INNOVAZIONE – MANCUSI
INOVAZIONE TECNOLOGICA CARATTERISTICHE
SLIDE 1
Cos’è l’innovazione? Schumpeter (1883-1950): 1) introduzione di un nuovo prodotto in un
mercato esistente o un cambiamento qualitativo in un prodotto esistente 2) creazione di un
nuovo mercato 3) introduzione di un nuovo processo produttivo 4) cambiamento nella
struttura organizzativa 5) sviluppo di nuove fonti di approvvigionamento di materie prime o
semilavorati.
“nuovo” per chi? – Per l’impresa? – Per il mk (industria) locale? – Per il mercato (industria)
globale? → nuovo per l’impresa e per il mk rilevante
Invenzione → Innovazione → Diffusione (TRILOGIA SCHUMPETERIANA)
Invenzione: nuova idea che non è stata ancora realizzata e portata sul mercato come
nuovo prodotto/processo
Innovazione: nuovo processo/prodotto sfruttabile commercialmente (profitto>0), i.e.
invenzioni sviluppate con successo (design, manufacturing, marketing). NB ma non tutte le
innovazioni derivano da invenzioni
Diffusione: adozione del nuovo prodotto/processo da parte di consumatori/imprese →
realizzazione dei benefici dell’innovazione nel sistema economico → innovazione vs.
imitazione/diffusione …
Le cinque modalità innovative identificate da Schumpeter si riducono a tre grandi categorie:
Innovazioni di prodotto
1. : innovazioni incorporate nei beni o servizi realizzati da
un’impresa (Es. PC, smartphone, tablet)
Innovazioni di processo
2. o cost reducing: riguardano i
cambiamenti nelle modalità con cui l’impresa svolge le sue
attività (Es. Assemblaggio, software)
3. Innovazione organizzativa
• In pratica difficili da distinguere – Es. nuovo macchinario per la
tessitura, nuovo fertilizzante in agricoltura, bancomat, ecc.
• Sono rappresentate in modo diverso nell’analisi economica (e la
terza è praticamente trascurata o assimilata alla seconda) – Utile
a individuare gli incentivi all’innovazione, il ruolo potenziale degli
IPR e l’interazione di questi con la struttura di mercato
INNOVAZIONE DI PROCESSO IN UN MK PERFETTAMENTE
CONCORRENZIALE
- No IPR (diritti di proprietà intellettuale) – appena l’innovazione
è introdotta è immediatamente adottata da tutte le imprese –
non c’è profitto economico e quindi nemmeno incentivo (né
possibilità di finanziare) R&S
- IPR– protezione perfetta → monopolio post innovazione, prezzo
(P1 – ε) e quantità Q1 – profitto conseguente è incentivo ad
innovare
INNOVAZIONE DI PROCESSO IN UN MERCATO MONOPOLISTICO
• Nessun ruolo per IPR se il monopolista non è minacciato da
entranti potenziali • Apparentemente il monopolista ha sempre
incentivo a introdurre innovazioni di processo, ma …. • In ogni
caso, il profitto dipende anche dal costo dell’innovazione!!!
INNOVAZIONE DI PRODOTTO
Nuovo prodotto nuovo mercato – Anche senza IPR, l’impresa
innovatrice può utilizzare segretezza (es. coca cola) o vantaggio
della prima mossa per ritardare l’imitazione. Quindi, di fatto, almeno per un periodo di
tempo limitato, l’impresa sarà monopolista sul nuovo mercato – Vantaggio: nuovo surplus
del consumatore – Svantaggio: produzione inefficiente (dal punto di vista sociale)
Nuova varietà o migliore qualità – Pur in presenza di un prezzo più elevato, i consumatori
acquistano di più e hanno maggiore surplus – Il problema dell’inefficienza permane
DISTINZIONI:
INNOVAZIONI RADICALI vs. INNOVAZIONI INCREMENTALI
– Radicali: • processo/prodotto radicalmente nuovo con numerose nuove applicazioni • Es.
Macchina a vapore, motore a combustione interna, computers, internet, laser
– Incrementali: • cambiamenti/miglioramenti “marginali” a prodotti/processi esistentiNI
CONOSCENZA vs. TECNOLOGIA:
– Conoscenza: • Sapere scientifico, procedure e competenze utilizzabili nella invenzione,
design, produzione e commercializzazione di nuovi prodotti/processi
– Tecnologia: • applicazione dell’insieme delle conoscenze, capacità professionali, procedure,
competenze per la realizzazione di un prodotto o per l’esecuzione di un processo produttivo
Conoscenza, Tecnologia Asset intangibili
INNOVAZIONE E ASSET INTANGIBILI
Un asset intangibile può essere definito come una risorsa:
• priva di consistenza fisica • ma chiaramente identificabile e quindi: – Il controllo deriva da
diritti contrattuali o altri diritti legali – L’asset è separabile dal soggetto che lo controlla può
essere venduto, trasferito, dato in licenza • non monetaria • ma dalla quale sono attesi
benefici economici futuri – il soggetto che la controlla ha il diritto di usufruire dei benefici
economici futuri derivanti dal bene intangibile in oggetto e può, inoltre, limitare l’accesso a
tali benefici da parte di terzi
• risorse di conoscenza → prevale il tema dell’innovazione • risorse di fiducia → prevale il
tema della marca • Si possono suddividere in: • Capitale umano – conoscenze, competenze e
capacità, esperienze individuali dei lavoratori • Capitale organizzativo – strutture, procedure e
sistemi informativi interni all’impresa che ne rendono possibile il funzionamento e ne
determinano la capacità di rispondere alle richieste del mercato • Capitale sociale/relazionale
– riguarda la relazione tra l’impresa e soggetti terzi con cui essa entra in contatto
(consumatori, imprese, fornitori) • Il capitale umano e il capitale organizzativo si collegano
prevalentemente alle risorse di conoscenza, mentre il capitale sociale riguarda principalmente
le risorse di fiducia.
MISURAZIONE DELL’INNOVAZIONE
Principali indicatori di innovazione nell’analisi economica:
1) Spese in R&S o personale impiegato in R&S
2) Statistiche brevettuali
3) Indagini sull’innovazione (es. Community Innovation Survey)
4) Bilancia dei pagamenti della tecnologia (BPT) [non approfondisco]
5) Produttività
1) R&S
la spesa (R&S) la alloco in un determinato momento, ma magari l’innovazione si portare nel
Miss-Match Temporale
tempo e non si forma nel medesimo anno di bilancio. c’è un
non riesco a fare una associazione diretta tra R&S e applicazione dell’innovazione. Sono
processi a M/L termine.
L’input è la R&S, mentre l’output è incerto, non è detto che si realizzerà. la R&S è buon
indicatore di sforzo innovativo. Non è un indicatore di innovazione realizzata. Meno
investiamo, meno abbiamo probabilità di innovare.
2) STATISTICHE BREVETTUALI:
il contenuto del brevetto no è già l’innovazione. Le imprese se si vogliono proteggere
qualcosa che può portare utili presenta domanda di brevetto. Le imprese appena hanno in
mano qualcosa che ritengono abbia valore cercano di ottenere una protezione. Può darsi che
quell’invenzione non sottenda un’innovazione. Il brevetto potrebbe non essere una vera e
propria innovazione. L’invenzione c’è ma permane la possibilità che l’invenzione non abbia un
riscontro valido sul mk. Brevetto viene concesso dopo un’analisi fatta da esperti, che valutano
se una cosa è effettivamente nuova. Ogni brevetto ha dei codici tecnologici
PRO: – Rappresentativi di un’invenzione, che spesso precede l’innovazione – Invenzioni con
valore atteso superiore al costo del brevetto – Verifica di “novità” – Regolarità di raccolta –
Dettaglio tecnologico – Comparabilità internazionale
CONTRO: – Non tutte le invenzioni diventano innovazioni – Anche se lo diventano, il loro
valore può essere altamente variabile (brevetto ha una rilevanza economica, ma non è facile
misurare tale rilevanza economica) – Diversa propensione a brevettare tra settori e anche tra
imprese – Uso strategico del brevetto – Non comparabilità di diversi uffici brevettuali.
In alcuni settori il brevetto non funziona, non protegge l’impresa. può scegliere altri strumenti
di tutela. Non rappresenta in questi settori un buon metro di innovazione.
Brevetti vs R&S: c’è una relazione positiva tra questi. > R&S = > Brevetti. Le informazioni che
mi danno sono coerenti.
3) INDAGINI SULL’INNOVAZIONE
Tutte le attività che non risultano formalizzate. Posso spiazzare di più, quindi le piccole
imprese ne traggono > vantaggio. Utile anche nelle attività dei servizi, dove solitamente non
ci sono brevetti.
Non è possibile compararle tra paesi e aziende. Problema di selezione: quando ricevo un
questionario spesso non rispondo, i tax di risposta sono circa 5-16%, quindi il campione non è
rappresentativo della realtà, è distorto e i risultati ottenuti possono essere forvianti. Non
identifica tutte le attività non formalizzate
• Pro: – Misura diretta dell’innovazione – Potenziale inclusione di tutte le attività innovative –
Industria manifatturiera e servizi • Contro – Comparabilità nel tempo e fra paesi –
Occasionalità – Distorsioni nella selezione – Risposte soggettive
5) PRODUTTIVITÀ
Valore aggiunto è il valore dell’output a cui viene tolto il valore delle mp. È il valore che
l’impresa ha realizzato. È possibile definire due misure di produttività. Definizioni di
produttività parziale
– Produttività del lavoro = VA x unità di lavoro Produttività del lavoro alta è spesso spiegata
da un elevato livello di capitale per addetto
– Produttività del capitale = VA x unità di capitale del capitale è alta in settori
Produttività
con intensità del lavoro elevata
PRODUTTIVITÀ TOTALE DEL LAVORO (TFP)
quanto la crescita dell’output (PIL) è dovuto a fattori che esulano dalla crescita del lavoro e
del capitale
Y = A K α L β = VA, L = lavoro, K = capitale, A = TFP
La crescita della TFP (produttività totale dei fattori) può essere calcolata come residuo: g A =
g Y – a g K – b gL
Rappresenta la crescita del prodotto non spiegata dalla crescita dei fattori produttivi →
progresso tecnologico
Come fa l’impresa a tenere per se questi asset intangibili?
Gli asset intangibili sono asset di conoscenza sono asset di conoscenza e hanno caratteristica
di bene pubblico.
CARATTERISTICHE DI UN BENE PUBBLICO:
• Non rivalità nel consumo/uso: Un bene è non-rivale se il suo consumo da parte di un
individuo non ne riduce la disponibilità per gli altri (es. musica, pittura, difesa)
• Non escludibilità nel consumo/uso Un bene non è escludibile quando non è legalmente e/o
tecnologicamente possibile (o è troppo costoso) impedire a qualcuno di godere di quel bene
Free Riding
Beni pubblici (non rivali e non escludibili) soffrono del problema del soggetti
privati non hanno incentivo a produrli. Se qualcuno so che non paga allora non pago neanche
io. Questo è un problema nei confronti dell’innovazione, è un disincentivo all’innovazione.
Conoscenza è un bene pubblico impuro:
- Non rivale = la possiamo utilizzare entrambi. Ci può essere però rivalità nell’associazione
del valore, se la utilizzi anche tu, togli QdM a me, quindi diventa rivale.
- Escludibilità Parziale: posso impedire di usufruire di tale conoscenza a qualcun altro. Es con
brevetto o attraverso il lead time. Ci sono anche elementi tecnologici, che non sono
trasmissibili, s non guardi come l’ho fatto e non hai esperienza nel farlo non riesco a
trasmetterlo.
Più precisamente:
– Conoscenza di base → bene pubblico (non rivale + non escludibile)
– Conoscenza applicata → bene privato con esternalità, finalizzata alla risoluzione di un
problema o soddisfacimento di bisogni specifici. Quando è generata genera dei benefici per
altri perché non è pienamente escludibile, diventa fruibile per altri soggetti, senza costi
esternalità
ESTERNALITA’
Quando guardo al mio beneficio marginale non tengo conto del beneficio che genero per gli
altri. Impresa singola tiene conto solo dei propri benefici. Quindi il livello di innovazione
dell’impresa risulta minore di quello ottimale. Imprese non sono sufficientemente incentivate
a innovare, questo porta al fallimento del mk.
È un problema che ha a che fare con il settore pubblico ma anche con le scelte individuali.
Rimedi al fallimento di mk: Produzione pubblica, sussidi o incentivi fiscali, Collaborazione,
Creazione di diritti di proprietà intellettuale
CONCETTUALIZZAZIONI DEL PROCESSO INNOVATIVO
Capitolo 2
MODELLO LINEARE Ricerca Sviluppo Produzione Diffusione
Serie di fasi in sequenza: .
• Ricerca di base= microbiologia, ecc. • Ricerca applicata= screening di composti; testing su
animali • Invenzione = se successo in laboratorio • Sviluppo = “clinical trials” (Phase I e II) •
Commercializzazione = packaging; marketing; info sul dosaggio • Diffusione = attraverso la
popolazione di pazienti/dottori
Conoscenza di base VS Nuova Tecnologia:
La conoscenza è la ricerca di base, è più astratta a-finalizzata, ha un ampio ventaglio di
applicazioni e finalità possibili. Realizza dei modelli a caratteri generali, possono essere
dimostrati. La tecnologia è fatta più da progetti e conoscenze incorporate in qualcosa.
Le istituzioni coinvolte nelle attività di ricerca sono tendenzialmente diverse. La ricerca più
teorica rappresentata dalla ricerca di base è realizzata da studi di ricerca pubblici o da istituti,
perché non ha una applicabilità diretta. Ha più applicazioni quindi più benefici per la società.
Lo sviluppo di nuova tecnologia invece è affidato alle imprese, in quanto rispondo alle
esigenze dei clienti. insoddisfacente
Modello lineare in realtà si mostra in molti casi , perché l’innovazione,
soprattutto svolta dalle imprese, segue dei percorsi più complessi e non così lineari.
Motivazioni insoddisfazione:
Endogeneità della Scienza: il processo lineare sempre partire sempre dalla scienza. In
o realtà gli sviluppi scientifici sono endogeni rispetto agli sviluppi
tecnologici. In realtà i due fattori (scienza e tecnologia) si
endogenerano. Es: massa di dati.
Importanza dei Feedbacks: ci possono essere feedbacks degli
o utenti che possono rilevare un comportamento non adeguato e
rilevare bisogni alternativi che prima non venivano soddisfatti. Questo porta a modificare e
rimotivare un ulteriore fase di sviluppo tecnologico.
MODELLO A CATENA
La nuova conoscenza in realtà impatta in tutte le fasi, in ogni parte fase ci possono essere
feedback. Inoltre tutte le fasi sono concatenate tra loro, questo per arricchire il processo. Il mk
non è alla fine della catena lineare, ma in realtà il mk è uno stimolo essenziale pe
intraprendere il processo innovativo 1) Conoscenza è rilevante e impatta su tutte le case.
2) La conoscenza e concatenata. 3)L’esistenza del mk contribuisce ad avviare il processo
innovativo
Altri modelli: Approccio technology push, Demand pull: servizi
Alla fine, questi modelli sono compresenti degli stessi progetti innovativi in un settore. Quindi
compresenti nel modello a catena.
INNOVAZIONE NELL’ANALISI ECONOMICA: NEOCLASSICI VS EVOLUTI
NEOCLASSICO: è quella di microeconomia, ovvero equilibrio del mk, dell’impresa... razionalità
assoluta, ovvero so calcolare tutto, conosco ogni informazione. La tecnologia è informazione.
Ci sono elementi però che non posso codificare che sono ad es basati sull’esperienza. il
concetto di tecnologia è + complesso MODELLO EVOLUTIVO
EVOLUTIVO: la tecnologia è complessa. Non si può massimizzare il profitto, il rendimento,
perché non posso tener conto di tutti gli aspetti rilevanti. “Massimizzare” una funzione-
obiettivo è impossibile per: complessità di calcolo, incompletezza dell’informazione. Non
siamo in grado di capire tutte le azioni dei clienti razionalità limitata. In più c’è incertezza e
causalità. Imparo e cerco di capire e implementare (nel neoclassico vedo e so).
APPROCCIO EVOLUTIVO un’idea di programmazione
Modelli evolutivi seguono : verifico e seguo al passo
successivo. Uso al meglio l’informazione disponibile per cercare di usare al meglio le proprie
scelte disponibili. Se funziona vado avanti. Se mi accordo che funziona ma può essere
utilizzata meglio, faccio delle prove per cercare la scelta migliore. Imprese scelgono con
Comportamento Soddisfacente.
obiettivo di raggiungere determinati risultati Imprese
cercano di adattarsi ai contesti. Aggiustamenti, modifiche. Il processo è cumulativo. Posso
imitare i concorrenti di successo e tentativi di errori
FONTI DELL’INNOVAZIONE
L’attività innovativa delle imprese si differenzia notevolmente a seconda del settore di
appartenenza, delle dimensioni e del contesto di riferimento. Tali diversità caratterizzano
anche le fonti a cui l’impresa si affida per generare innovazione.
Le fonti di innovazione (approccio manageriale): - R&S (interna ed esterna) - Clienti - Fornitori
- Imprese concorrenti - Imprese di altri settori (cross-fertilizzazione) - Enti di servizio alla
progettazione - Enti di ricerca & Universit&a
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Innovazione, Marca e Proprieta' Intellettuale 1° parte - Fiocca
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Innovazione, marca e proprietà intellettuale - 2 modulo
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Appunti e prove d'esame innovazione, marca e proprietà intellettuale