di uniformità grazie alle direttive VI e VII, regole uniformi per tutti i paesi europei. Ma non è così, è stato un esperimento iniziato negli anni '70. Le direttive sono una raccomandazione seppure vincolante per gli stati membri di trasferire nel loro ordinamento le norme previste nelle direttive. Ciascun stato le ha trasferite a modo proprio, perché le direttive sono frutto di mediazione politica. Ogni stato membro tutela la propria sovranità. Queste direttive sono state frutti di compromessi. Infatti, questa uniformità fallisce perché:

  • Troppe opzioni.
  • Recepite diversamente negli stati (ogni stato membro ha una propria sovranità ed è difficile uniformare tutto). Uniformità = Armonizzazione.
  • Interpretate e applicate difformemente, perché certi termini per un paese erano diversi rispetto a quelli degli altri paesi, ciascun paese è influenzato dalla propria storia: Prudenza e competenza: quando parliamo di costi e ricavi voglio la certezza, mentre con la prudenza bisogna registrare in bilancio tutti i costi non certi. Se si parla con un tedesco, si scopre che questo dà la prudenza massima, mentre se si parla con un anglosassone, invece, la prudenza è una cautela solo per fare le stime. La prudenza è interpretata secondo un vissuto diverso. Sostanza e forma: la sostanza prevale sulla forma nei paesi nordici, mentre la forma è sostanza nei paesi tedeschi e latini.

Sono stati creati due livelli: IFRS e Direttive. IFRS (International Financial Reporting Standards) principi contabili internazionali, vengono utilizzati per le società che vengono considerate più importanti, per quello che riguarda il pubblico risparmio. Direttive per tutte le altre imprese in Europa.

Però è in atto un progressivo avvicinamento tra le regole delle direttive e gli IFRS (Direttive e OIC). Si sta cercando di avvicinare le regole delle direttive con le regole internazionali. Direttiva conforme ai IFRS. In Italia è stato demandato all’OIC il potere di fornire i principi contabili di dettaglio al codice civile. È stato dato all’OIC dal legislatore perché ci si rende conto che il c.c. ha delle regole che vanno approfondite con la tecnica. L’OIC per dare questi contenuti al c.c. si è ispirato ai principi contabili internazionali, ciò è visto di buon occhio anche ai livelli superiori, perché il rating che scaturisce dal bilancio è il punto di partenza per la dichiarazione dei redditi e per pagare le imposte. Se uno produce bilanci con principi diversi si avranno anche più difficoltà, perché poi le dichiarazioni di reddito saranno diverse.

Ad un certo punto si è detto che l’armonizzazione in Europa non è sufficiente, se si vuole un mercato dei capitali efficiente bisogna avere i bilanci tutti uguali. Quindi l’UE ha messo un regolamento che è diverso dalla direttiva e viene recepito in maniera immediata nei paesi europei. Questo regolamento affermava che a partire dal 2005 tutti i bilanci consolidati di imprese europee quotate dovessero essere redatti secondo i principi contabili internazionali. Il regolamento inoltre afferma che gli stati membri oltre alle imprese quotate possono obbligare anche altri soggetti a redigere il bilancio secondo i principi contabili internazionali, o possono darne la facoltà, sia per i bilanci consolidati che per i bilanci individuali.

Nel momento in cui si afferma che le imprese quotate dovessero utilizzare gli IAS/IFRS si è di fatto dato ad un organismo privato la facoltà di legiferare in materia di bilancio per tutte le imprese europee. Questo porta ad una grossa perdita di sovranità nazionale e per evitare ciò si è costruito un meccanismo di validazione; Endorsement. Con questo meccanismo l’Unione Europea ha il potere di confermare la validità dei principi IAS/IFRS senza che questi entrino direttamente come leggi all’interno dei paesi membri, salvaguardando così la sovranità nazionale. Il meccanismo di Endorsement inizia con:

L’EFRAG che è articolato su due livelli:

  • TEG: Technical group fa un’analisi tecnica, formato da 15 persone selezionate in base alle loro esclusive competenze tecniche. È chiamato a dare un giudizio di carattere tecnico.
  • BOARD: non solo da un consiglio di carattere tecnico, ma gli è stato anche dato il compito di consigliare se questo nuovo principio è nell’interesse pubblico dell’UE (public good). Fa analisi di impatto, verifica quando entrerà questo principio che effetti avrà sulla sostenibilità, sulle capacità delle imprese di finanziarsi, che costi avrà e che effetti potrebbe avere sull’aspetto finanziario.

Il consiglio va a un altro comitato, l’ARC. ARC è più di tipo socio-politico. Riceve questo avviso tecnico dell’EFRAG e poi lo riesamina da un punto di vista di carattere generale. Se dice che va bene o anche se va male comunque si va alla Commissione.

Commissione europea da un’approvazione, ma la voce finale spetta al parlamento europeo. La quale dopo aver sentito il parlamento emana il principio e lo pubblica sulla gazzetta ufficiale europea.

È un meccanismo perverso, ma è tale per cui si dice sì o no. Il no vuol dire stravolgere tutto e tornare indietro. Se non approvi il principio metti in discussione tutto il resto, c’è un effetto domino. Ecco perché è cosi importante che l’EFRAG segua passo per passo i lavori dell’organismo che emette i principi contabili internazionali, perché è in quella sede che deve capire che ci sono cose che potrebbero non andare bene.

E infine, diventa legge con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Dell’Unione Europea (G.U.C.E), dopo la traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’UE. Perché il principio contabile internazionale è legge per tutti, va pubblicata. L’originale lingua inglese potrebbe non essere quella ufficiale. Ad esempio in Irlanda dove la lingua ufficiale è il gaelico e ammette l’inglese come lingua ufficiale.

Tutti coloro che devono utilizzare i principi contabili internazionali sempre si riferiscono al testo inglese. Questo è il meccanismo di validazione europeo.

La scelta italiana

(D.Lgs. 38 del 28/02/2005)

L’Italia ha emesso un decreto legislativo nel 2005 riguardo i principi contabili internazionali, il n° 38 del 2005. Secondo questo decreto sono obbligate per bilancio consolidato e individuale:

  • Quotate e capitale diffuso.
  • Banche e soggetti vigilanza Banca d’Italia (factoring, leasing, SIM).
  • Assicurazioni (solo consolidato).

Ad esclusione delle assicurazioni, questi soggetti (le quotate, le banche, le società finanziarie) sono obbligate a utilizzare i principi contabili internazionali anche per il bilancio d’esercizio. Ecco perché si spiega il fatto che in Italia cerchiamo di importare le direttive e i principi internazionali sempre più vicini.

In più è stata data la facoltà di utilizzare i principi contabili internazionali anche per le società controllate e collegate dei soggetti obbligati, a soggetti che sono controllati e quotate dei soggetti obbligati. Questa è una facoltà che è stata data per facilitare l’uso dei principi contabili. Questa è utilizzata dai grandi gruppi, in più qualunque impresa che redige il bilancio consolidato è obbligata a redigere il bilancio. Potenzialmente i soggetti che potrebbero utilizzare i principi contabili internazionali, la realtà è che è scarsamente utilizzata. La facoltà è utilizzata dai grandi gruppi.

C’è questa estensione a tutti i bilanci individuali che ha creato dei problemi, alcuni parlano di problemi di costituzionalità perché il reddito d’impresa secondo i principi internazionali è diverso dai principi del codice civile.

Sono escluse dal redigere il bilancio secondo i principi contabili internazionali le imprese minori, che secondo determinati parametri redigono il bilancio in forma abbreviata.

La Francia per esempio ha proibito per legge il bilancio individuale. Per legge i principi internazionali non si possono fare secondo i principi contabili internazionali. Paesi che l’hanno adottato sono: Malta, Estonia e gli inglesi non si capisce perché vengono fatti secondo i loro principi che sono praticamente uniformati.

Quando noi italiani abbiamo un organismo che emette i principi contabili internazionali, spesso solleviamo problemi che nascono soprattutto sul bilancio individuale, perché i principi contabili internazionali sono scritti e pensati per grandi società.

Cosa succede se io impresa decido di passare ai principi contabili internazionali e poi l’anno dopo voglio tornare indietro? Il legislatore dice che la scelta è irrevocabile. Se si decidesse di redigere il bilancio secondo gli IAS/IFRS non si può tornare indietro solo in circostanze eccezionali e motivate. Certamente è possibile riportare i principi contabili eccezionali e ben motivati. (impresa controllata faceva IFRS perché controllata è quotata, se la controllata non vuole, anno successivo ritorna).

Le imprese che non sono obbligate e che per un anno fanno il bilancio secondo i principi contabili internazionali l’anno dopo non possono cambiare e tornare a farlo con i principi contabili nazionali, si può tornare indietro solo per casi eccezionali e motivati, di conseguenza si potrà tornare indietro nell’anno successivo e occorre dettagliare in bilancio gli effetti. La scelta è irrevocabile, ma non esiste nessun principio contabile su come tornare indietro.

Oggi più di 100 paesi dicono che i loro bilanci sono redatti secondo i principi contabili internazionali. La realtà è diversa. Ci sono paesi come l’Unione Europea che una volta validati i principi quelli sono, ma ce ne sono altri che per motivi legali si devono trasferire nella loro legislazione. Ci sono paesi che si attengono ai principi e altri invece che qualche piccola modifica l’hanno fatta. Però ci sono paesi molto importanti dal punto di vista economico che non li hanno adottati, ma che si stanno progressivamente avvicinando ai principi ma sono ancora molto lontani, come Cina, Giappone e anche India.

Gli USA qualche anno fa avevano firmato un accordo con l’organismo che produce i principi contabili, con il quale si prevedeva il progressivo avvicinamento dei principi contabili statunitensi a quelli internazionali. Dopo un iniziale entusiasmo, gli americani hanno iniziato a nutrire forti dubbi, perché i loro principi contabili hanno una tradizione di alto livello e in più si sono posti problemi di perdita di sovranità.

L’avvicinamento quindi non ha funzionato e gli USA hanno dichiarato che non useranno i principi contabili internazionali, pur mantenendo uno spirito di collaborazione, facendo sì che i principi statunitensi siano un po’ affini a quelli internazionali. L’unica concessione fatta è che un’impresa europea che volesse quotarsi negli Stati Uniti non è obbligata alla redazione del bilancio secondo i principi statunitensi ma può utilizzare i principi internazionali e viceversa, impresa americana che vuole quotarsi nell’UE può utilizzare i principi statunitensi.

Storia

  • 1973 – nascita IASC (10 paesi), fu fondato da contabili di un certo numero di paesi. International accounting standard committee. Obiettivo scrivere dei principi contabili che andassero bene per tutti.
  • 1983 – adesione membri IFAC: 10 anni dopo tutti i contabili aderiscono allo IASC.
  • 1995 – accordo IASC IOSCO: IOSCO è un comitato che raduna le autorità di controllo dei mercati dei principali paesi occidentali, Consob. Accordo se lo IASC pone dei principi noi IOSCO faremo pressione sui nostri governi affinché seguano quei principi.
  • 1996 – dichiarazione EU di compatibilità: L’UE dice che i principi contabili internazionali siano compatibili con le direttive → è ipocrita. Ma non è così.
  • 2000 – IOSCO approva 30 core standard (16 maggio)
  • 2000 – IOSCO raccomanda IAS per multiquotazione (17 maggio)
  • 2000 – nuova struttura IASCF (24 maggio)
  • 2000 – EU comunica imposizione IAS a quotate: l’UE cominciò l’intenzione di imporre nei bilanci europei i principi contabili internazionali per le imprese quotate.
  • 2002 – Regolamento UE (19 luglio)
  • 2005 – IAS/IFRS sono legge nella UE per bilanci consolidati delle quotate

Lo IASC che cos’era in questi anni? Si avvia un processo irreversibile. Era costituito da alcuni commercialisti di vari paesi che ogni tanto si radunavano e scrivevano principi contabili, dopo però la struttura cambia. IAS → International Accounting Standard, emessi prima del 2000 → IFRS International financial reporting standard emessi dopo il 2000, non ci sono altre differenze cambia solo il nome. Perché il primo prevede solo standard contabili, mentre quello dopo si riferisce agli standard per tutte le operazioni finanziarie, non solo per il bilancio.

Struttura della IASC Foundation – nuova struttura

Questa fondazione ha sede legale negli USA e sede operativa a Londra. Fondazione dove i gestori sono dei fiduciari che danno direttive di alto livello. Ma in realtà gli organi consultivi e deliberati sono altri, chi emette i principi contabili è il Board che è costituito da 12 membri a tempo pieno + 2 che sono a tempo parziale, ma in realtà dovevano essere 13 + 3. IFRIC fornisce interpretazioni ufficiali sui principi contabili, quest’organo si riunisce una volta al mese. È costituito da 14 membri. SAC organo che dà consigli. Costituito da 30 membri in su e si riuniscono 3 volte all’anno.

Trustees: organo di governo e non tecnico, costituito da ministri, persone importanti. Il cui compito è di indirizzo generale, è costruito da 22 membri. Principali compiti:

  • Raccolta fondi: ogni anno bisogna andare a caccia di fondi.
  • Imposta strategie.
  • Approva budget e bilancio.
  • Stabilisce regole operative: scritte nella carta costituzionale.
  • Nomina i componenti del Board, IFRIC e SAC.

Non è responsabile verso alcun ente pubblico. Quando è nata la struttura era cosi. La fondazione non risponde a nessuno, risponde solo a se stessa e quando scade si autonomina. A un certo punto è stato sollevato il problema di responsabilizzazione, accountability ossia che bisogna rendere conto a qualcuno di ciò che viene fatto, quindi esiste un Monitoring Board. È formato da 5 membri e quest’organo richiede periodicamente di saper come stanno andando i lavori, esiste qualcuno a cui bisogna rispondere.

Board: formato da tecnici con vasta esperienza di bilancio che devono avere un background professionale diverso. Ex revisori contabili, ex che hanno redatto bilanci nelle imprese. I componenti devono provenire da diversi ambienti di lavoro, non importa la base geografica, ma poi difatti i componenti provengono da diversi continenti, America, Oceania, sud-africa. Devono essere a tempo pieno, tranne due o tre. Devono lavorare a Londra a tempo pieno. Sono senza alcun altro incarico di ogni tipo, alcuni in collegamento con NSS ed emette tutti gli standard contabili. Alcune volte devono andare in giro per il mondo, oppure fare opera di trading, spiegare come utilizzare i principi contabili internazionali.

Uno standard contabile recentemente emesso è stato in gestazione per 17 anni, perché quando avvengono dei cambiamenti in maniera drastica ci vuole un po’ di tempo. Ci sono sempre forti resistenze al cambiamento.

IFRS IC: ha un ruolo interpretativo ufficiale. Se ad un’impresa che deve applicare un principio contabile non trova chiaro un principio contabile, è necessario rivolgersi all’IFRS IC che studia la questione e la verifica se ne vale la pena. Queste interpretazioni hanno la stessa valenza di quelle ufficiali. Può predisporre principi “minori". I documenti sono emessi dal Board. È infatti di supporto al Board. Non risolve problemi marginali o specifici di un paese. Non risolve problemi urgenti (non è come EITF statunitense), ossia non li risolve nel giro di una settimana.

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