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Integrazione regionale e politiche dell'Unione Europea - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti presi durante il corso di Integrazione regionale e politiche dell'Unione Europea con il professor Gian Paolo Cesaretti. Gli argomenti trattati sono i seguenti: le teorie dell'Unione Monetaria, la parità di cambio, i benefici dell'Unione monetaria.

Esame di Integrazione regionale e politiche dell'Unione Europea docente Prof. G. Cesaretti

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ESTRATTO DOCUMENTO

COSTI DI UNA VALUTA UNICA – COSTI DELL’U. E.

(costi da sopportare se si entra in un'unione monetaria)

Quando si costituisce un'unione monetaria ci sono una serie di rischi/costi potenziali che fanno

sorgere dubbi ai paesi riguardanti la permanenza nell'unione

N.B. : i costi che i paesi possono incontrare durante la permanenza nell'unione è il peggioramento

del mio benessere

1° COSTO DI UNA VALUTA COMUNE - Mix Inflazione/Disoccupazione

IPOTESI DI UN PAESE SOVRANO

Se un paese ha sovranità monetaria e ha un problema di disoccupazione dovuto alle imprese che

non assumono perchè non hanno mercato, deve cercare di creare occupazione e usando la politica

monetaria Per far crescere la domanda aggregata (y) e tutte le sue variabili y= C+I+G+(x-m). La

prima mossa da fare è abbassare i tassi di interesse, questo porta una serie di conseguenza:

aumenta il consumo perchè non conviene risparmiare, le imprese investono di più (dato il basso

costo del denaro) e di conseguenza aumenta la produttività e l'occupazione, lo stato paga meno

interessi e investe di più e le importazioni e esportazioni aumentano. Il tasso di interesse scende

quando la banca centrale emette moneta. Data questa situazione i consumatori che sono

comunque intenzionati a risparmiare si spostano in altri paesi dove i tassi di interessi sono

maggiori. Cambiano la loro valuta determinando un eccesso di domanda che ha come

conseguenza il deprezzamento della valuta nazionale. Questo incentiva il paese ad esportare, dato

che i prodotti costano meno e sono più competitivi. Dunque si determina anche un vantaggio

competitivo sulle esportazioni

IPOTESI DI UN PAESE NON SOVRANO

Perdere la sovranità monetaria cambia che il paese non è più libero di manovrare i tassi di cambio

e i tassi di interesse. Questo potere spetta a una istituzione sovranazionale: La banca centrale

europea. Questa ragiona come se fosse un semplice stato, effettuando quindi le stesse operazioni

ma senza stampare moneta, dato che i sui poteri non glielo permettono. Questa istituzione ha

però determinati obblighi: L'obbligo della stabilità della moneta (per cercare di mantenere la

competitività sul mercato) e tenere sotto controllo l'inflazione. Sempre per mantenere la

competitività, inoltre, deve tenere il costo del denaro non troppo alto rispetto a quello del resto

del mondo. Da questo si deduce, quindi, che la bce non può preoccuparsi del problema del singolo

paese ma pensare in modo globale controllando l'inflazione e il costo del denaro per essere

competitivi, utilizzando una strategia di medio-lungo periodo, per il BENESSERE SOSTENIBILE

dell'Europa. Può tuttavia accadere che la bce, per andamenti storici, abbia più a cuore il problema

della disoccupazione, mettendo in secondo piano quello dell'inflazione. Esiste, dunque, in

economia un MIX OTTIMALE di INFLAZIONE/DISOCCUPAZIONE che consiste in una politica

economica volta a gestire entrambe le problematiche, accettando un certo tasso di inflazione e di

disoccupazione.

Dunque, all'interno dell'unione monetaria è la bce a scegliere il suo mix ottimale INFLAZ./DISOCC.

per poter essere competitiva e poter assicurare la stabilità dei prezzi. Il suo mix può favorire alcuni

paesi, ma allo stesso tempo svantaggiarne altri. Questo è proprio il RISCHIO che si core entrando

nell'unione monetaria, parlando in termini di PEGGIORAMENTO DI BENESSERE DI UN PAESE.

SITUAZIONE IN ITALIA:

L'Italia è un paese troppo piccolo a livello globale, dunque la bce preferisce occuparsi di tematiche

globali per assicurare un benessere generale. Non avendo più a disposizione la sovranità

monetaria il solo strumento da poter utilizzare per migliorare la situazione è la politica di bilancio,

che tuttavia non basta.

2° COSTO - DIFFERENTI APPROCCI ISTITUZIONALI VERSO IL MERCATO DEL LAVORO

Un'altro possibile potenziale costo (perdita del benessere) si verifica in presenza di due paesi con

differenti approcci istituzionali verso il mercato del lavoro. In determinati paesi il licenziamento e il

diritto dei lavoratori, sono temi affrontati con una certa facilità, mentre in altri paesi, come l'Italia,

i sindacati sono molto più forti e presenti (imponendo la cassa integrazione ad esempio ecc...). Se

c'è disoccupazione in un'area valutaria ottimale il problema resta al governo nazionale e non

compete alla bce. La soluzione da attuare può essere dunque utilizzare la spesa pubblica o la

tassazione. In ogni caso si ha un peggioramento del benessere.

3° COSTO - DIVERSI TASSI DI CRESCITA TRA PAESI (PIL%)

All'interno di un' unione monetaria entrano 2 paesi A e B con diversi tassi di crescita del PIL, che

per A è del 2% mentre per B del 4% (doppio). Se un paese (B) cresce ad un tasso doppio, la

conseguenza sarà che esporterà in A, che necessita del suo mercato. Si ipotizza poi che l'elasticità

delle importazioni rispetto al reddito sia uguale sia per A che per B. La situazione creatasi vede che

il paese B avrà maggiori importazioni che esportazioni verso A, creando uno squilibrio nella

bilancia commerciale. Quest'ultimo accumula quindi un deficit negativo che dovrà

necessariamente riequilibrare y compensando o con C,G,I,(x-m).

IPOTESI DI UN PAESE SOVRANO (OBIETTIVO AUMENTARE LE ESPORTAZIONI E IMPORTAZIONI)

Se in questa situazione B fosse un paese con sovranità monetaria, potrebbe rallentare le

importazioni con una politica monetaria (tolgo moneta dalla circolazione). Il gioco della domanda

e dell'offerta, a questo punto chiede moneta, determinando un aumento dei tassi d'interesse. La

conseguenza è che ci sono meno investimenti (perchè il costo del denaro è aumentato), le famiglie

preferiscono risparmiare che consumare, lo stato taglia la spesa pubblica. Avendo meno

disposizione di prodotti, aumenta il prezzo delle esportazioni e si riequilibria la ragione di scambio

riduce l'intero PIL. La conclusione è che il paese B, non sostenendo il paese A,

(x-m). In sostanza si

è costretto ad effettuare delle manovre per creare equilibrio, trovandosi in un'unione che invece

di recarmi benessere lo ha peggiorato. Il paese B è costretto quindi a rallentare la sua crescita per

stare al pari di A, che riesce più lento.

IPOTESI DI UN PAESE NON SOVRANO

Qui vale lo stesso raggionamento di prima collegato però alla Bce. se l'unione acquisisce paesi con

differenti tassi di crescita potrà trovarsi costretta a rallentare la sua corsa sul mercato mondiale,

determinando così un peggioramento del benessere generale.

POSSIBILE COSTO - SIGNORAGGIO ( è un'altro costo dell'unione monetaria)

Quasi tutti i paesi del mondo hanno una certa entrata fiscale (tasse) e ognuno di loro spende più di

quanto incassa. Ogni paese stabilisce degli obiettivi di politica economica e attraverso le tasse

investe in servizi pubblici quali: ospedali, pensioni oppure magari decide di offrire dei sussidi alle

famiglie. In funzione della propria strategia uno stato può decidere di spendere più o meno della

propria entrata fiscale (anche se solitamente è di più). Il deficit che poi si calcola in un certo anno

solare, o si copre con il risarcimento delle famiglie che decidono di acquistare i titoli di stato, o il

denaro viene prestato da terzi stranieri. Il deficit è la differenza tra le entrate e le uscite dello stato

(spese) di un certo anno solare. Facendo prolungare questa situazione anche l'anno successivo, il

deficit del 1° anno si sommerà a quello del 2° anno e così via, aumentando sempre di più il proprio

debito, rappresentato dalla somma dei deficit di tutti gli anni. Alla cifra del debito si aggiungerà,

poi, il tasso di interesse ( l'italia ha 70-80 miliardi da pagare solo di interesse, ecco perchè quando

si parla di spread 1-5 si indica la differenza tra la Germania che paga l'1% di tasso di interesse e

l'Italia 5).

IPOTESI DI UN PAESE SOVRANO

Se un paese avesse sovranità monetaria, come soluzione a questo problema, stamperebbe

moneta aumentando la liquidità. La conseguenza sarebbe un'abbassamento del tasso di interesse

che comporterebbe, per il gioco della domanda e dell'offerta, un espansione della domanda

aggregata (y) e delle sue componenti: consumo ( perchè non conviene risparmiare), investimenti e

spesa pubblica. Un'altra conseguenza, però, sarebbe che gli investitori italiani per ottenere tassi di

interesse più alti, investirebbero in altri paesi cambiando la loro valuta nazionale in quella estera.

Sempre per il gioco della domanda e dell'offerta, si deprezzerebbe la moneta nazionale e si

apprezzerebbe quella estera. La conseguenza di un deprezzamento della moneta nazionale,

consisterebbe in un vantaggio per il paese che aumenterà le sue esportazioni, aumentando gli

scambi e la competitività dei propri prodotti. ES. Se prima mi servivano 10000 marchi per

acquistare un'auto italiana, adesso me ne bastano 9000 (deprezzamento lira e apprezzamento

marco). Questo meccanismo si sviluppa perchè non c'è PIENA OCCUPAZIONE di tutti i fattori di y,

che comporta un'aumento dei prezzi e dunque, una situazione di inflazione. Quest'ultima

comporta oltre che un aumento dei prezzi anche quello dei salari. La produzione è sempre la

stessa ma calcolata a prezzi più alti. ES. Se prima il mio stipendio era 1000 e ora 1200, la tassazione

è sempre la stessa, ma calcolata su un valore di 1200. Dunque anche le entrate fiscali aumentano.

La conclusione è che con il SIGNORAGGIO (stampare moneta) aumenta l'inflazione, aumenta

l'entrata fiscale, si svaluta la moneta, continuando ad essere competitivi sul mercato globale e a

indebitarsi.


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AUTORE

lucyanna

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in management delle imprese internazionali
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucyanna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Integrazione regionale e politiche dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parthenope - Uniparthenope o del prof Cesaretti Gian Paolo.

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