INDICE________________________________________________________________________1
Introduzione____________________________________________________________________3
1.Presentazione del caso e analisi stakeholders_____________________________________5
1.Presentazione del caso_________________________________________________________5
1.1.2 Lo stato attuale del conflitto__________________________________________________5
1.2 Gli attori coinvolti nel conflitto_________________________________________________6
1.2.1 Regione Puglia_____________________________________________________________6
2.1.1 La pianificazione energetica e paesaggistica regionale.___________________________6
1.2.1.2.PEAR (Piano Energetico Regionale Ambientale)._______________________________7
1.2.1.3 PPTR: Piano Paesaggistico Territoriale Regionale ___________________________8
1.2.1.4 PUTT/P: Piano Urbanistico Territoriale Tematico/Paesaggistico.________________9
1.2.1.5 Normativa di riferimento_________________________________________________9
1.2.2 La Provincia di Lecce e la Soprintendenza per i beni architettonici.________________10
1.2.3 Le amministrazioni comunali______________________________________________11
1.2.4 Le Imprese._____________________________________________________________11
1.2.5 Italia Nostra e l’associazionismo locale._____________________________________11
1.2.6 Forum ambiente e salute___________________________________________________12
2. Il conflitto_________________________________________________________________13
2.1.Le direttrici del conflitto___________________________________________________13
2.2 Questione legislativa_______________________________________________________13 2
2.2.1 Non conformità con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR)_________13
2.2.2 Non conformità con il Piano Urbanistico Territoriale Tematico (PUTT)___________14
2.2.3 Mancanza del Piano Regolatore per Impianti Eolici (PRIE)____________________14
2.2.4 Valutazione di Impatto Ambientale non integrata (VIA)_______________________14
2.3 Questione energetica_______________________________________________________15
2.3.1 Business dell’eolico_______________________________________________________15
2.4 Questione territoriale_______________________________________________________16
2.4.1 Carente analisi paesaggistica_______________________________________________16
2.5 Questione economica_______________________________________________________17
2.5.1 Danni al turismo _______________________________________________________17
2.6 Questione sicurezza________________________________________________________17
2.6.1 Danni alla salute ________________________________________________________17
2.7 Territorialità______________________________________________________________18
3. La protesta:modalità e retorica_______________________________________________19
3.1 Le modalità_______________________________________________________________19
3.1.2 La retorica______________________________________________________________21
3.2L’accettazione sociale________________________________________________________22
3.2.1 Una breve introduzione al concetto_________________________________________22
3.2.2 L’accettazione nel caso della Serra__________________________________________24
Conclusioni__________________________________________________________________27 3
Introduzione
Il caso di studio preso in esame per il presente lavoro trova collocazione in Puglia nel territorio del
Salento delle serre e vede come zone prescelte per la localizzazione degli impianti di produzione di
energia da fonte eolica i comuni di Minervino di Lecce, Giuggianello e Palmariggi.
Questo progetto ha incontrato l’opposizione di diversi attori locali. Il conflitto che ne è conseguito
ruota attorno a questioni legislative, ambientali e socio – economiche, e pertanto, il no stro studio
spazierà per diversi ambiti: dall’analisi del circuito economico alla questione energetico fino al tema
dell’accettazione sociale e della territorialità, dai quali non si può prescindere per uno studio
focalizzato sulle politiche ambientali.
Con il termine “energia eolica” si intende la trasformazione dell’energia cinetica del vento in energia
meccanica o elettrica ed è stata la prima fonte di energia rinnovabile usata dall'uomo; in passato
veniva utilizzata come energia meccanica, al contrario, negli ultimi decenni viene per lo più
convertita in energia elettrica tramite le centrali eoliche.
Il principio alla base del funzionamento di queste centrali è lo sfruttamento del moto del vento, con il
quale vengono azionate le pale collegate ad un asse che a sua volta è collegato, attraverso assi rotanti
o ruote dentate, ad un sistema che ne trasforma l’energia (come ad esempio un generatore elettrico).
L’eolico è un tipo di risorsa considerata a bassa densità energetica(Il rapporto tra energia prodotta e
superficie di territorio occupato è molto basso).
Gli aerogeneratori devono essere istallati in luoghi molto ventosi, quindi per scegliere dove istallare
un impianto eolico bisogna considerare:
- la conformazione del terreno
-l'andamento nel tempo della direzione e della velocità del vento.
L'energia eolica, pur essendo una fonte rinnovabile e pulita, presenta effetti indesiderati che ne
limitano da sempre la realizzazione su vasta scala: occupazione del territorio, impatto visivo, rumore,
effetti su flora e fauna, interferenze sulle telecomunicazioni, effetti elettromagnetici ecc. 4
In Italia la quantità di energia eolica prodotta è ancora trascurabile rispetto al potenziale sfruttabile. Si
stimano circa di 12.000 MW potenziali (nello specifico 10.000 MW sulla terra ferma e 2.000 sul
mare) contro 2.700 MW complessivamente installati al termine dello scorso anno.
Gli impianti si dividono, oltre che per il numero di aerogeneratori, anche sulla base della loro
grandezza e della quantità di energia prodotta; sono definiti microeolici tutti gli aerogeneratori con
una potenzialità di produzione nominale minore di 2 kW. Si definiscono minieolici impianti di
potenza fino a 20 kW, in grado di produrre 30-40 MW di energia l’anno.
Le torri sono solitamente inferiori ai 20-30 metri di altezza, mentre le pale hanno generalmente un
diametro di circa otto metri. Tali generatori stanno avendo un importante successo, sia per i costi
abbordabili, sia perché, rientrando nella normativa sugli incentivi, sono a tutti gli effetti un
investimento a medio-alto rendimento. 5
1.PRESENTAZIONE DEL CASO E ANALISI STAKEHOLDERS
1.PRESENTAZIONE DEL CASO
Il caso di studio preso in considerazione per il presente lavoro trova collocazione nella provincia di Lecce in
una zona denominata la Serra Salentina, nell’immediato entroterra di Otranto. Questa zona si suddivide nel
territorio comunale di tre paesi del leccese: Minervino di Lecce, Giuggianello e Palmariggi. Il progetto di
parco eolico consiste in tre adiacenti e continui impianti, di tre ditte differenti, ricadenti rispettivamente nei
tre comuni che si dividono l’amministrazione del Colle (anche chiamato Monte di San Giovanni) e ha visto
opporsi le popolazioni locali del Salento, insieme a numerosissime associazioni culturali e ambientaliste.
Nello specifico:
Impianto eolico di Minervino: Società ALFWIND s.r.l. con sede legale in Via del Gelso, 16 -Udine-
l’impianto è costituito da n. 3 aerogeneratori aventi una potenza unitaria di 2 MW ciascuno, per un potenza
totale di 6 MW.
Impianto Eolico di Giuggianello: Società Wind Service s.r.l. con sede legale in Via Abruzzo, 3 Galatina
-Lecce- l’impianto è predisposto per una potenza di 24,00 MW.
Impianto eolico di Palmariggi: Società SPES s.r.l. con sede legale in Via Soleto, 48 Galatina -Lecce-
l’impianto è predisposto per una potenza di 6 MW.
Questa zona è particolarmente interessante per un parco eolico poiché sorge su una collina, dell’altezza di
115 m.s.l.m. (in confronto ai 98 di media dei tre paesi circostanti). Il parco eolico produrrebbe in totale 36,00
MW.
1.1.2 Lo stato attuale del conflitto
Per definire meglio il conflitto attorno a questi impianti eolici è utile suddividere l’illustrazione per territori
comunali. I progetti dei comuni di Palmariggi e di Giuggianello si trovano in uno status più avanzato in
confronto all’impianto di Minervino anche perché il procedimento ha avuto inizio nel 2008.
Dopo le legittime richieste agli enti preposti di competenza territoriali, questi impianti sono stati oggetto di
ricorso da parte della ONLUS Italia Nostra. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Lecce ha
accorso i due ricorsi proposti dall’associazione contro la Regione Puglia, per le due determine emesse a
cavallo del 2008 – 2009 con cui si rilasciava l’autorizzazione unica ai due impianti contigui. Il ricorso è
stato avallato dalle associazioni ambientaliste salentine locali, nonché supportato dalla Provincia di Lecce,
del comune di Giurdignano e dei comuni dell’Unione Terre d’Oriente (Otranto, Giurdignano, Uggiano la
Chiesa, Muro Leccese, Poggiardo). 6
Avverso la sentenza del TAR di Lecce relativa all’impianto di Giuggianello, la ditta eolica coinvolta la Wind
Service s.r.l. e la Regione Puglia hanno fatto appello al Consiglio di stato;
Avverso la sentenza del TAR di Lecce relativa all’impianto di Palmariggi, invece, ha fatto appello al
Consiglio di stato la sola Regione Puglia, non la società interessata, la Spes s.r.l.
Siamo in attesa della sentenza del Consiglio di Stato.
Per quanto riguarda il comune di Minervino il 28 gennaio del 2010 la ditta Alfwind s.r.l. deposita, agli uffici
di competenza territoriali, lo studio d’impatto ambientale e la valutazione d’impatto ambientale.
Entro i sessanta giorni dalla predetta data chiunque poteva presentare le eventuali osservazioni alle autorità
competenti.
Italia Nostra ha presentato il 26 marzo del 2010 una diffida all’Assessorato all’Ecologia della Regione
Puglia. Siamo in attesa della risposta dalla Regione che, secondo la legge, può accettare o rigettare le
obiezioni.
1.2 GLI ATTORI COINVOLTI NEL CONFLITTO
1. REGIONE PUGLIA
2. PROVINCIA DI LECCE E SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI
3. LE AMMINISTRAZIONI COMUN ALI
4. IMPRESE
5. ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA E ASSOCIAZIONI LOCALI
6. FORUM AMBIENTE E SALUTE
1.2.1 Regione Puglia
Prima di analizzare il ruolo e la strategia utilizzata dalla Regione nel conflitto è necessario rendere i lettori
partecipi delle principali predisposizioni legislative in campo energetico. Effettivamente studiare la
pianificazione legislativa di una Regione, in questo caso disciplinante l’uso delle FER e dell’eolico in
particolare, è necessario al fine della comprensione del caso.
1.2.1.1 La pianificazione energetica e paesaggistica regionale.
I piani regolatori della Regione Puglia per l’attività energetica e la corrispettiva tutela paesaggistica –
ambientale sono diversi. Approvati in passato, nel corso degli anni hanno ricevuto diverse modifiche. Queste
sono state necessarie per due ragioni: per regolare l’uso delle energie da fonti rinnovabili e per tutelare il
territorio dall’uso indiscriminato di queste. Le energie rinnovabili, in qualsiasi forma esse siano (vento, sole,
7
biomassa) sono presenti naturalmente sui territori. Tuttavia bisogna che il loro uso sia soggetto di legge per
evitare il depauperamento del territorio circostante, possibile conseguenza di un uso incontrollato. Un altro
motivo trova fondamento nella continua richiesta d’installazione di diversi impianti sul territorio regionale.
Effettivamente dal 2005 al 2008 le richieste d’installazione hanno subito un incremento. Quest’aumento è
una diretta conseguenza dell’attività programmatica della Regione che negli anni ha cercato di favorire e di
semplificare gli iter legislativi. Nella lettura dei contenuti o dei documenti programmatici è idea
generalmente condivisa che negli ultimi anni l’incremento dell’uso delle FER per la produzione energetica
debba essere incentivata e, nello stesso momento, ben ristretta a zone che si presentano particolarmente
idonee. Se si riconoscono certamente nelle FER grandi possibilità d’impiego lavorativo e quindi rilevanza
economica per la zona, sono altresì riconosciuti una speculazione sul fenomeno e le relative preoccupazioni.
Per tutte queste ragioni le ultime attività programmatiche pugliesi affiancano politica energetica e politica
ambientale – territoriale.
I Piani cui si fa riferimento sono:
1.PEAR: PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE
2.PPTR: PIANO PAESAGGISTICO TERRITORIALE REGIONALE
3.PUTT/P: PIANO URBANISTICO TERRITORIALE/TEMATICO.
1.2.1.2.PEAR (Piano Energetico Regionale Ambientale).
La Regione Puglia nel 2007 ha approvato il PEAR, un documento programmatico decennale. Il piano
energetico regionale è il principale strumento attraverso il quale le regioni possono programmare e
indirizzare gli interventi in campo energetico nei propri territori regolando le funzioni degli Enti locali diffusi
sul territorio. In questo modo si procede a un’armonizzazione delle decisioni tra regionale e locale. Consiste
in una serie di disposizioni che devono essere eseguite dai soggetti privati o pubblici in campo energetico. Il
campo maggiormente disciplinato all’interno del documento è il mercato dell’energia. La pianificazione
energetica e quella ambientale devono procedere insieme per ridurre le esternalità che possono venire a
crearsi sul territorio. Pertanto il piano energetico contiene disposizioni per la localizzazione degli impianti
energetici in campo ambientale. Particolare attenzione è posta al rispetto degli impegni di Kyoto richiamando
il concetto di un proficuo ricorso all’elevata differenziazione delle risorse energetiche avvantaggiando le
fonti rinnovabili e a basso impatto ambientale. Pertanto il PEAR definisce ambiziosi obiettivi per il futuro, in
particolare: dimezzare, tra il 2004 e il 2016, il trend di crescita dei consumi energetici regionali rispetto al
quindicennio precedente (dal 19,3% al 9,9%); incrementare il contributo delle energie rinnovabili sul totale
della produzione elettrica regionale dal 3% del 2004 al 18% nel 2016. 8
Il PEAR della Regione Puglia e l’eolico.
È obiettivo generale del PEAR incentivare lo sviluppo della risorsa eolica nella consapevolezza che ciò
contribuisce a diminuire l’impatto complessivo sull’ambiente della produzione di energia elettrica riducendo
l’impiego della fonti più inquinanti quali il carbone. Tuttavia si riconosce, all’interno del documento, che in
alcune aree della Regione ci sia uno sviluppo incontrollato della risorsa eolica pertanto bisogna procedere a
una serie di criteri d’identificazione delle zone dove non sia possibile installare gli impianti. Capi saldi del
PEAR della Regione Puglia sono il coinvolgimento e l’armonizzazione delle scelte delle Amministrazioni
Locali e la definizione di una procedura di valutazione integrate delle proposte progettuali. Questi due punti
trovano attuazione con i PRIE (PIANO REGOLATORE RELATIVO ALL’INSTALLAZIONE DI
IMPIANTI EOLICI) e la richiesta di Valutazione d’Impatto ambientale per gli impianti con una potenza
maggiore ai 5 MW.
1.2.1.3 PPTR: Piano Paesaggistico Territoriale Regionale
Approvato dal Consiglio Regionale della Puglia nella seduta del 11 gennaio 2010.
Nel corso del 2007 l’Amministrazione Regionale ha avviato la redazione di un nuovo Piano Paesaggistico,
coerente con le recenti innovazioni legislative, con l’obiettivo di realizzare uno strumento capace di
riconoscere i principali valori del territorio della Regione, di definirne le regole d’uso e di trasformazione e
di stabilire le condizioni normative e progettuali per la costruzione del paesaggio.
Il PPTR e l’eolico.
Il Piano Energetico della Regione prevede un notevole incremento della produzione di energie rinnovabili
(solare, eolico, biomasse) verso la riduzione della dipendenza energetica e di emissioni inquinanti. Tuttavia a
questi aspetti positivi che considerano le qualità peculiari del territorio una risorsa per la produzione locale di
energia, rischiano di sommarsi alcuni detrattori di paesaggio fortemente pervasivi: in primo luogo gli
impianti eolici (forte impatto visivo per chilometri, impatto acustico, impatti sulla fauna, ecc), ma anche i
pannelli termici e fotovoltaici (impatto sull’edilizia urbana). In particolare per quanto riguarda gli impianti
eolici, per la forte pressione delle imprese, le convenienze economiche dei Comuni (royalties) e degli
agricoltori (affitti dei terreni), le previsioni quantitative in atto rischiano di configurare un nuovo paesaggio
della Puglia il cui esito sfugge a qualunque atto programmatorio, nonostante la presenza del regolamento
regionale ad hoc che promuove i PRIE comunali. La questione va dunque trattata non solo in termini di
autorizzazioni secondo linee guida, e d’incentivazione dei raggruppamenti di Comuni con l’intervento delle
Province, ma più articolatamente in merito a localizzazioni, tipologie di impianti, altezze dei generatori,
coinvolgendo gli operatori del settore in ambiti di programmazione negoziata anche in relazione alla qualità
paesistica degli impianti. 9
L’obiettivo n°11 del PPTR è di definire standard di qualità territoriale e paesaggistica nello sviluppo delle
energie rinnovabili. Che sono disciplinate nell’ambito delle Linee guida.
All’interno del documento, quindi, nella sezione delle Linee Guida troviamo la categorizzazione dell’eolico
in base alla potenza di MW e le restrizioni per l’edificazione:
Eolico di Grande Taglia (aerogeneratori con potenza maggiore di 1MW), di Media Taglia (impianti composti
da più generatori con potenza compresa tra 50kW e 1 MW, Piccola Taglia (entro i 50 KW). Ulteriori
regolamenti disciplina l’eolico off-shore.
1.2.1.4 PUTT/P: Piano Urbanistico Territoriale Tematico/Paesaggistico.
Il PUTT/P della Regione Puglia, già approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n.1748 del
1
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