Teoria dell’Unione Monetaria
Gli elementi costitutivi di un’unione monetaria sono:
LA PIENA ED IRREVOCABILE CONVERTIBILITÀ DI TUTTE LE VALUTE:
Prima di entrare in un’unione monetaria ogni paese aveva la propria valuta nazionale, ad
esempio l’Italia aveva la lira, e si doveva capire quanto valevano queste valute rispetto a
quello che sarà il valore della moneta europea. A quel tempo per capire quanto valevano le
valute nazionali vi erano una specie di indicatori che indicavano il valore delle varie valute; ad
esempio si stabilì che il valore della lira fosse di 1936,27. Inoltre tutta la lira che si possedeva
da quando venne stabilito il suo valore oppure fino all’entrata in vigore dell’euro nel 2002
deve essere convertito, quindi vi è una Piena ed irrevocabilità convertibilità, in quanto una
volta avvenuta la conversione non si può più tornare indietro.
LA PARITÀ DI CAMBIO FISSA IN MODO IRREVOCABILE TRA LE MONETE DELL’AREA
VALUTARIA:
Essa è essenziale per stare all’interno di un’unione monetaria cioè non sono più sovrano nel
decidere la parità, quindi mi viene tolto il grado di libertà, cioè ad esempio io non posso
passare da 800 lire per un dollaro a 1000 lire per un dollaro perché hai accettato di entrare
con 1936,27 e non lo puoi cambiare, quindi nel momento in cui si accetta questa parità fissa in
modo irrevocabile bisogna essere capaci d stare sul mercato unico e di saper competere.
LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI:
Cioè i capitali si vanno ad allocare dove i rendimenti sono più alti
LA CENTRALIZZAZIONE DELLA MANOVRA DEL TASSO DI INTERESSE E DEL TASSO DI CAMBIO
TRA LE MONETE DELL’AREA VALUTARIA:
La centralizzazione della politica monetaria che significa appunto manovrare il tasso di
interesse e il tasso di cambio, viene messa nelle mani di un’istituzione sovranazionale che è la
Banca centrale europea che governa la politica monetaria cioè decide come gestire il tasso di
interesse e di conseguenza come gestire l’andamento del tasso di cambio. Quindi la banca
centrale europea può soltanto decidere qual è il tasso di interesse, ma non piò decidere di
modificare il tasso di cambio.
LA MONETA UNICA:
Che come sappiamo non è un elemento necessario e fondamentale per stabilire che siamo in
un’unione monetaria, questo perché ci può essere come sappiamo un’unione monetaria
anche senza moneta unica.
BENEFICI DELL’UNIONE MONETARIA
-Eliminazione dei costi di transazione
-Aumento dell’interscambio conseguente alla stabilità dei tassi di cambio
-Trasparenza dei prezzi
-Nuovo mercato finanziario conseguente alla libera circolazione dei capitali
ELIMINAZIONE DEI COSTI DI TRANSAZIONE
I costi di transazione ad esempio sono quei costi che si sostengono se ci si reca in una banca di un
paese che è al di fuori di una unione monetaria e si chiede moneta estera (cioè del paese
corrispondente dove si va). Questa operazione è un costo in quanto è la sede centrale della banca
che la effettua e non la singola banca. Perciò l'operazione della gestione dei cambi comporta una
propria struttura fisica, informatica e di personale capace appunto di fare questo tipo di cose.
Nel momento in cui si effettua questo passaggio dalla valuta del proprio paese a quella del paese
estero di una somma, vengono caricate delle commissioni bancarie di circa il 3% perchè esistono
dei costi di transazione. per l'impiego del
Questa commissione che viene rappresenta un cosiddetto “corrispettivo
personale”, dell'affitto del locale, del proprio personale etc.
Il secondo elemento viene definita in termini economici “costo opportunità”,
IL COSTO OPPORTUNITÀ: cioè la banca si dota di un tot di dollari ma non sa quando il cliente verrà,
cioè immagina che un un cliente potenziale verrà a prendersi ad esempio 1000 dollari, 1000
franchi ecc... e quindi la banca si deve dotare di questi.
Quindi li va a comprare sul mercato della valute e ipotizziamo che per comprare questi 1000
Dollari, l'euro era fortemente svalutata (cioè ipotizzando che in quel momento il tasso di cambio
vedeva l'euro fortemente deprezzato) e li ha pagati 1200 euro.
Passa un po di tempo e il mercato valutario cambia, arriva il cliente che vuole 1000 dollari, il
cambio in quel momento è pari ovvero 1000 dollari in cambio di 1000 euro e quindi da ciò si
capisce che la banca ha perso 200 euro. Perciò la banca si cautela e dice che all'interno di quel 3
percento c'è anche una parte del rischio di cambio che si vuole scaricare sul cliente.
questione: nella banca c'è anche l'ufficio che fa i prestiti.
Infine c'è un 'altra
In pratica la banca preferisce cambiare le proprie monete e sperare di guadagnarci e quindi toglie
ad esempio dalla cassa prestiti 1000 euro e li cambia in dollari e li rimette li.
Quindi la cassa prestiti avrà in tal modo 1000 euro in meno da poter prestare e il tasso che
effettuava per poterli prestare era del 5 percento. Quindi la banca sa che avendo tolto quei
1000 euro dai prestiti che poteva dare, è sicura di aver perso il 5 percento.
Per questo motivo con il 3 percento la banca si tutela.
Quindi il primo beneficio di fare un'unione monetaria è che quando qualcuno va a chiedere in
banca per fare una transazione non c'è più bisogno di farla in quanto ho l'euro quindi non devo più
andare in banca perchè non c'è più il cambio di moneta, il rischio di cambio ecc...
AUMENTO DELL’INTERSCAMBIO CONSEGUENTE ALLA STABILITÀ DEI TASSI DI CAMBIO
Questo viene fatto per avere una più efficiente allocazione delle risorse. Ad esempio se decido di
fare un viaggio negli Stati uniti e l’agenzia mi offre un pacchetto di 1000 euro, essa mi dirà salvo
variazioni del tasso di cambio perché tra euro e dollaro c’&
-
Integrazione europea
-
Integrazione regionale e politiche dell'Unione Europea - Maastricht-Fiscal Compact-Europa 2020
-
Integrazione
-
Integrazione europea