2/10/2018
INFERMIERISTICA IN MEDICINA INTERNA
Esame:
10 domande a risposta multipla (0,25 punti a risposta corretta)
1 caso assistenziale (3 punti)
1 prova di calcolo (1 punto) sul fattore goccia
4 domande aperte (1 punto per domanda): interventi infermieristici da attuare
prima della paracentesi
CHI E’ L’INFERMIERE?
L’infermiere non è più “l’operatore sanitario” dotato di un
diploma abilitante ma il professionista sanitario responsabile
dell’assistenza infermieristica”. Un professionista che, in
quanto tale e anche nella sua individualità, assiste la persona
e la collettività attraverso l’atto infermieristico inteso come il
complesso dei saperi, delle prerogative, delle attività, delle
competenze e delle responsabilità dell’infermiere in tutti gli
ambiti professionali e nelle diverse situazioni assistenziali.
Il nuovo Codice deontologico fissa le norme dell’agire professionale e definisce i
principi guida che strutturano il sistema etico in cui si svolge la relazione con la
persona/assistito. Relazione che si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e
complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed
educativa.
I termini utilizzati per definire gli interventi assistenziali contengono le chiavi
interpretative della natura dell’atto infermieristico che ricerca e persegue, nelle
appropriatezza e pertinenza
diverse fasi del percorso assistenziale, nell’interesse
primario della persona/assistito.
L’infermiere è un soggetto attivo, che agisce in prima persona con autonomia di scelta
e responsabilità entro una cornice valoriale in cui il rispetto dei diritti fondamentali
dell’uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per assistere e
perseguire la salute intesa come bene fondamentale del singolo e interesse peculiare
della collettività. Un bene da tutelare in ogni ambito professionale attraverso attività di
prevenzione, cura, riabilitazione e palliazione. 1
PROCEDURE TERAPEUTICHE:
Insieme di interventi finalizzati al trattamento delle malattie; hanno tutti uno scopo
curativo (se si decide di iniziare una terapia è perché c’è l’intenzione di curare una
patologia). www.salute.gov.it
Procedura terapeutica: prestazione con la quale l’infermiere effettua ATTI e AZIONI
TECNICHE manuali e strumentali che contribuiscono alla CURA e alla GUARIGIONE
della persona malata, mediante la somministrazione di sostanze terapeutiche.
L’infermiere si occupa di mettere in atto queste procedure:
- mettere in atto una indicazione
- dare compimento sul piano pratico ad una determinata attività
prestazione infermieristica ad
Applicare le procedure terapeutiche è una
interdipendenza molto alta perché il risultato globale della prestazione è garantito da
decisioni prese dall’infermiere in collaborazione con altri professionisti
(Cantarelli,2003) quando si decide una terapia in reparto ci dovrebbe essere un
lavoro di equipe.
DISPOSIZIONI LEGISLATIVE:
Decreto Ministeriale 14 settembre 1994 n. 739 regolamento concernente
l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere.
l’infermiere garantisce la corretta applicazione
Articolo 1: viene esplicitato che
delle prescrizioni terapeutiche e diagnostiche.
Decreto ministeriale 24 luglio 1996
art.2 studente deve saper applicare, anche attraverso il tirocinio, le conoscenze
lo
relative alla propria pratica professionale secondo lo specifico profilo e saper
partecipare alla identificazione dei bisogni di salute ed alla identificazione,
pianificazione, erogazione e valutazione dell'assistenza infermieristica globalmente
richiesta riguardo a singole persone ed alla collettività, nella garanzia di una corretta
applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche
Decreto Ministeriale 22/10/2004, n.270
Art.3 gli obiettivi formativi specifici comprendono la corretta applicazione delle
procedure diagnostico-terapeutiche.
Codice deontologico 2009
art.9: l’infermiere nell’agire professionale si impegna a operare con prudenza al fine
di non nuocere.
Art.22: l’infermiere conosce il progetto diagnostico terapeutico per le influenze che
questo ha sul percorso assistenziale e sulla relazione dell’assistito.
Art.24: l’infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte fornendo informazioni di
natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico terapeutici e adeguando la
comunicazione alla sua capacità di comprendere.
Art.29: l'infermiere concorre a promuovere le migliori condizioni di sicurezza
dell'assistito e dei familiari e lo sviluppo della cultura dell’imparare dall’errore.
Partecipa alle iniziative per la gestione del rischio clinico.
Art.31: L'infermiere si adopera affinché sia presa in considerazione l'opinione del
minore rispetto alle scelte assistenziali, diagnostico-terapeutiche e sperimentali, 2
tenuto conto dell'età e del suo grado di maturità. l’opinione dell’assistito deve
sempre essere presa in considerazione.
Per poter applicare correttamente le procedure terapeutiche ci devono essere 3
presupposti:
1) PRESCRIZIONE MEDICA: partendo da essa l’infermiere inizia il processo. Deve
essere fatta una gestione corretta in termini di efficacia e sicurezza il processo.
Il medico è l’unico responsabile della prescrizione ed è corresponsabile dei
risultati del farmaco sulla persona.
La prescrizione segue un processo logico, cronologico e sequenziale:
- anamnesi ed esame obiettivo del paziente
- analisi della diagnostica di laboratorio per
immagini
- ragionamento diagnostico
- scelta delle diagnosi certa o probabile
- scelta della impostazione terapeutica
- Una volta scelta la terapia bisogna:
- informare il paziente e acquisire il consenso
- agire secondo evidenze scientifiche
- garantire uso appropriato delle risorse
- perseguire il bene del paziente
- astenersi da pratiche e accanimento terapeutico
- agire in indipendenza e senza condizionamenti
COME DEVE ESSERE UNA PRESCRIZIONE MEDICA? (domanda d’esame)
chiara, precisa e leggibile
Deve avere 3 caratteristiche: e deve essere
composta da:
Nome e cognome dell’assistito
o Tipo di farmaco: nome commerciale e/o principio attivo
o Il dosaggio: espresso in peso, in volume, in unità internazionali, in
o milliequivalenti ecc.
I tempi di somministrazione: l’orario della somministrazione, la durata in
o termini di tempo d’infusione, la data di scadenza quando finisce la
prescrizione (indispensabile in ambiente extraospedaliero).
Via di somministrazione: compatibile con il livello di conoscenza e
o competenza professionale dell’infermiere
Forma farmaceutica: indicata in modo convenzionale (fiale, compresse
o ecc.)
Data di prescrizione
o Sottoscrizione del medico: deve indicare data e firma (VEDI FUT)
o
2) RACCOLTA DATI: si coniuga con la sicurezza dell’intervento:
- dimensione bio fisiologica
- dimensione psicologica
- dimensione socioculturale
variabili biografiche:
Sono presenti
- età (assorbimento ed eliminazione dei farmaci. Nei bambini metabolismo
accelerato 3
Negli anziani metabolismo rallentato
- sesso: scelta di vie di somministrazione per la diversa anatomia e differenze di
morbilità e mortalità per specifiche patologie.
Variabili biofisiologiche:
- stato di coscienza della persona
- capacità di deglutizione
- possibilità di assorbimento a livello gastrico del farmaco
- motilità intestinale
- funzionalità epatica e renale
- alterazione dei movimenti fini
- caratteristiche di cute e mucose, massa muscolare, vene superficiali di arti superiori
e inferiori.
Variabili psicologiche:
- stato emotivo
- capacità di apprendimento
- volontà di adesione alla terapia
- fiducia nel personale sanitario
Variabili socioculturali:
- appartenenza etnica
- convinzioni all’uso di farmaci
- presenza di caregiver al domicilio
- condizioni economiche
3) GESTIONE DEL RISCHIO: c’è sempre un rischio in cui si può incorrere. Si
coniuga con l’efficacia dell’intervento:
- verifica corretta prescrizione
- riconoscimento di effetti collaterali
- rispetto delle norme di conservazione delle sostanze
Come gestire il rischio:
- adeguata prevenzione delle principali cause di errore
- identificazione delle principali cause di errore
- gestione del rischio se si manifesta delle principali cause di errore
Errore di una terapia ogni evento prevenibile che può causare o portare a un uso
inappropriato del farmaco o a un pericolo del paziente.
QUALI SONO I PRINCIPALI ERRORI CHE SI POSSONO INCONTRARE?
- di prescrizione
- trasmissione della prescrizione (trascrizione/interpretazione)
- etichettatura
- allestimento/preparazione
- distribuzione
- somministrazione
- conservazione
ERRORE DI PRESCRIZIONE:
- mancanza di dati essenziali
- prescrizione di farmaci che interagiscono tra loro e provocano reazioni avverse o di
un farmaco sbagliato
- prescrizione di un dosaggio inappropriato 4
- unità di misura errata
- errori nelle indicazioni dei tempi di somministrazione
- indicazioni di una scorretta via di somministrazione
- errori provocati dall’uso di abbreviazioni che possono indurre errata interpretazione
Spesso gli infermieri intercettano gli errori degli altri professionisti. L’intercettazione di
errori medici operata da infermieri induce o riduce di fatto l’errore o danno
conseguente e contribuisce a tenere bassa l’incidenza degli errori dei medici e degli
altri professionisti.
Gli infermieri non hanno una batteria protettiva in grado di intercettare i propri errori,
se non i loro colleghi (controlli crociati).
TIPOLOGIE DI PRESCRIZIONE:
urgente
- farmaco da somministrare immediatamente, solo una volta
singola
- somministrare solo una volta ad orario specificato
permanente
- somministrazione a tempo indeterminato finché non viene indicata
la sospensione
al bisogno
- somministrazione in base alla valutazione sul bisogno del paziente
Un’altra classificazione delle procedure terapeutiche è basata sullo strumento con cui
fare la prescrizione:
- condizionata (al bisogno, se occorre)
- secondo protocolli
- d’urgenza
- telefonica o via fax
- a voce o elettronica
LEGISLAZIONE DI RIFERIMENTO:
Decreto Legislativo 219/2006 legge di riferimento molto importante
APPLICARE LE PROCEDURE TERAPEUTICHE:
l)Reazione avversa nocive e non intenzionale si sviluppa verso un medicinale
impiegato in una dose normalmente somministrata all’uomo a scopi profilattici,
diagnostici, terapeutici o per ripristinare correggere o modificare le funzioni
fisiologiche
m)Reazione avversa grave la reazione avversa che provoca il decesso di un
individuo o ne mette in pericolo la vita, chiede o prolunga ricovero ospedaliero,
provoca disabilità o incapacità persistente o significativa o comporta un’anomalia
congenita o un difetto alla nascita
n) Reazione avversa inattesa reazione avversa di cui non sono previsti nel
riassunto delle caratteristiche del prodotto la natura, la gravità o l’esito: tutto ciò
che può capitare a una persona quando dichiara di non essere allergico ad un
farmaco ma poi assumendo un determinato farmaco sorge una reazione avversa
verso quel farmaco.
4) Direttiva 2010/84 ha modificato la direttiva 2001/83 migliorare la sicurezza
dei medicinali emessi sul mercato dell’UE in modo armonizzato in tutti gli Stati
membri.
5) Regolamento UE 1235/2010 ha modificato la farmacovigilanza dei medicinali
per uso umano.
FARMACI ED ERRORI IN TERAPIA CON FARMACI LASA. domanda aperta d’esame
5
Gli errori in terapia occorsi più frequentemente sono riferiti all’uso dei farmaci che
possono essere facilmente scambiati con altri per la somiglianza grafica e/o fonetica
del nome e per l’aspetto simile delle confezioni. Tali errori possono verificarsi in
qualsiasi fase della gestione del farmaco sia in ambito ospedaliero che territoriale. La
presente Raccomandazione si pone come strumento per la prevenzione degli eventi
avversi dovuti ad errori in corso di terapia farmacologica con farmaci “Look-
Alike/Sound-Alike”.
Tra gli errori in terapia quelli più frequenti sono riferiti all’uso dei farmaci cosiddetti
“Look-Alike/Sound-Alike” o LASA, acronimo utilizzato per indicare quei farmaci che
possono essere facilmente scambiati con altri per la somiglianza grafica e/o fonetica
del nome e/o per l’aspetto simile delle confezioni. Nomi che si scrivono e/o si
pronunciano in modo simile, confezioni simili nelle dimensioni, forma, colore,
indicazione del dosaggio e disposizione dei caratteri, possono indurre in errore durante
tutte le fasi della gestione del farmaco sia in ospedale che sul territorio (in questo
caso, ad esempio, negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di
famiglia), nelle Farmacie di comunità, nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) o
presso il domicilio del paziente.
QUALI SONO LE RESPONSABILITÀ DELL’INFERMIERE DURANTE LA SOMMINISTRAZIONE
DI TERAPIE FARMACOLOGICHE?
- interpreta correttamente la prescrizione
- conosce l’azione del farmaco, le indicazioni e controindicazioni, le vie di
somministrazione e gli interventi da intraprendere durante reazioni avverse
- verifica i risultati/benefici dopo la somministrazione
- segnala tempestivamente errori commessi
- rifiuta la somministrazione di un farmaco se ritiene che possa mettere in
pericolo la vita della persona
- vigila e segnala abusi e sottrazioni di farmaci
- controlla in cartella la segnalazione di eventuali allergie
- non somministra farmaci scaduti, senza etichetta di identificazione, poco
leggibili
- è responsabile della tenuta di armadi farmaceutici e del carico e scarico degli
stupefacenti
- verifica il dosaggio, se il farmaco richiede un calcolo elaborato
- non lasca farmaci incustoditi
- deve conoscere la terminologia, i simboli, le abbreviazioni di comune utilizzo
- prima della somministrazione valuta nella persona:
- Stato di coscienza
- Deglutizione, presenza di nausea, vomito, SNG
- Parametri vitali se richiesti
Regola delle 10 G come misure di sicurezza
1) giusta persona la prima regola della somministrazione dei farmaci, il giusto
paziente, prevede che il farmaco sia dato a paziente cui è destinato. Gli errori 6
possono essere evitati se l’infermiere identifica il paziente e controlla il numero
del letto con quello scritto sulla scheda della terapia.
2) giusta prescrizione
3) giusto farmaco il farmaco somministrato è quello prescritto ed è anche quello
appropriato per la persona assistita. Errori più comuni si possono verificare
quando il medico prescrive un farmaco non appropriato alla persona assistita
oppure quando l’infermiere somministra un farmaco che non ha preparato lui o
sbaglia nell’identificare un farmaco.
4) giusta dose il farmaco è somministrato nella dose prescritta e che questa sia
appropriata per la persona assistita. Gli errori più frequenti sono che il medico
prescrive o l’infermiere somministra dosi inappropriate oppure che l’infermiere
trascrive la prescrizione scorrettamente nella scheda di registrazione.
5) giusto orario il farmaco deve essere somministrato con la corretta frequenza
oraria fissata in accordo con i protocolli in suo. I programmi di somministrazione
variano tra le diverse istituzioni.
I criteri per definire uno schema terapeutico nelle 24 ore sono:
Prescrizione medica
o Correlazione con pasti
o Ritmo sonno veglia
o Ritmi quotidiani e stili di vita
o Associazione di più farmaci e la loro interazione
o
6) giusta via di somministrazione il farmaco deve essere somministrato per la
via prescritta e che la via prescritta sia sicura e appropriata per la persona
assistita. La prescrizione dei medici dovrebbe indicare sempre la via di
somministrazione. Se una via non è specificata o sembra inappropriata
l’infermiere dovrebbe controllare con il medico per chiarire quale sia la via da
usare.
7) giusta conservazione
8) giusta registrazione procedere alla registrazione sulla documentazione in
seguito all’avvenuta somministrazione.
La registrazione del farmaco prevede:
Ora
o Via di somministrazione
o Sito di somministrazione (CVC, CVP, PICC ecc.)
o Dosaggio del farmaco
o Sigla o firma di chi ha somministrato
o
9) giusto approccio alla persona (educazione e informazione) intende
si
l’informazione adeguata che l’infermiere garantisce all’utente o al caregiver
circa la terapia da assumere. Un’informazione mirata e personalizzata permette
di ottenere consenso e collaborazione dalla persona e favorisce l’aderenza
soprattutto per le terapie protratte nel tempo.
10) giusto monitoraggio post somministrazione (giusta risposta)
monitorare attentamente la risposta del paziente al farmaco, soprattutto
quando si tratta di una prima somministrazione.
Una ulteriore modalità finalizzata alla prevenzione degli errori nella somministrazione
regola delle 5 C:
dei farmaci è l’adozione della
1) Comprendere: raccogliere i dati e interpretarli come problema che richiede
una soluzione esatta. 7
2) Codificare: tradurre il problema in un linguaggio matematico, impostando
correttamente il calcolo richiesto.
3) Calcolare: eseguir
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Metodologia infermieristica clinica
-
Infermieristica
-
Infermieristica clinica 1
-
Metodologia infermieristica