Comportamento dei costi
Diagrammi costo volume
Sono tre le componenti che incidono nella determinazione del diagramma:
- Costi fissi: l’ammontare complessivo (CFT) non varia al modificarsi del volume di attività (possono invece essere modificati per ad esempio una decisione della direzione). I CFT sono costanti, ma i costi fissi unitari variano (diminuiscono quando aumenta il volume e viceversa) → non variano al variare del volume, ma possono incrementare/diminuire per fattori esterni. Esempio: canone di locazione.
- Costi variabili: il valore complessivo (CVT) varia in modo proporzionale al volume. Esempio: materie prime. L’unità di misura del volume deve essere specificata. I CVT variano poiché i CU (costi unitari) sono costanti. Cost drivers determinati del costo.
- Costi semi-variabili: combinazione tra costi fissi e variabili. L’ammontare totale varia con il variare del volume ma in maniera meno che proporzionale. Esempio: costo del carburante → I costi semi-variabili vengono anche definiti semifissi, parzialmente variabili o misti. Ma essendo i semi-variabili una combinazione dei primi due (in via ipotetica) si possono scindere. Quindi ci saranno tre rette dove la retta dei costi totali sarà la somma delle altre due.
(Costo unitario = costo totale / volume)
Formula: CT = CFT + (CVU * VOLUME). Questa relazione è valida solo all’interno di un certo intervallo di volume, un periodo di tempo rilevante e un dato contesto ambientale.
Ipotesi implicite
- Intervallo di rilevanza: è l’intervallo entro il quale la nostra funzione ci fornisce una buona approssimazione della dinamica dei costi. → Andamento lineare può indicare un’approssimazione dei costi, ma solo l’analisi di un breve intervallo descrive nel particolare l’andamento dei costi;
- Periodo temporale di rilevanza: l’ammontare dei costi variabili dipende dall’intervallo temporale al quale si riferisce la valutazione. In un giorno i CV sn pochi, in un anno sn molti.
- Contesto ambientale: il diagramma mostra solo le variazioni costo-volume. In realtà le variazioni possono essere anche influenzate da cause derivanti l’ambiente di lavoro: nuovi contratti di lavoro, variazioni prezzi materie prime, cambiamenti tecnologici…
Ipotesi di linearità
Il diagramma si basa sull’idea che i costi crescano linearmente con il volume. Non è molto vero. Alcune funzioni sono curvilinee o più sovente a gradino.
Costi a gradino
La funzione di costo a gradino descrive quelle situazioni nelle quali un significativo ammontare di costi deve essere sostenuto per disporre di un incremento di capacità (sono quelli che si sostengono quando le corrispondenti risorse sono acquisibili solo in ‘’quantità discrete’’ (es. acquisto un coordinatore ogni 10 persone)). I costi sono sostenuti prevalentemente da imprese di servizio, staff, …. L’altezza del gradino indica il costo aggiunto necessario all’incremento, mentre la lunghezza mostra quanto volume può essere gestito con quell’incremento (dell’altezza). In funzione dell’altezza, dell’intervallo di rilevanza e del periodo di tempo rilevante, è possibile ogni volta approssimare se questi costi sono variabili o fissi.
Costi viscosi
Alcuni costi variabili cambiano quando si riduce il volume di attività. Essi crescono rapidamente quando il volume aumenta e si contraggono lentamente quando il volume diminuisce. Quando subiscono l’effetto di decisioni manageriali, il grado di viscosità cambia a seconda della natura del costo.
Stima relazione costo-volume
Stima ovvero modo per calcolare il costo fisso totale e il costo variabile unitario presenti nell’equazione: CT = CFT + (CVU x X).
Valutazione soggettiva (o metodo conto per conto)
Determinazione soggettiva: componente fissa e variabile. Irrilevanza dati storici e affidabilità dati=competenza persona che fa la stima. → il valutatore determinerà soggettivamente costi fissi e variabili perché i dati storici non sono disponibili o utili;
Metodo alto-basso
Stima i costi totali in corrispondenza di due volumi. Uno relativamente alto e uno relativamente basso si individuano così gli estremi della retta.
Diagramma a dispersione
Predisposizione sul piano costo-volume di una serie di punti che rappresentano i costi consuntivi totali in funzione di determinati livelli di volume.
Regressione lineare (o metodo dei minimi quadrati)
Viene tracciata una linea retta che approssima statisticamente una serie di punti di costo totale.. fornisce direttamente i valori corrispondenti al totale dei costi fissi e al costo variabile unitario.
Nella scelta di un particolare metodo, la regola generale prevede l’utilizzo del maggior numero possibile di informazioni, nei limiti di tempo e risorse economiche a disposizione per lo svolgimento dell’analisi. (Estremi: valutazione soggettiva: poco tempo, costo quasi nullo || metodo statistico: più dati, più info) (Svantaggi metodo 3 e 4: possono essere fuorvianti e rappresentare solo i dati del passato).
Le misure del volume
Quando non siamo più in imprese mono-prodotto (dove c’è solo: ‘’unità prodotte’’) ma parliamo di imprese con più prodotti (ore di manodopera, ore macchina, ecc..). Quando si sceglie l’unità di misura si deve prima capire se la misura dovrà fare riferimento all’input o all’output, espressa in termini monetari o non monetari.
- Misure di input: si riferiscono alle risorse utilizzate in un determinato centro di responsabilità (unità organizzativa guidata dal manager). Sono: ore manodopera, ore macchina, kg materie prime utilizzate.
- Misure di output: si riferiscono ai beni e servizi realizzati dal centro di responsabilità.
- Misure monetarie e non: una misura non monetaria (ore o tonnellate) è spesso migliore di una misura monetaria perché non influenzata da variazioni di prezzo.
Diagrammi di profitto (DDP)
Quando la linea dei ricavi è introdotta in un diagramma costo-volume, il diagramma diventa un DDP o diagramma costo-volume-profitto. Il DDP mostra la relazione tra ricavi e costi per qualsiasi volume all’interno dell’intervallo di rilevanza. La formula dei ricavi è RT = P (prezzo di vendita unitario) x X (unità volume vendute).
Il DDP è uno strumento utile per analizzare le caratteristiche complessive del processo di formazione del reddito.
Analisi del punto di pareggio
In corrispondenza al volume di pareggio (xp) i costi totali sono uguali ai ricavi totali. RT (ricavi totali) = P X → In corrispondenza del volume di pareggio RT = CT. Per trovare il volume di pareggio devo dividere i costi fissi totali per la differenza tra il prezzo e il costo variabile unitario. Margine di contribuzione = P - CVU. Profitto obiettivo: inserisco nella valutazione la variabile del profitto (PR) − Leva operativa: è il fenomeno che vede un ammontare dei costi fissi ripartito su volumi maggiori - (quando i volumi aumentano, il costo unitario si riduce poiché il costo medio fisso unitario diminuisce).
Il margine di contribuzione (o reddito marginale) è una grandezza che, nell’ambito di rilevanza, rimane costante con il volume. La sua funzione è esprimere in modo chiaro e sintetico la relazione costi-ricavi in funzione del volume. PR (profitto totale) = (P-CVU) x X – CFT.
Diagrammi di profitto in base al margine
Utilizzo del diagramma:
- Migliorare le performance:
- Aumentare il prezzo unitario di vendita (P)
- Ridurre il costo variabile unitario (CVU)
- Ridurre i costi fissi totali (CFT)
- Aumentare il volume (X)
- Le imprese multiprodotto
- Altre influenze sui costi
Il DDP può anche essere utilizzato per analizzare le probabili conseguenze derivanti da cambiamenti dei valori delle variabili, per effettuare delle simulazioni. Infine, poiché il profitto è condizionato non solo dal volume, ma anche da altre determinanti del costo, il diagramma del profitto non fornisce, nel caso generale, tutte le informazioni.
Cap 3: I costi pieni e il loro impiego
Il costo è la valorizzazione monetaria delle risorse consumate (da consumarsi) per un qualche scopo.
Il concetto di costo (concetti desumibili dalla definizione)
- Il costo quantifica un impiego di risorse
- Il concetto viene sempre espresso in termini monetari
- Ha sempre a riferimento uno scopo, un obiettivo: un “oggetto” del costo.
Oggetti del costo sono: prodotti, progetti, clienti o qualunque altra entità per la quale si desidera conoscere il valore monetario delle risorse utilizzate. E’ un termine tecnico che va sempre specificato.
Il costo pieno
Il costo pieno comprende tutte le risorse utilizzate per un determinato oggetto del costo. In determinate circostanze (una transazione d’acquisto) il costo pieno è di semplice valutazione, in altre potrebbe richiedere un sistema di rilevazioni complesso.
Costi diretti e costi indiretti
- Il costo pieno è la somma di costi diretti e di una quota equa di costi indiretti.
- Costi diretti: elementi di costo “oggettivamente” riconducibili (causati da) all’oggetto del costo.
- Costi indiretti: elementi di costo causati congiuntamente da due o più oggetti del costo e dunque non riconducibili oggettivamente ad alcuno di essi singolarmente. Questi costi sono allocati ai prodotti utilizzando un qualche criterio necessariamente più o meno soggettivo di ripartizione.
• I termini diretto e indiretto hanno a che fare con il trattamento contabile dei costi.
• Costi assegnati in modo oggettivo sono diretti e sono attribuiti (i costi diretti sono dunque necessariamente costi speciali).
• Costi assegnati utilizzando criteri di ripartizione soggettivi sono indiretti e sono allocati.
Costi comuni – Indiretti \\ Costi speciali – Diretti.
Principi contabili e costo del prodotto
Il concetto di costo e il principio di competenza stabiliscono come suddividere i costi complessivi di un periodo fra costo del venduto e rimanenze finali. Non forniscono però alcuna indicazione specifica su come calcolare il costo dei singoli prodotti (ad esempio, è possibile allocare i costi indiretti in base alle ore di MOD o alle ore impianto, sebbene il risultato sul costo del prodotto possa essere significativamente diverso).
Elementi di costo del prodotto
Il più comune oggetto di costo è il prodotto. Il sistema che rileva e rappresenta i costi del prodotto si chiama sistema di contabilità dei costi di prodotto o sistema di determinazione dei costi di prodotto o contabilità industriale.
Costi di manodopera diretta: costituito dalla quantità di manodopera necessarie a trasformare le materie prime in prodotti finiti; manodopera indiretta.
Costo pieno di produzione: comprende solo costi relativi a risorse consumate all’interno del perimetro della fabbrica (materiali diretti + costi di produzione trasformazione).
Costi generali di produzione: sono tutti i costi indiretti di produzione.
Costi dei materiali diretti: è costituito dalla quantità di materiale, riconducibile in maniera oggettiva a un oggetto del costo. Non sono materiali di consumo.
Costi di periodo: sono tutti quelli non inventariabili.
Costi di vendita (marketing, logistica).
Costi generali amministrativi.
Gli elementi base di un sistema di determinazione del costo pieno di produzione dei prodotti
La determinazione del costo pieno di produzione serve a stabilire le rimanenze, il costo del venduto… la logica del manager.
Come si muovono le informazioni di costo nel sistema di contabilità?
I diagrammi di flusso dei costi:
- Conti (in prevalenza di attività e di costo), dunque
- Flusso dei valori (trasferimenti) da un conto all’altro
- Incrementi in dare (sinistra), decrementi in avere (destra)
Il diagramma è suddiviso in tre sezioni:
- Acquisto
- Produzione
- Vendita
Uso del costo pieno
Come si utilizza il costo pieno:
- Valorizzare le rimanenze e il CdV ai fini del bilancio
- Svolgere analisi di redditività (attraverso l’uso di indici)
- Rispondere alla domanda, “quanto è costato?”
- Rendere i prezzi conformi a quelli stabiliti per contratto
- Calcolare i prezzi “regolamentati”
- Definire il prezzo “normale” di prodotti differenziati. Il prezzo normale deve:
- Coprire i costi diretti
- Coprire una quota adeguata dei costi indiretti
- Conseguire un profitto soddisfacente
Altre modalità di definire i prezzi
- Il Target Costing: il pricing è naturale. Viene identificato come un processo di fissazione dei pressi di vendita che parte dai costi. Lo scopo ultimo è quello di produrre al costo obiettivo. Il TC è orientato al cliente perché parte dal prezzo e da specifiche funzioni del prodotto richieste dal mercato.
- Prezzi determinati in base al margine di contribuzione (vendite in “perdita”).
- L’importanza di dati di costo tempestivamente aggiornati.
Capitolo 4: I sistemi di determinazione dei costi per commessa e per processo
I processi produttivi si classificano in 4 categorie:
- Produzione per singolo pezzo: l’oggetto dell’attività di produzione è costituito da singoli lavori fisicamente individuabili (un immobile).
- Produzione per lotti: un gruppo (lotto) di articoli individuabili, si muove in blocco nei diversi reparti di uno stabilimento.
- Produzione di serie: i singoli prodotti continuano ad essere distinguibili ma sono simili tra loro: ciò avviene per esempio nelle attività di assemblaggio.
- Produzione per processo: i prodotti non sono identificabili singolarmente finché non si giunge verso la fase finale del processo di produzione.
Distinguere tali fasi non è sempre semplice in quanto una qualsiasi produzione si sviluppa in un continuum che ha nei due punti estremi, un punto di produzione “pura” per pezzo ed un altro di produzione “pura” per processo. Scopo dei sistemi di determinazione dei costi del prodotto è ottenere il...
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