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Intermediari finanziari - Appunti

Appunti di intermediari finanziari per l’esame del professor Giannotti. Gli argomenti trattati sono i seguenti: struttura finanziaria dell’economia, collegamento tra circuiti reali e monetari, il saldo finanziario, l'equilibrio finanziario, l’incontro tra datore e prenditore di fondi.

Esame di Intermediari finanziari dal corso del docente Prof. C. Giannotti

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ESTRATTO DOCUMENTO

Le attività bancarie sono:!

- Raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione!

- Operazioni di prestito!

- Leasing finanziario!

- Servizi di pagamento!

- Rilascio di garanzie e di impegni di firma!

- Operazioni per conto proprio o per conto di terzi (assegni, cambiali, ecc..)!

- Partecipazione alle emissioni di titoli e prestazione dei servizi connessi!

- Consulenza alle imprese in questioni di carattere finanziario, strategico, ecc…!

- Servizi di intermediazione finanziaria del tipo “money broking”!

- Gestione e consulenza nella gestione dei patrimoni!

- Custodia e amministrazione dei valori mobiliari!

- Servizi di informazione commerciale!

- Locazione di cassette di sicurezza!

La raccolta del risparmio è definita come l’ACQUISIZIONE DI FONDI CON OBBLIGO DI

RIMBORSO, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma. Per raccoglie fondi, le banche

possono emettere titoli di debito analogamente alle imprese e alla pubblica amministrazione,

tuttavia le banche sono l’unica tipologia di intermediari che può raccogliere fondi a vista e le cui

passività sono accettate come moneta scritturale.!

La Banca d’Italia è competente per la cessione dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività

bancaria.

Le banche sono iscritte in un apposito albo (art.13 del T.U.B.) che accoglie anche le succursali

delle banche comunitarie stabilite in Italia.!

L’autorizzazione di esercizio dell’attività bancaria può essere rilasciata dalla Banca d’Italia quando:

- Ci si registra come s.p.a. o s.c.a.r.l. (società cooperativa a responsabilità limitata)

- Si versa un capitale pari a 6,3 milioni di euro e per le banche di credito cooperativo, 2 milioni di

euro.

- C’è la presentazione del programma sull’attività iniziale, lo statuto, atto costitutivo

- Ci sono requisiti di onorabilità per i soci (incensurati, buona condotta, ecc…)

- C’è la struttura proprietaria con ripartizione di capitale fra i soci

- Requisiti di onorabilità e professionalità dei soggetti che svolgono la funzione amministrativa,

direzionale e di controllo.!

La Banca d’Italia verifica la presenza di questi requisiti entro e non oltre 90 giorni. In seguito se ci

dovessero essere tutti i requisiti, la Banca d’Italia concederà l’autorizzazione se viene, inoltre,

assicurata la sona e prudente gestione della banca.!

Nell’esercizio dell’attività bancaria, la banca dovrebbe rispettare determinati requisiti:!

- REQUISITI ORGANIZZATIVI: requisiti inerenti a fattori amministrativi-contabili all’interno

dell’impresa, ove si punta ad assicurare il rispetto delle regole aziendali. Pagina 10 di 80

La vigilanza prudenziale ha individuato nell’organizzazione un efficace strumento per il

perseguimento degli obiettivi finali.

Secondo la VIGILANZA PRUDENZIALE, i REQUISITI ORGANIZZATIVI minimi sono:

- Compiti del consiglio di amministrazione, alta direzione e collegio sindacale

- Sistema dei controlli interni

- Controllo dei rischi

- Sistemi informativi

- Esternalizzazione di funzioni aziendali

- Distribuzione di prodotti e servizi!

- REQUISITI PATRIMONIALI: le cui regole puntano al contenimento dei rischi assunti dalla banca

e alla dotazione di adeguate risorse patrimoniali per fronteggiare eventuali perdite.!

Assume particolare rilevanza il PATRIMONIO DI VIGILANZA che è formato da patrimonio base

+patrimonio supplementare (il patrimonio supplementare è formato da capitale sociale+risorse

indefinite)

Questo patrimonio è importante perché dovrebbe garantire maggiore stabilità e solvibilità della

banca. La vigilanza prevede che il patrimonio di vigilanza (o coefficiente di solvibilità) sia di una

certa entità, in base ai rischi assunti dalla banca. Le regole che disciplinano questo coefficiente

sono state introdotte nel 1988 dal comitato di Basilea e poi rimodernar nel 2004 sempre dallo

stesso comitato ma riconosciuto col nome di Basilea 2.!

Ricordiamo che…!

La caratteristica dell’internazionalità del sistema finanziario ha da sempre guidato la collaborazione

e la dialettica fra le autorità di vigilanza dei diversi stati membri. Questa collaborazione ha portato

alla nascita di comitati come quello di Basilea.!

COMITATO DI BASILEA!

Il comitato di Basilea ha sede presso la medesima città svizzera, è nato nel 1974 e rappresenta un

organo consultivo internazionale nato per promuovere la cooperazione fra le autorità di vigilanza

(nello specifico sulla vigilanza bancaria) dei paesi del G10.

L’obiettivo principale è definire la regolamentazione per la vigilanza bancaria così da assicurare

stabilità, competitività, solidità al sistema finanziario globale.

Il comitato di Basilea, non avendo potere legislativo rispetto agli ordinamenti comunitari o quelli

degli stati nazionali, formula proposte che dovranno essere recepite nell’ambito dei singoli

ordinamenti nazionali.

Tutto questo per rendere omogenea la normativa sulla vigilanza bancaria in un sistema finanziario

sempre più globalizzato.! BASILEA I (1988)!

Fu il primo accordo preso dal comitato con lo scopo di limitare la condotta “aggressiva” di alcuni

istituti di credito, liberi di agire in contesti normativi poco regolamentati.!

In virtù di questo fatto, questo accordo riguardava i REQUISITI MINIMI PATRIMONIALI delle

banche (il requisito minimo patrimoniale è una quota di capitale destinata a proteggere i

depositanti dal rischio che gli attivi bancari (prestiti alla clientela) subiscono delle perdite, risultando

insufficienti a ripagare i debiti) per far fronte al rischio di credito e al rischio di mercato.!

Si arrivò alla conclusione che:!

- Il capitale sia almeno pari all’8% (coefficiente di solvibilità) dei crediti della clientela!

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- Sono previsti “sconti” (coefficiente di ponderazione) in funzione del tipo di prenditore (impresa,

banca ecc..) e presenza di garanzie.!

Ciò nonostante Basilea I aveva dei limiti:!

- Non vengono considerati i rischi operativi!

- Non viene considerata la diversificazione del portafoglio come elemento di riduzione del rischio!

- Non viene considerata la scadenza del prestito!

- Per la stessa tipologia di clientela non c’è differenziazione nelle misure di rischio.!

BASILEA II (1999)!

Proprio partendo dai limiti di Basilea 1 viene creato un nuovo accordo, aperto alle osservazioni dei

singoli paesi.

Il 28/06/2004 il comitato ha approvato la versione definitiva dell’accordo, entrando definitivamente

in vigore il 1/1/2008!

Basilea II è un accordo internazionale di VIGILANZA PRUDENZIALE (quindi si concentra sui

principi di gestione dell’intermediario finanziario) riguardo i REQUISITI PATRIMONIALI delle

banche. In base ad esso, le banche dei paesi aderenti devono accantonare quote di capitali

proporzionate al rischio assunto, valutato attraverso lo strumento del RATING.!

Basilea II si basa su 3 pilastri fondamentali

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NOVITA’ SUI REQUISITI PATRIMONIALI: !

A) Introduzione al rischio operativo a fianco del rischio di credito e di mercato.!

B) Criteri di calcolo più affinati nella misurazione el rischio di credito.!

Rimane invariato il coefficiente di solvibilità pari all’8% ma mutano le regole del calcolo del

coefficiente di ponderazione! Pagina 12 di 80

!

COME SI DETERMINA UN RATING?!

I dati necessari per svolgere un rating devono essere qualitativi e quantitativi.

La procedura di calcolo è oggettiva e non arbitraria, e tiene conto di casi particolari (imprese

appena avviate, ecc…) non catturabili dai modelli automatici.

Il risultato di questa operazione ci darà un voto numerico che corrisponderà ad una certa

probabilità di insolvenza. Il “voto” rappresentativo del rating attribuito, viene inoltre associato alla

previsione (outlook) di evoluzione dello stesso tempo.

L’OUTLOOK viene rappresentato dai segni + e - !

+: previsione di miglioramento di una/due classi di rating

-: previsione di peggioramento di una/due classi di rating!

SEGMENTI DI IMPRESE!

TIPO DI IMPRESA FATTURATO FINANZIAMENTI PONDERAZIONE!

Corporate F>50mln >1 MLN Basata sul rating

Sme Corporate 5<F<50mln >1 MLN Basata sul rating

Retail F<5mln <1 MLN Fissa del 75%!

RUOLO DELLE GARANZIE!

Caratteristica comune a tutti gli “approcci” è il ruolo delle garanzie che permettono l’ottenimento di

“sconti” sul calcolo dei requisiti patrimoniali!

GARANZIE REALI: approccio semplice= contanti, oro, azioni e obbligazioni quantificate, fondi

approccio integrale= azioni quotate!

GARANZIE PERSONALI: Se emesse da stati, banche, confidi e società con alto rating. Il rating più

basso del garante sostituisce il rating più basso del garantito.!

CONSEGUENZE PER BANCHE E IMPRESE (BASILEA II)!

Basilea II implica che i costi di funzionamento per un’impresa sono sempre più legati al rating dei

prenditori di denaro. Questo comporta che il contenimento dei costi finanziari passa

necessariamente attraverso attraverso un incremento della patrimonializzazione e un conseguente

miglioramento del rating aziendale. !

DA BASILEA II A BASILEA 3!

Basilea 3 è un insieme di nuove regole relative alla vigilanza bancaria pubblicato in risposta alla

recente crisi finanziaria.

Il 12/9/2010 i Governatori e i capi delle autorità di vigilanza del G20 hanno approvato le proposte

del comitato di Basilea, che sono state sottoposte ai capi di stato e di governo nel mese di

novembre 2010 a Seaul.

Le nuove regole che sono state oggetto di ampia consultazione con l’industria bancaria, sono

entrate in vigore all’inizio del 2013. E’ stato tuttavia previsto un lungo periodo transitorio fino al

1/1/2019 così da favorire un grande adeguamento delle strategie operative delle banche ed evitare

ricadute sulla ripresa economica.

L’obiettivo che si persegue con questa riforma è di prevenire l’eccessiva assunzione di rischio da

parte degli operatori, rendere il sistema finanziario più solido e stabilire un terreno di gioco davvero

uniforme.! Pagina 13 di 80

BASILEA 3 PREVEDE:!

1) Introduzione di standard minimi di liquidità!

2) Definizione di capitale regolamentare unitamente alla fissazione di più elevati requisiti

patrimoniali!

3) Migliorare copertura dei rischi di mercato e di controparte!

4) Contenimento del livello di leva finanziaria!

5) Misure anticicliche per ridurre la “prociclicità” delle ercole prudenziali.!

1- Standard di liquidità!

1a regola = LIQUIDITY COVERAGE RATIO!

Attività liquide di elevata qualità / Deflussi di cassa totali netti in 30gg = 100%!

Richiede che le banche mantengano uno stock di risorse liquide che consenta di recuperare una

fase di accentuato deflusso di fondi della durata di 30gg senza dover ricorrere al mercato o al

rifinanziamento presso la banca centrale.!

2a regola= NET STABLE FUNDING RATIO!

Provvista stabile “disponibile” (fonti) / Provvista stabile “richiesta” (impieghi) = 100%!

Fonti di “funding stabile” dovranno finanziare le attività meno liquide, e si dovrà incrementare il

funding a medio e lungo termine.! 2- Definizione di capitale!

Viene confermata la funzione del patrimonio quale presidio essenziale per la stabilità degli

intermediari.

Livelli di capitale adeguati e di migliore qualità aumentano la capacità delle banche di fronteggiare

le perdite e garantiscono che gli intermediari siano in grado di sfruttare le opportunità di crescita e

di sostenere famiglie e imprese, anche nei momenti difficili.

Vengono previsti requisiti più stringenti in termini di strumenti di elevata qualità patrimoniale,

mentre rimane invariato all’8% delle attività ponderate per il rischio il requisito di capitale totale!

Common equity (azioni ordinarie+riserve di utili): incremento attuale al 4,5%

Tier 1 (common equity+altri strumenti finanziari): incremento attuale al 6%!

3- Copertura dei rischi!

Il comitato di Basilea ha anche proposto modifiche per aumentare la capacità dei requisiti

patrimoniali di catturare i rischi di mercato e di controparte per evitare una sottostima dei rischi

effettivi insiti nelle attività di trasformazione di crediti in strumenti finanziari particolarmente

complessi.

Le nuove regole prevedono quindi che alcuni parametri chiave per il calcolo dei requisiti quali il

valore a rischio e le correlazioni fra le attività, siano calcolati tenendo conto di condizioni di stress.!

4- Leva finanziaria!

Basilea 3 prevede un squisito minimo di capitale (Tier 1) che le banche dovranno detenere rispetto

al totale dell’attivo non ponderato per il rischio (Leverage ratio), determinato in maniera tale che

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catturi tutte le attività di una banca (in bilancio e fuori bilancio) e sia neutrale rispetto alle diverse

regole contabili.! 5- Misure anticicliche!

Sono state previste misure finalizzate a ridurre la prociclicità delle regole prudenziali: le banche

sarebbero chiamate a detenere risorse patrimoniali superiori a quelle minime (buffer).

Una prima misura prevede che le banche siano dotate di un cuscinetto di capitale al di sopra dei

minimi regolamentari (pari al 2,5% di common equity in rapporto all’attività di rischio).

Una seconda misura consiste nell’introduzione di un ulteriore meccanismo destinato a garantire

che le banche accumulino risorse patrimoniali nelle fasi di crescita eccessiva del credito

complessivo.! CONSEGUENZE DI BASILEA 3!

La “filosofia” di Basilea 3 è semplice: tutte le operazioni che una banca compie (vendita titoli,

erogazione di crediti, ecc…) comportano dei rischi, e quindi delle possibili perdite.

Più forte è il rischio, più alte potrebbero essere le perdite, e maggiore è la quantità di denaro che la

banca deve accantonare per tutelarsi, e che non può utilizzare in nessun modo: sono soldi in

cassaforte da tenere per le emergenze,!

Rispetto agli accordi precedenti (1998 e 2008), le nuove disposizioni, che cadono in un contesto

ancora incerto per l’economia, aumentano in percentuale il capitale che gli istituti di credito devono

accantonare per “sicurezza”.!

Le banche dovranno quindi sostenere un incremento dei costi e conseguentemente questo finirà

per ricadere sui loro clienti in termini di aumento delle commissioni e degli spread sui prestiti

bancari.!

Le aziende dovranno aspettarsi anche di essere esaminate con più attenzione di prima quando

richiederanno denaro ad un istituto di credito.!

Le valutazioni del rating delle imprese saranno sempre più attente e sempre più determinanti

rispetto ad almeno due decisioni: se e quanto denaro prestare e a quali costi e condizioni farlo.!

L’obiettivo di Basilea 3 è creare un sistema economico e finanziario più forte, con banche più

solide e queste lo saranno anche nella misura in cui le imprese, loro clienti, saranno più solide!!!!

Le imprese devono puntare a un rafforzamento patrimoniale per essere più affidabili, il che però

non migliora il proprio rating se contemporaneamente NON SI AUMENTA LA REDDITIVITÀ’ E

NON SI PRODUCONO ADEGUATI FLUSSI DI CASSA. AUMENTARE IL PATRIMONIO, INFATTI,

ABBASSA IL DEBITO MA NON DA CERTEZZA SUL PAGAMENTO DELLO STESSO.!

COSA DEVONO FARE LE IMPRESE :!

Imparare a conoscere le nuove “regole del gioco” imposte da Basilea 2 ovvero conoscere il

metodo di rating adottato dalla propria banca e la classe di rating attribuita, così da cambiare il

rapporto con la propria banca e sviluppare maggiore cultura finanziaria:!

- Adeguando le modalità di comunicazione finanziaria (report gestionali e finanziari, piani

strategici, ecc…)!

- Dotandosi di strumenti per il calcolo del proprio rating!

- Sviluppando le attività di pianificazione economico-finanziarie e di simulazione interna!

- Considerando l’aumento della “patrimonializzazione” come un obiettivo fondamentale della

propria strategia!

- Prestando maggiore attenzione al rapporto “andamentale” con la banca (insoluti, sconfinamenti

di fido, ritardi nei pagamenti, analisi centrare rischi).! Pagina 15 di 80

- Utilizzando i confidi se con rating superiore al prenditore (non migliorano il rating bensì la LGD

che influenza il calcolo della quota di capitale da accantonare).!

! Ordinamento delle attività di gestione dei servizi di investimento

La definizione dei servizi di investimento, degli strumenti finanziari e dei servizi di

investimento!

Nell ambito dell’INTERMEDIAZIONE MOBILIARE, il T.U.F. definisce il contenuto dei “servizi di

investimento” in:!

- Negoziazione per conto proprio!

- Sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo o con assunzione di garanzia nei

confronti dell’emittente!

- Gestione dei portafogli!

- Ricezione e trasmissione di ordini!

- Consulenza in materia di investimenti!

- Gestione dei sistemi multilaterali di negoziazione!

L’elenco può essere arricchito dal Ministro dell’Economia e delle Finanze (Padoan) con proprio

regolamento, secondo quanto disposto dall’art.18 comma 5.

I soggetti autorizzati alle prestazioni dei servizi di investimento possono prestare anche i servizi

accessori:!

- Locazione di cassette di sicurezza!

- Custodia e amministrazione di strumenti finanziati e relativi servizi connessi!

- Consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale, acquisizione

di imprese!

- Concessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare un’operazione

relativa a strumenti finanziari!

- Emissione e collocamento di strumenti finanziari!

- Ricerca in materia di investimenti!

- Intermediazione in cambi, quando collegata alla prestazione di servizi d’investimento!

Il T.U.F. (D.Lgs. 58/1998) definisce “strumenti finanziari” le azioni e titoli rappresentativi di capitale

di rischio, le obbligazioni, i titoli di stato, quote fondi comuni di investimento, titoli negoziabili,

strumenti finanziari derivati.

Inoltre vengono inclusi valori mobiliari, strumenti del mercato monetario, quote di un organismo di

investimento collettivo del risparmio, contratti derivati.!

L’autorizzazione alla prestazione dei servizi di investimento e l’operatività dei soggetti

abilitati

!

Il T.U.F. prevede che i servizi di investimento possano essere prestati da:!

- Banche!

- SIM (società di intermediazione mobiliare)!

Le SIM sono S.P.A. che svolgono l’attività di intermediazione mobiliare (a differenza delle banche

che si occupano di intermediazione creditizia)

Svolgono un’ampia serie di attività che include anche la consulenza. Le SIM possono offrire uno o

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più servizi di investimento dettagliati e quando operano nella loro completezza, vengono definite

“polifunzionali”!

Esse si occupano principalmente di:!

- NEGOZIAZIONE: Svolgono negoziazione per conto terzi e per conto proprio. La negoziazione

per conto terzi comprende l’acquisto e la vendita di strumenti finanziari nei mercati

regolamentati.

Si ha una forte differenza tra le SIM che svolgono un’attività in DEALING da quelle che svolgono

attività di BROKERAGE perché quest’ultime negoziando per conto terzi, vanno incontro soltanto

ad un rischio operativo e di reputazione, mentre quelle che svolgono attività in DEALING, hanno

un portafoglio titoli di proprietà e quindi sono soggette al rischio di mercato perché proprietari

dell’azione trattata.!

- COLLOCAMENTO: E’ l’attività di organizzazione di collocamento presso gli investitori di titoli

con (underwriting) o senza (selling) garanzie, attraverso la cura della pubblicità, della raccolta

delle sottoscrizioni e di ogni altro adempimento convenuto: esempio è quello relativo al

collocamento di azioni e obbligazioni societarie.

Anche queste SIM gravitano in maggioranza nell’orbita delle aziende di credito e rappresentano

un’alternativa agli sportelli bancari per spingere sull’offerta dei prodotti bancari tradizionali e

sulla gestione del risparmio!

- GESTIONE DI PORTAFOGLI: gestione di patrimoni attraverso strumenti finanziari.

La gestione è come quella dei FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO o delle SICAV (Società di

Investimento a Capitale Variabile) e quindi i patrimoni gestiti possono di volta in volta cambiare

composizione (azionaria, obbligazionaria, monetaria, mista)

Per garantire un servizio personalizzato, la SIM di gestione deve predisporre un conto

individuale che consenta in ogni momento l’individuazione dei beni finanziari di proprietà

dell’intestatario, il quale è titolare di un patrimonio ben distinto da quello della SIM e di tutti gli

altri clienti della struttura.

La SIM di gestione non è l’unico soggetto abilitato a fare gestione di patrimoni individuali in

Italia, perché possono esercitare questa attività anche le BANCHE, FIDUCIARIE, AGENTI DI

CAMNIO, SGR (Società di Gestione del Risparmio)!

- CONSULENZA: Questa attività consiste nel fornire indicazioni personalizzate d’investimento in

strumenti finanziari che tengono in considerazione:

- Conoscenze e esperienza del cliente

- La sua situazione finanziaria ed i suoi obiettivi d’investimento

- L’orizzonte temporale e la propensione al rischio dell’operazione

Grazie alla direttiva europea MiFID (2004/39/CE), nasce anche in Italia la SIM di pura

consulenza, autorizzata dalla Banca d’Italia e dalla CONSOB per il servizio di consulenza in

materia di investimenti.! CONSULENTE FINANZIARIO!

Alle banche l’autorizzazione è rilasciata dalla Banca d’Italia, dopo aver sentito la CONSOB.!

Il T.U.F. e i regolamenti attuativi della CONSOB, prevedono criteri di comportamento (in materia di

trasparenza e correttezza) ai quali si devono attenere i soggetti abilitati nella prestazione dei

servizi di investimento:!

A) Diligenza, correttezza e trasparenza dei comportamenti!

B) Acquisizione dell’informazione necessaria dai clienti!

C) Adeguatezza dell’informazione fornita ai clienti!

D) Strutture organizzative idonee a prevenire il conflitto d’interessi!

E) Scelta e comunicazione del BENCHMARK (portafoglio virtuale di investimenti dal quale è

possibile valutare la performance delle scelte di investimento)! Pagina 17 di 80

F) Adeguati strumenti di trasparenza nel caso di conflitto di interessi!

G) Disponibilità di risorse adeguate!

H) Adozione di misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sugli strumenti finanziari e il

denaro affidato!

Ordinamento delle attività di gestione collettiva del risparmio!

Il T.U.F. introduce il servizio di gestione collettiva del risparmio definendolo come:!

- La promozione, istituzione e organizzazione di fondi comuni di investimento e l’amministrazione

dei rapporti con i partecipanti!

- La gestione del patrimonio di OICR (Organismi di Investimento Collettivi del Risparmio), fondi

comuni e SICAV!

A fronte della necessità di tutelare gli interessi dei risparmiatori, il legislatore ha introdotto una

riserva di attività per l’esercizio della gestione collettiva del risparmio, prevedendo che tale attività

possa essere esercitata esclusivamente dalle Società di Gestione del Risparmio (SGR) e dalle

Società di investimento a Capitale Variabile (SICAV) .!

Gli OICR sono individuati nel T.U.F. come segue:

a) Fondo comune di investimento, vale a dire un patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di

pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte; il patrimonio del fondo, sia aperto che

chiuso, può essere raccolto mediante una o più emissioni di quote;!

b) SICAV, vale a dire una società a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia

avente per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta al

pubblico di proprie azioni.!

A differenza dei servizi di investimento, la gestione collettiva può avere ad oggetto, non solo

strumenti finanziari, ma anche crediti o altri beni mobili o immobili.!

Oltre alla gestione collettiva del risparmio, le SGR possono:!

- prestare il servizio di gestione su base individuale !

- gestire gli investimenti dei fondi pensione!

- svolgere attività connesse e strumentali stabilite dalla Banca d’Italia, sentita la

CONSOB.

Per esercitare il servizio di gestione collettiva del risparmio, la SGR deve essere autorizzata

dalla Banca d’Italia, sentita la CONSOB; i requisiti prevedono:

a) la forma di società per azioni;

b) un capitale versato non inferiore a 1 milione di euro;

c) la sede statutaria e amministrativa in Italia;

d) i requisiti di professionalità e onorabilità degli amministratori e dirigenti; e) i requisiti di

onorabilità dei soggetti che esercitano il controllo.

Le SGR sono sottoposte agi strumenti di vigilanza volti ad assicurare la stabilità e il

contenimento dei rischi;anche in caso di prestazione di servizi di gestione collettiva, gli

intermediari abilitati sono tenuti a rispettare delle regole di condotta. In particolare, il T.U.F.

impone di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l’inte-

resse dei partecipanti agli OICR e per garantire, al contempo, l’integrità dei mercati.!

!

Le SGR possono gestire le seguenti tipologie di fondi:

• aperti, vale a dire fondi comuni di investimento che consentono il rimborso delle quote in

qualsiasi momento; Pagina 18 di 80

• chiusi, vale a dire fondi comuni di investimento che emettono quote esclusivamente in occasione

della loro costituzione o in date prestabilite, indicate nel regolamento.!

La SGR che intende istituire un fondo (detta società promotrice) ne decreta il regolamento. Il

regolamento deve indicare:!

a) la denominazione e la durata del fondo;

b) i tipi di beni in cui è possibile investire (a differenza della gestione individuale, la collettiva può

riguardare anche crediti, o altri beni mobili o immobili); c) gli intermediari coinvolti nel

funzionamento del fondo.!

Il regolamento va presentato alla Banca d’Italia, che ne valuta completezza e compatibilità con le

disposizione del T.U.F.. Una volta approvato, la società promotrice può deliberare il collocamento

delle quote del fondo, al fine di comporre il patrimonio da gestire.

Nel caso della promozione di un fondo chiuso:!

a) l’autorizzazione è concessa dal Ministro del Tesoro, sentita la Banca d’Italia; !

b) il capitale minimo della SGR è innalzato a 3,5 milioni di Euro !

c) l’oggetto sociale deve annoverare esplicitamente la gestione di fondi chiusi !

d) l’ammontare del fondo è predeterminata !

e) la durata del fondo è prestabilita entro 30 anni !

f) il valore minimo delle quote è di 50.000 Euro e non possono essere riscattate prima della

scadenza !

g) la società di gestione del risparmio è obbligata a investire nel patrimonio del fondo ed a

partecipare ai risultati. ! !

CAP. 5 I mercati finanziari: gli aspetti definitori !

!

Il mercato finanziario

Il mercato finanziario può essere definito come l’insieme degli scambi aventi per oggetto strumenti

finanziari. Alimentano il mercato finanziario tutti gli scambi aventi ad oggetto qualsiasi strumento

finanziario (azioni, obbligazioni, valute, mutui, strumenti di pagamento, ecc.). Il concetto di mercato

finanziario è quindi particolarmente ampio ed eterogeneo ed è possibile identificare al suo interno

dei sottoinsiemi (mercati) caratterizzati da una maggiore omogeneità (es. mercato azionario,

!

mercato obbligazionario, ecc.). Le funzioni del mercato finanziario!

Il mercato finanziario contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del sistema finanziario. Se un

sistema finanziario è chiamato a favorire ed agevolare l’accumulazione del risparmio ed il

finanziamento degli investimenti, il regolamento degli scambi e la gestione dei rischi, il mercato

finanziario ha la funzione di agevolare:!

1) Il trasferimento delle risorse dai soggetti in surplus ai soggetti in deficit!

!

2) La redistribuzione dei rischi all’interno del sistema finanziario.

I criteri di classificazione del mercato finanziario

Se il mercato finanziario comprende tutti gli scambi su tutti gli strumenti finanziari, un’analisi delle

caratteristiche degli strumenti scambiati o delle modalità attraverso le quali gli scambi avvengono

consente l’identificazione di “sottoinsiemi” (mercati) che possono differenziarsi tra loro anche in

misura sostanziale. Le regole in base alle quali avvengono gli scambi sul mercato di un

determinato strumento finanziario (es. azioni) possono ad esempio differenziarsi profondamente

da quelle adottate da mercati aventi ad oggetto altri strumenti finanziari (es. valute). Allo stesso

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modo la presenza di diverse tipologie di operatori (banche, sim, sgr, ecc. ) in diversi mercati

(mobiliare, creditizio, ecc.) tende a caratterizzarne il funzionamento. Per analizzare un mercato

finanziario è quindi necessario disporre di una serie di criteri di classificazione in base ai quali

!

identificare mercati specifici.

Con riferimento alla natura degli strumenti negoziati è possibile distinguere all’interno del

mercato finanziario tra mercato creditizio, mercato mobiliare e mercato assicurativo.!

Il mercato creditizio si caratterizza per l’elevato grado di personalizzazione dei contratti (mutui,

aperture di credito, ecc.). Le parti sono infatti libere di definire le caratteristiche e le condizioni di

ogni singolo rapporto o operazione (importi, tassi di interesse, durata, costi, ecc.).!

Il mercato mobiliare si caratterizza per l’elevato grado di standardizzazione degli strumenti

finanziari in esso negoziati (azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ecc.) e per la presenza di un

mercato secondario (borsa) nel quale i titoli in circolazione possono essere negoziati prima della

loro naturale scadenza.!

Nel mercato assicurativo gli operatori si accordano per trasferire, tramite appositi strumenti

(polizze), rischi di diversa natura. Nel mercato assicurativo si è soliti distinguere il “ramo danni” dal

“ramo vita”. Mentre nel primo vengono gestiti i rischi di danneggiamento di cose o persone, nel

secondo le prestazioni dei contratti sono collegate ad eventi che riguardano la vita di uno o più

individui (sopravvivenza, malattia, morte).!

Oltre alla distinzione fondamentale, basata sulla natura degli strumenti negoziati, che separa tra

loro il comparto creditizio, quello mobiliare e quello assicurativo, è possibile classificare i mercati

seguendo criteri differenti.!

In base alla funzione svolta dal mercato si distinguono i mercati primari dai mercati secondari.!

Il mercato primario è costituito dall’insieme delle negoziazioni aventi per oggetto titoli di nuova

emissione e che quindi, per definizione, vengono negoziati per la prima volta. In esso sono

negoziati strumenti emessi da un soggetto (un’impresa, uno Stato, un ente pubblico, ecc) al fine di

ottenere un finanziamento ed in generale di raccogliere capitale. Trattandosi di titoli di nuova

emissione, ogni scambio che avviene sul mercato primario contribuisce ad aumentare il numero di

titoli in circolazione.!

Una negoziazione appartiene al mercato secondario se ha ad oggetto titoli già negoziati in

precedenza, che erano quindi già in circolazione. Nel mercato secondario non vengono immessi

nuovi strumenti finanziari, né vengono finanziati degli operatori finali (imprese, pubblica

amministrazione, ecc.). Ciò che avviene è il trasferimento della titolarità di uno strumento da un

operatore ad un altro.!

Considerando la scadenza degli strumenti finanziari negoziati si distinguono i mercati monetari

dai mercati dei capitali.!

Nei mercati monetari vengono scambiati strumenti finanziari di breve termine, ovvero quelli la cui

vita residua è inferiore ai dodici mesi. Appartengono al mercato monetario sia le transazioni su

strumenti finanziari di nuova emissione la cui durata è inferiore ai dodici mesi, sia gli strumenti

finanziari già in circolazione che, pur avendo una durata originaria superiore, scadranno entro i

dodici mesi successivi alla negoziazione.!

Se i titoli che vengono negoziati hanno una vita residua superiore ai dodici mesi questi

appartengono per definizione al mercato dei capitali. La vita residua degli strumenti negoziati

consente generalmente di valutare le finalità degli operatori. Si può infatti affermare che il mercato

monetario, negoziando titoli di breve scadenza, soddisfa le esigenze di liquidità di breve periodo

degli operatori, consentendo loro di investire risorse in eccesso rispetto alla spese correnti o di

prendere denaro a prestito per far fronte a improvvise e temporanee esigenze di spesa. Il mercato

dei capitali è connesso agli investimenti e ai finanziamenti di medio-lungo periodo.!

In base alle quantità oggetto di scambio è possibile distinguere tra mercati al dettaglio (retail

market) e mercati all’ingrosso (wholesale market).! Pagina 20 di 80

Nei mercati al dettaglio rientrano le negoziazioni aventi ad oggetto modeste quantità di strumenti

finanziari. Un mercato al dettaglio è in genere identificabile come tale per l’assenza di quantità

minime di negoziazione o per il loro importo limitato.!

In un mercato all’ingrosso avvengono negoziazioni caratterizzate da tagli di dimensioni rilevanti e

dal divieto di negoziare quantità inferiori ad una determinata soglia (lotto minimo di negoziazione).!

Con riferimento alle modalità di negoziazione si distinguono i mercati ad asta (order driven) dai

mercati di market maker (quote driven).!

Nei mercati ad asta il prezzo è determinato confrontando le proposte di negoziazione (proposte in

acquisto e proposte in vendita) immesse da diversi operatori, che rispettivamente domandano ed

offrono un determinato titolo. L’espressione order driven che viene associata ai mercati ad asta

richiama il fatto che in questo sistema il prezzo è determinato dal confronto di ordini (order) relativi

ad un insieme omogeneo di operatori.!

Un mercato di market maker è un mercato dove un soggetto, generalmente un intermediario, si

pone come controparte diretta di tutti gli altri operatori, impegnandosi ad acquistare da chiunque

voglia vendere e vendere a chiunque voglia acquistare, dichiarando però i prezzi ai quali intende

comprare e vendere. Dato che il prezzo non è più guidato dagli ordini degli operatori ma è definito

dal market maker che espone le quotazioni (quote), i mercati di market maker sono anche detti

mercati quote driven. Rispetto ai mercati order driven, dove è possibile definire un unico prezzo di

mercato, nei mercati quote driven il market maker definisce prezzi diversi per gli acquisti e per le

vendite. Inoltre, mentre in un mercato quote driven gli operatori possono indicare nella loro

proposta di negoziazione il prezzo al quale sono disposti ad acquistare o a vendere un determinato

titolo, nei mercati di market maker gli operatori possono solo scegliere di aderire alle proposte del

market maker, dove i prezzi sono già fissati dallo stesso market maker. Il differenziale tra il prezzo,

più basso (bid quote), al quale il market maker è disposto ad acquistare dal mercato, ed il prezzo

più alto (ask quote), al quale è invece disposto a vendere, viene definito bid-ask spread. Il bid-ask

spread è generalmente utilizzato come parametro di efficienza di un mercato: minore è il bid-ask

spread, maggiore è l’efficienza del mercato.!

Valutando la localizzazione degli scambi è possibile distinguere i mercati fisici (open outcry

market) dai mercati telematici (electronic market).!

Nei mercati fisici, detti anche “mercati alle grida”, gli operatori che vogliono negoziare un

determinato strumento finanziario si incontrano fisicamente in un luogo (borsa) ed interagiscono al

fine di identificare una controparte disposta a chiudere una transazione alle condizioni di prezzo e

di quantità richieste.!

Nei mercati telematici gli operatori immettono le proprie proposte di negoziazione (ordini di

acquisto o di vendita) in un sistema elettronico che, seguendo delle regole e dei criteri prestabiliti,

abbina tra loro le proposte compatibili dando luogo alle negoziazioni. Mentre nei mercati fisici gli

operatori devono necessariamente essere presenti sul mercato, nei mercati telematici è possibile

un accesso remoto (remote access). Gli operatori possono cioè inviare i propri ordini tramite dei

collegamenti a distanza (Internet, telefono, ecc.), senza doversi recare fisicamente sul mercato. Si

noti come, grazie all’accesso remoto, un operatore possa operare contemporaneamente su due o

più mercati, mentre i mercati in presenza fisica obbligano un operatore a scegliere il mercato sul

quale negoziare, dato che non può essere fisicamente presente in due luoghi

contemporaneamente.!

In base alla presenza o meno di regole che definiscono le modalità attraverso le quali si

incontrano la domanda e l’offerta di strumenti finanziari è possibile distinguere i mercati

regolamentati dai mercati non regolamentati o over the counter (OTC).!

Un mercato si definisce regolamentato quando è presente la figura di un gestore del mercato

che definisce le regole e le procedure mediante le quali vengono selezionati gli strumenti

negoziabili sul mercato stesso, definisce i requisiti che gli operatori devono avere per essere

Pagina 21 di 80

ammessi alle negoziazioni ed in generale definisce le regole di funzionamento del mercato. Le

borse valori sono tipici esempi di mercati regolamentati.!

Il mercato non regolamentato accoglie tutti gli scambi di valori mobiliari che avvengono fuori dei

mercati regolamentati. Un esempio di negoziazione avvenuta fuori dei mercati regolamentati è

quella in cui un investitore entra in contatto direttamente con un altro investitore al quale vende dei

titoli. Dato che lo scambio non è avvenuto in borsa ma tramite il contatto diretto degli investitori, la

negoziazione si considera avvenuta sul mercato non regolamentato.!

Con specifico riferimento ai mercati di borsa, osservando l’intervallo temporale nel quale una

singola transazione può aver luogo è possibile distinguere mercati ad asta a chiamata dai mercati

a negoziazione continua.!

Nei mercati ad asta a chiamata la singola giornata borsistica è ripartita in intervalli omogenei di

tempo, in ognuno dei quali è possibile negoziare un singolo titolo. La giornata borsistica è quindi

organizzata in modo tale che si procede a negoziare il primo titolo per un primo intervallo di tempo

nel quale gli operatori immettono le loro proposte di negoziazione. Al termine di tale periodo viene

definito il prezzo di mercato al quale verranno conclusi tutti quei contratti che risultano compatibili

con tale prezzo, mentre le proposte di negoziazione che non hanno trovato esecuzione vengono

cancellate dal mercato. Definito il prezzo per il primo titolo e conclusi i relativi contratti si passa a

negoziazione il secondo titolo. Dopo che gli operatori hanno inserito le proposte di negoziazione

sul secondo titolo ed una volta terminato il tempo previsto per la trattazione di tale strumento si

procede a definire il prezzo di mercato, a concludere i contratti e a cancellare le proposte non

abbinate, per passare poi a negoziare il titolo successivo. Tale procedimento verrà ripetuto per

ognuno dei titoli quotati in modo tale che al termine della giornata ogni titolo sarà stato oggetto di

trattazione da parte del mercato.!

!

In un mercato a negoziazione continua ogni singolo titolo può essere negoziato in ogni momento

della giornata di borsa: tutti gli scambi avvengono quindi non più in modo sequenziale ma in

parallelo. Nei mercati a negoziazione continua vengono conclusi contratti sul medesimo titolo

durante tutta la giornata di borsa. Ogni volta che due operatori immettono sul mercato proposte di

negoziazione compatibili viene chiusa una negoziazione e viene definito un prezzo di mercato.

Dato che le condizioni di mercato possono variare durante la giornata, è probabile che in un

mercato a negoziazione continua vengano conclusi diversi contratti a diversi prezzi. Mentre quindi

il prezzo di un titolo in un mercato ad asta a chiamata è unico per tutti gli scambi della giornata, un

mercato a negoziazione continua definisce tanti prezzi quanti sono gli scambi avvenuti sul

mercato.!

Con riferimento al regolamento dello scambio (settlement) è infine possibile distinguere i

mercati a pronti dai mercati a termine.!

I mercati a pronti sono anche detti “mercati spot” o “mercati a contante”. Allo stesso modo ci si

riferisce ai mercati a termine anche con le espressioni derivatives market o mercati dei derivati. La

distinzione tra mercati a pronti e mercati a termine richiede di definire cos’è il regolamento di una

negoziazione di borsa. Per regolamento di una negoziazione si intende la fase nella quale le parti

di una negoziazione, dopo aver trovato l’accordo sulla quantità e sul prezzo al quale scambiarsi un

determinato titolo, procedono a trasferire i titoli a fronte del pagamento del prezzo. Nei mercati a

pronti è previsto che il regolamento di una transazione avvenga entro tre giorni dal momento in cui

le parti si sono accordate.!

Nei mercati a termine è previsto che, dopo l’accordo, le parti diano effettivamente luogo allo

scambio ad una data futura (termine) prestabilita. Dato che la caratteristica di prevedere un lasso

temporale tra il momento dell’accordo ed il momento del regolamento è tipica degli strumenti

finanziari derivati, i mercati a termine sono anche detti mercati dei derivati o derivatives markets.!

!

! Pagina 22 di 80

Il mercato monetario!

Tra i mercati che è possibile identificare all’interno del mercato finanziario ve ne sono alcuni che

rivestono un’importanza particolare. Tra questi il mercato monetario assume rilievo in quanto il suo

funzionamento ha risvolti che interessano anche le autorità monetarie (es. Banca Centrale

Europea). Dato che nel mercato monetario avvengono tutti gli scambi su strumenti finanziari

monetari (con scadenza inferiore a 12 mesi), è tramite di esso che la banca centrale pone in

essere le operazioni di politica monetaria finalizzate ad aumentare o ridurre la liquidità del sistema

al fine di influenzare l’andamento dei tassi di interesse di mercato. Un mercato monetario

particolarmente efficiente consentirà alla banca centrale di porre in essere le sue strategie in

misura ottimale. Viceversa un mercato monetario che non dà garanzie di efficienza rischia di

compromettere il risultato delle autorità monetarie.!

Le transazioni che avvengono sul mercato monetario possono avere una durata molto inferiore al

limite dei 12 mesi indicato in precedenza. Gran parte del mercato monetario ha ad oggetto

operazioni che possono concludersi nell’arco di qualche giorno se non addirittura di qualche ora.

Sono operazioni tipiche del mercato monetario quelle aventi scadenze “overnight” o “tomorrow

next” che prevedono la chiusura rispettivamente entro 24 ore o 48 ore dall’avvio. Caratteristica

distintiva del mercato monetario è la presenza preponderante delle banche.!

Il mercato dei capitali!

Il mercato dei capitali, riferendosi alle negoziazioni aventi per oggetto strumenti di durata superiore

ai 12 mesi, rappresenta il mercato nel quale vengono finanziati i progetti di investimento. A

seconda della natura sottostante al rapporto tra finanziatore e finanziato si distingue tra mercato

obbligazionario e mercato azionario. Nel primo il rapporto tra le parti è un rapporto di credito dove,

indipendentemente dal fatto che il rapporto sia personalizzato (es. mutuo bancario) o

standardizzato all’interno di un valore mobiliare (es. obbligazione), il debitore-finanziato assume

l’impegno a restituire nei tempi e nei modi stabiliti il capitale preso in prestito, riconoscendo gli

interessi pattuiti. Nel mercato azionario il rapporto di partecipazione tipico delle azioni vede il socio-

finanziatore essere interessato direttamente dalla performance societaria, legando ad essa il

rendimento dei suo investimento. Le dimensioni e soprattutto la capacità del mercato dei capitali di

mettere in contatto risparmiatori-finanziatori (es. famiglie, investitori istituzionali, ecc.) e debitori-

finanziati (es. imprese, Stato, ecc.) sono elementi di giudizio della qualità di un sistema finanziario

particolarmente importanti. Un ruolo fondamentale nel mercato dei capitali è svolto dalla Borsa,

dato che in essa tendono a concentrarsi le emissioni e gli scambi dei titoli obbligazionari ed

azionari.! Il mercato dei derivati!

Il mercato dei derivati, nel quale vengono negoziati principalmente forward/future, options e swap,

si caratterizza per la capacità di ampliare le funzionalità espresse da altri mercati. La negoziazione

dei derivati consente di migliorare la gestione dei rischi e, al tempo stesso, mette gli operatori

maggiormente propensi al rischio (c.d. “speculatori”) in condizione di poter amplificare i risultati

delle loro strategie di trading. Nell’ambito dei mercati regolamentati, i mercati di borsa dei derivati

si distinguono per la presenza della cosiddetta clearing house, ovvero di un soggetto che si pone

come controparte centrale di tutte le operazioni, garantendone il buone esito attraverso un

meccanismo di controllo del rischio di controparte che prende il nome di “marking to market”.!

L’efficienza dei mercati finanziari!

L’efficienza di un mercato finanziario si riferisce alla capacità del mercato di svolgere le funzioni ad

esso assegnate ottimizzando i processi da esso posti in essere. Un mercato è quindi tanto più

efficiente quanto più riesce, a parità di risultato, a minimizzare gli sforzi e le risorse necessarie per

il suo raggiungimento, o viceversa, a parità di risorse impiegate, a massimizzare il risultato

ottenuto. La valutazione di un mercato finanziario, oltre a considerare la capacità del mercato di

raggiungere i suoi obiettivi (efficacia), deve tenere conto della capacità del mercato stesso di

ottimizzare le risorse utilizzate (efficienza).! Pagina 23 di 80

Il concetto di efficienza applicato ai mercati finanziari porta ad identificare tre diversi livelli di

efficienza:!

! ! - efficienza tecnico-operativa !

! ! - efficienza allocativo-funzionale

- efficienza informativa!

Si parla di efficienza tecnico-operativa con riferimento alla capacità del mercato di ottimizzare il

rapporto tra costi di transazione e semplificazione degli scambi. Essa identifica, dal lato degli

utilizzatori del mercato, un rapporto di “qualità-prezzo” dove il primo elemento è valutato alla luce

della capacità del mercato di trovare la controparte ideale per porre in essere lo scambio, nonché

ai tempi necessari per concludere la transazione, mentre il fattore prezzo identifica i costi da

sostenere per effettuare lo scambio.!

Con riferimento all’efficienza tecnico-operativa vengono richiamati i concetti di ampiezza,

spessore, immediatezza ed elasticità del mercato:!

- Ampiezza: è la capacità del mercato di offrire elevate quantità scambiabili in corrispondenza di

diversi livelli di prezzi. !

- Spessore: è la presenza sul mercato di ordini di acquisto e/o di vendita a prezzi diversi. Tanto

più il mercato consentirà di acquistare/vendere a prezzi differenti, tanto più esso risulterà efficiente. !

- Immediatezza: è la capacità del mercato di concludere delle transazioni, identificando ordini in

acquisto ed ordini in vendita che siano tra loro compatibili per oggetto, quantità e prezzo. Tanto più

il mercato riesce a minimizzare il tempo necessario per chiudere una transazione, tanto più esso

risultterà efficiente. !

- Elasticità: è la capacità del mercato di reagire, tramite l’inserimento sul mercato stesso di nuovi

ordini di negoziazione, a nuove informazioni riguardanti lo strumento oggetto di scambio. Tanto più

i prezzi si adeguano in tempi brevi alle nuove informazioni disponibili, tanto più il mercato risulterà

efficiente.

!

L’efficienza allocativo-funzionale concerne la capacità del mercato di soddisfare i bisogni degli

operatori che ad esso si rivolgono, consentendo la realizzazione di scambi alle migliori condizioni

possibili sia a soggetti in deficit, in cerca di risorse finanziarie, sia a soggetti in surplus, desiderosi

di ottenere un adeguato rendimento per i propri risparmi. Sono da considerarsi poco efficienti sul

piano allocativo-funzionale quei mercati nei quali soggetti desiderosi di ottenere/cedere risorse

finanziarie non riescano a farlo o riescano a farlo a condizioni peggiori rispetto a quelle

potenzialmente ottenibili.

!

L’efficienza informativa riguarda la capacità del mercato di raccogliere, produrre e diffondere

informazioni rilevanti per lo scambio. Utilizzando i prezzi come indice di efficienza informativa di un

mercato è possibile distinguere tra diversi livelli di efficienza: !

- Efficienza informativa debole: si ha quando i prezzi incorporano soltanto informazioni di tipo

storico !

- Efficienza informativa semiforte: si ha quando i prezzi incorporano tutte le informazioni

pubblicamente disponibili (sia storiche, sia attuali, sia prospettiche) !

- Efficienza informativa forte: si ha quando i prezzi, oltre ad incorporare tutte le informazioni

pubblicamente disponibili, incorporano anche le informazioni private (insider informations).

!

! ! Pagina 24 di 80

CAP. 6:I conti correnti di corrispondenza!

Definizione di un deposito monetario!

DEPOSITO BANCARIO: Contratto con cui la banca si impegna ad eseguire dei pagamenti e delle

riscossioni per conto del cliente in seguito ad istruzioni impartite da quest’ultimo. Ovviamente per

poter eseguire delle operazioni di pagamento, la banca deve disporre somme sul c/c intestato al

cliente di riferimento.!

N.B. le somme di denaro presenti in un ipotetico c/c costituirebbero la moneta bancaria che circola

in un sistema finanziario.!

La moneta bancaria viene accettata in pagamento in virtù della fiducia che gli operatori hanno

nell’emittente di poterla convertire in MONETA LEGALE. Per tale ragione la moneta bancaria

(scritturale) è definita anche moneta fiduciaria.!

-MERCATO! DOMANDA!

Il deposito in c/c viene richiesto da una molteplicità di soggetti (famiglie, privati, imprese, pubblica

amministrazione) in quanto è uno strumento che riesce a soddisfare fabbisogni di natura diversa:!

- FABBISOGNO DI SICUREZZA legato a un possibile furto o smarrimento del denaro che

possiede!

- FABBISOGNO DI GESTIONE più economica ed efficiente delle disponibilità di cassa. Il cliente

delega l’esecuzione di pagamenti e incassi di guadagni alla banca per suo conto.!

- FABBISOGNO DI INVESTIMENTO in quanto le disponibilità versate sul c/c vengono

solitamente remunerate sulla base del tasso fissato dal contratto e dalla loro permanenza.!

- FABBISOGNO INFORMATIVO in quanto consente di avere un riepilogo dettagliato dei

movimenti che si sono avvicendati sul conto!

- FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO!

Il c/c rappresenta una sorta di supporto su cui si investono tutta una serie di altri servizi di

operazioni intrattenuti con la banca (acquisto e venduta di titoli, richiesta finanziamenti, acquisto e

vendita di valuta ecc…)!

Il contratto di deposito bancario può prevedere inoltre la concessione di un fido, ove la banca si

impegna ad ottenere pagamenti per conto del cliente oltre il limite delle sue disponibilità fino ad un

tetto massimo contrattualmente indicato.! OFFERTA!

Il deposito in c/c viene offerto dal SISTEMA BANCARIO e dal SISTEMA POSTALE. E’ uno

strumento utilizzato particolarmente dagli operatori economici di un paese che consentono

all’offerente (quindi banche o poste) di veicolare una molteplicità di servizi e di ottenere un ampio

patrimonio informativo rispetto al cliente correntista.!

!

E’ importante saper distinguere tra:!

1) CONTO CORRENTE SEMLICE —> Consente di avere: Accredito dello stipendio,

domiciliazione delle utenze, esecuzione di bonifici. Il contenuto di questo c/c è standardizzato e

non personalizzabile ed è un conto rivolto ai consumatori i quali, sostenendo il pagamento di

un canone fisso annuo, ricevono dalla banca un determinato numero di operazioni e di servizi!

2) CONTO A PACCHETTO —> prevede un canone (che i clienti dovranno pagare) in cui vengono

incluse un determinato numero di operazioni e che si distingue normalmente sulla base

dell’operatività bassa, media e alta del titolare! Pagina 25 di 80

3) CONTO A TARGET —> Conto indirizzato ad una particolare categoria di clientela. Le

condizioni riservate a queste categorie di clienti, si riferiscono non soltanto ai tassi di interesse,

ma anche a servizi specifici come ad es. polizze di assicurazione o borse di studio abbinate al

conto.!

4) CONVENZIONI —> Le convenzioni vengono stipulate dalla banca (o posta) con uno o più

soggetti che rappresentano potenziali clienti. Questa categoria di clienti può beneficiare delle

condizioni previste contrattualmente indipendentemente dalla giacenza sul conto, dalla

movimentazione, dal livello di saldo ecc…!

!

-ASPETTI TECNICI! APERTURA DEL CONTO!

L’apertura di un deposito in c/c può essere richiesta da persone fisiche e/o persone giuridiche.!

In caso di PERSONA FISICA, la banca ne accerta la capacità di agire ed esegue alcune indagini

volte a verificare se il richiedente non sia segnalato tra coloro che hanno dimostrato un utilizzo

scorretto degli strumenti di pagamento messi a loro disposizione (es.libretto di assegni)!

In caso di PERSONA GIURIDICA la banca deve accertare, sulla base della forma giuridica, i

soggetti che rispondono delle obbligazioni assunte nei suoi confronti.!

Prima di procedere all’apertura di un deposito in c/c, la banca o la posta devono verificare che il

richiedente abbia tutti i requisiti necessari. Al momento dell’apertura del conto, il cliente a cui viene

intestato il conto (definito intestatario) deve:!

- Ricevere una copia delle condizioni generali del contratto, delle condizioni economiche!

- Ricevere il Documento di Sintesi!

Ogni intestatario, attraverso il conferimento di deleghe, può abilitare terse persone a

rappresentarlo nei confronti della propria banca.!

Il conto può essere intestato a un soggetto (CONTO INDIVIDUALE) o a più soggetti che possono

operare in maniera congiunta o disgiunta.

In caso di maniera congiunta, gli ordini impartiti dalla banca devono essere firmati da tutti gli

intestatari affinché l’operazione possa essere eseguita, in caso di maniera disgiunta, è sufficiente

che siano firmati da uno solo dei titolari del conto affinché la banca esegua l’ordine.!

! LA MOVIMENTAZIONE DEL CONTO!

La movimentazione del conto è data dalla successione degli ADDEBITAMENTI e

ACCREDITAMENTI:!

Gli ADDEBITAMENTI vengono distinti in basse alla loro natura:!

- Prelievi effettuati dal correntista presso lo sportello fisico o sportello automatico!

- Ordini di trasferimento di somme a favore proprio o per conto di terzi!

- Acquisto di strumenti finanziari o valuta!

- Pagamenti insoluti che la banca aveva precedentemente accreditato con la clausola “salvo buon

fine”!

Gli ACCREDITAMENTI possono essere originati da:!

- Versamenti!

- Pagamenti effettuati da terzi nei confronti del correntista!

- Guadagni derivanti dalla negoziazione (o vendita solamente) di strumenti finanziari!

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Ogni operazione effettuata sul conto può essere presa in considerazione rispetto a 3 diversi

aspetti:!

- DATA CRONOLOGICA: il giorno in cui l’operazione viene effettuata!

- DATA VALUTA: il giorno a partire dal quale maturano gli interessi sulle somme versate o

cessano di maturare gli interessi sulle somme prelevate!

- DATA DISPONIBILITÀ: giorno in cui il correntista acquisisce (perde) la possibilità di utilizzare le

somme versate (prelevate)!

La quantità di moneta bancaria che si trova nel deposito in c/c è definita SALDO

Quest’ultimo tende ad aumentare quando aumentano gli accreditamenti e diminuisce per effetto

degli addebitamenti.!

Esistono 3 diverse modalità di rilevazione del saldo:!

- SALDO DISPONIBILE: quantità di moneta bancaria presente sul c/c dopo la registrazione delle

movimentazioni avvenute seguendo la DATA DISPONIBILITÀ!

- SALDO LIQUIDO: quantità di moneta bancaria presente sul c/c dopo la registrazione delle

movimentazioni avvenute seguendo la DATA VALUTA!

- SALDO CONTABILE: quantità di moneta bancaria presente sul conto dopo la registrazione

delle movimentazioni avvenute seguendo la DATA CRONOLOGIA in cui sono state effettuate. !

Il depositante può essere autorizzato ad effettuare pagamenti oltre il limite delle disponibilità

presenti sul conto. In tal caso la banca concede al cliente un affidamento scoperto di c/c detto

anche FIDO per un importo stabilito. Il depositante può decidere di non utilizzarlo, di utilizzarlo

parzialmente o totalmente.!

Nel caso in cui il depositante utilizzi il fido (parzialmente o totalmente), egli diventa

automaticamente debitore nei confronti della banca (in termini operativi si dice che il conto va in

rosso). Esso rappresenta il capitale ottenuto in prestito dalla banca su cui, al momento della

liquidazione, andranno calcolati gli interessi passivi secondo il tasso stabilito dal contratto.!

LE COMUNICAZIONI RICEVUTE DAL CLIENTE!

Ogni qual volta vengono effettuate determinate operazioni sul conto, la banca comunica al cliente

l’avvenuta esecuzione attraverso comunicazioni scritte (ricezione di bonifico, assegni insoluti,

ecc…). L’intermediario comunica espressamente al cliente le variazioni unilaterali apportate alle

condizioni contrattuali. Se il cliente non recede dal contratto entro 60gg, le variazioni si intendono

approvate.

Almeno una volta l’anno o con periodicità scelta dal cliente e impostata sul contratto che

quest’ultimo da con la banca (mensile, trimestrale, semestrale), viene inviata al cliente la

comunicazione del rendiconto definita ESTRATTO CONTO che riporta tutte le movimentazioni che

si sono avvicendate sul conto, gli importi delle operazioni o qualsiasi titolo addebitate o accreditate,

il saldo contabile debitore o creditore e le modalità di determinazione degli interessi.

Se il cliente non dovesse ritenere corretta la sequenza delle movimentazioni o le spese imputate,

ci si deve opporre entro il termine stabilito inviando una comunicazione scritta (90gg).!

LA LIQUIDAZIONE DEGLI INTERESSI!

Il calcolo e l’accredito degli interessi che spettano al depositante, avvengono con una periodicità

stabilita dal contratto. Deve essere assicurata al cliente la stessa periodicità nel conteggio degli

interessi sia debitori sia creditori. Gli interessi determinati vengono accreditati sul conto del

correntista con la valuta corrispondente al giorno di liquidazione.

La determinazione degli interessi relativi al deposito in c/c, avviene col metodo SCALARE

PROCEDI= MENTO AMBURGHESE. Per determina gli interessi, viene compilato un apposito

documento detto STAFFA. Esso è un conto scalare in cui vengono ordinati secondo la data valuta

i diversi saldi che si sono succeduti sul conto nel periodo previsto dal contratto per la liquidazione

degli interessi.! Pagina 27 di 80

L’importo di ciascun saldo, moltiplicato per il numero di giorni in cui è rimasto invariato sul conto,

determina i numeri creditori e i numeri debitori (in base alla tipologia di saldo). In seguito si

procede ad eseguire la sommatoria di tutti i numeri creditori e di tutti i numeri debitori e si procede

al rispetto della formula: INTERESSI CREDITORI=∑Numeri avere X i avere / 36500 (i avere=

tasso creditore).!

Per determinare gli interessi netti, si calcola la ritenuta fiscale sugli interessi lordi e la si sottrae

all’importo di questi. Attualmente la ritenuta fiscale sui depositi monetari è pari al 20%!

HOME BANKING= Servizi bancari che consentono al cliente di effettuare operazioni bancarie da

cassa o dall’ufficio, mediante collegamento telematico.!

LA CHIUSURA DI UN DEPOSITO IN C/C!

La chiusura del conto può avvenire in qualsiasi momento per iniziativa della banca o del correntista

a meno che non sia stato previsto dal contratto un determinato periodo di preavviso.

A partire dalla data di chiusura, la banca non è più obbligata ad effettuare pagamenti degli assegni

emessi dal correntista, in quanto si interrompe anche la convenzione di assegno e tutti gli altri

servizi di pagamento collegati a quel conto.

L’adozione di 2 decreti inerenti alle liberalizzazioni e all’autoregolamentazione tramite il consorzio

Pattichiari, hanno semplificato la possibilità di trasferire i contratti in essere da un intermediario

all’altro, creando il servizio di portabilità del c/c.

Tale servizio consente di ridurre i tempi e i costi di chiusura del deposito presso un intermediario e

di trasferimento di investimenti, domiciliazioni di utenze, accredito di stipendi, ecc…

L’intermediario presso il quale si apre il nuovo conto, si occuperò della gestione amministrativa del

“trasloco” dei rapporti esistenti sul vecchio conto.!

LA TUTELA PER IL SOGGETTO CHE POSSIEDE DEPOSITI PRESSO UN OPERATORE IN

SITUAZIONE DI CRISI!

La situazione di crisi dell’intermediario presso il quale si sono depositate le proprie disponibilità,

può mettere in pericolo la restituzione delle somme depositate.

Per quanto riguarda i depositi dei cosiddetti “risparmiatori inconsapevoli”, a partire dal 1997, tutte

le banche devono aderire al FITD (Fondo Intermediario di Tutela dei Depositi).

Questo consorzio garantisce i depositi normativi per un limite max di 100.000€ per depositante. Il

rimborso deve essere effettuato entro il termine di 20 giorni lavorativi, prorogabili per altri 10 giorni

in circostanze del tutto eccezionali, a decorrere dalla data in cui si producono gli effetti del

provvedimento di liquidazione coatta amministrativa.

Le banche di credito cooperativo, aderiscono ad un proprio fondo di tutela dei depositanti chiamato

FONDO DI GARANZIA DEI DEPOSITANTI DEL CREDITO COOPERATIVO.

Le succursali di banche comunitarie operanti in Italia, possono aderire al FITD.

In Italia a partire dal 2008 alla tutela esercitata dal FITD, è stata affiancata la garanzia da parte

dello Stato.!

- Aspetti di rendimento, rischio e liquidità!

I depositi in c/c sono una forma di investimento particolarmente tutelata, in quanto si ritiene che i

piccoli risparmiatori con scarse conoscenze del mercato finanziario possano ritenerli strumenti

sicuri per investire le proprie disponibilità.

Si tratta infatti di strumenti che presentano un rischio di controparte molto contenuto, un rischio di

liquidità molto basso e una remunerazione anch’essa contenuta se paragonata ad altri strumenti

del mercato finanziario che espongono l’investitore a rischi più elevati.!

- Regolamentazione!

Le norme sulla trasparenza bancaria stabiliscono i diritti del cliente alle diverse fasi del rapporto

con l’emittente. Il cliente, in procinto di aprire un deposito in c/c, si può recare presso uno o più

offerenti (Banche o Poste) e chiedere che gli venga consegnata gratuitamente la seguente

documentazione:!

- Copia della Guida redatta dalla Banca d’Italia! Pagina 28 di 80

- Foglio Informativo con rischi, costi e servizi associati!

- Copia del contratto completa e/o il Documento di Sintesi!

Se è possibile concludere il contratto ON-LINE, deve essere messo a disposizione anche sul sito

internet della banca il Foglio Informativo, e il cliente deve avere la copia completa del contratto con

il Documento di Sintesi. In tutti i casi deve essere possibile conoscere i costi orientativi del c/c per

ciascuno dei profili riportati sul Foglio Informativo.!

E’ importante che sul contratto ci siano per legge:!

- Requisiti minimi per l’apertura del c/c!

- Valute sui versamenti e sui prelievi!

- Tutte le causali che danno origine a una scritturazione per la quale vengono addebitati al cliente

oneri economici, specificandone l’importo.!

Per aiutare il consumatore a scegliere il deposito in c/c più adatto alle proprie caratteristiche, la

normativa sulla trasparenza ha stabilito che le banche e Poste Italiane s.p.a. debbano indicare nel

foglio informativo e nel documento di sintesi del prodotto, l’indice sintetico di costo. Ogni tipologia

di costo offerto ai consumatori, deve indicare l’ISC. Questo indice comprende le spese e le

commissioni che sarebbero addebitate al cliente nel corso dell’anno, al netto degli oneri fiscali e

degli interessi.!

! CAP. 7 - I pronti contro termine!

Sono contratti nei quali un venditore (generalmente BANCA) cede un certo numero di titoli a un

acquirente e si impegna, nello stesso momento, a riacquistarli dallo stesso acquirente a un prezzo

in genere più alto ad una data (termine) predeterminata ( a quella data l’acquirente deve avere i

titoli pronti).!

Il P/T consiste, quindi, in una doppia compravendita di titoli che avviene attraverso 2 distinti

contratti stipulati “a pronti” e l’altro a “termine”. Per “pronti” si intende il momento in cui si avvia

l’operazione, con “termine” si definisce il momento in cui si conclude.!

L’operazione può essere sia di raccolta che d’impiego:!

- Operazione di raccolta: Ha come controparti una banca e in investitore e ha le stesse finalità di

un deposito a breve termine.

Nel primo contratto l’intermediario cede i titoli all’investitore e ne ottiene il relativo prezzo. Nel

secondo contratto, l’investitore cede i titoli acquistati alla banca e ottiene una specie di

remunerazione (il prezzo pagato a pronti è maggiorato del rendimento stabilito al netto delle

spese e del prelievo fiscale). Alla fine la banca riottiene i suoi titoli, ma con un valore finanziario

più alto.!

- Operazione d’impiego: Ha come controparti, 2 banche e l’operazione riguarderebbe la

gestione della tesoreria.

Nel primo contratto la banca 1 cede i titoli acquistati alla banca 2 e ne ottiene il relativo prezzo.

Nel secondo contratto, la banca 2 cede i titoli acquistati alla banca 1 e ottiene una specie di

remunerazione (il prezzo pagato a pronti è maggiorato del rendimento stabilito). Alla fine la

banca 1 riottiene i suoi titoli, ma con un valore finanziario più alto.!

ASPETTI TECNICI!

Il prezzo di scambio dei titoli viene fissato a “pronti” e non viene influenzato dal valore di mercato

che i titoli avranno a “termine”. Il rendimento dell’operazione è fissato al momento della stipula dei

contratti ed è determinato dai seguenti elementi:!

- Prezzo dei titoli a pronti! Pagina 29 di 80

- Prezzo dei titoli a termine!

- Durata dell’operazione!

- Spese relative all’operazione!

- Aliquota fiscale applicata al rendimento dell’operazione!

La quota dell’operazione varia tra i 15 giorni e i 6 mesi.

La banca può stabilire un importo minimo al di sotto del quale non effettua operazioni di P/T. I titoli

oggetto di contratto possono essere sia azionari, sia obbligazionari.!

Generalmente nei P/T vengono utilizzati titoli del mercato monetario ad ampia diffusione!

FABBISOGNI DELLA DOMANDA E FINALITÀ’ DELL’OFFERTA!

Il pronti contro termine viene richiesto da una molteplicità di soggetti (banche, imprese, investitori)

in quanto è uno strumento che riesce a soddisfare fabbisogni di natura diversa:!

- Per gli investitori questo strumento risponde ad un FABBISOGNO DI INVESTIMENTO A

BREVE PERIODO!

- Per gli operatori di borsa questo strumento risponde ad un FABBISOGNO DI OTTENERE IN

PRESTITO DEI TITOLI!

- Per le banche questo strumento risponde a FABBISOGNI DI RACCOLTA di risorse finanziarie e

di FABBISOGNI DI IMPIEGHI di breve periodo!

PRINCIPALI RISCHI!

I rischi che si riscontrano nell’operazione di P/T ricadono sulla controparte che ottiene i titoli a

pronti e li deve cedere a termine.!

Il P/T a differenza dei depositi, non sono garantiti dal FITD (Fondo Interbancario per la Tutela dei

Depositi) e pertanto sono soggetti al rischio di controparte, al rischio di mercato, al rischio

operativo.!

RISCHIO DI CONTROPARTE: che alla scadenza in cui si è impegnato a riacquistare i titoli, non

adempia alle obbligazioni !

RISCHIO DI MERCATO: eventuale deprezzamento che i titoli possono aver subito rispetto al

momento della sottoscrizione dei pronti contro termine!

! Cap. 8: Introduzione agli strumenti di finanziamento del capitale

circolante!

Differenza tra capitale fisso e capitale circolante!

L’impresa solitamente si caratterizza per un costante fabbisogno di risorse finanziarie necessarie a

realizzare la crescita aziendale, che può essere di natura FISSA o CIRCOLANTE in funzione

dell’orizzonte temporale dell’investimento.!

- CAPITALE FISSO: Investimenti di medio-lungo termine realizzati dall’impresa che rilasciano la

propria utilità gradualmente nel tempo (es. macchinari, impianti, marchi, brevetti, ecc…). Il

fabbisogno finanziario legato a tale tipologia di investimenti è prevedibile e viene normalmente

coperto attraverso l’utilizzo di capitale proprio o di altre forme di finanziamento di medio-lungo

termine!

- CAPITALE CIRCOLANTE: Rappresenta la differenza che c’è tra attivo-passivo. E’ l’insieme

delle risorse finanziarie necessarie allo svolgimento delle attività correnti dell’impresa (es.

acquisto di materie prime, semilavorati, ecc…) e hanno carattere ricorrente. Questa forma di

Pagina 30 di 80

capitale viene coperto utilizzando forme di finanziamento di breve periodo e/o caratterizzate da

una forte flessibilità.! IL CICLO OPERATIVO!

Il CICLO OPERATIVO legato al capitale fisso di un’impresa, corrisponde al periodo che intercorre

tra l’acquisizione dei fattori produttivi e la vendita dei beni e dei servizi finali.!

La durata del processo complessivo dipende da:!

- Efficienza produttiva!

- Efficienza distributiva!

- Caratteristiche dell’attività svolta! CICLO DEL CIRCOLANTE!

Il ciclo del circolante legato al capitale circolante, corrisponde al periodo che intercorre tra la data

di manifestazione dei flussi di cassa in uscita collegati all’avvio del processo produttivo e le entrate

derivanti dalla vendita dei beni e/o servizi.!

IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE!

Il fabbisogno di capitale circolante di un’impresa è determinato attraverso un’analisi della sua

dinamica finanziaria, che può essere espressa dalla situazione di bilancio in un determinato

istante.!

!

Capitale circolante netto: L’investimento che l’imprenditore deve sostenere per svolgere il ciclo

produttivo aziendale, è dato dalla differenza tra le poste dell’attivo e le poste del passivo.

Indicandola in formula, sarebbe: Crediti verso clienti + Magazzino - Debiti verso fornitori.!

!

Le imprese del settore industriale sono definite CASH ABSORBER perché nella loro attività

caratteristica devono anticipare le uscite rispetto alle entrate e presentano di conseguenza un

fabbisogno di capitale circolante netto positivo.!

Le imprese operanti nella distribuzione al dettaglio sono invece definite CASH GENERATOR

poiché non concedendo dilazioni di pagamento alla clientela (regolamento delle vendite in

contanti) possono presentare un fabbisogno di capitale circolante netto negativo. Il valore di tale

grandezza per la singola impresa al tempo t dipende, comunque, da fattori quali la ciclicità del

settore, l’entità media del fabbisogno, il grado di prevedibilità dei flussi e dalla specifica causa di

tale disallineamento.!

DIFFERENZE TRA GLI STRUMENTI FINANZIARI DISPONIBILI!

Le principali forme di finanziamento a breve concesse dagli intermediari finanziari a copertura del

fabbisogno finanziario connesso al capitale circolante di un’ impresa sono:!

- Apertura di credito in c/c!

- Sconto!

- Anticipi su Ri.Ba. e fatture!

- Factoring!

L’apertura di credito in conto corrente rappresenta l’impegno assunto dall’intermediario nei

confronti di un cliente di mettere a sua disposizione per un determinato periodo o a tempo

indeterminato una data somma di denaro.!

Lo sconto cambiario è un’operazione di smobilizzo di crediti commerciali garantiti da cambiali

attraverso la quale l’impresa può ottenere l’anticipazione del loro valore attuale (al netto del

compenso della banca).

Gli anticipi su RiBa e fatture rappresentano forme tecniche di smobilizzo dei crediti commerciali

Pagina 31 di 80

non garantiti da cambiali che permettono di ottenere l’anticipazione del valore attuale del credito (al

netto del compenso della banca) a fronte della presentazione alla banca di ricevute bancarie o

fatture commerciali.!

Il factoring è un servizio di anticipazione di crediti commerciali solitamente di natura continuativa

in cui l’intermediario può aggiungere alla componente finanziaria anche altri servizi collegati di

natura gestionale o assicurativa.!

! Cap. 9: L’apertura di credito in c/c (fido)!

L’apertura di credito in c/c è un prestito a breve termine in cui la banca mette a disposizione del

cliente una determinata somma su un conto corrente.!

Art. 1842 cod. civ. NOZIONE: l’apertura di credito bancario è il contratto con il quale la banca si

obbliga a tenere a disposizione dell’altra parte, una somma di denaro per un dato periodo di tempo

o a tempo indeterminato.!

Art. 1843 cod. civ. UTILIZZAZIONE DEL CREDITO: Se non convenuto altrimenti, il correntista può

utilizzare più volte il credito secondo le forme d’uso, e può con successivi versamenti ripristinare la

sua disponibilità. Salvo patto contrario, i prelevamenti e i versamenti si eseguono presso la sede

della banca dove è costituito il rapporto.!

Art. 1844 cod. civ. GARANZIA: Se per l’apertura del credito è data una garanzia reale o personale,

questa non si estingue prima della fine del rapporto per il solo fatto che l’accreditato cessa di

essere debitore della banca. Se la garanzia diviene insufficiente, la banca può chiedere un

supplemento di garanzia o la sostituzione delle garanzie. Se l’accreditato non ottempera alla

richiesta, la banca può ridurre il credito proporzionalmente al valore diminuito della garanzia

recedere dal contratto.!

Art. 1845 cod. civ. RECESSO DEL CONTRATTO: Salvo patto contrario, la banca non può

recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se non per giusta causa. Il recesso

sospende immediatamente l’utilizzazione del credito, ma la banca deve concedere un termine di

almeno 15 giorni per la restituzione della somma utilizzata/e dei relativi accessori. Se l’apertura del

credito è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto, mediante

preavviso nel termine stabilito dal contratto, dagli usi, in mancanza di quello in 15 giorni.!

MERCATO! DOMANDA!

L’apertura di credito in c/c viene richiesta da professionisti, imprese, enti locali, privati e famiglie

che necessitano di un finanziamento bancario a breve termine.!

- Le imprese richiedono apertura di credito in c/c quando: C’è bisogno di liquidità, devono

finanziare un temporaneo aumento della produzione, sono in attesa di ricevere un prestito a

lungo termine.!

- Le famiglie e i privati possono richiedere questa forma di finanziamento anche per finanziare

spese di consumo. In tal caso si tratta di una particolare forma di finanziamento che rientra tra i

prestiti personali.!

Questa forma di finanziamento è in grado di dare risposta anche ai FABBISOGNI DI CARATTERE

INFORMATIVO del richiedente in quanto consente di avere un riepilogo dettagliato dei movimenti

che si sono avvicendati sul conto, oltre ad una specifica documentazione relativa al calcolo degli

interessi e delle competenze e spese spettanti alla banca. Inoltre è possibile conoscere l’esito di

operazioni di pagamento e incasso attraverso comunicazioni inviate dalla banca (ricezione di un

bonifico, insoluto di un assegno versato)! !

! Pagina 32 di 80

OFFERTA!

L’apertura di credito in c/c viene offerta dal SISTEMA BANCARIO.

Riguardo la fase di avvio del rapporto, la modalità più tradizionale per accedere a questi strumenti,

è quella di recarsi presso lo sportello bancario. Altra modalità è rappresentata dall’offerta di

mediatori creditizi o tramite l’INTERNET BANKING.!

La banca ha uno scarso controllo su tale forma di finanziamento in funzione degli ampi gradi di

libertà che vengono concessi al cliente e deve, quindi, monitorare nel tempo l’utilizzo dello

strumento per identificare eventuali segnali di eventuali difficoltà finanziarie del soggetto affidato.!

ASPETTI TECNICI E CLASSIFICAZIONE!

L’apertura di credito in c/c è erogata attraverso la forma tecnica del c/c bancario e l’intermediario

sulla base del grado di affidabilità della controparte definisce il limite massimo di utilizzo di tale

finanziamento (FIDO ACCORDATO)!

La valutazione dell’affidabilità del cliente, costituisce un pre-requisito dell’operazione ed è

realizzata in modo differente in funzione delle caratteristiche del richiedente.!

Nel caso delle imprese, l’analisi considera per ciascuna controparte aspetti quali:!

- Assetto del mercato in cui opera!

- Situazione economica-finanziaria e patrimoniale attuale!

- Strategie adottate e le prospettive future!

- Informazioni sul suo comportamento in passato nei confronti dell’intermediario!

- Esposizione nei confronti di altri intermediari!

Nel caso della clientela retail, le informazioni utilizzate sono legate a:!

- Reddito percepito!

- Comportamento tenuto in passato nei confronti dell’intermediario!

- Esposizione verso altri intermediari!

Le informazioni raccolte vengono tradotte in un giudizio sintetico (definito RATING) in base al

quale l’intermediario è in grado di valutare l’accoglimento o il rigetto della richiesta di

finanziamento, le condizioni contrattuali da applicare e l’importo massimo di affidamento. Entro il

limite massimo stabilito dall’intermediario, il cliente può decidere liberamente il livello di utilizzo

della linea di credito accordata ( FIDO UTILIZZATO) più coerente con le sue esigenze. Le

competenze per la banca vengono calcolate proporzionalmente alla durata e alla entità della linea

di credito utilizzata.!

Il prodotto, soprattutto quando offerto alle imprese, può essere costruito sulle specifiche esigenze

del cliente e possono essere oggetto di contrattazione:!

1) Le modalità di utilizzo!

2) Le garanzie del rapporto!

3) La durata! MODALITÀ DI UTILIZZO!

- Aperture di credito semplici: Sono linee di credito messe a disposizione del cliente utilizzabili

in un’unica o più soluzioni che non possono essere ricostituite attraverso successivi versamenti!

- Aperture di credito per elasticità di cassa: Sono servizi collegati ad un normale rapporto di c/

c con i quali l’intermediario offre alla clientela la possibilità di avere scoperti temporanei sul suo

conto.! Pagina 33 di 80

- Aperture di credito con particolari finalità: Sono aperture di credito ordinarie in cui, al fine di

ridurre il costo del servizio, il cliente informa la banca preventivamente delle modalità e tempi di

utilizzo riducendo il proprio ambito di discrezionalità nell’utilizzo del servizio.!

- Apertura di credito ordinaria: Forma classica di erogazione del servizio da parte della banca

che prevede la massima discrezionalità del cliente nel movimentare il conto nei limiti del fido

accordato. ! GARANZIE DEL RAPPORTO!

- Nel caso in cui la rischiosità della operazione sia trascurabile per la banca, il cliente ottiene

un’apertura di credito cosiddetta “in bianco” o allo scoperto e non deve presentare

all’intermediario alcuna garanzia per ottenere il servizio.!

- Nel caso di posizioni con rischiosità non trascurabile, la banca richiede al cliente di rilasciare

garanzie reali e personali.

Reali: Pegno e ipoteca

Personali: Rilascio di fideiussioni o avvalli. Nel caso di imprese appartenenti a gruppi bancari ci

sono le lettere patronage* da parte delle holding.

(lettere patronage*: dichiarazione rilasciata ad una banca da un soggetto (solitamente

un’impresa) in sostituzione di una fideiussione vera e propria al fine di ottenere, rinnovare o

mantenere un finanziamento ad una sua partecipata o controllata (holding))!

DURATA!

- Apertura di credito a TEMPO DETERMINATO: prevedono una durata fissa di 3-4 mesi, durante

la quale la banca garantisce la disponibilità di un fido al cliente che può essere revocato solo per

“giusta causa”!

- Aperture di crdito a TEMPO INDETERMINATO: prevedono per 2 contraenti (banca e cliente) la

possibilità di recedere dal contratto dando un preavviso stabilito contrattualmente (in caso di

assenza di tale clausola contrattuale, il pre-avviso minimo si intende fissato a 15 giorni). Il

rapporto può essere estinto nel rispetto di tale procedura per qualsiasi motivo e non è

necessaria la “giusta causa”.!

- Aperture di credito a REVOCA: rappresentano la forma contrattuale che offre maggiore tutela al

finanziatore poiché in qualsiasi istante, per qualsiasi motivo e senza pre-avviso, è possibile

chiedere al cliente il rientro della posizione.!

I DOCUMENTI RELATIVI AL RAPPORTO!

I documenti principali da considerare per il calcolo del livello di utilizzo e del costo del servizio sono

rappresentati dall’estratto conto, la staffa, il prospetto competenze e spese.

Il documento è redatto con frequenza trimestrale e presenta tutte le operazioni in ordine

cronologico riportando per ciascuna operazione oltre alla data di esecuzione, una breve

descrizione, il segno dell’operazione (addebitato a accredito) e la data da cui l’operazione inizia a

far maturare interessi attivi o passivi sul conto (data valuta). Il saldo a una particolare data,

calcolato sull’estratto conto, viene denominato SALDO CONTABILE.!

- ESTRATTO CONTO: All’interno, vengono contabilizzate tutte le operazioni in funzione della data

in cui il cliente ha impartito l’ordine di eseguire una data operazione (data contabile).!

- STAFFA: E’ un prospetto dove le singole operazioni vengono registrate in funzione della loro

data valuta. Il documento attraverso il cosiddetto procedimento amburghese permette di

calcolare gli interessi attivi e/o passivi relativi al rapporto. Il saldo è definito SALDO LIQUIDO

perché viene presa in considerazione una data calcolata sulla staffa.!

- PROSPETTO COMPETENZE E SPESE: Partendo dalle info raccolte in un estratto conto e

staffa, si calcola il saldo netto delle competenze e delle spese di periodo. L’entità delle spese

dipende dalle condizioni contrattuali del rapporto banca-cliente e dalle movimentazioni registrate

nel periodo.! Pagina 34 di 80

COSTO DEL SERVIZIO E ADDEBITO PER IL CLIENTE!

L’apertura di credito in c/c rappresenta una forma di finanziamento elastica che prevede l’addebito

di costi proporzionali all’effettivo utilizzo del fido connesso.!

Le voci di costo principali possono essere identificate in:!

- Interessi passivi!

- Commissione di massimo scoperto!

- Spese di tenuta conto!

- Tasso di sconfinamento!

- Giorni di valuta per l’accredito di versamenti effettuati per la ricostruzione del fido disponibile!

Gli interessi passivi sono calcolati con la seguente formula:!

∑ Numeri Dare x i passivo / 36500!

CONCLUSIONI!

L’apertura di credito in c/c rappresenta uno strumento ideale per un cliente che deve coprire

fabbisogni di tesoreria imprevedibili per entità e durata. Vista l’onerosità del servizio, la

convenienza economica è collegata a fattispecie quali la possibilità di usufruire di sconti

vantaggiosi da parte dei fornitori in caso di acquisti in contanti oppure l’esigenza di dilazionare

ulteriormente il credito concesso ad alcuni clienti che non sono in grado di rispettare le scadenze

stabilite contrattualmente.!

L’apertura di credito in c/c rappresenta uno strumento utile per raccogliere informazioni sull’attività

svolta dal cliente che possono essere utili per l’offerta di altri beni e servizi alla clientela.!

! Cap.10: Lo sconto!

E’ una forma di smobilizzo dei crediti commerciali utilizzabile nel caso in cui l’impresa regoli i propri

scambi mediante effetti scambiati, ossia titoli di credito (CAMBIALI) che incorporano

un’obbligazione di pagamento ad una data certa futura con esecutività. Dato che le cambiali non si

utilizzano più, non c’è più neanche lo sconto.!

Lo sconto cambiario è disciplinato dagli art. 1858-1859 del cod. civ.!

- Art 1858 cod. civ. NOZIONE: Lo sconto è il contratto con il quale la banca anticipa al cliente

l’importo di un credito vs terzi non ancora scaduto, mediante la cessione del credito stesso,

salvo buon fine.!

- Art. 1859 cod. civ. SCONTO DI CAMBIALI: Se lo sconto avviene mediante girata di cambiale o

di assegno bancario, la banca, nel caso di mancato pagamento, oltre ai diritti derivanti dal titolo,

ha anche il diritto alla restituzione della somma anticipata.!

Lo strumento sottostante il rapporto, può essere una CAMBIALE PAGHERÒ o una CAMBIALE

TRATTA!

- CAMBIALE PAGHERÒ: Promessa incondizionata di pagamento a una scadenza futura di un

importo prestabilito!

- CAMBIALE TRATTA: Ordine da parte di un soggetto (traente) ad una seconda parte (trattatario)

di pagare una somma di denaro a vista o ad una scadenza pre-definita ad una terza parte

(beneficiario).!

La cessione degli effetti allo sconto, viene realizzata tramite girata del titolo di credito realizzata

con clausola salvo buon fine. Nel caso in cui l’obbligato cambiario non onori l’impegno a scadenza,

Pagina 35 di 80

l’intermediario ha il diritto di ri-addebitare l’importo al cliente, l’importo anticipato al momento dello

sconto, aumentato delle eventuali spese di protesto.!

CARATTERISTICHE TECNICHE!

Lo sconto può avere ad oggetto una singola operazione, in caso di utilizzo sporadico di cambiali

per il regolamento delle transazioni commerciali oppure può essere un rapporto continuativo tra

banca e cliente.

La banca definisce l’ammontare massimo di effetti che il cliente può portare allo sconto (castelletto

di sconto) sulla base del grado di solvibilità del cliente e della tipologia di effetti che vengono

presentati all’intermediario. Il cliente può utilizzare la linea di credito concessa nei limiti

dell’affidamento e una volta che gli effetti scontanti raggiungono la loro naturale scadenza e

risultano esigibili per la banca, il cliente può nuovamente utilizzare la forma tecnica fino a

raggiungere nuovamente l’importo massimo del castelletto di sconto (CREDITO REVOLVING)!

Nel contratto l’intermediario definisce inoltre i requisiti minimi che devono avere le singole

cambiali per essere ammesse allo sconto in merito alla natura della transazione sottostante

(transazioni commerciali) e scadenza (solitamente non superiore ai 4 mesi)!

Il finanziamento erogato dall’intermediario può essere ritenuto più rischioso grazie alle

caratteristiche di auto liquidabilità del titolo, ma le cambiali presentate allo sconto devono

presentare sempre dei REQUISITI DI BANCABILITA’. Tale requisito risulta necessario perché

esiste sempre la possibilità che il cliente ceduto non si in grado di effettuare il pagamento con la

cambiale alla scadenza stabilita e che quindi il “pagamento non effettuato” possa trasformarsi in un

“debito a vista” per il cliente.!

Qui la clausola PRO SOLVENDO non garantisce il rimborso del credito vantato poiché il cedente

difficilmente avrà a disposizione la liquidità necessaria per subentrare quando il debitore risulterà

inadempiente.! COSTI DEL SERVIZIO!

I principali costi addebitati ai clienti per l’utilizzazione del servizio, sono identificabili in:!

- Lo sconto!

- I giorni banca!

- Le commissioni d’incasso!

- I diritti di brevità!

Lo sconto è il compenso spettante all’intermediario calcolato sulla base del periodo intercorrente

tra la data di esecuzione dell’operazione e la data di scadenza dell’effetto.!

gg sconto= Data di scadenza - Data di ammissione allo sconto!

dove i giorni vengono calcolati sulla base del calendario civile e decorrono a partire dalla data di

ammissione allo sconto degli effetti ( data decisa dalla banca e successiva alla data di

presentazione delle cambiali) alla data di scadenza del titolo (gli estremi vengono considerati nel

computo dei giorni).!

A partire dai giorni dello sconto, vengono calcolati in formule i Giorni dello sconto (numeri=gg

sconto x valore cambiale) e l’importo della cambiale per capire quanto sconto applicare alle

cambiali.! Sconto= ∑ Numeri x Tasso di sconto / 365!

Si considera la sommatoria dei numeri calcolati per ciascun effetto presentato allo sconto,

moltiplicato per il tasso di sconto stabilito contrattualmente rapportato a 365 giorni.!

gg Sconto = Data di scadenza - Data di ammissione allo sconto + gg Banca!

! Pagina 36 di 80

CONCLUSIONI!

Lo sconto di cambiali è uno strumento di finanziamento del capitale circolante dell’impresa che può

essere utilizzato per le transazioni commerciali in cui il cliente è disposto ad emettere effetti

cambiari come forma di regolamento delle transazioni commerciali.!

I clienti non sempre sono disposti ad emettere cambiali a fronte di una transazione commerciale a

causa del forte grado di esecutività di tale titolo e del costo rilevante che può avere l’emissione del

titolo (è prevista un’imposta sul bollo del 12%)!

Il cliente che richiede tale servizio alla banca, ottiene un’anticipazione proporzionale all’importo dei

crediti scontati e paga commissioni e costi in funzione dell’importo degli effetti presentati allo

sconto. A differenza di altre forme di finanziamento del capitale circolante (es. apertura di credito in

c/c), nel momento in cui vengono presentate allo sconto delle cambiali, il cliente deve essere certo

che l’importo richiesto verrà effettivamente utilizzato visto che paga anticipatamene l’onere del

finanziamento indipendentemente dal fatto che tali somme siano effettivamente utilizzate o meno.

Tale forma di finanziamento rappresenta una soluzione ottimale sopratutto nel caso di fabbisogni

prevedibili nell’ammontare e nella durata.!

! Cap. 11: Gli anticipi su Ri.ba. e su fatture!

Le banche hanno offerto prodotti che prevedono l’erogazione di un finanziamento sotto forma di

anticipo dei crediti valutati a fronte della presentazione alla banca di:!

- Ricevute bancarie (Ri.ba): Dono semplici quietanze di pagamento che non rappresentano i

titoli di credito e non forniscono la tutela giuridica fornita dalle cambiali o da altri rivoli esecutivi. Il

titolo può essere cartaceo o telematico e deve riportare i dati sul credito vantato e la sua

scadenza. Il contratto non è disciplinato dal cod. civile e viene compilato su format predisposti

dalla banca.!

- Fatture commerciali: Sono il documento di base di qualsiasi contratto di compravendita in cui

viene identificato l’oggetto della transazione, il valore e l’imposta sul valore aggiunto (IVA) da

pagare.!

L’utilizzo delle cambiali nelle transazioni commerciali, sia per profili di marketing che fiscali, ha

subito negli ultimi anni un forte declino e gli intermediari finanziari hanno sviluppato prodotti per la

loro clientela che offrono servizi similari senza richiedere come garanzia tali titoli.!

Le caratteristiche della fattura commerciale secondo il D.P.R. 633-72!

La fattura deve essere datata e numerata in ordine progressivo e deve contenere le seguenti

informazioni:!

- Ditta, denominazione o ragione sociale, residenza o domicilio dei soggetti fra cui è effettuata

l’operazione e, relativamente all’emittente, il numero di partita IVA. Se non si tratta di imprese,

società o enti, devono essere indicati, il nome e il cognome.!

- Natura, qualità e quantità dei beni e di servizi formanti oggetto dell’operazione!

- Corrispettivi e altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compreso il valore

normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio e abbuono.!

- Valore normale degli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio e abbuono!

- Aliquota e ammontare dell’imposta!

!

Negli ultimi anni è stato accelerato il processo di dematerializzazione dei documenti tra cui le

fatture commerciali e le ricevute bancarie ed è cresciuto il numero di imprese che emette tale

Pagina 37 di 80

documento soltanto in formato elettronico. Le informazioni contenute e il valore legale dei

documenti elettronici, sono ormai equivalenti ai documenti cartacei.!

Nell’anticipazione su ricevute bancarie o fatture, il cliente incarica una banca di incassare per suo

conto i crediti collegati ai documenti (fatture o ricevute) presentate. La banca, ottenuto il mandato

dal cliente, ricorda al debitore tramite un avvisto di scadenza, l’importo e la durata dei crediti

vantati e procede alla scadenza, alla riscossione del credito. La cessione dei crediti avviene in

modalità pro-solvendo e l’impresa richiede all’intermediario l’anticipo di una parte del controvalore

dei crediti ceduti! Ri.ba cos’è:!

Documenti contenenti la menzione di un credito con l’indicazione della data di pagamento, che

vengono consegnati dal creditore della banca affinché quest’ultima provveda alla riscossione.

Sono diritti probatori del credito che consentono al creditore di ottenere il pagamento dello stesso o

una cessione del credito. Qui la banca valuta le probabilità che il credito concesso sarà rimborsato.

Diversamente dalla cambiale, la Ri.ba non è un titolo esecutivo.!

Determinazione della data valuta dell’operazione!

La valuta dell’accredito delle fatture o delle ricevute bancarie presentate, è successiva alla data di

scadenza della fattura o della Ri.ba e il numero di giorni applicati dalla banca dipende dalle

caratteristiche del titolo e dalle condizioni stabilite dalla banca.!

Le condizioni standard solitamente applicate sono le seguenti:!

- 10 gg valuta per gli effetti a scadenza pagabili su piazza!

- 20 gg valuta per gli effetti a scadenza pagabili fuori piazza!

- 15 gg per gli effetti pagabili a vista su piazza!

- 25 gg per gli effetti pagabili a vista fuori piazza!

Il numero maggiore di giorni applicato per alcune fatture o le Ri.Ba viene solitamente motivato in

funzione dei maggiori tempi e costi per la “lavorazione” interna degli effetti alla scadenza e per la

riscossione dei crediti nei luoghi stabiliti contrattualmente.!

Le soluzioni che prevedono un’unica data di accredito, possono essere ritenute preferibili dalla

banca che in questo caso semplifica notevolmente la proceduta di registrazione delle scritture

contabili.! Costi del servizio!

La banca che offre servizi di anticipi su fatture o su Ri.Ba, applica al cliente una desrie di costi

legati a:!

- Interessi passivi per il finanziamento ottenuto!

- Commissioni di incasso per ciascuna Ri.Ba o fattura!

- Giorni banca applicati su ciascuno degli effetti presentati!

- Commissioni di insoluto sugli eventuali crediti inesigibili!

Forme tecniche!

Alla base delle operazioni di anticipazione vi è sempre la concessione da parte dell’intermediario di

una linea di credito che prende il nome di “castelletto salvo buon fine”.

L’impresa, entro tale limite, può presentare in banca fatture o anticipazioni bancarie e chiede

all’intermediario l’anticipazione dei crediti prima della loro naturale scadenza.!

ACCREDITO DIRETTO IN C/C FRUTTIFERO: Registrazione dell’operazione il giorno della

presentazione degli effetti con valuta di accredito successiva alla scadenza del titolo. L’impresa ha

la facoltà di finanziare per un importo massimo pari al fido garantito dagli effetti ceduti. Il costo

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legato agli interessi passivi è funzione solo dell’effettivo fido utilizzato dal cliente nel periodo

considerato.!

ACCREDITO SU CONTO TRANSITORIO SALVO BUON FINE: Il controvalore di tutte le Ri.Ba. e

fatture, viene immediatamente anticipato su un conto fruttifero di interessi con la causa “salvo buon

fine”. Gl interessi passivi, legati al servizio richiesto, vengono ad essere definiti in funzione

dell’intero controvalore degli effetti presentati dall’impresa e dalla loro durata.!

Conclusioni!

L’anticipazione su fatture o su Ri.Ba rappresenta una forma tecnica di raccolta di risorse finanziarie

di breve termine che permette di raccogliere risorse attraverso lo smobilizzo dei crediti

commerciali. Le forme tecniche di erogazione del servizio possono prevedere l’anticipo immediato

dell’intero controvalore dei crediti presentati oppure semplicemente l’apertura di una linda di fido

garantita da tali crediti che l’impresa potrà decidere di utilizzare a sua discrezione.!

L’anticipazione di credito in c/c è una forma di finanziamento di breve termine garantita da crediti

commerciali e rappresenta per l’intermediario un’operazione autoliquidante.!

! Cap. 12: Il factoring!

Il FACTORING è una tecnica finanziaria basata sullo smobilizzo dei crediti commerciali ossia sulla

cessione ad un intermediario finanziario dei crediti commerciali vantati da un’impresa. Proprio la

natura del credito ceduto (generalmente con scadenza compresa tra 1 e 6 mesi) attribuisce al

factoring la natura di strumento di finanziamento del capitale circolante.!

FACTORING: Particolare tipo di contratto con il quale un imprenditore (denominato “cedente”) si

impegna a cedere tutti i crediti presenti e futuri scaturiti dalla propria attività imprenditoriale ad un

altro soggetto professionale (denominato “factor”) il quale, dietro un corrispettivo consistente in una

commissione, assume l’obbligo a sua volta a fornire una serie di servizi che vanno dalla

contabilizzazione, alla gestione, alla riscossione di tutti o di parte dei crediti che quest’ultimo vanta

in relazione asola propria attività, fino alla garanzia dell’eventuale inadempimento dei debiti, ovvero

al finanziamento dell’imprenditore cedente sia attraverso la concessione di prestiti, sia attraverso il

pagamento anticipato dei crediti ceduti.!

La cessione dei crediti non rappresenta il fine ultimo dell’accordo, ma lo strumento attraverso cui è

possibile l’erogazione dei servizi da parte del FACTOR.!

La cessione dei crediti può avvenire in modi differenti:!

- Pro soluto: Il factor si assume il rischio di insolvenza dei crediti ceduti ed in caso di

inadempimento di questi ultimi non potrà richiedere la restituzione degli anticipi versati al cliente.!

- Pro solvendo: Lascia al cliente il rischio dell’eventuale insolvenza dei crediti ceduti.!

- Con notifica: Il debitore viene avvisato della cessione dei crediti commerciali!

- Senza notifica: Il debitore non viene avvistato della cessione dei crediti commerciali. In tal caso

il debitore continuerà ad adempiere verso il cedente il quale provvederà a trasferire alla società

di factoring quanto incassato.! Principali tipologie di factoring!

- FULL FACTORING: Vengono acquistati continuativamente i crediti commerciali dei clienti man

mano che essi sorgono!

- MASTURITY FACTORING: Il factor si astiene dal fornire supporto finanziario al cliente!

- INTERNATIONAL FACTORING: Rivolto a clienti e debitori di Paesi differenti! Pagina 39 di 80

- INVOICE DISCOUNTING: Contratto che sviluppa la componente finanziaria legata allo

smobilizzo anticipato del credito, configurando un prodotto analogo sull’anticipo di fatture

erogate dalle banche!

Gli elementi utili per la convenienza del factoring (in tutte le sue tipologie) si basano sull’analisi dei

costi e dei benefici.!

!

I costi sono rappresentati da:!

- Commissioni di factoring: remunerano la componente gestionale e di copertura del rischio di

insolvenza del debitore. Tra queste si distinguono: Spese di istruttoria per la valutazione del

portafoglio crediti - Spese di gestione delle fatture - Commissione per l’occupazione!

- Interessi finanziari corrisposti sull’anticipo: remunerano la comente finanziaria!

I benefici sono più difficili da quantificare perché le caratteristiche delle imprese modificano

soggettivamente l’area di convenienza del factoring.!

Determinanti della domanda di factoring!

La domanda di factoring dipende dai bisogni che devono soddisfare le imprese:!

- BISOGNI DI TIPO FINANZIARIO: Il factoring è spesso considerato una forma di finanziamento

complementare al credito bancario, in grado di soddisfare necessità di fondi di natura

temporanea, di ottimizzare la programmazione degli incassi e di facilitare la crescita del fatturato

attraverso lo smobilizzo dei crediti commerciali.!

- BISOGNI DI TIPO GESTIONALI: Il ricorso al factoring può essere interpretato sia nella logica

del maggiore potere contrattuale per l’accesso alle diverse forme di finanziamento, sia in quella

delle scelte di “make or buy” riguardanti la gestione dei crediti commerciali.!

- DIMENSIONI: Le piccole e medie imprese, rispetto a quelle medio-grandi, sono i naturali

utilizzatori del factoring in quanto è per loro più difficile accedere ad altre fonti di finanziamento!

- SCELTE DI MAKE OR BUY: La decisione di fare ricorso al factoring è considerata come la

scelta di esternalizzare o meno la funzione che si occupa della gestione dei crediti commerciali.!

- BISOGNI DI COPERTURA DEL RISCHIO DI INSOLVENZA DEL DEBITORE: Su questi bisogni

incidono fattori ambientali (infrastrutture informative carenti, bassa efficienza giudiziaria) e fattori

d’impresa (informatività dei canali distributivi, numero di clienti, frequenza delle transazioni,

specificità dei beni o servizi offerti)! L’offerta di factoring!

In Italia, l’offerta di factoring è riservata alle banche e agli intermediari finanziari specializzati,

vigilati ai sensi del titolo V del D. Lgs. 141/2010!

Gli intermediari finanziari specializzati (cosidette società di factoring) possono essere di

emanazione bancaria (factor tradizionali) oppure gruppi industriali (cosidette società captive)!

La legge n.52 del 1991 ha previsto l’istituzione di un albo delle imprese che praticano la

CESSIONE DEI CREDITI d’impresa (albo tenuto a cura dalla banca d’Italia). Tale legge non ha

introdotto nell’ordinamento italiano la disciplina giuridica del FACTORING, che perciò continua ad

essere considerato un contratto atipico, ma si è limitata a modificare la disciplina tradizionale della

cessione dei crediti, ovviando alle problematiche legate alla disciplina codicistica della cessione dei

crediti (Art. 1260 e ss. cod. civ.):!

- Cessione dei crediti futuri!

- Notifica al debitore ceduto ai fini dell’opportunità!

- Non contempla la “componente finanziaria” dell’operazione di trasferimento del credito!

Pagina 40 di 80

Secondo la legge n.52 del 1991, si applicano le cessione dei crediti solo se sussistono determinate

condizioni:!

- Che il cedente si un imprenditore!

- Che i crediti siano pecuniari e siano imputabili a contratti stipulati dal cedente nel corso della sua

attività imprenditoriale!

- Che il cessionario sia una Banca o un Invermediario finanziario disciplinato nel T.U.B. il cui

oggetto sociale preveda l’acquisto.!

Salvo patto contrario, questo tipo di cessione si considera pro solvendo.!

Cap. 23: Le società di factoring!

Le attività esercitate dalle società di factoring sono molteplici:!

- Servizi informativi riferiti alle condizioni finanziarie della clientela!

- Servizi di amministrazione, gestione, incasso dei crediti commerciali!

- Servizi legali per il recupero crediti!

- Servizi di garanzia del buon esito dell’incasso!

- Anticipazione parziale del valore dei crediti ceduti!

- Dilazione di pagamento a favore dei debitori!

L’offerta di factoring nell’intermediazione creditizia!

Il SERVIZIO DI FACTORING è caratterizzato da un elevato livello di personalizzazione rispetto ai

fabbisogni del cliente cedente. Questa caratteristica permette un elevato grado di specializzazione,

rispetto alla BANCA UNIVERSALE e punta alla realizzazione di economie di scala.!

L’attività di factoring è esercitata principalmente da intermediari finanziari non bancari, però le

banche contribuiscono alla distribuzione dei servizi attraverso la rete degli sportelli.!

Le banche non si occupano molto direttamente delle attività di factoring, però detengono la

proprietà di società di factoring le quali, invece, si occupano principalmente di factoring. Quindi gli

intermediari svolgono questa attività a favore della clientela delle banche/società finanziarie del

gruppo di appartenenza.!

CAPTIVE FACTORING: Società di factoring che acquisiscono crediti commerciali vantati da

imprese appartenenti al loro gruppo industriale!

FACTORING INDIRETTO: Acquisire crediti commerciali vantati dai fornitori verso le impres edel

gruppo! La clientela delle società di factoring!

Le relazioni derivanti dal factoring assumono carattere duraturo sia con l’imprenditore cedente, sia

con il debitore cedente.!

Il CEDENTE ricorre al factoring per:!

- Esigenze di liquidità!

- Supportare lo sviluppo aziendale!

- Soddisfare l’esigenza di assicurazione dei crediti commerciali!

Il DEBITORE solitamente ricorre al factoring quando vuole trovare una soluzione di incasso

anticipato dei crediti per i suoi fornitori.! Pagina 41 di 80

Cap. 13: Introduzione agli strumenti di finanziamento degli

investimenti!

Le esigenze di investimento delle famiglie e delle imprese: il fabbisogno finanziario!

Le famiglie mostrano un fabbisogno finanziario per operazioni di acquisto, di costruzione o di

ristrutturazione di immobili, nel caso in cui non decidono di utilizzare l’immobile ricorrendo alla

locazione.!

Le imprese invece svolgono degli investimenti nel CAPITALE FISSO e ottengono finanziamenti nel

breve termine nel CAPITALE CIRCOLANTE!

Gli investimenti in capitale circolante:!

- partecipano ad un solo ciclo denaro-bene-denaro; !

- si rinnovano ad ogni ciclo produttivo; !

- tornano in forma liquida a seconda della durata media del ciclo operativo; !

- sono fisiologici perchè legati all’attività caratteristica; !

- comportano un fabbisogno finanziario che è, almeno in parte, compensato con il ricorso al

debito commerciale.!

Gli investimenti in capitale fisso (immobilizzazioni):!

- costituiscono la "struttura dell'impresa"; !

- partecipano a più cicli produttivi; !

- sono normali in caso di sostituzione e rinnovo degli impianti; sono eccezionali in caso di

crescita dimensionale; !

- rimangono immobilizzati e tornano in forma liquida lentamente; !

- comportano un fabbisogno finanziario temporaneo ma non di breve periodo.

Le fasi e i principi di base per la selezione dei finanziamenti

La scelta del finanziamento per le famiglie e per le imprese, si fonda su alcune fasi, che occorre

seguire in modo sequenziale:

1. l’analisi dei finanziamenti coerenti con le caratteristiche degli investimenti: gli investimenti in

capitale fisso (immobili, impianti, ecc.) comportano un utilizzo prolungato nel tempo,

determinano un fabbisogno finanziario durevole e devono quindi essere coperti con

finanziamenti di medio lungo periodo (a titolo di credito ovvero di capitale);!

- 2. la valutazione economica dei finanziamenti: occorre calcolare il costo effettivo netto dei vari

finanziamenti (a titolo di credito) proposti (IRR dei flussi di cassa) e scegliere, secondo una

logica razionale, il finanziamento con il costo più basso; !

- 3. la valutazione della sostenibilità finanziaria dei finanziamenti; una volta evidenziato il

finanziamento più conveniente dal punto di vista economico, occorre valutarne la sostenibilità

finanziaria, ovvero la compatibilità per il debitore in termini di importo e scadenza delle rate e del

finanziamento complessivo; il finanziamento economicamente più conveniente potrebbe non

essere sostenibile dal punto di vista finanziario, spingendo verso soluzioni meno convenienti,

ma più fattibili (second best);!

- 4. la valutazione delle conseguenze del finanziamento: oltre ai profili economici e finanziari,

occorre valutare le altre conseguenze che il finanziamento comporta per il debitore.!

Famiglia!

Le uscite finanziarie affrontate per la vita quotidiana delle famiglie devono trovare un riscontro in

entrate finanziarie relative, ad esempio, allo stipendio mensile dei lavoratori dipendenti e al reddito

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dei liberi professionisti (avvocati, architetti, medici, ecc.), degli imprenditori (artigiani, commercianti,

ecc.) e delle altre categorie professionali, ovvero ai redditi da investimenti (interessi su titoli di

stato, ecc.).!

Il bilancio familiare è lo schema nel quale vengono confrontati i bisogni della famiglia (uscite) e le

sue disponibilità economiche (entrate). Dal confronto tra le entrate e le uscite finanziarie periodiche

si possono valutare la sostenibilità del tenore di vita, la capacità di risparmiare per il futuro e le

eventuali scelte future (ad esempio di investimento).!

Il bilancio familiare consente di:!

- assicurare una coerenza tra le proprie entrate ed il proprio comportamento di spesa; !

- valutare la propria capacità di risparmio; !

- stimare le conseguenze derivanti da comportamenti più o meno attenti nella gestione delle

proprie finanze.

!

In definitiva, la valutazione di un (qualsiasi) finanziamento per la famiglia richiede non solo di

considerare il costo del finanziamento complessivo (TAEG), ma anche la sostenibilità del debito

(ossia il rapporto tra l’importo della rata e le proprie capacità di risparmio indicate nel bilancio

familiare) e le possibili conseguenze legate all’accensione del debito (rischio di sovra

indebitamento, pericolo di cambiamenti nel proprio stile di vita per rimborsare il debito, ecc).!

Imprese!

Il fabbisogno finanziario che emerge dagli investimenti delle imprese deve essere coperto con

forme tecniche di finanziamento che abbiano caratteristiche (soprattutto durata e piano di

rimborso) compatibili con la dinamica delle entrate che gli investimenti produrranno. Per il

mantenimento dell’equilibrio finanziario, non è quindi opportuno finanziare le immobilizzazioni

attraverso i finanziamenti a breve.!

In generale, per le imprese la struttura finanziaria si dice equilibrata quando i finanziamenti a breve

termine “coprono” il capitale circolante e i finanziamenti a carattere durevole (capitale di credito a

medio lungo termine e capitale proprio) “coprono” il capitale fisso.!

In definitiva, per scegliere tra i vari finanziamenti a medio lungo termine a disposizione, occorre

tener conto della convenienza economica (tasso di interesse effettivo al netto delle imposte), della

sostenibilità finanziaria (capacità dell’impresa di onorare il servizio sul debito) e delle altre

conseguenze (i vincoli e le garanzie richieste dalla banca, i cambiamenti nella percezione del

debitore da parte del mercato, ecc.).!

La classificazione degli strumenti di finanziamento del capitale fisso!

L’acquisto di un immobile o di un impianto può avvenire ricorrendo a mezzi propri (disponibilità

finanziarie della famiglia ovvero capitale di rischio dell’impresa) ovvero a mezzi di terzi (capitale di

credito).!

In generale, il capitale di rischio si caratterizza per la discrezionalità nella remunerazione periodica

(dividendi), per il rimborso residuale in caso di liquidazione della società e per il diritto di voto nelle

assemblee.!

Il capitale di credito si caratterizza invece per il diritto a una remunerazione periodica vincolante e

non discrezionale per l’impresa, alla priorità di rimborso in caso di liquidazione della società e per

la mancanza del diritto di voto in assemblea.!

Questa classificazione “tradizionale” che separa i finanziamenti a titolo di capitale da quelli a titolo

di credito, nella pratica solo in parte può correttamente posizionare i vari strumenti finanziari. Da un

punto di vista contrattuale e/o economico infatti, alcuni strumenti pur nascendo con un rapporto di

credito, presentano caratteristiche vicine al capitale di rischio. Seguendo una logica economica e

non giuridica, inoltre, alcune tipologie di azioni potrebbero essere distinte da quelle ordinarie, che

Pagina 43 di 80

pienamente rientrano nel capitale di rischio. E’ possibile quindi identificare una terza categoria di

strumenti di finanziamento degli investimenti che si posiziona tra il capitale di rischio e il capitale di

credito, che si può definire “capitale intermedio”.!

Il capitale di rischio: caratteristiche, elenco e breve definizione degli strumenti!

L'azione è l'unità minima di partecipazione di un socio al capitale sociale di una società per azioni,

in accomandita per azioni, di società cooperative o a responsabilità limitata. Tutte le azioni di una

società sono caratterizzate da uguale valore nominale e da diritti garantiti ai detentori, indivisibilità,

autonomia e circolazione. Il titolare di più azioni può disporne separatamente e autonomamente.!

Ogni tipologia di azione attribuisce al possessore specifici diritti: diritti amministrativi (diritto di voto,

diritto di impugnativa delle delibere assembleari, diritto di recesso, diritto di opzione) e diritti

economico-patrimoniali (diritto al dividendo, diritto di rimborso).!

Le azioni possono circolare liberamente, anche se la legge consente alla società emittente di

definire, all'interno dell'atto costitutivo, dei limiti alla circolazione.!

Le principali tipologie di azioni possiedono un diritto di voto. L’ordinamento italiano vieta

l’emissione di azioni a voto plurimo, ma ammette la possibilità di emettere categorie speciali di

azioni caratterizzate da alcune differenze/limitazioni nell’esercizio del diritto di voto.!

Da un punto di vista economico, è possibile considerare nel capitale di rischio anche altre

componenti.!

L’autofinanziamento in senso stretto corrisponde agli utili di esercizio non distribuiti, mentre in

una visione più allargata, e seguendo un’ottica più finanziaria, esso è costituito dai flussi di cassa

che la gestione aziendale è in grado di produrre.!

I finanziamenti dei soci sono crediti che i soci vantano verso l’impresa a fronte della

corresponsione di una determinata somma di denaro; essi sono rimborsabili, anche se il rimborso

deve essere postergato rispetto agli altri diritti vantati dai creditori estranei alla compagine

societaria. La prassi di concedere un prestito all’impresa è favorito dalla possibilità di rimborsare i

soci in qualsiasi momento e di dedurre fiscalmente i relativi oneri finanziari.!

I finanziamenti dei soci si differenziano dai versamenti in conto capitale da parte dei soci, che si

configurano non come un credito, ma come una riserva di capitale da collocare in bilancio

all'interno del patrimonio netto e per i quali non vi è l’obbligo di restituzione.!

Il capitale intermedio: caratteristiche, elenco e breve definizione degli strumenti!

Le obbligazioni con warrant (titolo di credito con incorporato il diritto di acquistare o sottoscrivere

una o più azioni a condizioni prefissate), le obbligazioni convertibili (titoli di credito che

attribuiscono al possessore il diritto di convertire l’obbligazione in azioni della società emittente

ovvero di altra società, a condizioni predefinite) e le obbligazioni ad alto rendimento

(obbligazioni emesse da imprese con elevato rischio di credito) presentano caratteristiche

economiche che le avvicinano al capitale di rischio, posizionandole quindi nel capitale intermedio.!

Anche il debito mezzanino è una forma ibrida di finanziamento con caratteristiche contrattuali ed

economiche intermedie tra il capitale di rischio e il capitale di credito. Vi rientrano strumenti

finanziari con caratteristiche più simili al capitale di credito (debt mezzanine) ovvero al capitale

proprio (equity mezzanine). Su un contratto di debito si inserisce una componente di diritti azionari,

sotto forma di clausole di convertibilità o di warrant (equity kicker): la componente azionaria

permette al finanziatore di partecipare al potenziale upside del progetto, mentre la componente

debito costituisce una protezione per il rischio di downside.!

Possono rientrare nel capitale intermedio anche le azioni diverse da quelle ordinarie, e in

particolare quelle di risparmio e quelle privilegiate, in cui sono rafforzati i diritti patrimoniali (diritto

agli utili) e ridotti i diritti amministrativi (il diritto di intervento e di voto in assemblea).!

! Pagina 44 di 80

Il capitale di credito: caratteristiche, elenco e breve definizione degli strumenti!

Il mutuo è un finanziamento a medio lungo termine in cui il rimborso del prestito avviene

gradualmente nel tempo attraverso il pagamento delle rate. Il mutuo è chirografario quando il

mutuatario può utilizzare le somme ricevute per acquisire impianti, acquistare altre imprese,

consolidare debiti a breve termine, ecc., con l’eventuale concessione di garanzie personali. Il

mutuo è ipotecario quando è assistito da ipoteca su un immobile da acquisire ovvero preesistente.

Possono essere richieste anche altre garanzie, quali ad esempio il pegno.!

Attraverso linee di credito la banca mette a disposizione dell’impresa un determinato ammontare

di capitale, che può essere utilizzato secondo modalità prestabilite, in una o più soluzioni.

Rientrano in tale ambito, tra l’altro, le linee di credito stand by, evergreen, bid line e di gruppo.!

Le obbligazioni sono titoli di credito rappresentativi di un prestito emesso da una società privata

oppure da un soggetto della pubblica amministrazione. Un'obbligazione è un titolo di credito che

rappresenta una frazione di un’operazione di finanziamento, di uguale valore nominale e con i

medesimi diritti. Il sottoscrittore o il possessore dell'obbligazione diventano creditore della società

emittente la quale è obbligata a rimborsare il capitale investito a scadenza.!

Gli elementi caratteristici di un titolo obbligazionario sono: il tasso di interesse nominale (fisso

oppure variabile), la durata, la cedola (obbligazioni zero coupon ovvero con cedola periodica a

scadenze predeterminate), la modalità di rimborso (rimborso in un'unica soluzione a scadenza,

oppure rimborso progressivo a determinate scadenze, oppure rimborso anticipato oppure

riacquisto sul mercato), il prezzo di rimborso (fisso oppure variabile).!

Le operazioni di finanza strutturata: caratteristiche, elenco e breve definizione degli

strumenti!

I finanziamenti strutturati sono operazioni asset based ovvero cash flow based che riguardano

classi specifiche del capitale circolante e delle immobilizzazioni tecniche oppure i cui finanziamenti

sono rimborsati con i flussi di cassa degli attivi stessi.!

La crescita nel tempo di tali strumenti è riconducibile al fatto che essi consentono all’impresa di

trasferire a terzi alcuni rischi, di diversificare le fonti di finanziamento, di incrementare l’ammontare

delle risorse finanziarie raccolte, di effettuare investimenti elevati (anche elevatissimi) talvolta

senza intaccare in modo significativo il rischio di credito della impresa stessa.!

Con riferimento agli investimenti nel capitale fisso, vi rientrano il leverage buyout, il leasing

finanziario, le operazioni di sindacazione, il project financing e la cartolarizzazione.!

Il leverage buy out (LBO) consiste nell’acquisizione di un’impresa target da parte di un veicolo

appositamente costituito (newco), il quale finanzia l’acquisto non solo attraverso i mezzi propri che

sono versati dai promotori dell’iniziativa, ma anche (e soprattutto) attraverso il capitale di credito

raccolto; per tale ragione l’operazione di definisce di leverage buyout. In un momento successivo

l’impresa target e la newco si fondono in modo che i flussi di cassa prodotti dalla target possano

essere utilizzati per ripagare il servizio sul debito.!

Il leasing è un contratto atipico in cui una parte (conduttore o utilizzatore) prende in locazione dalla

società di leasing (locatore) un certo bene, impegnandosi a corrispondere un canone di locazione

per un determinato periodo di tempo. Nel leasing finanziario le spese di manutenzione e i rischi del

bene sono a carico dell’utilizzatore e l’operazione si caratterizza per una funzione di finanziamento

finalizzata all’acquisizione del bene; essa rientra tra gli strumenti di finanziamento degli

investimenti. Nel leasing operativo spesso il locatore è anche il produttore del bene il quale

sopporta i rischi e le spese connesse al bene; per il locatario è un’operazione finalizzata all’utilizzo

del bene per un determinato periodo di tempo.!

I prestiti sindacati sono forme contrattuali in cui una molteplicità di creditori (in genere un pool di

banche) finanziano una impresa di medie e grandi dimensioni o un ente pubblico. La valutazione di

affidabilità del debitore si fonda principalmente sulla stima dei flussi di cassa che il progetto

finanziato sarà in grado di produrre.! Pagina 45 di 80


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D3nsy1

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (BARI, BRINDISI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher D3nsy1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Giannotti Claudio.

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