Cap.1 La struttura finanziaria dell'economia
Collegamento tra circuiti reali e monetari
L'utilizzo della moneta nel regolamento degli scambi comporta uno sdoppiamento dei circuiti economici:
Circuito di natura reale: circuito di beni, servizi e fattori produttivi.
Circuito di natura monetaria: circuito dei ricavi, delle remunerazioni dei fattori produttivi.
I due circuiti sono concettualmente due cose differenti, ma contemporaneamente risultano essere equivalenti: il valore dei beni/servizi prodotti e venduti (prodotto finale) corrisponde alla somma delle remunerazioni che sono state pagate per la loro produzione.
Assumono particolare rilevanza i risparmi e gli investimenti. Il prodotto finale (Y) può essere visto come la somma del valore dei beni/servizi destinati ai consumi (C) e del valore dei beni di investimento utilizzati nelle attività produttive (I): Y = C+I.
Il reddito nazionale (Y) può essere invece visto come la somma fra la spesa destinata ai consumi (C) e la quota di reddito non consumata, cioè il risparmio (S): Y = C + S.
In un'economia chiusa: S = I. Ciò significa che la formazione del capitale reale (I) è vincolata all'accumulazione del risparmio (S) e che la produzione è sostenuta oltre che dalla domanda per consumi (C) anche da una domanda per investimenti (I), pari al pieno utilizzo dei risparmi (S).
In un'economia aperta:
- S < I: in questo caso vi è un surplus di investimenti (I) rispetto al risparmio disponibile (S). La differenza dovrà essere finanziata dai risparmi di altre economie.
- S > I: in questo caso vi è un surplus di risparmio disponibile (S) rispetto agli investimenti (I). La differenza potrà finanziare gli investimenti di altre economie.
Saldo finanziario
Il Saldo Finanziario si ottiene dalla differenza che intercorre tra S ed I (SF=S-I) o anche dalla differenza che c’è tra la variazione delle attività finanziarie e la variazione delle passività finanziarie (sf=ΔAf-ΔPf).
Non dimentichiamo che per arrivare al saldo finanziario è importante prendere in considerazione il bilancio con il suo CE e SP. La voce di collegamento tra CE e SP è il patrimonio netto anche perché si accumula il risparmio sia in positivo che in negativo.
Il collegamento tra CE e SP fa emergere i concetti di flusso e stock:
- Il risparmio è una variabile flusso, cioè registra la dimensione di un fenomeno nel corso di un determinato intervallo di tempo.
- Il patrimonio netto è una variabile stock, cioè registra la dimensione di un fenomeno in un determinato istante.
L’obiettivo del calcolo del saldo finanziario è quello di misurare il surplus (sf>0) o il deficit (sf<0) di risorse a fronte dei fabbisogni degli investimenti.
Sf>0 - Significa che ci sono delle operazioni in surplus che riguardano le Af.
Sf<0 - Significa che ci sono delle operazioni in deficit che riguardano le Pf.
Sf=0 - Equilibrio finanziario.
Sf=I oppure Sf=S - Divergenza finanziaria; da un lato avremo un’azienda che ha le risorse, ma non le investe e dall’altra avremo un’azienda che vorrebbe investire, ma non ha le risorse.
Proprio in questi ultimi casi è necessario un trasferimento delle risorse dal surplus in deficit. Affinché si realizzi il trasferimento delle risorse, si devono verificare diverse condizioni:
- Ci deve essere l’incontro tra datore e prenditore di fondi.
- Si devono conciliare le diverse esigenze tra datore e prenditore, trovando un punto in comune (es. importo, scadenza, ecc.).
Può capitare che il trasferimento non si realizzi in tutto o in parte, per una serie di motivazioni:
- Il prenditore richiede un finanziamento a breve termine, mentre le disponibilità del datore sono di medio-lungo termine.
- L’ammontare delle risorse richieste è più elevato di quello che il datore di fondi può dare.
- Il datore di fondi non si fida della solvibilità del prenditore.
Il rischio quindi, è che una parte delle risorse finanziarie non venga impiegata, con conseguenze negative sul sistema economico. La presenza degli intermediari finanziari consente di ridurre tale rischio.
Infatti il risparmiatore preferisce affidarsi ad un intermediario che reputa affidabile, anche perché soggetti a controlli, rispetto ad un qualsiasi altro richiedente fondi che non offre le stesse garanzie di solvibilità.
L'intermediario finanziario non bancario
L’intermediario finanziario non bancario è un'impresa che esercita nei confronti del pubblico, attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. L’intermediario è una delle 3 tipologie principali di scambio finanziario. Esse sono:
- Scambio diretto e autonomo: i datori e i prenditori di fondi scambiano le risorse tra di loro direttamente senza far ricorso ad alcun intermediario.
- Scambio indiretto o intermediato: i datori e i prenditori di fondi non scambiano direttamente ma mediante l’intervento di uno o più intermediari.
- Scambio diretto e assistito: i datori e i prenditori di fondi non negoziano autonomamente perché sono assistiti da un intermediario. Qui l’intermediario svolge un ruolo di ricerca e selezione della controparte.
Generalmente, lo scambio di risorse finanziarie avviene mediante il lavoro dell’intermediario il quale prende risorse dai soggetti in surplus e dà ai soggetti in deficit. La maggiorparte degli scambi avvengono grazie al lavoro degli intermediari i quali:
- Trasmettono sicurezza
- Diminuiscono il rischio
- Danno maggiori garanzie
- Riducono le asimmetrie informative, in particolari modo per i piccoli risparmiatori che detengono poche informazioni sul mercato rispetto ad altri soggetti
- Riducono i costi di transazione
- Assumono una duplice veste: di debitore nei confronti del datore di risorse finanziarie e creditore verso il prenditore di risorse
Il profitto dell’intermediario è generato solamente dalle commissioni che richiede per ogni operazione portata a buon fine. Le commissioni possono essere fisse o a percentuale.
Cap.2 Il sistema finanziario
Il Sistema Finanziario corrisponde a un insieme organico di strumenti, istituzioni e mercati i quali si occupano di produrre e vendere servizi finanziari.
Strumenti
Si intendono contratti aventi come oggetto diritti e prestazioni di natura finanziaria. Il T.U.F. (D.Lgs. 58/1998) definisce "strumenti finanziari" le azioni e i titoli rappresentativi di capitale di rischio, le obbligazioni, i titoli di stato, quote fondi comuni di investimento, titoli negoziabili, strumenti finanziari derivati.
Istituzioni
Si intendono gli intermediari finanziari e le autorità di vigilanza.
Mercati
I mercati finanziari sono il luogo di scambio degli strumenti finanziari trasferibili nel corso della loro durata contrattuale. Gli elementi principali di differenziazione dei mercati finanziari sono rappresentati da:
- Classe di strumenti finanziari negoziati (es. mercato monetario: strumenti a breve termine; mercato dei capitali: azioni e obbligazioni; mercati derivati: futures e opzioni)
- Dimensione geografica (es. nazionale, internazionale)
- Natura istituzionale (es. regolamentati o non, pubblici o privati)
- Struttura logistica / localizzazione degli scambi (es. mercati fisici, mercati telematici, ecc.)
- Procedure di negoziazione (es. asta, market making, ecc.)
Strumenti finanziari
Gli strumenti finanziari possono essere classificati sulla base di specifici profili contrattuali, che corrispondono a funzioni e profili di rendimento / rischio differenti. Tra i più importanti:
- Natura del diritto oggetto del contratto
- Partecipazione: strumenti rappresentativi di un diritto di proprietà
- Credito: strumenti rappresentativi di un diritto di rimborso di capitali precedentemente prestati
- Impegno: negoziazioni a termine, subordinate o meno al verificarsi di determinate condizioni
- Durata del contratto
- Indeterminata: la definizione della scadenza è lasciata alle controparti in momenti successivi alla sottoscrizione del contratto
- Determinata: la scadenza è determinata già al momento della definizione del contratto
- Determinata con clausole: sebbene la scadenza sia determinata, è attribuita ad una delle parti la facoltà di modificare la durata dell’operazione attraverso clausole che consentono di:
- Prolungare indefinitamente la durata del contratto
- Ridurre durata del contratto con clausola rimborso anticipato
- Effettuare la conversione in uno strumento con diversa scadenza
- Profili di rendimento e rischio
- Rendimento nullo
- Rendimento di mercato
- Certo: il rischio legato alla variabilità del rendimento è nullo
- Incerto: la remunerazione periodica e/o la restituzione del capitale sono incerte nel loro livello o nella loro manifestazione temporale
- Aleatorio: la remunerazione periodica e/o la restituzione del capitale sono incerte nel loro eventuale manifestarsi
- Negoziabilità (attitudine dello strumento ad essere trasferito ad altri operatori - bilateralmente o sul mercato)
- Strumenti negoziabili: strumenti che possono essere trasferiti ad altri operatori. La trasferibilità è funzione sia delle caratteristiche dello strumento (titolo nominativo vs. al portatore, regime di circolazione, standardizzazione, frazionabilità) che dell’esistenza di un mercato di riferimento
- Strumenti non negoziabili: strumenti in cui il rapporto contrattuale rimane fermo fra le parti originarie fino a scadenza
- Liquidità (attitudine a trasformarsi economicamente e tempestivamente in mezzi di pagamento)
- Mezzi di pagamento
- Negoziabilità a vista o con preavviso
- Negoziabilità sul mercato
- Bisogno soddisfatto
- Investimento
- Finanziamento
- Copertura dei rischi finanziari
- Copertura dei rischi assicurativi
- Gestione dei pagamenti / degli incassi
Istituzioni finanziarie
Le istituzioni che compongono il sistema finanziario sono gli intermediari finanziari (svolgono attività basata sulla produzione e sulla negoziazione degli strumenti finanziari) e le autorità di vigilanza (svolgono attività di controllo sul rispetto delle norme che regolano il sistema finanziario).
In particolare, gli intermediari finanziari sono imprese specializzate:
- nella produzione di strumenti finanziari, sia come forma di raccolta e di investimento di fondi che come modalità di gestione dei rischi. Le controparti sono i risparmiatori, i prenditori di fondi, gli utilizzatori di mezzi di pagamento ed i soggetti esposti ai rischi.
- nella negoziazione di strumenti finanziari sia per conto proprio che per conto dei clienti.
- nell’offerta di servizi di consulenza connessi alla produzione ed alla negoziazione di strumenti finanziari.
Sulla base dell’attività svolta, gli intermediari finanziari si classificano in:
- intermediari creditizi: caratterizzati dalla funzione creditizia dal lato dell’attivo e dal passivo “nominalistico”, ossia con un impegno di rimborso a valore nominale. In questa categoria rientrano le banche, una speciale classe di intermediari creditizi che si distingue per il fatto di svolgere una funzione monetaria, ossia per il fatto di emettere forme di debito a vista accettate come strumenti di pagamento.
- intermediari mobiliari: caratterizzati da una prevalente attività di negoziazione, di gestione e di consulenza su valori mobiliari; gli investitori istituzionali sono caratterizzati dall’attività principale di negoziazione delegata con tecniche “di portafoglio” ed al fatto di avere un passivo a valore di mercato.
- compagnie di assicurazione: caratterizzate dalla funzione di gestione dei rischi puri e da un collaterale circuito finanziario derivante dalla sequenza: premi – investimento delle riserve – pagamento dei capitali assicurati.
Nell’ambito del sistema finanziario, gli intermediari finanziari consentono di ridurre:
- l’asimmetria informativa che caratterizza i mercati e gli strumenti finanziari e che scaturisce dalla diversa disponibilità informativa fra finanziatori e soggetti finanziati;
- il problema della divergenza delle preferenze fra i soggetti della domanda e dell’offerta per quanto riguarda sia la durata dello scambio (attraverso contratti di credito e di debito con profili di scadenza differenziati) che il rischio (mediante una superiore competenza informativa e l’applicazione di strumenti di risk pooling);
- i costi di transazione, operando su elevati volumi, con tecnologie avanzate e in condizioni di mercato competitivo.
Un ruolo molto importante è svolto, all’interno del sistema finanziario, dalle autorità di vigilanza e di controllo cui spetta l’impostazione e lo svolgimento della politica monetaria e della vigilanza sugli intermediari e sui mercati. Le autorità di vigilanza presenti nel contesto italiano sono Banca d’Italia, Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).
Il sistema finanziario consente di soddisfare importanti esigenze del sistema economico:
- Funzione monetaria: garantisce il funzionamento del sistema dei pagamenti, uno dei fattori alla base della funzionalità degli scambi
- Funzione di trasferimento di risorse dal risparmio agli investimenti: riguarda l’accumulazione del risparmio e anche il finanziamento degli investimenti
- Funzione di gestione dei rischi:
- Contratti a termine
- Attività assicurativa
- Funzione di trasmissione della politica monetaria: riguarda la stabilità dei prezzi del mercato.
Cap.3 Assetto normativo e organizzazione dei controlli sul sistema finanziario
L’ordinamento delle attività e delle istituzioni finanziarie
Le caratteristiche e le funzioni del sistema finanziario nell’economia, giustificano l’intervento pubblico attraverso l’introduzione e/o l’abrogazione di norme che dovrebbero consentire (facilitare) il suo funzionamento. L’intervento pubblico deve perseguire obiettivi di stabilità, efficienza, trasparenza e correttezza dei comportamenti, e riesce a manifestare i poteri dello stato a diversi livelli:
- Legislativo: regole generali su ciascun comparto dell’intermediazione finanziaria (creditizia, mobiliare, assicurativa)
- Esecutivo: poteri attribuiti al governo
- Amministrativo: autorità indipendenti che operano attraverso politiche e strumenti di vigilanza
Ordinamento dell’intermediazione finanziaria: insieme organico di norme che disciplinano le attività e le istituzioni dell’intermediazione finanziaria, in un dato contesto politico-amministrativo che può coincidere con lo Stato (ordinamento nazionale) o anche con una comunità di stati (ordinamento comunitario). Il sistema finanziario, quindi, viene disciplinato da norme nazionali, ma soprattutto da norme comunitarie mediante delle direttive. L’UE, col tempo, ha creato quello che viene definito Mercato Unico dei Servizi Finanziari, principalmente per due obiettivi:
- Ottenere un maggior grado di omogeneità nella valutazione e gestione normativa dei sistemi finanziari.
- Armonizzare gli ordinamenti nazionali con quelli comunitari in un’ottica finanziaria.
L’armonizzazione minima degli ordinamenti nazionali con quelli comunitari ha permesso agli intermediari finanziari di operare anche all’interno del mercato comunitario dei servizi finanziari rifacendosi a 2 libertà:
- Libertà di prestazione del servizio: diritto degli intermediari finanziari residenti in uno stato membro, di esercitare la loro professione in altri stati membri senza stabilirsi lì.
- Libertà di stabilimento: libertà di un intermediario finanziario, residente in uno stato membro, di esercitare la sua professione in altri stati membri con la possibilità di stabilirsi.
Per operare all’interno di un mercato comunitario dei servizi finanziari secondo i regimi suddetti, gli intermediari finanziari devono necessariamente avere il mutuo riconoscimento (autorizzazione rilasciata dal paese di appartenenza/residenza, secondo l’ordinamento nazionale armonizzato, che permette di prestare servizi finanziari o stabilirsi in altri stati membri).
L’assetto istituzionale delle autorità di controllo sul sistema finanziario
Le autorità di vigilanza, come gli intermediari, sono dei soggetti che rientrano tra le istituzioni del sistema finanziario. Come gli intermediari finanziari, anche le autorità di vigilanza sono soggette a normative comunitarie.
Le autorità di vigilanza in Italia sono:
- Banca d’Italia: si occupa della sana e prudente gestione degli intermediari. Oltre all’attività di vigilanza, la Banca d’Italia ricopre il ruolo di istituto di emissione della moneta legale ed è responsabile della sorveglianza sul sistema dei pagamenti.
- Consob: Commissione Nazionale per le Società e la Borsa che si occupa dell’organizzazione e il funzionamento dei mercati regolamentati.
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