Principali teorie e concetti sull'educazione dei bambini
Schaffer
Schaffer rappresenta l'orientamento innato del bambino verso l’intersoggettività, ossia il rapporto con la madre e gli adulti.
Winnicott
Winnicott introduce il concetto di zona di sviluppo prossimale, un'area in cui il bambino sviluppa le sue potenzialità se aiutato.
Micheal D. Gherson
Micheal D. Gherson ha condotto studi sull'esistenza di un cervello emozionale situato negli organi viscerali, capace di fissare i ricordi legati alle emozioni e collegato intimamente al cervello.
Petr
Petr afferma che il cervello è diffuso in tutto il corpo per l'elaborazione delle emozioni.
Vignemont
Vignemont descrive tre distinte tipologie di rappresentazione corporea:
- Schema corporeo: Rappresentazione senso-motoria del corpo, comprendente il corpo attuale, la rappresentazione del corpo mentre agisce, e il corpo abituale, riferita alle percezioni.
- Immagine corporea: Immagine del corpo che raggruppa tutte le percezioni, non usate per l'azione, a differenza dello schema corporeo. L'immagine può essere applicata anche al corpo degli altri.
- Immagine di sé: Rappresentazione mentale in evoluzione, carica di esperienze, importante per relazionarsi.
Emmi Pikler e Loczy
Emmi Pikler e Loczy promuovono la libera iniziativa e la libertà per un corretto sviluppo del bambino, evitando forzature.
Aucoutier
Aucoutier distingue tra gioco pre-simbolico e gioco simbolico. I giochi di rassicurazione profonda aiutano a mediare il distacco dalla figura materna. Il gioco simbolico compare dal terzo anno e presenta differenze culturali e sociali.
Nicollis
Nicollis ha elaborato la teoria dell'orientamento motivazionale. Durante l'infanzia, i bambini hanno un orientamento sul compito, mentre nell'adolescenza diminuisce l'autostima e si osservano gli altri. Queste due modalità possono verificarsi nella stessa persona.
Callois
Callois identifica quattro categorie principali: Agon (competizione), Alea (scommessa), Ilinx (vertigine), e Mimicry (maschera). Esistono due macrocategorie: Paida (giochi di divertimento) e Ludus (giochi sportivi).
Miller
Miller suggerisce che la fase di egocentrismo non è da vedere negativamente, poiché può aiutare a mediare le emozioni quando c'è il distacco dalla figura adulta.
Il ruolo dell'insegnante
Gli insegnanti sono facilitatori dell'esperienza educativa del bambino. Devono predisporre un ambiente interessante per i bambini. Nel processo educativo, usano didattiche e stili di insegnamento che permettono ai bambini di ampliare e integrare le loro conoscenze, accompagnandoli nell'area di sviluppo prossimale. Devono dare meno limiti possibili, garantendo una certa sicurezza, predisporre il setting didattico e sostenere l’attività del bambino anche in caso di fallimento.
- Intervento dovuto
- Intervento su richiesta (agisce da giudice)
- Intervento non dovuto
Lo scenario è in continua evoluzione e invita alla partecipazione, organizzazione e creazione per l'apprendimento.
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Sviluppi del bambino