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Info esame

Esame scritto: Tre domande tutte e tre almeno sufficienti per superare la prova. La prima domanda è un esercizio di costruzione bilancio consolidato. Le altre due sono piccoli esercizi o ragionamenti, commentare bilancio consolidato per esempio. È previsto un orale facoltativo per migliorare il voto.

Introduzione

IAS (emanati fino ad un periodo in cui era in vigore lo IASB) e IFRS (emanati ancora ora da IASB).

Il board dello IASB

Da chi è composto? È un organismo privato! Emana regole ma non ha rappresentanza politica. È un Board nato negli anni '60 dalle unioni delle associazioni professionali dei ragionieri nel mondo. Sempre più esperti sono entrati in questo network fino a diventare rappresentanti di tutto il mondo.

Dentro questo Board, che ha sede a Londra, lavorano 80 persone, che pensano a come migliorare i principi contabili. Ma chi comanda in un Board privato? Chi paga le 80 persone? I principi originali sono venduti e da qui ricavano soldi. Ma ovviamente chi paga comanda. Le associazioni del mondo anglosassone sono quelle che versano di più.

Nel 2002 la comunità europea ha reso obbligatori i principi contabili internazionali per tutta l'Europa, attraverso un processo di endorcement. I regolamenti sono poi pubblicati nella gazzetta della comunità europea. www.fondazioneoic.it —> qui troviamo tutti i principi tradotti.

Composizione dei principi

Come si compongono questi principi? Dobbiamo considerare anche le interpretazioni a questi principi (il Board è SIC/IFRIC). Dobbiamo poi considerare il framework e le appendici. Le Business combination sono compravendite fatte all'interno dello stesso gruppo (BCUC). Gli IAS/IFRS non sanno ancora come coordinare le BCUC. Come si fa? Si guardano i principi americani e inglesi. Ovviamente in Italia dobbiamo anche considerare le imposte sui redditi.

Principi di riferimento e meccanismo di omologazione

Il "meccanismo di omologazione" prevede l’approvazione di ciascuno IAS/IFRS e SIC/IFRIC da parte della Commissione Europea, assistita da:

  • ARC (Accounting Regulatory Committee), organo "politico"
  • EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), organo "tecnico"

I principi omologati sono promulgati con Regolamento e pubblicati nella GUUE in ciascuna delle lingue ufficiali dell'Unione. Il Regolamento ha valore cogente in tutti gli Stati membri e non deve essere recepito, a differenza delle Direttive. A seguito di tale meccanismo, la Commissione ha finora emanato molti Regolamenti, con i quali ha recepito la quasi totalità dei principi e delle interpretazioni emanate dallo IASB.

Essi costituiscono il "sistema di principi" che devono essere ad oggi applicati dalle società europee che hanno l'obbligo o che esercitano la facoltà di redigere i bilanci consolidati e individuali in conformità agli standards internazionali.

La legge 24 dicembre 2007 n. 244, art. 1, c. 58-62, e il D.M. 1 aprile 2009 n. 48 hanno previsto, dal punto di vista fiscale:

  • La derivazione del risultato fiscale dal risultato di esercizio IAS/IFRS
  • L'adattamento dell'impianto fiscale ai diversi principi IAS/IFRS rispetto a quelli tradizionali

Perché questa legge?

È giusto pagare delle imposte diverse se si cambiano i principi? Se si calcolano le imposte sulla base del bilancio italiano le imposte sono inferiori. Nonostante questo è stato mantenuto quello dello IFRS perché è comunque costoso fare due bilanci per pagare meno imposte.

Dietro tutti i principi contabili dobbiamo considerare questo schema. Quando le 80 persone del Board vanno allo IASB a quale modello imprenditoriale pensano (redattore)? Ovviamente a quello anglosassone, le public company quotate.

Chi hanno in testa come lettore, fruitore (user): investitori professionali di borsa. (Fondi pensione, le grandi banche ecc... i grandi intenditori che hanno tempo di esaminare bene il bilancio consolidato).

Gli investitori perché sono interessati al bilancio? Perché in base al bilancio hanno le info necessarie per sapere se investire o meno, per le decisioni di investimento e disinvestimento, se hanno delle crescite di valore o meno. Il bilancio che soddisfa questi soggetti è quello che paga più dividendi, meno cassa ha meno può farlo. Se non paga dividendi vuol dire che paga debiti. I dividendi si pagano nel breve! A un fondo di investimenti quindi interessa la prospettiva di breve. Non interessano i valori storici, che sono superati, ma sui valori correnti, aggiornati per dimostrare che ho del valore. I principi contabili internazionali per questo motivo usano il fair value (valore aggiornato, la logica valutativa alla base di questi principi, che danno info utili (useful) agli investitori).

Non c’è la prudenza, rimane ma prevale la competenza.

Competenza economica

È molto importante perché nel bilancio IAS/IFRS la logica di riferimento è di tipo patrimonialistico, non redditualistico. I ricavi esprimono l’aumento di attività o la riduzione di passività. I costi esprimono una riduzione delle attività o un aumento delle passività. Se uso i fair value anziché i costi storici ho attività e passività aggiornati che mi producono una variazione quantitativa che va in conto economico. Il realizzo è il momento in cui viene iscritto un ricavo in bilancio. Una volta comprato il bene, se oggi si comprende di avere una capacità di generare flussi positivi in futuro allora ho un ricavo. Se la stima è figurata in modo attendibile allora posso fare un provento.

Cioè anticipo il realizzo valutando a fair value, anche se i beni non sono venduti (l'ho tenuto in magazzino ed è cresciuto di valore).

Eccezioni

Tre eccezioni:

  • Beni agricoli
  • Commercianti intermediari
  • Business combination: acquisizioni, M&A

Alcuni utili non trovano iscrizione a conto economico, ma trovano contropartita nelle riserve di patrimonio netto. (Se un bene dell’attivo aumenta del suo valore allora la contropartita va a conto economico —> regola generale) questa regola si infrange in questo caso. (OCI)

Se ho delle attività che cambiano di valore e sono parte del business non possono essere vendute liberamente perché cambia l’intero business quindi la variazione non la metto in conto economico perché si potrebbe pensare che possano essere vendute tranquillamente.

La prudenza IAS viene meno quando c’è da svalutare. Nella disciplina IAS alcuni utili futuri sono anticipati e questo riduce la prudenza. Il realizzo è quello che cambia: problema di dissenteria (c’è un trattamento diverso tra utile e perdite, perché le perdite sono sempre anticipate, gli utili qualche volta).

Quello che c’è in più rispetto alla disciplina italiana sono i costi correlati.

Attenzione: alcuni utili e perdite non vanno in CE ma in riserva di patrimonio netto quindi avremo due CE, quello tradizionale (ricavo costi utili comprensivi) e quello other comprehensive. Slide 5 blocco 2.

Attenzione: il sistema IAS/IFRS non guarda solo fair value, ma integra anche costo storico. Se usare o meno fair value lo sappiamo da questa sigla:

  • BT= benchmark treatment
  • AT= alternative treatment (può usare fair in alternativa)

Slide 24 ambito di applicazione. Il fair value quindi non è sempre applicabile. Il bilancio IAS quindi è molto legato al costo.

Contenuto e oggetto del bilancio

La situazione patrimoniale-finanziaria (o Stato patrimoniale)

Lo IAS 1 è un principio contabile che fornisce una serie di informazioni ma mai propriamente dettagliate. Ci dice innanzitutto da cosa devono essere composti i bilanci, quindi quali sono i documenti da redigere: nella normativa italiana abbiamo SP, CE. In quella internazionale si aggiunge Rendiconto Finanziario e il Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto.

  • Fissa un contenuto minimo obbligatorio dello stato patrimoniale, stabilendo un elenco di voci che devono essere incluse (v. IAS 1, $ 54); (non fissa macro classi, sotto classi ecc..).
  • Richiede voci aggiuntive, intestazioni e risultati parziali (o margini) rispetto alla disciplina nazionale qualora si tratti di voci, intestazioni e risultati significativi per la comprensione della situazione patrimoniale-finanziaria (IAS 1, 55 e 58);

Secondo la disciplina nazionale italiana i margini economici fin come si determinano (ROI,ROA)? È necessario riclassificare il bilancio. Nel caso di bilanci redatti secondo i principi internazionali la riclassificazione non è necessaria per definire i margini in quanto sono già determinati in fase di redazione.

  • Richiede che le voci siano suddivise quando la suddivisione è significativa per la comprensione della situazione patrimoniale-finanziaria (IAS 1, 57a); le voci di bilancio devono essere suddivise secondo un criterio.
  • Consente che le descrizioni usate, l’ordine delle voci o l’aggregazione delle voci siano modificati.

Nel caso dello SP il criterio di classificazione delle attività e passività può essere:

  • Corrente/non corrente; —> quello che rileva ai fini della redazione del bilancio è la definizione del naturale ciclo economico, cioè la durata del ciclo operativo. Quindi si suddivideranno in base a quelle che rientrano o non rientrano nel naturale ciclo operativo. Un ciclo operativo è il tempo che intercorre da quando vengono acquistate le MP all’immissione nel mercato del prodotto.
  • Liquidità. —> La liquidità è la definizione del tempo mediante il quale un'attività o una passività si trasforma in denaro. Quindi comunemente: Attività (passività) a breve termine o Attività (passività) a medio - lungo termine —> (Le immobilizzazioni sono quelle difficilmente trasformabili in liquidità. Ad esempio, un macchinario che serve per la produzione, non verrà mai rivenduto entro l’esercizio, 12 mesi)

Si suppone quindi che un'attività si trasformi in denaro entro i 12 mesi. Nella realtà questa distinzione non esiste perché si ipotizza che un ciclo operativo abbia una durata di 12 mesi e quindi è necessario inserire in NI il criterio con il quale si redige il bilancio, ma nella sostanza non cambia molto.

  • Consente l’adozione di un criterio misto (parte corrente/non corrente, altra parte liquidità), specie in presenza di un bilancio consolidato nel quale coesistano attività diverse.

Quindi per quanto riguarda lo SP non cambia nulla se non che nel caso dei principi contabili internazionali non c’è una definizione delle specifiche voci da inserire all’interno del prospetto.

Redazione del conto economico

Il CE secondo la normativa italiana prevede un prospetto contrapposto: costi e ricavi. Uno dei principi che guida la redazione del CE è: l’Iscrizione dei ricavi solo se realizzati —> criterio che invece non vale nei principi internazionali.

In particolare lo IAS 1 prevede comunque la definizione di componenti positivi e negativi di reddito ma prevede un’alternativa sulla redazione del CE che può essere o: un unico prospetto diviso in due sezioni (quello più comune) —> CE+OCI

Contenuto delle due sezioni

Cosa contengono le due sezioni?

  • La prima sezione è quella costi e ricavi: quindi tutti i componenti positivi e negativi di reddito al fine di determinare utile o perdita di esercizio.
  • La seconda componente comprende tutti quegli elementi che non impattano direttamente sul reddito di esercizio che stiamo analizzando ma impattano sulle variazioni del patrimonio netto. Quindi il CE è la somma del CE tradizionale più OCI che non impattano direttamente sul reddito di quell’esercizio (utile o perdita) ma che rilevano in contropartita diretta sulle variazioni di patrimonio netto.

Due prospetti separati.

Esempio caricato su bb pag 72: differenza tra redazione di due prospetti diversi o la redazione di un unico prospetto diviso in due sezioni. Azienda YNAP (un'azienda italiana attiva nel settore delle vendite online di beni di moda, lusso e design).

Che differenza c’è rispetto al bilancio redatto secondo direttiva nazionale? Nel CE nazionale non abbiamo margini intermedi, in questo invece si (EBITDA).

Criterio di riclassificazione delle poste nel CE

Lo IAS1 prevede la classificazione dei costi e dei ricavi:

  • Per natura: ossia classificare i costi sulla base dell’oggetto che li ha generati: costi MP, costi per il personale..
  • Per destinazione: implica la conoscenza delle diverse gestioni aziendali: costi industriali, costi amministrativi, costi generali…. Solitamente viene usato questo criterio.

Quando si usa la classificazione per destinazione è necessario però inserire in NOTA INTEGRATIVA la natura dei singoli costi classificati con tale criterio. Per prassi quindi si usa la classificazione per destinazione, durante la stesura del bilancio è necessario in nota integrativa scomporre i costi anche in natura. —> perché in questo modo il bilancio è più facile da leggere, è più informativo per gli stakeholder esterni, ma soprattutto nel caso di bilancio consolidato la capogruppo e le controllate potrebbero svolgere attività completamente diverse e quindi i costi potrebbero essere generati da componenti completamente diversi (esempio: una capogruppo del settore industriale potrebbe avere come controllata una società finanziaria o di servizi che ha costi totalmente diversi).

Componenti di conto economico (OCI)

Quindi abbiamo un CE tradizionale + OCI: QUALI SONO LE COMPONENTI DI CONTO ECONOMICO (OCI)?

Tali componenti impattano sul patrimonio netto, derivano quindi da una variazione nel valore del fair value delle componenti scritte in bilancio e si differenziano tra loro sulla base che queste siano incluse o escluse dalla riclassificazione.

Cosa si intende per riclassificazione? È la capacità di una posta di bilancio di transitare o meno dal conto economico. Secondo la disciplina nazionale non è possibile iscrivere i ricavi se questi non sono realizzati e la disciplina vieta la rivalutazione delle immobilizzazioni eccetto in un caso: quando vi è il cambiamento d’uso dell’immobilizzazione.

Esempio: un terreno non edificabile che diventa edificabile —> il terreno acquista valore. In questi casi la normativa prevede in SP, direttamente imputato a Patrimonio Netto, l’iscrizione di una riserva non distribuibile. Tipicamente tutto quello che circola in SP deve avere contropartita in CE. Nel caso dell’aumento di valore del terreno in CE avremo una plusvalenza —> Questo però va contro il principio di plusvalenza, perché è vero che il terreno vale di più ma non ho realizzato il ricavo. Quindi in questo caso non si scrive la plusvalenza, avremo l’immobilizzazione che si iscrive al costo d’acquisto ma avremo però una riserva di patrimonio netto (riserva di rivalutazione) che non può essere utilizzata. Quindi non c’è contropartita in CE. Quando ci sarà la contropartita? Con la vendita del terreno —> si realizza il ricavo.

Unico caso nella normativa italiana in cui non si transita in ce. Nella normativa internazionale non è così perché non vi è il divieto di rivalutazione. Anche in quel caso però le riserve di patrimonio netto non impattano sul reddito di esercizio. Vanno sì iscritte in CE, la riserva trova contropartita in CE ma non nel CE complessivo ma negli OTHER COMPRENSIVE INCOME. —> Quali sono le componenti da inserire negli OCI?

Lo IAS 1 identifica come componenti da inserire negli OCI:

  • Le variazioni della riserva di rivalutazione derivanti dallo IAS 16 o IAS 38.

Cosa disciplina lo IAS16/38? La valutazione delle immobilizzazioni immateriali: Tali imm vengono iscritte in fase di prima iscrizione al costo storico, ossia al costo d’acquisto o di produzione nel caso in cui derivano da costruzioni in economia. Dalla seconda iscrizione invece (anno x+1) vengono iscritte a fair value. La differenza di valore tra costo storico e il valore al fair value viene iscritta in CE, oltre che nelle variazione di patrimonio netto come riserva. (Un bene iscritto a 1000 al primo anno, se nel secondo anno il suo valore aumenta a 1200, quei 200 vanno iscritti negli OCI. Anche se quei 200 non sono realizzati perché non c’è stata la vendita del bene, quindi non contribuiscono a formare l’utile).

  • Gli utili e le perdite attuariali da piani e benefici definiti (IAS 19).

I piani a benefici definiti sono tutti quei benefici spettanti ai dipendenti alla chiusura del contratto di lavoro e che non sono assimilabili al pensionamento. Nel corso della vita lavorativa l’azienda potrebbe predisporre dei benefici ai dipendenti ulteriori rispetto alla pensione, come ad esempio delle stock option a vita, legate alla performance aziendale. Questa variazione di valore deve essere stimata nel momento in cui da contratto sito definisce l’importo da corrispondere ai dipendenti. Supponendo che in media la vita lavorativa di un dipendente è di circa 30 anni e che il contratto venga stipulato all’anno x, al trentesimo anno possono essere cambiate le condizioni, esempio inflazione, allora questa differenza di valore rispetto a quanto stabilito contrattualmente rientra negli OCI. Quando viene iscritto? Al termine del contratto di lavoro o in tutti gli esercizi? In ogni esercizio perché c’è un accantonamento.

  • Differenziali derivanti dalle differenze di traduzione (traduzione= tassi di cambio)
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gstudio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informativa Finanziaria e Principi Contabili Internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lionzo Andrea.
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