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Tipi di dipendenze

Flow = Si presenta ogni volta che un’attività produce come output una risorsa che è utilizzata in input e/o consumata da un’altra attività.

Share = Si ha quando attività multiple usano la stessa (limitata) risorsa e devono condividerla.

Fit = Si presenta in tutti i casi in cui attività multiple contribuiscono collettivamente a produrre un unico output.

Scomposizione ROE/ROI

ROE = Return on equity → Misura la convenienza, da parte degli operatori economici, ad investire capitale di rischio nella gestione aziendale

Utile netto/Capitale proprio

ROI = Return on investment → Fornisce indicazioni sul rendimento del capitale complessivamente investito nell’impresa.

Risultato operativo/Capitale investito

Leverage → Dà un’idea del mix di fondi adottato dall’azienda per finanziarsi. È un indice di indebitamento.

Totale impieghi/Capitale proprio

ROS = Return on sales → Fornisce indicazioni sull’efficienza economica della gestione.

Utile netto/Ricavi di vendita

ROCI = Rotazione capitale investito → Dà un’idea del turnover e della performance dell’investimento nell’impresa.

Ricavi di vendita/Total impieghi

IGnC = Incidenza gestione non caratteristica → Fornisce un indizio sull’importanza della gestione accessoria e straordinaria.

Utile netto/Risultato operativo

Calcolo del BEP (Break Even Point) e rappresentazione

Definizione progetto

La parola progetto deriva dal latino “proiectum”, participio passato di “proicere”, ossia spingere avanti. Nel concetto di progetto è insito quindi uno slancio verso il futuro e la parola ha la stessa radice delle parole “progresso” e “programma”.

Secondo il PM Bok, il progetto è uno sforzo temporaneo finalizzato alla creazione di un prodotto o un servizio unico nel suo genere (non esistente prima). Ancora, in una definizione più analitica, un progetto è definibile come un insieme più o meno complesso di attività, svolte entro precisi vincoli di tempo, costo e qualità, finalizzate al raggiungimento di un obiettivo realizzativo specifico, attraverso il coordinamento e l’integrazione di risorse fisiche, conoscenze e competenze multidisciplinari.

Forme di finanziamento

  • Disporre di capitale proprio
    • Vantaggi: Non si deve restituire denaro a nessuno; assenza di interessi; disponibilità immediata; utilizzo libero delle risorse.
    • Svantaggi: Disponibilità limitata; rischio di impresa.
  • Debito
    • Vantaggi: Importi potenzialmente elevati; tempi di acquisizione ridotti.
    • Svantaggi: Obbligo di pagare gli interessi; obbligo di restituire il capitale alla scadenza; necessità di fornire garanzie; crescita del livello di indebitamento.
  • Sviluppare alleanze e collaborazioni strategiche
    • Vantaggi: Mancata esposizione diretta al debito.
    • Svantaggi: Dipendenza dal partner strategico; rischio di incoerenza.
  • Finanziamento da imprese e privati
    • Vantaggi: Importi potenzialmente elevati; condivisione del rischio; apporto di consulenza ed esperienza da parte del fornitore.
    • Svantaggi: Pagamento di interessi; restituzione del capitale alla scadenza; due diligence stringente.
  • Finanziamento pubblico
    • Vantaggi: Parti del finanziamento a fondo perduto; importi cospicui; visibilità istituzionale.
    • Svantaggi: Disponibilità non continuativa nel tempo; rendicontazione stringente; vincolo nell’uso.
  • Project financing
    • Vantaggi: Grande rilevanza strategica; visibilità dell’opera.
    • Svantaggi: Complessità gestionale.

WACC = Costo medio ponderato del capitale

P D* Kp + D* Kd*(1−r) / P+D P+D

Market value added (MVA)

Esprime il maggior valore che il mercato “riconosce” all’azienda rispetto al suo puro valore contabile e che si traduce in un apprezzamento del valore (prezzo) delle azioni della società.

MVA = Valore di mercato - Capitale investito

Economic value added (EVA)

Il fine dell’imprenditore è quello di massimizzare il valore creato dall’impresa. Si definisce economic value added (EVA) il valore economico positivo creato dalla gestione e dipendente dall’intensità di capitale investito e dal differenziale tra il rendimento del capitale stesso ed il suo costo.

EVA = Capitale investito * (ROI - WACC)

Modelli organizzativi dell’impresa

  • Semplice

    È una struttura elementare di organizzazione in cui un direttore o responsabile esegue direttamente una serie di attività o coordina poche risorse nell’esecuzione di tasse elementari. Si tratta di un modello molto flessibile e reattivo che può bene applicarsi in settori consulenziali e libero-professionistici.

  • Funzionale

    Si basa sul principio secondo cui attività comuni sono raggruppate per creare aree e dipartimenti funzionali. L’azienda è in tal modo divisa lungo linee funzionali la cui responsabilità è di diversi capi d’area o dipartimento.

    • Vantaggi: Specializzazione; rapidità decisionale; controllo diretto; chiarezza nella definizione degli obiettivi.
    • Svantaggi: Formalizzazione eccessiva delle relazioni; accentramento e assenza di delega; potenziali rivalità e divergenze tra aree; sovraccarico della direzione nel controllo; difficoltà ad evidenziare contributo aree.
  • Divisionale

    Suddivide l’azienda sulla base di divisioni autonome per conferire a queste le responsabilità di un prodotto o servizio di un’area geografica o di un processo. Si tratta di un tipo di struttura adatta a grandi imprese.

    • Vantaggi: Autonomia decisionale delle divisioni; specializzazione; adattamento alla domanda/area/prodotto.
    • Svantaggi: Duplicazione decisionale con conseguente aumento dei costi totali di struttura; possibile concorrenza tra divisioni; difficile coordinamento delle politiche; sovrapposizione del responsabile.
  • Modello a matrice

    È un modello organizzativo ibrido in cui le competenze funzionali si intersecano con un progetto, un prodotto o altre iniziative.

    • Vantaggi: Coordinamento cross-funzionale; performance misurabile a livello di progetto; apprendimento sinergico progetto/funzione; correlazione tra risultati; contributo specialistico; comunicazione informale/orizzontale.
    • Svantaggi: Possibili conflitti e ambiguità; costi; difficile realizzabilità della co-locazione fisica; elevate skill (abilità acquisite o imparate).
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Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/35 Ingegneria economico-gestionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher furand95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ingegneria economico-gestionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Margherita Alessandro.
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