Perché l'informazione deve essere prodotta fuori dal mercato
Influenze del copyright
Informazione e culture possiedono caratteristiche che le fanno percepire come beni pubblici. Quando gli economisti parlano di informazione usano il termine "non rivale", ciò significa che la si può utilizzare senza ridurne la disponibilità ad altri. Una volta che è stato prodotto un bene non è necessario investire altre risorse sociali per crearne di più. Gli economisti parlano di beni pubblici perché il mercato non li può produrre se vengono venduti al prezzo che uguaglia il costo marginale, che in questo caso è zero.
Ci sono leggi che impediscono ai concorrenti dei loro editori l'ingresso nel mercato, perciò l'editore può fissare il prezzo del contenuto ad un valore maggiore del suo costo marginale effettivo. Il mercato regolato da queste leggi non funziona perché l'economia del benessere dice che un mercato è efficiente solo quando il prezzo è uguale al valore marginale; perciò l'informazione deve essere prodotta fuori dal mercato. Questa interpretazione ha portato alla comprensione che in mercati basati su brevetti e copyright è inefficiente vendere le informazioni in possesso, l'unico costo è quello di trasmissione dell'informazione.
Copyright o no
Far rispettare le leggi del diritto d'autore porta all'inefficiente sottoutilizzo dell'informazione. Da un punto di vista dinamico, la difesa del copyright si è basata sulla teoria che le aziende non producono se i loro prodotti sono distribuiti gratuitamente. Se esistono produttori che non hanno bisogno di ricavare benefici economici dai loro output informazionali o se le aziende riescono a percepire il valore della produzione di informazione con altri mezzi che non siano il controllo esclusivo sui prodotti, viene indebolita la tesi per cui i copyright sono necessari per regolare l'accesso all'informazione.
L'informazione è allo stesso tempo input e output del processo di produzione, caratteristica nota come l'effetto "sulle spalle dei giganti". Ogni bene informazionale si basa su un'informazione esistente; quindi rafforzare i diritti di proprietà intellettuale aumenta il prezzo che chi vuole investire deve pagare a chi ha prodotto in precedenza informazione. Un beneficio netto che ricavano dall'ingrandimento del regime di copyright può risultare negativo se si calcola l'aumento dei costi: non solo abbassiamo il consumo dell'informazione di oggi ma anche quella di domani. Quindi, per effetto di non rivalità e l'effetto sulle spalle di giganti, l'eccessiva protezione della proprietà è dannosa.
Seguendo le ricerche, nessuno studio attribuisce chiari benefici a brevetti più forti o più lunghi. Lerner ha analizzato i cambiamenti nelle legislazioni sulla proprietà intellettuale avvenuti in 60 paesi nel corso di 150 anni ed ha scoperto che quando la legislazione veniva rafforzata, il numero di brevetti diminuiva.
Quali sono le 3 categorie di input richieste dall'informazione?
- È costituita dall'informazione esistente
- È costituita dai mezzi meccanici che servono per analizzare l'ambiente e comunicare le nuove informazioni prodotte
- È la capacità comunicativa umana
Il costo dell'informazione esistente è uguale a zero, il costo della sua processazione e comunicazione è decrescente.
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