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Infermieristica nella criticità vitale

Appunti di infermieristica clinica in area critica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Lumini dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di laurea in infermieristica. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Infermieristica clinica in area critica docente Prof. E. Lumini

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tempo fa) si sa con che codice sta arrivando un paziente.

E' importante che il sistema di emergenza territoriale comunichi con quello ospedaliero. Ci deve essere

aggiornamento del personale sanitario sia di quello del pronto soccorso sia dei volontari.

Per gli infermieri è stata introdotta formazione specifica per il triage o per il see and treat.

La programmazione sanitaria viene fatta a diversi livelli: la massima la fa lo stato, poi la regione, prima le

aree vaste (cè oggi una sola ESTAV), e poi le varie aziende sanitarie che contestualizzano al territorio di

riferimento e cosi via.

Un po' di numeri per capire il fenomeno dell’emergenza: poco più di un terzo degli ospedali ha un

dipartimento di emergenza, il pronto soccorso c’è in quasi tutti gli ospedali, la media è di 4 accessi ogni

10 abitanti (su 10 ne vanno 4). Alla fine gli accessi in pronto soccorso in un anno vede tutta la

popolazione perché nonostante entri il paziente arrivano con lui anche i famigliari accompagnatori. Il

pronto soccorso è la “porta” dell'ospedale, è il biglietto da visita. Di quei 4 ogni 10 che arrivano in

ospedale, uno viene ricoverato, l’altro torna a casa.

Prima non c’era un numero unico di riferimento e le persone a volte non sapevano chi chiamare.

Si va da un 12% ma si arriva anche a un 40% per quanto riguarda le persone che dal pronto soccorso

accedono in ospedale; questa percentuale varia in base all'efficienza della funzione filtro; una regione che

ammette la metà dei pazienti in ospedale, vuol dire che non funziona bene.

Mezzi di soccorso: quello più nuovo è l’auto medica in cui vi stanno o il medico e l infermiere o il medico

più un volontario. L’auto medica viene accompagnata da un’ambulanza e se poi si vede che il paziente

deve essere portato all’ospedale allora lo porta via l’ambulanza, altrimenti rimane a casa del paziente

l’auto medica. L'auto medica è dotata in tutto e per tutto di quello che ci necessita (ha i soliti strumenti

presenti in ambulanza) e l’unica differenza che ha con l’ambulanza è che qui non vi si può trasportare il

paziente. E' in grado di portare “aiuto” avanzato ad altri mezzi. L'ambulanza è detta automobile di

soccorso di tipo A e di tipo B … in quelle di tipo A c’è le stesse cose presenti nell’automedica, nella B c’è

l’ossigeno come gas medicale e poco altro. Tutte quelle che lavorano in Toscana hanno il defibrillatore.

Volontari o soccorritori professionisti: non c’è regione ale, ma è tutto molto variegato. Ci sono

regioni, a differenza della Toscana, in cui non ci sono soccorritori volontari. Quali competenze? In territorio

non si fa diagnosi, non abbiamo strumenti per fare diagnosi fini (a parte rari casi con infarto stemi e allora

dal semplice ecg si vede), si fa un ragionamento probabilistico quindi focalizzato sulle cause probabili, per

trasportare il paziente in SICUREZZA in ospedale. L’unica manovra che può fare l infemiere (che

ovviamente non deve fare le solite cose del medico) è l’intubazione in paziente con Glasgow 3 (se lo

pizzico etc il paziente non risponde) cioè che non risponde..dove non c’è bisogno di farmaci e quindi il

paziente non rispondono agli stimoli dolorosi. Protocolli: da qualche tempo la regione toscana ha

uniformato i protocolli, quali manovre gli infermieri possono fare e in che casi lo possono fare. Il protocollo

è una cosa rigida Circa un ambulanza su 5 ha un medico a bordo.

SISTEMA 118

E' il numero unico per le emergenze sanitarie in Italia. Chi sta a rispondere al telefono non

necessariamente è uno del pronto soccorso. In tutti i paesi si trova il 112 che è il numero da chiamare per

tutte le emergenze, e che dovrebbe diventare il 911 (stati uniti) europeo. (anche negli Stati Uniti c’è un

numero unico che è il 911). Di norma c’è una centrale operativa per ogni provincia perché ci sono realtà

diverse. In Italia il numero unico non è ancora entrato ma è stato solo sperimentato (sulla provincia di

Varese). Lo scopo del 118 è quello di ricevere le domande di soccorso e di inviare il mezzo idoneo per

portare il paziente nell’ospedale più vicino.

Deve garantire efficienza ed efficacia: il telefono non deve squillare troppo perchè è emergenza; il mezzo

deve essere nel luogo entro 8 minuti se è una chiamata urbana, se è extraurbana non oltre 20 minuti. Il

118 deve funzionare in qualsiasi condizione, anche in caso di catastrofi, blackout (continuità

dell'attività); deve garantire uguaglianza ed imparzialità. In alcune regioni il paziente viene portato

all’ospedale di riferimento della zona e dietro questa cosa non c’è un discorso banale, ma è tutto ben

studiato: infatti se porto un paziente di Scandicci in un ospedale diverso da Torre Galli tengo il mezzo più

occupato e ciò non andrebbe bene; se il medico però fa la richiesta allora il paziente può essere portato al

di fuori di Scandicci.

Responsabilità: il direttore centrale è sempre un medico; la responsabilità infermieristica è di tipo

operativo nell’ambito di protocolli decisi dal medico della centrale. Ostacoli: gli infermieri sono tenuti a

seguire i protocolli stabiliti dal medico. Obiettivi: la centrale operativa riceve ed invia; il sistema di

ricezione delle chiamate e l’invio del mezzo viene detto dispatch, gli obiettivi di questo dispactch sono

quello di garantire che le chiamate siano uniformi nel territorio...etc adottare una metodologia corretta ed

uniforme, rilevare gli indicatori di priorità e definire i criteri di attivazione e gestione delle risorse

operative territoriali.

Articolazione della telefonata:

1. LUOGO DELL EVENTO!!!! Così so in che luogo si deve andare anche se per sbaglio casca la linea. Si sa

dove ci si deve recare anche senza sapere che ha il paziente.

2. identificare la capacità informativa dell’interlocutore (se giovane, anziana, impanicata o no, se chiama

ma vede la cosa in distanza..)

3. Cerco di capire se c’è bisogno di soli sanitarie o di altri equipaggi (carabinieri, pompieri etc)

4. identifico cosa è successo

5. procedo con l’intervista: vede se si muove? (si capisce se ha circolo), con difficoltà si dice se respira o

no, intanto per capire se c’è un emergenza e di conseguenza muoversi. Appena ho l’informazione che mi

fa capire che mezzo devo mandare, l’informazione telefonica finisce.

6. definisco il giudizio in sintesi

7. do il codice colore (cod. RGVB).

8 fornire le istruzioni pre arrivo

9. attivare le risorse operative territoriali

10 coordinare e gestire il soccorso fino a che il mezzo non rientra alla postazione (lo fa la centrale).

E' importante la centrale perché è lei che ha sott’occhio tutta la situazione dei vari pronto soccorsi (se la

centrale vede che a Pistoia non c’è posto, ad esempio, dice al mezzo di portare il paziente ad esempio a

Careggi).

Il sistema Dispatch consiste in un intervista telefonica, nella scelta del mezzo e nel supporto ai

soccorritori. Si fa una sorta di triage telefonico che termina con un giudizio di priorità mediante

l’assegnazione di un codice di criticità (il codice Bianco è il più basso grado di gravità). Le istruzioni pre-

arrivo servono a dare assistenza sanitaria e logistica all’utenza prima dei soccorsi (ad esempio se il

paziente ha arresto caridaco a casa posso indirizzare gli astanti a iniziare il bls se se la sentono) per

prevenire complicanze peggiori prima che il mezzo arrivi.

La centrale riceve la chiamata e manda il medico; poi segue tutte le fasi del soccorso. L'intervista

è una intervista telefonica; la prima cosa da fare è dunque interfacciarsi con la squadra di soccorso, che

hanno una visione completa e consapevole della scena e non un racconto degli interessati. Questo può

servire per eventuali rende-vou, ma anche per i criteri di ospedalizzazione, per decidere dove mandare i

pazienti sulla base dell'afflusso e della disponibilità dei posti. La centrale dunque si metterà in contatto

con il pronto soccorso che dovrà ricevere il paziente anche se, talvolta, non dà notizie molto chiare. Inoltre

la centrale deve assicurare una copertura costante del territorio di competenza.

L'infermiere di centrale nasce come infermiere con documentate esperienze in area critica o con

corsi di formazione in area critica. Oggi però il tassello della precedente esperienza in terapia intensiva è

venuto a saltare, perché c'è una grande formazione al momento dell'ingresso al 118. Dal punto di vista

delle responsabilità del'infermiere di centrale, questa è paragonabile a quella dell'infermiere di pronto

soccorso e triage. L’infermiere prende decisioni sulla base dei protocolli. Se sbaglia ma ha seguito il

protocollo la responsabilità è del medico dirigente, se invece sbaglia ma non il ha seguiti, la responsabilità

è dell’infermiere stesso. Inoltre le telefonate del 118 sono tutte registrate.

Il percorso sequenziale della telefonata è fatto da alcuni elementi:

 LOCALIZZAZIONE: si chiede subito qual è il luogo dell’accaduto. Ciò è fondamentale anche nei

posti di confine, perché anche se sono in un luogo il telefono può attaccare la cellula dell'altra

zona confinante, ma che è più lontana

 Acquisizione del numero di telefono di chi ha chiamato (viene fatto automaticamente dal

dispositivo al momento della chiamata, in modo che anche se casca la linea o si verifica qualche

inconveniente la centrale ha il numero di telefono)

 informazioni di base, valutando la capacità informativa di chi chiama,

 capire cosa è successo, come ad esempio quale è il problema principale,

 raccolta dati

 ABC, valutazioni che possono essere fatte da qualunque cittadino, cose facili da vedere e che non

necessitano di una tecnica precisa. Per alcune patologie, quelle tempo-dipendenti come lo stoke,

sapere quando è successo è molto importante

 decisione triage

La centrale del 118 funziona prevalentemente tramite radio, più affidabili dei sistemi cellulari, ma c'è

comunque un sistema telefonico molto avanzato, che permette ad esempio l'invio dell'ECG in centrale per

valutare la situazione. C'è poi un sistema informativo molto complesso che integra sia la mappa della

zona di interesse; c’è il sistema per la registrazione dei dati e della chiamata.

La risposta territoriale è fatta da diversi mezzi: l'ambulanza di tipo A, attrezzata con tutti i farmaci per

l'ALS, al cui interno ci stanno infermiere o medico con i volontari. L'ambulanza di tipo B, in cui sono

presenti solo volontari, che contiene il defibrillatore. C'è poi l'auto medica, composta da medico e

infermiere, che è un mezzo di supporto. Se quando arriva sul luogo il medico ritiene che non ci sia

necessità che l’auto medica rimanga, essa si libera il prima possibile in modo da poter essere così

nuovamente disponibile. C'è poi l'elicottero, il cui equipaggio è composto da 4 persone: pilota, assistente

di volo sanitario, l'anestesista/rianimatore e l’infermiere. Il pilota conosce la tipologia del territorio e le

condizioni in modo da sapere se può atterrare o no. Ma egli non è un sanitario, quindi ha bisogno di

qualcuno accanto che gli dica quale è il posto migliore in cui atterrare per l'organizzazione sanitaria.

Inoltre l'elicottero può usare anche il verricello, per far scendere l'equipe di soccorso e farla risalire

insieme al paziente. In alcuni settori invece dell'infermiere c'è il tecnico del soccorso alpino, soprattutto in

montagna in cui possono esser necessarie tecniche di alpinismo per recuperare la vittima.

Trasporto primario: trasporto del paziente dal luogo dell'incidente al pronto soccorso. È

utilizzata sia l'ambulanza che l'elicottero. Soprattutto nella regione toscana si cerca di usare il più

possibile l’elicottero (perché i 3 elicotteri disponibili vengono pagati comunque, sia che vengano usati o

no, e in più perché rappresenta un mezzo molto veloce).

Ci sono poi i trasferimenti assistiti, quando il paziente dal pronto soccorso, se non si è

nell'ospedale giusto, deve essere portato in un altro ospedale (ad esempio un grande ustionato che viene

prima appoggiato ad un dipartimento di emergenza, come un politrauma, e poi portato successivamente,

una volta stabilizzato, al centro ustionati con l'elisoccorso).


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engyfro

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BORGO SAN LORENZO, EMPOLI, FIGLINE VALDARNO, FIRENZE, PISTOIA, PRATO)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher engyfro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica in area critica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Lumini Enrico.

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