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In Italia la quantità di energia eolica prodotta è ancora trascurabile rispetto al potenziale sfruttabile. Si

stimano circa di 12.000 MW potenziali (nello specifico 10.000 MW sulla terra ferma e 2.000 sul

mare) contro 2.700 MW complessivamente installati al termine dello scorso anno.

Gli impianti si dividono, oltre che per il numero di aerogeneratori, anche sulla base della loro

grandezza e della quantità di energia prodotta; sono definiti microeolici tutti gli aerogeneratori con

una potenzialità di produzione nominale minore di 2 kW. Si definiscono minieolici impianti di

potenza fino a 20 kW, in grado di produrre 30-40 MW di energia l’anno.

Le torri sono solitamente inferiori ai 20-30 metri di altezza, mentre le pale hanno generalmente un

diametro di circa otto metri. Tali generatori stanno avendo un importante successo, sia per i costi

abbordabili, sia perché, rientrando nella normativa sugli incentivi, sono a tutti gli effetti un

investimento a medio-alto rendimento. 5  

 

1.PRESENTAZIONE DEL CASO E ANALISI STAKEHOLDERS

1.PRESENTAZIONE DEL CASO

Il caso di studio preso in considerazione per il presente lavoro trova collocazione nella provincia di Lecce in

una zona denominata la Serra Salentina, nell’immediato entroterra di Otranto. Questa zona si suddivide nel

territorio comunale di tre paesi del leccese: Minervino di Lecce, Giuggianello e Palmariggi. Il progetto di

parco eolico consiste in tre adiacenti e continui impianti, di tre ditte differenti, ricadenti rispettivamente nei

tre comuni che si dividono l’amministrazione del Colle (anche chiamato Monte di San Giovanni) e ha visto

opporsi le popolazioni locali del Salento, insieme a numerosissime associazioni culturali e ambientaliste.

Nello specifico:

Impianto eolico di Minervino: Società ALFWIND s.r.l. con sede legale in Via del Gelso, 16 -Udine-

l’impianto è costituito da n. 3 aerogeneratori aventi una potenza unitaria di 2 MW ciascuno, per un potenza

totale di 6 MW.

Impianto Eolico di Giuggianello: Società Wind Service s.r.l. con sede legale in Via Abruzzo, 3 Galatina -

Lecce- l’impianto è predisposto per una potenza di 24,00 MW.

Impianto eolico di Palmariggi: Società SPES s.r.l. con sede legale in Via Soleto, 48 Galatina -Lecce-

l’impianto è predisposto per una potenza di 6 MW.

Questa zona è particolarmente interessante per un parco eolico poiché sorge su una collina, dell’altezza di

115 m.s.l.m. (in confronto ai 98 di media dei tre paesi circostanti). Il parco eolico produrrebbe in totale 36,00

MW.

1.1.2 Lo stato attuale del conflitto

Per definire meglio il conflitto attorno a questi impianti eolici è utile suddividere l’illustrazione per territori

comunali. I progetti dei comuni di Palmariggi e di Giuggianello si trovano in uno status più avanzato in

confronto all’impianto di Minervino anche perché il procedimento ha avuto inizio nel 2008.

Dopo le legittime richieste agli enti preposti di competenza territoriali, questi impianti sono stati oggetto di

ricorso da parte della ONLUS Italia Nostra. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Lecce ha

accorso i due ricorsi proposti dall’associazione contro la Regione Puglia, per le due determine emesse a

cavallo del 2008 – 2009 con cui si rilasciava l’autorizzazione unica ai due impianti contigui. Il ricorso è

stato avallato dalle associazioni ambientaliste salentine locali, nonché supportato dalla Provincia di Lecce,

del comune di Giurdignano e dei comuni dell’Unione Terre d’Oriente (Otranto, Giurdignano, Uggiano la

Chiesa, Muro Leccese, Poggiardo). 6  

 

Avverso la sentenza del TAR di Lecce relativa all’impianto di Giuggianello, la ditta eolica coinvolta la Wind

Service s.r.l. e la Regione Puglia hanno fatto appello al Consiglio di stato;

Avverso la sentenza del TAR di Lecce relativa all’impianto di Palmariggi, invece, ha fatto appello al

Consiglio di stato la sola Regione Puglia, non la società interessata, la Spes s.r.l.

Siamo in attesa della sentenza del Consiglio di Stato.

Per quanto riguarda il comune di Minervino il 28 gennaio del 2010 la ditta Alfwind s.r.l. deposita, agli uffici

di competenza territoriali, lo studio d’impatto ambientale e la valutazione d’impatto ambientale.

Entro i sessanta giorni dalla predetta data chiunque poteva presentare le eventuali osservazioni alle autorità

competenti.

Italia Nostra ha presentato il 26 marzo del 2010 una diffida all’Assessorato all’Ecologia della Regione

Puglia. Siamo in attesa della risposta dalla Regione che, secondo la legge, può accettare o rigettare le

obiezioni.

1.2 GLI ATTORI COINVOLTI NEL CONFLITTO

1. REGIONE PUGLIA

2. PROVINCIA DI LECCE E SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI

3. LE AMMINISTRAZIONI COMUN ALI

4. IMPRESE

5. ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA E ASSOCIAZIONI LOCALI

6. FORUM AMBIENTE E SALUTE

1.2.1 Regione Puglia

Prima di analizzare il ruolo e la strategia utilizzata dalla Regione nel conflitto è necessario rendere i lettori

partecipi delle principali predisposizioni legislative in campo energetico. Effettivamente studiare la

pianificazione legislativa di una Regione, in questo caso disciplinante l’uso delle FER e dell’eolico in

particolare, è necessario al fine della comprensione del caso.

1.2.1.1 La pianificazione energetica e paesaggistica regionale.

I piani regolatori della Regione Puglia per l’attività energetica e la corrispettiva tutela paesaggistica –

ambientale sono diversi. Approvati in passato, nel corso degli anni hanno ricevuto diverse modifiche. Queste

sono state necessarie per due ragioni: per regolare l’uso delle energie da fonti rinnovabili e per tutelare il

territorio dall’uso indiscriminato di queste. Le energie rinnovabili, in qualsiasi forma esse siano (vento, sole,

biomassa) sono presenti naturalmente sui territori. Tuttavia bisogna che il loro uso sia soggetto di legge per

evitare il depauperamento del territorio circostante, possibile conseguenza di un uso incontrollato. Un altro

7  

 

motivo trova fondamento nella continua richiesta d’installazione di diversi impianti sul territorio regionale.

Effettivamente dal 2005 al 2008 le richieste d’installazione hanno subito un incremento. Quest’aumento è

una diretta conseguenza dell’attività programmatica della Regione che negli anni ha cercato di favorire e di

semplificare gli iter legislativi. Nella lettura dei contenuti o dei documenti programmatici è idea

generalmente condivisa che negli ultimi anni l’incremento dell’uso delle FER per la produzione energetica

debba essere incentivata e, nello stesso momento, ben ristretta a zone che si presentano particolarmente

idonee. Se si riconoscono certamente nelle FER grandi possibilità d’impiego lavorativo e quindi rilevanza

economica per la zona, sono altresì riconosciuti una speculazione sul fenomeno e le relative preoccupazioni.

Per tutte queste ragioni le ultime attività programmatiche pugliesi affiancano politica energetica e politica

ambientale – territoriale.

I Piani cui si fa riferimento sono:

1.PEAR: PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE

2.PPTR: PIANO PAESAGGISTICO TERRITORIALE REGIONALE

3.PUTT/P: PIANO URBANISTICO TERRITORIALE/TEMATICO.

1.2.1.2.PEAR (Piano Energetico Regionale Ambientale).

La Regione Puglia nel 2007 ha approvato il PEAR, un documento programmatico decennale. Il piano

energetico regionale è il principale strumento attraverso il quale le regioni possono programmare e

indirizzare gli interventi in campo energetico nei propri territori regolando le funzioni degli Enti locali diffusi

sul territorio. In questo modo si procede a un’armonizzazione delle decisioni tra regionale e locale. Consiste

in una serie di disposizioni che devono essere eseguite dai soggetti privati o pubblici in campo energetico. Il

campo maggiormente disciplinato all’interno del documento è il mercato dell’energia. La pianificazione

energetica e quella ambientale devono procedere insieme per ridurre le esternalità che possono venire a

crearsi sul territorio. Pertanto il piano energetico contiene disposizioni per la localizzazione degli impianti

energetici in campo ambientale. Particolare attenzione è posta al rispetto degli impegni di Kyoto richiamando

il concetto di un proficuo ricorso all’elevata differenziazione delle risorse energetiche avvantaggiando le

fonti rinnovabili e a basso impatto ambientale. Pertanto il PEAR definisce ambiziosi obiettivi per il futuro, in

particolare: dimezzare, tra il 2004 e il 2016, il trend di crescita dei consumi energetici regionali rispetto al

quindicennio precedente (dal 19,3% al 9,9%); incrementare il contributo delle energie rinnovabili sul totale

della produzione elettrica regionale dal 3% del 2004 al 18% nel 2016. 8  

 

Il PEAR della Regione Puglia e l’eolico.

È obiettivo generale del PEAR incentivare lo sviluppo della risorsa eolica nella consapevolezza che ciò

contribuisce a diminuire l’impatto complessivo sull’ambiente della produzione di energia elettrica riducendo

l’impiego della fonti più inquinanti quali il carbone. Tuttavia si riconosce, all’interno del documento, che in

alcune aree della Regione ci sia uno sviluppo incontrollato della risorsa eolica pertanto bisogna procedere a

una serie di criteri d’identificazione delle zone dove non sia possibile installare gli impianti. Capi saldi del

PEAR della Regione Puglia sono il coinvolgimento e l’armonizzazione delle scelte delle Amministrazioni

Locali e la definizione di una procedura di valutazione integrate delle proposte progettuali. Questi due punti

trovano attuazione con i PRIE (PIANO REGOLATORE RELATIVO ALL’INSTALLAZIONE DI

IMPIANTI EOLICI) e la richiesta di Valutazione d’Impatto ambientale per gli impianti con una potenza

maggiore ai 5 MW.

1.2.1.3 PPTR: Piano Paesaggistico Territoriale Regionale

Approvato dal Consiglio Regionale della Puglia nella seduta del 11 gennaio 2010.

Nel corso del 2007 l’Amministrazione Regionale ha avviato la redazione di un nuovo Piano Paesaggistico,

coerente con le recenti innovazioni legislative, con l’obiettivo di realizzare uno strumento capace di

riconoscere i principali valori del territorio della Regione, di definirne le regole d’uso e di trasformazione e

di stabilire le condizioni normative e progettuali per la costruzione del paesaggio.

Il PPTR e l’eolico.

Il Piano Energetico della Regione prevede un notevole incremento della produzione di energie rinnovabili

(solare, eolico, biomasse) verso la riduzione della dipendenza energetica e di emissioni inquinanti. Tuttavia a

questi aspetti positivi che considerano le qualità peculiari del territorio una risorsa per la produzione locale di

energia, rischiano di sommarsi alcuni detrattori di paesaggio fortemente pervasivi: in primo luogo gli

impianti eolici (forte impatto visivo per chilometri, impatto acustico, impatti sulla fauna, ecc), ma anche i

pannelli termici e fotovoltaici (impatto sull’edilizia urbana). In particolare per quanto riguarda gli impianti

eolici, per la forte pressione delle imprese, le convenienze economiche dei Comuni (royalties) e degli

agricoltori (affitti dei terreni), le previsioni quantitative in atto rischiano di configurare un nuovo paesaggio

della Puglia il cui esito sfugge a qualunque atto programmatorio, nonostante la presenza del regolamento

regionale ad hoc che promuove i PRIE comunali. La questione va dunque trattata non solo in termini di

autorizzazioni secondo linee guida, e d’incentivazione dei raggruppamenti di Comuni con l’intervento delle

Province, ma più articolatamente in merito a localizzazioni, tipologie di impianti, altezze dei generatori,

coinvolgendo gli operatori del settore in ambiti di programmazione negoziata anche in relazione alla qualità

paesistica degli impianti. 9  

 

L’obiettivo n°11 del PPTR è di definire standard di qualità territoriale e paesaggistica nello sviluppo delle

energie rinnovabili. Che sono disciplinate nell’ambito delle Linee guida.

All’interno del documento, quindi, nella sezione delle Linee Guida troviamo la categorizzazione dell’eolico

in base alla potenza di MW e le restrizioni per l’edificazione:

Eolico di Grande Taglia (aerogeneratori con potenza maggiore di 1MW), di Media Taglia (impianti composti

da più generatori con potenza compresa tra 50kW e 1 MW, Piccola Taglia (entro i 50 KW). Ulteriori

regolamenti disciplina l’eolico off-shore.

1.2.1.4 PUTT/P: Piano Urbanistico Territoriale Tematico/Paesaggistico.

Il PUTT/P della Regione Puglia, già approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n.1748 del

15/12/2000, si configura non solo come piano meramente paesaggistico, ma anche urbanistico territoriale,

strumento di pianificazione generale. L’individuazione, definizione e classificazione delle peculiari zone

paesistico - ambientali sono state effettuate con riferimento ai tre sistemi fondamentali che concorrono a

configurare l’assetto territoriale: il sistema “geologico/ morfologico/ idrogeologico", il sistema “copertura

botanico-vegetazionale colturale e della potenzialità faunistica” ed il sistema “stratificazione storica

dell’organizzazione insediativa". In più l’analisi del Piano regionale è estesa anche all’individuazione dei

fattori di rischio e/o degli elementi di vulnerabilità dell’attuale assetto paesaggistico, procedendo anche alla

comparazione con altri atti di programmazione o pianificazione vigenti. Nella fase conoscitiva operata dal

PUTT/P sono stati individuati differenti ambiti territoriali omogenei (ATE): - zone di elevato pregio artistico

- zone di valore normale - zone degradate con necessità di recupero territoriale. L’intero Piano è

regolamentato da una specifica e diversificata normativa che disciplina la trasformazione dell’assetto

paesaggistico esistente, le forme di tutela e valorizzazione, al fine di non diminuire il pregio paesistico del

territorio regionale, con particolare attenzione alla salvaguardia delle aree agricole, che rappresentano i

luoghi maggiormente tipicizzati da elementi territoriali e paesaggistici rilevanti. L’attuazione delle previsioni

del Piano si concretizza per opera o degli Enti territoriali (Regioni, Province, Comuni) o dei proprietari dei

siti sottoposti dallo stesso piano a tutela paesaggistica.

Dopo aver effettuato questa panoramica generale dei documenti programmatori dell’ente pugliese si può

procedere ad un’analisi legislativa. Queste norme sono orientate alla sola materia eolica. Prevedono una serie

di linee guida riferite sia ai privati sia vogliano procedere nell’installazione di un impianto eolico, piuttosto

che agli enti pubblici locali.

1.2.1.5 Normativa di riferimento:

• “Linee guida per la realizzazione d’impianti eolici nella regione Puglia“ D.G.R. n. 131 del 02.03.04

• “Procedimento per il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione ed esercizio di impianti per la produzione

di energia elettrica da fonti rinnovabili” D.G.R. n. 716 del 31.05.05 10  

 

• “Regolamento n.16/2006 della Regione Puglia per la Realizzazione degli Impianti Eolici”

• “Testo in materia di procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale l.r. 21 ottobre 2008”

Delle precedenti leggi la più importante relativa a questo progetto di studio, è la legge numero 16/2006 nella

quale sono stabiliti i PRIE (PIANO REGOLATORE PER IMPIANTI EOLICI).

Il PRIE fornisce alle Amministrazioni comunali e all’intera comunità la possibilità di esprimersi, in forma

trasparente, riguardo alle priorità e alle opportunità di uso del proprio territorio. La Regione Puglia, con il

regolamento eolico, ha definito i criteri per individuare le aree non idonee (ex. D. L.vo. n. 387/2003). Il

Comune definisce, in modo complementare, ulteriori aree non idonee nel proprio territorio. Attraverso

l’analisi delle risorse territoriali a scala locale con il PRIE si delineano, conseguentemente, aree coerenti sia

con la realizzazione di impianti eolici sia con il quadro complessivo degli interventi di riqualificazione

territoriale e di pianificazione.

Sono stati delineati due tipi di PRIE. Il primo è redatto da un comune singolo. Il secondo tipo di PRIE è

INTERCOMUNALE: diversi comuni possono decidere di redigere insieme il documento. Lo scopo dei

PRIE intercomunali è quello di ridurre l’impatto cumulativo degli impianti eolici.

La Regione Puglia nel processo del conflitto ha avuto un ruolo di primo piano. Ha concesso il permesso alla

costruzione degli impianti eolici. Dopo la sentenza del tribunale amministrativo regionale della città di

Lecce, che bloccava la costruzione degli impianti elici della Città di Giuggianello e di Palmariggi, ha fatto

ricorso al Consiglio di stato; pertanto la strategia utilizzata è di natura legislativa, nel pieno delle proprie

facoltà. All’interno del PEAR (PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE) la Regione

stabilisce degli obiettivi molto ambiziosi da raggiungere entro il 2016. Per poter rendere reali questi obiettivi

l’Ente ha proceduto ad una semplificazione legislativa in modo da incentivare le imprese alla produzione

energetica da fonte eolica.

1.2.2 La Provincia di Lecce e la Soprintendenza per i beni architettonici.

L’apparato istituzionale provinciale e l’ente territoriale della soprintendenza per i beni architettonici e

cultuali, Salento Preistoria sud, hanno espresso il loro parere contrario con riferimento all’impianto che

dovrebbe sorgere nel Comune di Palmariggi. Entrambe le istituzioni hanno motivato il loro rifiuto in base

alla vicinanza di questo impianto con il parco Quattro – macine, luogo d’importanza archeologica e

faunistica. Il loro ruolo si ferma a dei pareri anche perché non hanno possibilità procedurali legittime.

Tuttavia il valore di questi pareri negativi ci possono indurre ad analizzare la loro visione di territorio e

definendola di protezione. 11  

 

1.2.3 Le amministrazioni comunali

I tre comuni sono i proprietari del territorio sul quale dovrebbero sorgere i corrispettivi impianti eolici. In

particolare una delle torri dell’impianto di Giuggianello è stata prevista all’interno di un’area acquistata dal

comune (prima della svolta eolica) con l’utilizzo di un finanziamento pubblico di un miliardo di lire. In

nessuno di questi tre comuni sono stati avviati i lavori per la determinazione dei PRIE, né comunali

tantomeno intercomunali. Le amministrazioni dei tre comuni interessati hanno portato avanti una politica

poco chiara. Nonostante i continui richiami della cittadinanza al ritiro dei pareri positivi concessi alle

imprese, le amministrazioni continuano a non rispondere pubblicamente agli atti. Tantomeno evitano di

rendere pubbliche le loro posizioni. Ai fini delle conclusioni sul ruolo delle amministrazioni è utile ricordare

che se questi impianti dovessero essere costruiti, i comuni intascherebbero le royalties promesse

dall’azienda.

La mancata protezione del territorio, le mancate risposte alle richieste dei cittadini e la possibilità di ricevere

delle royalties possono condurci a un’analisi del ruolo di questi attori. La loro visione del territorio sembra

essere di semplice sfruttamento territoriale.

1.2.4 Le imprese.

Le imprese coinvolte nel conflitto sono tre. Due di queste hanno la sede legale in un paese della provincia di

Lecce (Galatina). La terza impresa risulta avere origine nella città di Udine. Le imprese, dopo aver

corrisposto una royalty alle amministrazioni comunali e dopo aver ottenuto le concessioni regionali, possono

installare le pale eoliche. La loro attività comprende la costruzione dell’impianto e la gestione, in seguito,

dell’energia eolica prodotta. In base alle informazioni in possesso si può affermare che la loro visione

territoriale sia di mero sfruttamento. La scelta del territorio diviene particolarmente interessante per due

motivi: il primo che nessuna delle tre imprese riporta un legame territoriale stretto con la zona; il secondo

trova fondamento nella vicinanza con gli altri parchi: se questi impianti fossero costruiti la loro vicinanza,

permetterebbe di avere un accesso facilitato all infrastrutture necessarie. Infatti, un impianto eolico non

consiste solo nell’installazione degli aerogeneratori, bensì di una serie d’installazioni utili al trasporto

dell’energia elettrica prodotta. Questa vicinanza permetterebbe alle tre imprese di dividere i costi per la

realizzazione di tali opere.

1.2.5 Italia Nostra e l’associazionismo locale.

L’associazione Italia Nostra Onlus nasce in Italia nel 1955. Da allora continua a essere in prima linea per la

difesa dei beni del patrimonio culturale. Le sue attività sono svariate e negli ultimi anni ha avuto un ruolo

attivo anche nella difesa dei beni culturali dagli impianti eolici. Ha una radicazione ampia sul territorio

essendo presente in ogni regione d’Italia con delle sezioni locali. Di queste sezioni in Puglia se ne contano

undici e quella che prende in carico la zona interessata ai progetti è denominata “Salento sud” con locazione

a Parabita (Le). 12  

 

Altre associazioni che si sono interessate al caso dell’eolico in Salento sono delle unioni di cittadini locali.

Tra le più attive si ricordi le associazioni “Viviamo Giuggianello” e “La Rinascita del Salento”. La

composizione di queste associazioni locali è molto variegata. Da studenti a casalinghe, a letterati di spicco

della zona. È importante essere al corrente della formazione associazionista poiché mette in grado

l’osservatore esterno di comprendere quanto la popolazione sia informata sull’argomento e quanto, in

seguito, si dimostri attiva nella manifestazione della propria volontà. La società civile nel suo insieme ha

avuto un ruolo fondamentale nella vicenda. Tuttavia il ruolo di protagonista l’ha svolto Italia Nostra che ha

presentato i ricorsi contro la Regione Puglia per i due impianti di Giuggianello e Palmariggi e una diffida,

sempre nei confronti della Regione, per l’impianto eolico di Minervino di Lecce. L’ONLUS e le altre

associazioni locali sono state le promotrici di diverse manifestazioni locali per esibire il loro dissenso nei

confronti di questi tre impianti. Le loro strategie sono di obiezione legislativa e informazione locale. Hanno

condotto un ruolo di protezione nei confronti del territorio e dell’ambiente che circonda loro. In conclusione

possiamo affermare che la loro visione del territorio sia di tutela. Questa protezione è dovuta allo stretto

rapporto uomo – ambiente, caratterizzante le aree salentine, e dallo spirito d’identità culturale che lega gli

individui alla terra.

1.2.6 Forum ambiente e salute

Il forum ambiente e salute è un forum che attraverso un blog tiene costantemente informata la popolazione

telematica locale sullo status ambientale del Salento. Il loro ruolo nella vicenda non è stato attivo, almeno in

primo luogo dell’analisi. Tuttavia, a parere di chi scrive, questo forum svolge un ruolo d’informazione sulla

tematica pertanto, attraverso la strategia della rete internet, cerca di svolgere un ruolo di protezione

preventiva verso il territorio. Gli individui ch partecipano alla stesura delle notizie sono di varia età e varia

composizione sociale: da giovani studenti a professori conosciuti nelle aree per le loro capacità artistiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

  13  

 

2. IL CONFLITTO

2.1. L

E DIRETTRICI DEL CONFLITTO

Il conflitto sorto intorno alla localizzazione dell’impianto eolico nei tre comuni di Minervino, Palmareggi e

Giuggianello ha più direttrici.

Innanzitutto si contesta una basilare incongruenza con la legislazione regionale in tema di ambiente e

politiche del territorio, e diverse mancanze e inesattezze-imprecisioni nei documenti relativi al progetto

presentati dalla ditta stessa, ma la protesta più importante è sicuramente quella relativa al forte impatto

paesaggistico e ambientale che si avrebbe come risultato della realizzazione dell’impianto in questione: una

rovina del patrimonio storico, naturale e faunistico, come conseguenza diretta, e un danno all’economia

locale agrituristica e turistica, come inevitabile effetto indiretto.

Ad essere contestata è quindi la grave sottostima dell’impatto che si avrebbe nella zona scelta che, proprio

per la sua ricchezza di patrimonio storico e culturale, risulta palesemente inadatta ad ospitare i tre mega

impianti eolici.

Dunque i nodi del conflitto non riguardano solo incongruenze puramente legislative, ma toccano questioni

energetiche, territoriali, culturali e paesaggistiche.

2.2 Q

UESTIONE LEGISLATIVA 1

2.2.1 Non conformità con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR)

In riferimento alla legislazione regionale si puo’ evidenziare come la localizzazione del parco eolico nei tre

comuni di Minervino, Giuggianello e Palmariggi sia in netto contrasto con il Piano Paesaggistico Territoriale

della regione Puglia, che identifica il cosiddetto “Salento delle Serre” (e quindi la zona Minervino-

Palmariggi-Giuggianello) come un territorio di grande valore naturalistico e paesaggistico, importante dal

punto di vista archeologico, storico e culturale.

Regione e Provincia hanno voluto proprio il Parco Paduli Foresta Belvedere della zona come progetto pilota

per l’attuazione di tutte quelle che sono le linee guida del PPTR, progettando ad esempio opere di

rimboschimento e recupero della naturalità; ovviamente la realizzazione del parco eolico impedirebbe la

tutela e la valorizzazione che il Piano Paesaggistico si prefigge come obiettivi.

L’autorizzazione dell’impianto da parte della Regione Puglia risulterebbe quindi in contraddizione

amministrativa con il PPTR approvato dallo stesso Consiglio Regionale.

                                                                                                                         

1 http://paesaggio.regione.puglia.it/ 14  

 

2.2.2 Non conformità con il Piano Urbanistico Territoriale Tematico (PUTT)

In base al Piano Urbanistico Territoriale la zona del “Salento delle Serre” rientra nel cosiddetto “ambito C”,

che secondo i livelli di valore paesaggistico-ambientale, comprende tutte le aree in cui “sussistono

condizioni di presenza di un bene costitutivo con o senza prescrizioni vincolistiche preesistenti” e per le

quali ”i progetti delle opere di trasformazione del territorio devono mantenere l’aspetto geomorfologico

d’insieme e conservare l’assetto idrogeologico delle relatrive aree; […] va evitata la trasformazione

fisica non compatibile con le finalità di salvaguardia;[…] tutti gli interventi di trasformazione fisica del

territorio e/o insediativi vanno resi compatibili con: la conservazione degli elementi caratterizzanti il

sistema botanico/vegetazionale, la sua ricostituzione, le attività agricole coerenti con la conservazione del

2

suolo” .

Da ciò risulta quindi che la zona possiede un valore paesaggistico che deve essere oggetto di opere di

valorizzazione e tutela.

2.2.3 Mancanza del Piano Regolatore per Impianti Eolici (PRIE)

Ancora più incorretta è la mancata stesura di un Piano Regolatore comunale o intercomunale che dovrebbe

obbligatoriamente essere stilato col fine di individuare le aree idonee alla progettazione eolica e quindi

coerenti con il quadro complessivo degli interventi di tutela, pianificazione e riqualificazione territoriale; i

progetti eolici possono essere presentati solo nei comuni che hanno preventivamente definito il PRIE, questo

non è avvenuto per nessuno dei tre comuni.

Viene inoltre denunciata la scelta della ditta eolica che si occuperà della costruzione senza un regolare bando

pubblico, e ciò fa sospettare rapporti privilegiati tra Comune e azienda.

2.2.4 Valutazione di Impatto Ambientale non integrata (VIA)

L’altro errore è stato la formulazione di un VIA fatto individualmente sui singoli tre impianti, questo ha

permesso di eludere le procedure autorizzative previste per gli impianti eolici di maggiore potenza

(regolamenti applicati agli impianti di potenza superiore a 60 kW se costituiti da più di un aerogeneratore) e

restare quindi al di sotto delle soglie critiche.

I tre parchi eolici contigui avrebbero dovuto essere invece sottoposti ad una VIA unitaria e integrata, in

modo da evidenziarne davvero l’impatto ambientale derivante dalla vicinanza e dall’interazione degli stessi.

Esistono infatti norme specifiche nate per evitare il cosidetto “effetto selva d’acciaio” che vietano di ubicare

impianti eolici differenti, come in questo caso, a meno di 5 chilometri gli uni dagli altri.

                                                                                                                         

2   Piano Urbanistico Tematico Territoriale del Paesaggioapprovato con Delibera della Giunta Regionale n. 1748 del 15.12.2000, pubblicata sul

 

B.U.R.P. n. 6 del 13.1.2001 15  

 

I tre impianti eolici verrebbero invece installati nei feudi dei tre comuni contigui, Minervino, Palmariggi e

Giuggianello.

2.3 Q

UESTIONE ENERGETICA

2.3.1 Business dell’eolico

Un altro importante nodo è quello che riguarda più specificatamente la questione energetica ed è interessante

notare come oggi il mercato dell’eolico, ma in generale delle rinnovabili, sia molte volte territorio di

speculazioni e diventi un vero e proprio business incorretto, che non risponde ad alcuna logica ambientale

come dovrebbe invece essere; tutto questo porta spesso a costruzioni di parchi eolici del tutto slegati da una

corretta pianificazione energetica.

I Certificati Verdi (il cui meccanismo di compra-vendita ha fatto sì che nell'ultimo anno si raddoppiasse il

loro valore sul mercato), le royalties (i comuni che accettano impianti eolici ricevono una percentuale del

fatturato), e il fatto di essere il paese in Europa che gode del più alto livello di incentivi per le rinnovabili,

hanno portato in Italia ad una vera e proprio corsa alla costruzione di impianti eolici, e questo è ben visibile

in Puglia come in altre regioni del sud.

Investire nell’eolico è conveniente in quanto i costi degli impianti eolici sono ammortizzabili in circa 4 anni

ma essi sono funzionali per altri 16, e spesso risulta conveniente costruire anche in aree di poca ventosità; gli

operatori hanno da guadagnare abbastanza anche in siti non idonei, e grazie alle royalties possono promettere

compensi ai Comuni, in modo da agevolare il rilascio delle autorizzazioni.

Nel caso specifico della Puglia (la maggior produttrice di energia eolica in Italia) il problema è ben evidente:

la regione produce energia elettrica in quantità doppia rispetto ai fabbisogni interni e l’80 % di essa è

destinata all’esportazione fuori regione, con perdite di trasmissione; quello che più si contesta è proprio la

mancata localizzazione dei centri di produzione vicino a quelli di consumo, questo uno dei nodi più

importanti della questione energetica su cui si concentrano quegli attori del conflitto che si oppongono al

progetto.

In ultimo, i compensi dati agli agricoltori per l’affitto dei terreni su cui si dovrebbe costruire porta spesso a

conseguenze anche sociali; nelle piccole comunità, infatti, il contrasto tra proprietari terrieri allettati dalla

prospettiva di un facile guadagno e coloro che invece non beneficiano di questi affitti o che in ogni caso si

opporrebbero all’installazione delle pale eoliche, può portare a situazioni spiacevoli e destabilizzanti. 16  

 

2.4 Q

UESTIONE TERRITORIALE

2.4.1 Carente analisi paesaggistica

Per chi lo contesta, il progetto di questi tre impianti eolici risulta intollerabile soprattutto per la grave

sottostima del valore storico, paesaggistico, naturalistico della zona.

Così come scritto nello Studio di Impatto Ambientale: “I tre siti di impianto delle pale eoliche non

presentano habitat e specie di valore conservazionistico. La flora dell'area non riveste carattere di interesse

poichè trattasi prevalentemente di una flora banale di tipo infestante priva di elementi di valore

biogeografico o interessanti per rarità o distribuzioneparticolare.[…]Analogamente dicasi per gli aspetti

faunistici, trattandosi di aree antropizzate da tempi molto antichi, che rappresentano per lo più aree trofiche

per specie comuni. Pertanto la presenza di sole tre pale eoliche in un ambiente ad uso prettamente agricolo

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non costituisce un impatto significativo.”

La Serra di Minervino-Palmariggi-Giuggiarello dove si installerebbero gli impianti è invece (secondo il

PUTT) di alto interesse storico-culturale, archeologico, antropologico, geologico e naturalistico.

Tutto il Salento è considerato dagli studiosi l’acropoli della civiltà messapico-salentina, è ricco di storia e

tradizioni, e sono ben noti i forti legami culturali e identitari che legano i salentini alla loro terra.

La zona in questione presenta il caratteristico paesaggio rurale delle antiche masserie (Masseria Santu Vasili,

Masseria Schiave) ed è la più importante area archeologica del Salento, ricca di preziosi monumenti

megalitici, come trulli dolmen e menhir (Masso della Vecchia a Giuggianello, Casale medievale di Quattro

Macine), tanto che la zona è definita da molti la “Stonehenge d’Italia”.

La zona è di valore anche dal punto di vista faunistico per la presenza di diverse specie protette.

Vi è per esempio la presenza nell’altopiano di Santu Vasili, proprio dove si dovrebbero situare le torri

eoliche, di cicogne bianche, specie rara e protetta (direttiva uccelli 79/409/CEE), che sono solite nidificare

sui tralicci degli elettrodotti della zona, e di un’altra specie volatile protetta, il grifone.

È noto come gli impianti eolici abbiano dirette conseguenze per l’avifauna, soprattutto in zone interessate da

flussi migratori importanti, come il Salento; non è raro che gli uccelli in volo entrino in collisione con le pale

rotanti venendone falciati, o che le scambino per luoghi dove nidificare e tentino di appollaiarvisi sopra, con

ovvie conseguenze.

Inoltre nella zona vi è un allevamento di lepri finanziato dalla stessa Provincia per finalità di ripopolamento;

l’impianto risulterebbe molto vicino con conseguenti problemi di inquinamento acustico ed elettromagnetico

che inciderebbero negativamente sulla salute e sulla riproduzione degli animali.

Chi è contro il progetto evidenzi come sia errato da parte dello Studio di Impatto Ambientale indicare la zona

come sito meramente “seminativo” essendo esso caratterizzato da un’attività significativa di allevamento per

la fauna selvatica salentina.

                                                                                                                         

3 Studio di Impatto Ambientale presentato in aprile 2009 dall’ing. Riccardo Bandello e commissionato da AlfWind s.r.l 17  

 

2.5 Q

UESTIONE ECONOMICA

2.5.1 Danni al turismo

Due tipi di contestazioni a livello economico, si contesta un diretto danno legato al turismo, e un danno più

indiretto legato ai mancati benefici per i cittadini della zona.

Il Salento basa molto la sua economia locale sul turismo, e questa zona proprio per la sua ricchezza

archeologica e per il suo paesaggio rurale è attrattiva per molti turisti; la realizzazione di questi tre mega

eolici, a causa del forte impatto visivo, altererebbe sicuramente le originarie forti suggestioni legate alla

storia e alla natura del sito, portando un enorme danno all’economia agrituristica e turistica della zona.

Diverse torri eoliche sono previste, per esempio, in corrispondenza di due giacimenti neolitici a

Giuggianello, presso “I massi della Vecchia” e nella zona della cripta di San Giovanni, e a Palmariggi vicino

al parco archeologico di Quattro Macine, con un notevole impatto visivo che ridurrebbe la fruizione turistica

degli scavi archeologici e dei siti di interesse storico della zona.

Un’altra conseguenza diretta sugli abitanti della zona sarebbe l’abbassamento del valore di mercato dei

terreni agricoli adiacenti agli impianti, i quali, inoltre, essendo automatizzati e richiedendo la presenza di

pochi lavoratori, produrrebbero una bassissima ricaduta occupazionale.

Infine gli oppositori evidenziano come la produzione energetica delle pale eoliche non andrebbe in alcun

modo ad incidere sulla bolletta dei cittadini, benefici nulli quindi per gli abitanti della zona.

2.6 Q

UESTIONE SICUREZZA

2.6.1 Danni alla salute

Viene riscontrato un danno alla salute per gli abitanti della zona, causato principalmente dall’inquinamento

acustico (il Comune di Minervino per altro non si è dotato di piano di zonizzazione acustica) e dall’eccessiva

esposizione elettromagnetica data dalla vicinanza degli insediamenti abitativi agli impianti.

Inoltre altro pericolo è dato dai possibili incidenti tecnici che posso avvenire alla torre eolica; quello che si

contesta è che nel progetto viene largamente sottostimata la gittata massima dei frammenti in caso di rottura

4

delle pale (nel SIA si parla di gittate massime di 40-50 metri) , i quali possono invece ricadere a terra anche

ad un chilometro di distanza, soprattutto a causa delle condizioni di forte ventosità che caratterizzano il

Salento. Questa sottostima del rischio da incidente tecnico è molto grave in quanto nella zona vi sono diversi

insediamenti che rientrano nel raggio del chilometro entro cui potrebbero ricadere i pericolosi frammenti

volanti.

                                                                                                                         

4 Studio di Impatto Ambientale presentato in aprile 2009 dall’ing. Riccardo Bandello e commissionato da AlfWind s.r.l 18  

 


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Esame: Ingegneria
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria dell'ambiente, del territorio e delle risorse umane (LATINA)
SSD:

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