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diversi dall’erogazione del credito, dalla raccolta dei fondi, dall’acquisto e

dalla vendita di strumenti finanziari destinati come strumenti di tesoreria,

nonché di valute. A seconda che le loro passività svolgono o meno

funzioni di moneta gli intermediari creditizi possono essere divisi in

monetari e non monetari.

-Il testo unico del credito è l’attuale assetto dei controlli in italia. Un ruolo

importante nello sviluppo della normativa bancaria in Italia è stato svolto

dal processo di integrazione europea. Infatti il recepimento della 2°

normativa comunitaria in materia creditizia (15 dicembre 1989 n°89/ 646/

cee) avvenuto con il decreto legge n° 481/1992 ha rappresentato un punto

di svolta rispetto alla legislazione precedente: la direttiva costituisce

l’ossatura portante del successivo T.U. del1993 la nuova legge bancaria

italiana. Gli effetti sul sistema bancario italiano riguardo il recepimento

della 2° direttiva è stato di estremo rilievo. In primo luogo con

l’introduzione del modello di banca universale è venuta a cadere la

distinzione, introdotta con la legge bancaria del 1936, tra aziende di

credito operanti nel breve termine, e istituti di credito speciali (ICS)

operanti nel medio lungo termine. Cosi si è compiuto il processo di

despecializzazione temporale iniziato negli anni ottanta. La seconda

convocazione normativa è stata la possibilità concessa alle banche di

effettuare direttamente operazioni prima a loro precluse: leasing e

factoring che prima erano effettuate da società controllate. Una terza

innovazione normativa è costituita dalla possibilità, ora concessa alle

banche, di assumere partecipazioni nel capitale delle imprese non

finanziarie, pur precisando dei limiti, per evitare il costituirsi di posizioni di

rischio eccessivo. Viene quindi in parte eliminata la separazione tra banche

e imprese introdotte nel 1936. Il legislatore ha conferito al T.U. la natura di

legge quadro indicando quindi i principi guida rinviando alle attività

creditizie, nell’ambito della normativa secondaria, la definizione degli

aspetti più tecnici. Le condizioni per l’autorizzazione all’attività bancaria

(art. 14 T.U.) sono: la presentazione di un programma di attività iniziale,

unitamente all’atto costitutivo e allo statuto; il possesso da parte dei

partecipanti al capitale dei requisiti di onorabilità; il possesso da parte dei

soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo dei

requisiti di professionalità e onorabilità; l’adozione di una spa o scrl;

l’esistenza di un capitale non inferiore ai 6,3 milioni o 2 milioni per le

banche di credito operativo.

-Gli assetti societari- organizzativi: la banca può svolgere direttamente

tutte le attività mutuamente riconosciute a svolgerle attraverso unità

giuridicamente indipendenti e distinte, ma collegate tra loro e dipendenti

da una azienda capogruppo. Il modello di gruppo federale prende una

struttura organizzativa che ruota attorno a quattro distinti soggetti:

capogruppo, rete ( o federate), società prodotto e di servizio. La

capogruppo presenta compiti di servizio, controllo e ordinamento del

gruppo. Le banche federate sono le banche controllate dalla capogruppo

che conservano una autonomia societaria e imprenditoriale con il presidio

diretto del credito e delle politiche commerciali. Le società prodotto sono

dedicate ognuna ad un segmento specializzato di prodotti. Esistono gruppi

divisionali dotati di maggiore flessibilità e meglio attrezzati per rispondere

alle sempre più pressanti richieste provenienti dal mercato, sono

caratterizzate da una forte presenza territoriale, le divisioni fanno

riferimento a specifiche aree strategiche di affari generalmente

riconducibili a servizi e prodotti offerti a diversi segmenti di clientela:

divisione rotal (clientela private e small-buisness), divisione corporate

(piccole, medie e grandi imprese), divisione private (clientela con elevati

patrimoni). Esistono anche soluzioni miste cioè federal-divisionale.

GLI INTERMEDIARI CREDITIZI NON BANCARI

Gli altri intermediari finanziari sono istituzioni non bancarie e rappresentati

essenzialmente da società di leasing, factoring, di credito al consumo e

finanziarie di credito rateale. Questi intermediari svolgono un’attività

specializzata sulle concessioni di particolari forme di finanziamento in

ambito creditizio e associato alla prestazione di servizi di varia natura

finalizzati a migliorare la gestione finanziaria come accade per il leasing e

il factoring.

- Le società di leasing rientrano nell’ambito della categoria dei soggetti

operanti nel settore finanziario disciplinati dal T.U. del credito( titolo 5° art.

106). A differenza delle società di factoring, quelle di leasing non sono

regolamentate da altre disposizioni organiche al di fuori del quadro

legislativo previsto dal T.U. . L’attività d’intermediazione finanziaria delle

società di leasing si caratterizza per il finanziamento di acuisti di beni di

consumo durevoli e di beni di investimento di natura mobiliare ed

immobiliare, attraverso una formula contrattuale che prevede la cessione

in uso di beni. Le operazioni di leasing, dette anche locazione finanziaria,

sono contratti mediante il quale un intermediario finanziario concede ad

un altro soggetto, per un tempo determinato, il godimento di un bene,

acquistato o fatto costruire su scelta o indicazione dell’utilizzatore, al quale

è attribuita, anche la facoltà di acquistare, alla scadenza del contratto, la

proprietà del bene a condizioni prefissate (riscatto), in questo caso

parliamo di leasing finanziario, quando il contratto alla sua scadenza non

prevede l’acquisto della proprietà del bene, siamo in presenza di un

leasing operativo che consente l’utilizzo del bene a condizioni agevolate.

- Le società di factoring sono intermediari finanziari il cui oggetto sociale

prevede l’esercizio dell’attività di acquisto dei crediti di impresa di cui alla

legge n° 52/1991. Le società che svolgono tale attività per lo più in via

esclusiva sono nell’albo degli intermediari finanziari (art. 106 T.U.). Ad esse

devono aggiungersi le banche che svolgono attività di factoring

direttamente. L’intermediazione delle società di factoring è imperinato su

un contratto rappresentativo di una combinazione di servizi di assistenza

finanziaria, assicurativa, commerciale, tecnici amministrativi, che

costituiscono la base essenziale e qualificante del contratto.

L’intermediario finanziario acquista da un impresa crediti commerciali,

notificando al debitore l’avvenuta cessione ed assumendo al tempo stesso

gli oneri derivanti dall’incasso, dalla contabilizzazione e talvolta quelli di

un’eventuale insolvenza.

- Le società di credito al consumo ( e rateale) esse svolgono l’attività di

erogazione di prestiti alle famiglie, destinate a finanziare l’acquisto di beni

di consumo e quelli di natura durevole e semidurevole. Il credito al

consumo è disciplinato da una normativa specifica su base comunitaria,

recepita dal nostro ordinamento e conferito nel T.U. bancario (art. 121).

Secondo tale normativa il credito al consumo è definito come la

concessione nell’esercizio di un attività commerciale o professionale, di

credito sottoforma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di

un’altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica che

agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale svolta.

MERCATI DEI BROKER

Il broker è un intermediario specializzato nel duplice servizio di ricerca di

una controparte della negoziazione e di contrattazione del prezzo del suo

cliente intermediario si assume i costi di individuazione della controparte e

di gestione della negoziazione. Perseguendo l’obiettivo di far incrociare la

domanda e l’offerta di titoli.

MERCATI DEI DEALER

Il dealer è un intermediario che offre un servizio di liquidità immediata al

cliente ponendosi come controparte dell’eventuale acquisto o vendita dei

titoli. Il dealer opera pertanto per conto proprio assumendo una posizione

in titoli per rispondere prontamente alle esigenze espresse dalla clientela.

L’impegno a negoziare è basato sullo spread. Quando il dealer assume un

impegno formale a negoziare uno o più titoli, esso esercita la funzione di

market maker.

MERCATI AD ASTA

Con il sistema dell’asta gli ordini di acquisto e di vendita di titoli

confluiscono sul mercato rendendo noti a tutti gli operatori partecipanti le

diverse combinazioni di quantità e prezzo. Esistono due principali tecniche.

La prima è l’asta a chiamata attraverso la quale un banditore raccoglie in

un dato momento della giornata tutte le richieste di acquisto e di vendita

relativa ai singoli titoli, fissando poi il prezzo al livello in grado di soddisfare

la parte prevalente degli operatori. Una tecnica alternativa è l’asta

continua mediante la quale gli ordini arrivano sul mercato nel corso di

tutta la giornata di contrattazione, dando luogo alla formazione di una

serie di prezzi fissati in relazione alla progressione temporale degli incroci

degli ordini di acquisto e di vendita.

LE CARATTERISTICHE DEGLI ORDINI: AMPIEZZA, SPESSORE ED ELASTICITA’

DEI MERCATI

Le caratteristiche degli ordini di acquisto e di vendita in termini di volumi e

di frequenza degli scambi sono sintetizzate in tre principi:

-ampiezza del mercato: la situazione in cui sul mercato pervengono ordini

di acquisto e di vendita di strumenti finanziari caratterizzati da volumi

consistenti.

-spessore del mercato: la configurazione delle schede di domanda e di

offerta e il fatto che esse risultino sufficientemente articolare. Si ha un

mercato spesso o profondo quando eventuali squilibri di domanda e offerta

trovano espressione in un prezzo immediatamente superiore o inferiore a

quello realizzato nella precedente situazione di equilibrio.

-l’elasticità del mercato: si ha un mercato elastico quando eventuali

squilibri tra domanda e offerta, con conseguenti tensioni dal lato dei

prezzi, attraggono nuovi ordini in grado di riportare tempestivamente in

equilibrio il mercato.

I SERVIZI DI FINANZIAMENTO

Tale tipologia di servizi risponde all’esigenze di coprire il fabbisogno

finanziario delle unità economiche in deficit, tipicamente le imprese.

Differenti sono le modalità di intervento della banca. Rientrano un insieme

di operazioni di finanziamento, quali la concessione di prestiti per cassa, la

concessione di garanzie o l’acquisizione di valori mobiliari emessi da

prenditori di fondi, che hanno come denominatore comune l’assunzione di

rischi da parte della banca.

- I prestiti per cassa. Essi rappresentano operazioni di finanziamento

contraddistinte dall’esistenza di due contrapposte prestazioni aventi per

oggetto somme di denaro, finalizzate alla copertura del fabbisogno

finanziario della clientela. Come tali comprendono un insieme composito di

operazioni. Le valutazioni effettuate dalle banche per concedere un fido si

basano su diversi fattori di natura quantitativa e qualitativa: l’andamento

economico-finanziario dell’azienda . Nel corso degli ultimi anni, gli accordi

di Basilea è stato introdotto lo strumento del reating, ovvero un sistema

oggettivo di valutazione del rischio di credito. Il pricing del credito risulta

calcolato appunto con i sistemi di rating.

- Le garanzie. La concessione di affidamenti bancari è spesso associata al

rilascio di garanzie a favore della banca da parte dello stesso debitore. Le

garanzie non assicurano il buon fine (rimborso) del finanziamento, hanno

solo lo scopo di rendere più immediato, il recupero del credito in caso di

inadempimento del debitore. Le garanzie che assistono i finanziamenti

bancari possono essere di natura reale o personale. Sono garanzie reali il

privilegio, il pegno, e l’ipoteca, cioè garanzie che hanno per oggetto beni

mobili o immobili e che assicurano al creditore il diritto di ottenere la

somma dovuta dal debitore. Le garanzie personali, come la fideiussione o

l’avallo, attribuiscono invece al creditore diritti nei confronti di una terza

persona diversa dal creditore. Il valore della garanzia dipende in questo

caso dal valore del patrimonio di tale persona.

I prestiti a breve termine: principali forme tecniche

- Aperture di credito in c.c. Il credito in conto corrente è la forma di

finanziamento a breve termine generalmente più utilizzata dalle imprese in

virtù della notevole flessibilità che consente di variare l’ammontare di

credito. Il cliente è autorizzato a effettuare prelevamenti variamente

ripartiti nel tempo, sempre però nel limite del fido concesso. La scadenza

può essere determinata o indeterminata: nel primo caso, l’apertura di

credito in conto corrente può essere revocata dalla banca soltanto per

giusta causa; in tale caso, cosi come in quello dell’apertura indeterminata,

la banca erogante si cautela inserendo alcune clausole. L’apertura di

credito in c/c è molto spesso assistita da garanzie che possono essere

personali o reali.

- Lo sconto. Nell’operazione di sconto della banca, previa deduzione degli

interessi, anticipa al cliente l’importo di un credito verso terzi: lo sconto è

quindi un prestito monetario garantito da un credito, prevalentemente

rappresentato da cambiali o ricevute.

- L’anticipazione. Si tratta di un prestito monetario a breve termine, con

scadenza determinata, garantito da pegno, a favore della banca. Si

compone di due contratti: un contratto principale di prestito (detto polizza

di anticipazione) e uno accessorio (diritto di pegno). La banca erogante

acquisisce tre diritti: tenere in pegno il bene mobile, far vendere la

garanzia in caso di insolvenza, estinguere il finanziamento rivalendosi sul

ricavato della vendita.

- Il riporto. È il contratto per il quale il riportato trasferisce in proprietà al

riportatore titoli di credito di una data specie per un determinato prezzo, e

il riportatore assume l’obbligo di trasferire al riportato, alla scadenza del

termine stabilito, altrettanti titoli della stessa specie, verso il rimborso del

prezzo, che può essere aumentato a diminuito nella misura convenuta. Si

tratta di un’operazione particolarmente diffusa in borsa.

I prestiti a medio-lungo termine: principali forme tecniche

- Il mutuo. Esso è un prestito monetario a protratta scadenza, molto comune

nel finanziamento dell’edilizia abitativa e di imprese industriali e

commerciali. È un’operazione tipicamente assistita da ipoteca di primo

grado su immobili o da privilegiato su impianti e macchinari. Nel primo

caso la durata del prestito è normalmente compresa tra i 10 e 20 anni e

l’importo erogato compre di norma il 65-70% del valore dell’immobili. Nel

secondo caso, invece, la durata dell’operazione è inferiore (3-5 anni). Il

mutuo può essere a tasso fisso o a tasso indicizzato, e prevede, oltre al

pagamento degli interessi, la restituzione del capitale secondo un piano di

rimborso prestabilito.

- I prestiti stand-by ed evergreen. Altre due forme tecniche di operazione di

prestito a medio-lungo termine sono rappresentate dai prestiti stand-by ed

evergreen: si tratta di linee di credito di importo solitamente elevato,

erogate da pool di banche. Il pool è composto da un gruppo di banche

organizzate da uno (capofila) o più istituiti. Il prestito viene ripartito fra

tutte le banche partecipanti, secondo accordi predeterminati, ed erogato

da una delle aziende di credito (di solito la capofila). Le operazioni

stand-by ed evergreen sono contratti di finanziamento che si

caratterizzano per l’elevata elasticità di utilizzo e rimborso. Tali forme

tecniche consentono all’impresa di poter contare sulla certezza della

copertura dei fabbisogni, per il periodo di tempo prefissato (fino a 5 anni

per i prestiti stand-by) o fino alla revoca (evergreen).

I SEVIZI DI INVESTIMENTO

Riguarda l’insieme dei prodotti che soddisfano in via privilegiata le

esigenze della clientela di valorizzazione nel tempo le risorse finanziarie

disponibili per effetto di una eccedenza dei redditi rispetto alle decisioni di

consumo e di investimenti reale. Tele esigenza trova soddisfazione nella

stipulazione di contratti finanziari che consentono di trasferire nel tempo il

potere d’acquisto e di conservarlo e/o rivalutarlo, attraverso la

remunerazione del capitale investito. Anche per i servizi di investimenti,

diverse sono le modalità con le quali la banca soddisfa tali bisogni della

clientela. La raccolta diretta della banca si concreta nella provvista di fondi

con vincolo di restituzione alle scadenze contrattualmente definite. La

raccolta indiretta della banca, si concreta nella prestazione di servizi di

assistenza finanziaria alla clientela relativamente alle scelte di

investimento e di scambio di valori mobiliari e negoziabili sui mercati.

Depositi: essi possono essere a vista e sono nella forma del conto corrente

di corrispondenza: si configurano come attività finanziarie con il massimo

grado di liquidità, in quanto rimborsabili in ogni momento a richiesta del

depositante. Poi ci sono quelli a risparmio che soddisfano i bisogni di

investimento della clientela e le esigenze di valorizzare del risparmio

finanziario. Si distingue normalmente tra depositi a risparmio liberi e

vincolati. Per i primi non sono previste restrizioni relative alle operazioni di

versamento e di prelevamento di moneta legale. Per la seconda sono

invece normalmente definiti alcuni vincoli temporali in merito alle

operazioni di prelievo. Un’ulteriore classificazione dei depositi a risparmio

riguarda la distinzione tra negoziazione diretta e di mercato. La prima

categoria di depositi si caratterizza per l’esistenza di un libretto e la

seconda di un certificato di deposito.

- Certificati di deposito. Il cd è stato offerto dalle banche alla propria

clientela per limitare gli effetti di disintermediazione della raccolta da

parte di titoli negoziabili emessi da altri prenditori di fondi. I certificati di

depositi costituiscono una forma di raccolta bancaria caratterizzata da una

scadenza temporale determinata che interessa un intervallo temporale che

va dal brevissimo termine (3 mesi) fino al medio termine (60 mesi). Il

certificato di deposito consiste di una ricevuta, nominativa o al portatore,

che viene rilasciata a fronte del deposito di una determinata somma di

denaro. Nel certificato sono esplicitate tutte le condizioni che regolano il

rapporto tra banca e investitore ed in particolare sono indicati la data e il

luogo di emissione, l’ammontare del deposito, la scadenza e gli interessi.

- Operazioni pronti contro termine . Al pari dei certificati di deposito, anche

se contraddistinti da diversi profili tecnici ed economici, le operazioni

pronti contro termine sono diventate un importante strumento di raccolta

bancaria. L’operazione consta di una duplice compravendita di titoli, dove

la prima operazione viene regolata sul mercato a pronti, mentre la

seconda interessa il mercato a termine. L’operazione più comunemente

svolta dalla banca nei confronti della clientela prevede la cessione di titoli

detenuti dalla banca ad un prezzo predeterminato ed il contestuale

riacquisto a termine da parte della banca di altrettanti titoli della stessa

specie ad un prezzo maggiorato.

- Obbligazioni bancarie. Esse possono assumere la forma di obbligazioni

ordinarie, di convertibili, o cum warrant. Le prime sono tipicamente uno

strumento di debito contraddistinto da una scadenza a medio-lungo

termine e da modalità di remunerazione che possono risultare sia a tasso

fisso, sia indicizzate. Le obbligazioni convertibili sono titoli obbligazionari

che incorporano la possibilità di trasformare il contratto di debito originario

in un contratto di partecipazione. Le obbligazioni cum warrant incorporano

la facoltà di incrementare il capitale sociale della banca con la differenza,

rispetto alle obbligazioni convertibili, che l’esercizio del warrant e la

conseguente sottoscrizione non comportano l’estinzione del contratto

obbligazionario sottostante. Il vantaggio per le banche, derivanti

dall’emissione di obbligazioni convertibili e cum warrant risiede

principalmente nella possibilità di raccogliere fondi ad un tasso inferiore a

quelli di mercato e contemporaneamente usufruire della possibilità di

aumenti futuri. Sono obbligazioni: reverse floater (tasso cedolare

inversamente proporzionale ad un parametro di mercato euribor), step-up

(Prevedono in un primo momento la cedola fissa, in un secondo momento

aumentata), spet-down (contrario delle step-up), banking book, credit

book.

I TITOLI DI DEBITO

Elementi introduttivi e definitori

I titoli di debito (a reddito fisso) sono strumenti finanziari emessi da

soggetti in defict finanziario al fine di soddisfare propri bisogni di

finanziamento e sottoscritti da soggetti in surplus finanziario. Più in

generale, si definiscono obbligazioni. L’obbligazioni rappresenta quindi il

debito pecuniario che la società assume verso terzi dai quali ha ricevuto

un prestito. I titoli di debito sono rappresentati essenzialmente da titoli di

stato, titoli garantiti dallo stato obbligazioni emesse dalle imprese. Il titolo

di debito è caratterizzato da alcuni elementi distintivi: durata fissa al

momento dell’emissione al momento della nascita del titolo è già definita

la data di rimborso; diritto al rimborso del capitale alla pari; diritto al

pagamento degli interessi se provvisto di cedole o incorporati nella

differenza tra prezzo di emissione e di rimborso se zero-coupon.

Nell’ambito di tale categoria esistono numerosi titoli che risulta possibile

raggruppate secondo diversi profili di classificazione: natura

dell’emittente, periodicità dei flussi di cassa corrisposti, tipologia dei flussi

di cassa periodici, durata (vita anagrafica), valuta di emissione e mercato

di quotazione.

LE TIPOLOGIE DI TITOLI DI BEDITO (strumenti obbligazionari)

+I titoli di stato

Bot: sono titoli a breve termine 3,6 e 12 mesi, l’importo minimo

acquistabile è pari a mille euro. L’emissione avviene tramite asta

competitiva con scadenze trimestrali. La tassazione è pari ad un’imposta

sostitutiva del 12,5 % da pagarsi in via anticipata. Sono titoli zero coupon.

Il rendimento maturato non è oggetto di corresponsione ma è determinato

dalla differenza tra il prezzo di emissione ed il prezzo di rimborso al valore

nominale.

Ctz: sono titoli zero coupon e hanno la durata di 24 mesi è emesso ad asta

marginale, l’imposta sostitutiva del 12,5 % viene applicata in via

posticipata al momento del rimborso.

Btp: scadenze 3,5,10,15 e 30 mesi. L’emissione avviene mediante asta

marginale. La ritenuta fiscale del 12,5% viene applicata alle cedole al

momento di incasso e al momento della scadenza e sono titoli a cedola

fissa.

Btp€i: il btp indicizzato all’inflazione europea presentano durate pari a

5,10,15 e 30 anni. L’emissione avviene tramite asta marginale. Si tratta di

un titolo indicizzato: sia il capitale rimborsato a scadenza, sia le cedole

pagate semestralmente sono, rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area

euro, misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC).

Cedola a tasso fisso ma applicata su un paniere di beni.

Btp italia: si tratta di un titolo di durata pari a 4 anni indicizzato

all’inflazione italiana, FOI. Ogni sei mesi il titolo paga interessi a tasso fisso

sul capitale rivalutato all’inflazione del semestre di riferimento.

CcTeu: le scadenze sono 5 e 7 anni. Asta marginale. La ritenuta fiscale è

del 12,5%. L’indicata ritenuta viene operata al momento di incasso delle

cedole e al momento del rimborso. Sono titoli di debito a reddito fisso a

tasso variabile. Tutte le cedole sono calcolate in base al tasso euribor a 6

mesi rilevato il secondo giorno lavorativo antecedente il primo giorno di

maturazione della cedola.

+ Le obbligazioni societarie

Le obbligazioni societarie, o corporate bond, sono le obbligazioni emesse

dalle banche e società private al fine di finanziarsi e ottenere liquidità.

Sono società non quotate e il cui limite è dettato dal codice civile. Il codice

civile dispone che le società a responsabilità limitata possono emettere

titoli di debito gli unici soggetti legittimati alla sottoscrizione sono gli

investitori professionali sottoposti a vigilanza prudenziale. Non esiste una

prefissata durata anagrafica. La durata delle stesse è in genere non

inferiore a 3 anni e le emissioni più frequenti sono a 5, 7 e 10 anni. I titoli

obbligazionari vengono emessi con la modalità di collocamento a fermo e

sono quotate sul mot.

+La valutazione del rischio

- Il rischio emittente: la probabilità che l’emittente sia in grado di assolvere

al proprio debito non è, uguale per tutti i prenditori di fondi. Tale

probabilità è espressa dal rating, la valutazione di un emittente espressa in

maniera sintetica attraverso un simbolo (es. AAA).

- Il rischio di reinvestimento. Esso deriva dalla variabilità delle condizioni di

reimpiego delle cedole che scadono nel corso del periodo di investimento.

Se l’importo incassato è destinato ad alimentare la spesa per consumi

dell’investitore è come se il reinvestimento avvenisse a tasso zero, se il

reinvestimento degli interessi avviene in altre attività finanziarie, il

rendimento effettivo cambia (in aumento o in diminuzione).

- Il rischio di prezzo. Qualora l’investitore venda il titolo prima della

scadenza, il prezzo può essere anche significativamente diverso dal valore

di rimborso. La non detenzione del titolo sino a scadenza espone quindi

l’operatore al rischio di liquidare il proprio investimento in un momento in

cui i tassi di mercato fanno registrare una evoluzione di prezzo non

favorevole. -Il rischio di inflazione. Di norma, il rendimento

dell’investimento finanziario è espresso in termini nominali ma il

risparmiatore è interessato al rendimento depurato dal tasso di inflazione

se il deprezzamento monetario è stato maggiore del tasso di rendimento

dell’investimento, il capitale finale è in termini reali inferiore a quello

iniziale.

- Il rischio di rimborso anticipato. si tratta di obbligazioni a tasso fisso

munite di una clausola che attribuisce all’emittente la facoltà di rimborsare

anticipatamente il prestito. Questo strumento consente all’emittente una

più facile gestione del rischio.

LA DURATION E LA VOLATILITA’

La duration valuta la variazione del prezzo al variare del tasso d’interesse.

Essa fornisce sia misura della vita media di un titolo, sia di un’indicazione

sulla sensibilità del prezzo del titolo al variare dei tassi di mercato. La

variazione di prezzo provocata da una variazione (in aumento) del tasso è

minore di quella provocata da una variazione (in diminuzione) del tasso r.

Macaulay suggeri l’uso di un indice in grado di misurare la durata media

finanziaria di un titolo o la duration che esprime la scadenza media dei

flussi di cassa che l’attività genererà.

La duration risulta funzione dei parametri che definiscono un prestito

obbligazionario quali:

- A parità di cedola e di tasso di rendimento effettivo, la duration è minore

per i titoli con maggiore vita residua

- A parità di vita residua e di tasso di rendimento effettivo la duration è

minore per i titoli con cedola maggiore

- A parità di cedola e di vita residua, la duration è minore per i titoli a

maggiore rendimento effettivo.

Oltre a rappresentare un indicatore di vita media di un titolo, la duration

può essere utilizzata come misura di sensibilità del prezzo al variare del

tasso di interesse. L’indicatore che consente di ottenere questa

informazione è la duration modificata. Il valore della duration modificata

consente di stimare la variazione percentuale del prezzo in corrispondenza

di una determinata variazione del rendimento.

+ I requisiti dei titoli azionari

L’azione è, quindi, un titolo di credito rappresentativo di una quota parte

del capitale sociale di un’impresa costituita in forma di società per azioni,

in accomandita per azioni o in società cooperativa a responsabilità

limitata. Tutte le azioni hanno uguale valore nominale. Per quanto

concerne il prezzo di emissione, le azioni non possono emettersi per

somma inferiore al loro valore nominale. Diversamente dai titoli di debito

per le azioni non è fissata una data di scadenza, né risulta stabilito un

prezzo di rimborso. Il possessore di azioni che voglia liquidare il proprio

investimento prima del rimborso si deve rivolgere al mercato, vendendo

l’azione al prezzo che in quel momento verrà determinato dall’incontro tra

la domanda e l’offerta. I diversi valori dell’azione: valore nominale,

patrimoniale, di mercato (o prezzo), e di emissione.

+ I diritti e le categorie di azioni

+ diritti attribuiti al titolare delle azioni

Le azioni presentano una serie di diritti che determinano sia la facoltà di

intervento nella vita della società, sia le garanzie indipendenti dal

comportamento tenuto e riconducibili alla pura veste di socio. Il diritto di

voto è la facoltà di un socio o di un suo rappresentante di esprimere la

propria opinione, sia in termini di intervento in assemblea, sia in termini di

giudizio di merito, su una particolare questione che può essere definita

direttamente dal codice civile o su richiesta del menagement. Il diritto di

impugnativa la possibilità di impugnare le decisioni prese dall’assemblea

qualora queste possano arrecare danni ingiusti. Il diritto agli utili è uno

degli aspetti di maggior interesse per un investitore i possessori di azioni

hanno il diritto di ricevere, in base alle condizioni stabilite dal codice civile

e dallo statuto, parte dei risultati economici positivi conseguenti

dall’azienda. Il diritto alla quota di liquidazione una volta raggiunta la

scadenza della società il patrimonio rimanente o il risultato finale deve

essere equamente condiviso tra coloro che ne hanno garantito il

raggiungimento. Il diritto di opzione consente agli azionisti di sottoscrivere

nuove azioni in occasione delle operazioni di aumento a pagamento del

capitale sociale in un modo da assicurare la tutela della propria quota di

partecipazione alla società. Il diritto di recesso l’azionista può decidere di

disimpegnarsi dalla società senza subire perdite rispetto al prezzo di

mercato.

+ Le categorie di azioni

Tutte le azioni ordinarie in linea di principio conferiscono ai loro possessori

uguali diritti visto che ognuna comporta un’identica partecipazione alla

formazione del capitale vi sono a fianco di quelle ordinarie, azioni con

diritti diversi, dette speciali.

- Azioni ordinarie sono nominative e pertanto sempre intestate ad una

persona fisica o giuridica con relativa annotazione sul libro sei soci. I

possessori delle azioni ordinarie partecipano pienamente e direttamente

alla gestione della società poiché dispongono di pieno potere di voto sia

nelle assemblee ordinarie che in quelle straordinarie.

- Azioni con diritto di voto limitato (az. Speciale). L’art. 2351 c.c. disciplina le

opzioni in capo alle aziende nella determinazione delle caratteristiche delle

azioni con diritto di voto limitato. Il limite che riguarda le emissioni a voto

limitato è riferito al valore massimo che possono assumere tali titoli. Una

categoria azioni completamente prive del diritto di voto. Una seconda

categoria prevede azioni a voto limitato per argomento per cui gli azionisti

facenti parte di una specifica categoria hanno il diritto di voto. Un’ulteriore

categoria è quella delle azioni con diritto di voto sottoposto a condizione al

verificarsi di alcune condizioni che possono riguardare la persona del

socio, la società, ecc., le azioni di questa categoria assumono il diritto di

voto.

- Le azioni di risparmio. A fronte di un vantaggio patrimoniale, le azioni di

risparmio sono del tutto prive del diritto di voto sia nelle assemblee


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giordi92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Cosma Simona.

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