Insurance
Tipi di rischio
Quando si ha a che fare con un rischio dobbiamo sempre considerare che questo ha due declinazioni:
- Rischio puro: può generare solo perdite.
- Rischio speculativo: può generare sia utili che perdite.
Fronteggiamento del rischio puro
Basandosi sulla definizione di rischio puro, bisogna porsi il problema del fronteggiamento del rischio. Ci sono due modalità:
Modalità interna
Creando un accantonamento fondo rischi. In questo caso siamo in grado di gestire il rischio puro, questo però può generare due problemi:
- Temporale: in quanto posso essere stato in grado di prevedere perfettamente la “quantità” del sinistro ma non il momento in cui questo si presenta. Potrei quindi avere il problema che il sinistro si verifichi prima del previsto e di non avere accantonato a sufficienza;
- Spaziale: posso aver previsto un solo “danno”, quando possono effettivamente presentarsene di più. Questa via non mi permette di fronteggiare le possibili perdite in modo ottimale.
Modalità esterna
Permette di condividere il rischio con altri soggetti. Si divide a sua volta in:
- Mutua non delegata: il soggetto, insieme ad altri che possono subire le conseguenze del medesimo rischio puro, mutualizza i propri effetti nel gruppo. Egli versa, pro quota, la parte di perdita che in media subisce il gruppo di soggetti a cui partecipa. Nasce così il fondo mutualistico, un ente autogestito dai soggetti partecipanti allo stesso, che collettivizza le perdite subite da uno o più aderenti; quindi, il rischio è a capo degli aderenti al fondo. La mutua non delegata può essere preventiva o successiva (fondo interbancario di garanzia) per far fronte unitamente alle conseguenze derivanti da un certo tipo di evento; entrambe le modalità non hanno natura imprenditoriale;
- Mutua delegata: è un soggetto esterno all’individuo (non è un fondo autogestito) che va ad assicurare determinati rischi. È un soggetto che cerca di collettivizzare dei rischi dietro versamento di un premio alla compagnia di assicurazione.
La compagnia di assicurazione
La compagnia di assicurazione viene definita come fondo preventivo imprenditoriale:
- Fondo: perché funziona come una mutua. Raccoglie prima il premio e in cambio, in caso di sinistri “ripaga” il danno. Mutualizzazione del rischio significa fare in modo che la probabilità dell’evento coperto sia sostenibile;
- Preventivo: si paga prima il premio e poi eventualmente viene pagato il sinistro;
- Imprenditoriale: la compagnia di assicurazione è un’impresa, ovvero necessita di generare profitti.
Avendo la natura di fondo, richiama anche al rischio patrimoniale, che per una compagnia di assicurazione significa dimostrare sempre che quello che si è accantonato sia sufficiente per far fronte a quello che bisogna pagare. Essendo anche un fondo preventivo, viene esposta anche al rischio finanziario, perché il premio viene incassato prima e successivamente si pagano eventuali sinistri. Questo implica che si viene a disporre di risorse finanziarie che devono essere sufficienti non più in termini di patrimonio ma di flussi di cassa. (Non è possibile trovarsi in deficit di cassa nel momento in cui gli assicurati chiedono di essere indennizzati). Essendo un’impresa si avrà anche il rischio imprenditoriale, quindi il rischio economico chiamato anche reddituale.
Il rischio economico nella compagnia
Il rischio economico nella compagnia ha tre accezioni:
- Tecnico: è il rischio di incassare meno premi di quanto siano i sinistri da pagare. Le compagnie di assicurazione si espongono a tale rischio nel momento in cui vogliono fare politiche commerciali aggressive, facendo pagare ai suoi assicurati premi inferiori a quelli corretti;
- Operativo: è il rischio che la compagnia non abbia capacità reddituali per poter far fronte ai costi operativi;
- Finanziario: è il rischio che incassando il premio in anticipo, si abbia la “tentazione” di investirli per trarre profitto. Quindi di collocarli su una “curva rischio-rendimento” abbastanza rischiosa. Infatti, se si vuole aumentare il rendimento bisogna aumentare anche il rischio, che però porta con sé potenziali perdite. Questo implica che ci sono dei problemi nel C.E, non perché non si assumono bene i rischi ma perché non si sfrutta a pieno la gestione finanziaria.
Rischio tecnico e rischio operativo sono fortemente correlati in quanto se si abbassa il rapporto rischio operativo c’è la possibilità che si alzi quello del rischio tecnico.
Il contratto assicurativo
Il contratto assicurativo è un contratto opportunistico e si gioca sul rapporto sinistri su premi: loss ratio: sinistri pagati / premi incassati. Il loss ratio è un indicatore alla base dell’attività delle compagnie assicurative. Rischi con alta frequenza e bassa gravità sono rischi imprenditoriali che generalmente non sono assicurati (ritenzione) mentre rischi con bassa frequenza e alta gravità vengono generalmente assicurati (assicurazione). Questo indicatore, infatti, è alla base della scelta tra assicurazione (ratio elevata) e ritenzione (ratio bassa).
Questo rapporto tra compagnia di assicurazione e assicuratore può essere mitigato essenzialmente cercando di agire su due fronti:
- In modo intrinseco attraverso il contratto di assicurazione, se vi sono delle clausole che permettono di mitigare nel tempo il rapporto sinistri su premi. Intrinsecamente posso usare tre meccanismi:
- Franchigia: è quella parte di rischio che rimane in capo all’assicurato. In caso di sinistro, se ho una franchigia, una parte non viene indennizzata all’assicurato. Lo scopo è quello di responsabilizzare l’assicurato, in modo che cerchi di ridurre il sinistro. Oltre questo, un'altra funzione è quella di limitare la richiesta di indennizzi frequenti ma di bassa gravità. La franchigia può essere di due tipi: Relativa: se il danno eccede la franchigia, la compagnia paga tutto il danno. Assoluta: parte dell'ammontare rimane in ogni caso a carico dell'assicurato, ovvero la compagnia paga un indennizzo al netto della franchigia. La relativa costa più dell’assoluta.
- Massimale: può essere di due tipi: Unico: è il massimo indennizzo che la compagnia è disposta ad elargire nel caso di evento avverso e riferito a fenomeni singoli; Congiunto: è ottenuto attraverso la probabilità congiunta di due o più eventi, sarà quindi definito come l’indennizzo massimo a seguito dell’accadimento di una serie di eventi congiunti assicurati. In generale è la somma massima che l’assicuratore pagherà in caso di sinistro. Con il massimale il premio pagato si abbassa.
- Scoperto: è la percentuale del sinistro che non viene pagata dall’assicuratore, questo può anche essere visto come un incentivo all’assicurato per far sì che l’entità del sinistro non cresca, lo scoperto viene sempre espresso come una percentuale del sinistro sulla perdita;
- Combined ratio: è una combinazione dei primi tre (tutti o solo due).
- Intervenire esternamente al contratto: questo, sempre per rendere più sostenibile il rapporto S/P per l’assicuratore. Vi sono differenti meccanismi tra cui:
- Coassicurazione: L’elemento fondamentale della coassicurazione è che vi è una compagnia di assicurazione che fa da capofila. Tipicamente la capofila è quella che detiene la quota più alta di premio, ma anche di rischio. La polizza viene gestita in questo modo: La capofila organizza il panel (= pool di coassicuratori). Quest’ultimo va organizzato in funzione di compagnie che a parità di condizioni possono prendere una quota di quel premio (e quindi anche di rischio) ma che non sono presenti in quel rischio. Quindi la capofila è colei che va a cercare compagnie che sono disposte a prendersi in carico parte del rischio condividendolo e facendo una politica di diversificazione. La capofila esegue anche la gestione della polizza, solitamente le polizze hanno scadenza annuale. Quindi in concomitanza della scadenza tramite intermediario quali broker, manager o la stessa compagnia, chiede l’approvazione del panel. In caso di sinistro, bisogna nominare un perito che quantifichi il rischio. Anche questa operazione tipicamente è effettuata dalla capofila. Il sinistro sarà pagato pro-quota all’azienda dagli assicuratori, anche se la capofila riceve dalle altre un “qualcosa in più” che deducono dal premio che incassano in quanto è colei che ha messo in piedi il panel.
- Riassicurazione: Nel testo di polizza, in questo caso, si ha solo l’assicuratore o il co-assicuratore (solo un soggetto). Non s
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Riassunto esame Insurance, Prof. Capizzi Vincenzo, libro consigliato Insurance, Mario Valletta
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