Metodologia infermieristica clinica.
Addome acuto, epatopatia, diabete mellito..
Esame 7 e/o20 febbraio ore 8.00 LIBRO: BRUNNER
Lezione 1 04/11 slide la terapia endovenosa
- DE Come assisto un paziente sottoposto a terapia trasfusionale
- DE Responsabilità dell’infermiere per gli effetti collaterali delle complicanze delle trasfusioni, sono
complicanze a breve, medio e lungo termine.
LA TERAPIA ENDOVENOSA
Oltre il 60% dei pazienti ospedalizzati e sottoposto a questo tipo di terapia. Poi è facilmente assimilabile
perché direttamente in sede. I farmaci sono iniettati in vena e hanno una efficacia maggiore. Ripristinare e
mantenere il bilancio liquido e degli elettrolitici. Utilizzata per somministrare farmaci e composti
chemioterapici. Fornire nutrienti per i pazienti. Trasfondere sangue ed emoderivati-> EMOCOMPONENTI.
Ci sono farmaci utilizzabili sia per intramuscolo che EV, meglio solubilizzare in altro solvente come glucosata
e/o fisiologica
INDICAZIONI:
- Rapido effetto terapeutico.
- Dosi minori rispetto a quelle somministrate per bocca perché il farmaco in parte viene distrutto.
- Farmaci che possono essere assorbiti a livello gastroenterico per un problema gastrico (gastrite) o
delle molecole (forma inadatta)
- In caso di pazienti che non sono vigili o sottoposti a chirurgia facciale.
- In caso di somministrazione controllata come utilizzo di pompe.
- Pz cosciente o non collaborante, o confuso.
SVANTAGGI:
- Riduce i movimenti del paziente, la deambulazione, gli spostamenti
- Più costosa della terapia iniettiva e orale, specialmente costi perke sono sterili
- Ci possono essere traumi su cute e vasi correlati ai sistemi di applicazione. Specialmente in pz
oncologici
- Manifestazione rapida di reazione avversa, anche perché il farmaco è subito attiva in vena e quindi
immediata in vena.
Differenza tra allergia (tipo sistemico, edema, dispnea, si movimentano le difese immunitarie) e
intolleranza (reazione a livello locale come prurito, secerne del siero). In caso di pazienti con allergia
somministrarli tramite gli stessi accessi antistaminico!
RISCHI
- Emorragia
- Infiltrazione dei tessuti circostanti
- Infezioni
- Sovradosaggio (ex cordarona, dopamina…)
- Incompatibilità tra farmaci e soluzioni.
La prescrizione farmacologica:
- è un ordine legale per la preparazione e la somministrazione di un principio farmacologico.
Contiene:
o Data di inizio della terapia
o Tipo e quantità della soluzione
o Sostanze aggiunte e loro concentrazione
o Via di somministrazione
o Firma del medico che ha prescritto.
PRESCRIZIONE IN EMERGENZA:
DPR 27.03.1992: “l’infermiere specificamente preparato, in particolari situazione (ex mezzo di soccorso),
dopo aver valutato segni e sintomi, può aver valutato segni e sintomi, può procedere alla somministrazione
relative terapie previste del protocollo” cioè i farmaci in auto.
Funzioni liquidi ed elettroliti
- Regolazione della terapia corporea: in caso di pazienti con febbre perdiamo liquidi ed elettroliti e
aumenta la temperatura.
- Trasporto attraverso l’organismo di sostanze nutritive e gas
- Trasporto delle scorie metaboliche dai reni.
- Mantenimento della forma delle cellule: ex globulo rosso. In caso di pazienti con troppi liquidi nel
sangue fanno andare i GR in emolisi e poi persi nelle urine, quindi filtrati dal rene.
- Liquido intracellulare è all’interno delle cellule, rappresenta il 55% del sangue.
I liquidi si muovono per:
- Osmosi: GS
- Filtrazione capillare: albumina richiama acqua nei vasi per equilibrare la pressione oncotica.
- Trasporto Passivo: diffusione
- Trasporto attivo: da una zona a minore concentrazione verso una a maggiore concentrazione.
VOLUME E CONCETRAZIONE:
ADH (ormone antidiuretico): Vasopressina.. guarda slide.. guarda slide sugli elettroliti fra cui quelli
fondamentali:
- SODIO: 135-145 mEq/l -> mantiene l’osmolarità… GS
IPONATRIEMIA: <135 Debolezza muscolare, ridotto turgore cutaneo, cefalea, tremore GS
IPERNATRIEMIA: GS
- POTASSIO: 3.5- 5 mEq/l -> GS DOMANDA D’ESAME!
Guarda linee guida somministrazione potassio: M.S 01.03.2008
o Mai per via endovenosa diretta
o Non più di 120mEq/24h senza monitoraggio. Non più di 4 fiale al giorno.
o Si utilizza una pompa volumetrica per la somministrazione di Potassio.
o Preparazione di KCL superiori a 60 mEq non devono essere somministrate in una vena
periferica
o Non aggiungere mai ad una soluzione già in corso, può precipitare
o SOMMINISTRARE A UNA VELOCITà TRA 10 E 20 mEq/h ora.
o Non somministrare in tessuti sottocutanei
o Utilizzare pompa volumetrica.
o CONSERVARE SEPARATAMENTE DA ALTRI FARMACI IN ARMADI CHIUSI: etichetta rossa:
DILUIRE PRIMA DELLA SOMMINISTRAZIONE: MORTALE SE INFUSO NON DILUITO.
o Procedura di approvvigionamento dalla farmacia
o Tracciabilità nella documentazione clinica
o Registrare dose, velocità, data e ora…
IPOKALIEMIA: k <3.5 mEq/l
Effetti neuro muscolari: GS effetti sempre a livello dei muscoli…
IPERKALIEMIA: GS astenia e cardiotossico…
- CALCIO: 8.9- 10.1 mg/dl -> GS
IPOCALCEMIA: tremori
IPERCALCEMIA
- CLORO: esce attraverso sudorazione e si combina con il sodio per fare diverse funzioni, non sapere
altro. Non leggere casi particolari del cloro, fosforo e magnesio
- FOSFORO: sapere poco, sapere che ha a che fare con il Ca
- MAGNESIO: è uno ione intracellulare, è importante per il metabolismo dei carboidrati e delle
proteine.
EFFETTI DELLA SOMMINISTRAIZONE ENDOVENOSA: GS
OSMOLARITA’: 275-300 mOsm/l è la concentrazione di una soluzione per litro di soluzione
- Liquidi isotonici: 250-375 mOsm/l
- Liquidi corporei: 275-300 mOsm/l
- Liquidi ipotonici: <250 mOsm/l
- Liquidi ipertonici: >350 mOsm/l
OSMOLARITA’ Plasmatica: dimuisce quando c’è eccesso di liquidi, aumenta quando si è in presenza di
disidratazione. Quanto più l’ematocrito è altro (ex 50 ) vuol dire che il pz è disidratato.
PER DISIDRATAZIONE intendiamo una situazione dove il pz ha già un interessamento cellulare.
INDICATORI DI ECCESSO DI LIQUIDI:
- Aumento della pressione arteriosa perché c’è una volemia
- Distensione vene giugulari: si vede.
- Dispnea: i liquidi saranno a livello polmonare. 12, 20 litri al minuto di aria scambiata.
- Crepitii o ronchi all’ascultazione
- Edemi periferici
- Edemi a livello sacrale nei pazienti allettati: per colpa della pressione!
- Edemi diffusi
- Palpebre gonfie, guance piene, edema periorbitale
- Aumento di peso
- Riduzione dell’ematocrito
Più semplice la gestione di una disidratazione perché dovrei semplicemente somministrare liquidi e Sali
minerali, invece in caso di iper idratazione devo svuotare il paziente con un diuretico (ex lasix)
INDICATORI DI PERDITA DI LIQUIDI: GS
- Occhi e congiuntivite disidratate (ex paziente con diabete perché ha una ritenzione idrica)
- Solchi sulla lingua: per disidratazione
- Difficoltà nell’eloquio/alterata lucidità mentale
- Oliguria
- …
LE SOLUZIONI PER LA TERAPIA INFUSIONALE
2 grossi tipi:
SOLUZIONI CRISTALLOIDI: liquidi limpidi chiari che contengono ioni o molecole di soluto: G.S.
- SOLUZIONI COLLOIDALI: contengono Proteine e amido che sono più torbide, anche perché in caso
di plasma ci sono gli anti coagulanti che la rendono torbida: G.S. tutte
o Prodotti del sangue: il sangue intero o specifico componenti del sangue quali GB, GR,
piastrine, plasma, albumina
o Sostitutivi del sangue:
o Soluzioni per nutrizionale parenterale da non confondere con la nutrizione ENTERALE!
Soluzioni isotoniche:
- Stessa osmolarità del plasma
- Non modificano l’osmolarità plasmatica
- Espandono il compartimento intravascolare, senza richiamare liquidi… G.S. tutto
Soluzioni ipertoniche:
- G.S. tutto Hanno un osmolarità maggiore di quella plasmatica. Sono pericolosi i pazienti
diabetici perché tendono già a essere disidratati, quindi meglio procedere con fisiologica.
Soluzioni ipotoniche:
- Il globulo rosso assorbe tanto liquido
- Hanno una osmolarità minore rispetto al plasma
- Utili nell’iperglicemia
- Sono dannose ai pazienti con edema cerebrale o nell’aumentata pressione intra- cranica.
- DOMANDE ESAMI: Quali soluzioni sono più adatte al paziente diabetico e quali no?.
PRIMA DI INFONDERE: quando aumenta la pressione sistemica si riduce la pressione cerebrale.
Leggere attentamente i dati riportati sul flacone della soluzione: G.S.
SOLUZIONE FISIOLOGICA 0.9% = sodio cloruro 9 g in 1000 ml di acqua p.p.i.
Apirogena: non aumenta la temperature.
Osmolarità 308 mOsm/l
pH 3.5-6.5 ACIDO
Uso ipodermo (pazienti che non hanno più vene, i farmaci EV vengono iniettate sottocute! Casi
particolari) – fleboclisi.
SOLUZIONI DI Na Cl sodio cloruro:
- 0.25, 0.33, 0.45%
- 0.9% fisiologica
- 3- 5%
GLUCOSIO 5% in acqua
G.S. In acqua perché ci sono altre sostanze con glucosio che sono diluite in fisiologica.quindi non più 277.5
ma aumenta a 585.5 mOsm/l. quindi IPERTONICA.
RINGER LATTATO
Composizione: G.S. utilizzato per la detersione. È isotonica: è una soluzione alcalinizzante (domande
esame)
Non somministrare a pazienti con epatopatia perché non sono in grado di metabolizzare il lattato
Non somministrare a pz con pH>7.5
ELETTROLITICA REIDRATANTE III:
è definita reintegratore elettrolitico.. G.S.
LIPOFUNDIN S 10%
Composizione: olio di soia 100g .. valore energetico di 1072 Kcal, osmolarità 290-320 mOsm/l. Forma
farmaceutica: emulsione per infusione endovenosa, isotonica con il sangue. G.S.
- Intralipid 10%
- “ 20%
- Lip.. G.S.
PLASMA EXPANDERS: queste sostanze sono molto utili e sono molto pericolose: molto irritante per le
vene, meglio utilizzare le vene più grosse, quindi CVC. Sono utilizzati in caso di emergenza come stato di
shock
Manitolo: 900 di osmolarità e si utilizza in periferica anche, però in piccole quantità a gocce molto veloci
SODIO BICARBONATO: 1,4% soluzione perfusionale sterile, apirogena, isotonica con sangue.
GLUCOSIO 10%
Composizione: glucosio monoidrato 110g in 1 L di acqua ppi. Forma farmaceutica: soluzione perfusionale
sterile apirogena, IPERTONICA con il sangue. Osmolarità 555 mOsm/l. pH 3.5.. G.S.
AMINOACIDI G.S.
G.S. -> slide sulle soluzioni iso/iper/ipotoniche. è uno schema riassuntivo.
Il glucosio al 5% è isotonico. Quello al 10% ha un alta osmolarità e va somministrata in via centrale.
LA PRESCRIZIONE della terapia endovenosa
Informazioni al paziente:
- Fornite in modo chiaro, comprensibile
- Devono descrivere:
o Procedure di posizionamento
o Tipologia delle soluzioni da infondere
o Durata e le eventuali variazioni della terapia. Avvisare
- Avvisare le variazioni:
o Il dolore è transitorio e riguarda solo l’inserimento dell’ago.
o Si può avere una sensazione di freddo ma solo all’inizio del trattamento.
VIE DI SOMMINISTRAZIONE ENDOVENOSA
Le vie di somministrazione endovenosa sono generalmente due:
1- Attraverso una vena periferica con flusso ematico di 45, 90 ml/minuto
2- Attraverso una vena centrale con flusso ematico è di 150/300 ml/minuto
BASILICA ha il doppio del flusso rispetto alla cefalica.
TERAPIA VENOSA CENTRALE: permette la rapida infusione di farmaci a grandi volumi. Prelievo a scopo
diagnostico … G.S.
Rischi incannulamento vena centrale:
- Pneumotorace.. G.S.
Metodo di somministrazione per via periferica.
La scelta del metodo dipende da:
- Scopo e durata della terapia
- Età e condizioni del paziente
- Storia clinica
G.S. tutto il resto…
INFUSIONE CONTINUA SVANTAGGI:
- Vengono ostacolate le normali attività quotidiane della persona, è necessario un… G.S.
INFUSIONE INTERMITTENTE
I farmaci sono somministrati per brevi periodi nel tempo, per fare per brevi tempi terapie. Intermittente è
anche utile per la somministrazione di Manitolo. I volumi sono sempre molto piccoli. Le vie intermittente
può essere collegata alla via principale.
INIEZIONE DIRETTA: poco utilizzata, prevede un incanalamento di una vena per la somministrazione di una
singola dose di farmaco. Alla fine della somministrazione si rimuove l’ago, si mantiene l’accesso venoso
pervio. Quando si utilizzano sostanze a piccole dosi, possono essere utilizzate queste forme a pazienti con..
Vantaggi: elimina i rischi di complicazioni legate al posizionamento…
Svantaggi_ necessità di una puntura venosa … rischio di infiltrazione con farmaci irritanti
LEZIONE 2
Fattori da considerare prima della venipuntura:
- verificare prima che tipo di farmaco, poi le vene a disposizione. Quindi meglio una vena soffice ed
elastica e non rigida e dura (tipo spago, tipica di alcuni anziani) valutare l’ago anche e le
caratteristiche della vena.
- Durata della terapia: se terapia lunga, meglio scegliere una vena migliore, se per poco tempo
possiamo anche scegliere una meno migliore.
- Misura del catetere: meglio quelli più piccoli
- Età del paziente (per i bambini pediatrici si utilizzano le vene giugulari)
- Attività del paziente: capacità di muoversi, autonomia
- Malattia concomitante o precedente intervento chirurgico: possiamo trovare segni di ematomi e di
vene chiuse.
- Presenza di shunt o innesti
- Paziente in terapia anticoagulante- dopo il prelievo bisogna tamponare la ferita per più tempo
- Arrossamenti- meglio evitare
INDICAZIONI CATETERISMO VENOSO PERIFERICO
- Uso di farmaci ben tollerati da vene periferiche a basso flusso ematico
- Uso di soluzioni non ipertoniche
- Utilizzo per un tempo breve
- Alto rischio di incanalamento centrale perché non possono avere delle patologie particolare
- Tipologie di vene, se belle meglio queste piuttosto di CVC
- Assenza dei rischi correlati alla presenza di un CVC
- Minori rischi di infezioni
- Riduzione dei costi
- Migliore tollerabilità da parte del paziente (xk il pz teme la zona vicino al collo)
- Possibilità di posizionamento da parte di tutti gli infermieristico.
SVANTAGGI:
- accesso di breve durata può essere instabile
- Disponibilità limitata di vene
- Impossibilità di somministrazione di alcuni farmaci
LE VENE
- VENA MEDIANA meglio per il prelievo
- LA BASILICA SEMPRE LA MIGLIORE! -> flusso 95 ml/min
- La CEFALICA -> va al pollice flusso 40 ml/minuto
Non scegliere vene con ematomi, sclerosi, e non doloranti
Vene di diametro sufficiente per una corretta emodiluizione del farmaco
Evitare di usare vene di un braccio edematoso
Evitare al polso perché possiamo provocare danni alle arterie (anche perché molto doloroso)
Scegliere il braccio non dominante se possibile
Assenza di fistole artero- venoso
Non pregressi interventi di asportazione della mammella e svuotamento del cavo ascellare- perché in
questi pazienti c’è un drenaggio linfatico e quindi hanno un braccio più grosso rispetto all’altro.
No arto plegico perché non c’è spinta muscolare.
Paziente con paresi non ha sensibilità assoluta
Preferire la puntura dell’estremità distale della vena
Il posizionamento del catetere non vicino alle articolazioni come polso e gomito
Rispetto della misura del catetere
RACCOMANDAZIONI :
- Usare gli arti superiori piuttosto che quelli inferiori
- Maggior rischio di flebiti perché a livello distale c’è un maggior ristagno e un maggior pericolo di
occlusioni.
- Meglio le medicazioni trasparenti in modo da vedere segni di infezioni.
- Catetere rimosso sempre quando c’è un segno o un infezione.
- Nei pz pediatrici la sede è il cuoio capelluto anche …
ALTRE VENE PREFERIBILI:
- Le sedi alternative sono:
o Metacarpali.. gs
DISPOSITIVI PER ACCESSI VENOSI PERIFERICI
- Un catetere venoso è un sottile tubicino di materiale plastico biocompatibile
- Permette il collegamento con la superficie cutanea
- In poliuretano, silicone, teflon, prolungano il tempo di permanenza in vena, meglio rispetto a quelli
in metallo perché sono più tolleranti e riducono i rischi di tromboflebite
- Riducono l’ gs
SCELTA DELL’AGO: dipende da:
- Durata dell’incannulamento
- Tipo di terapia (almeno 19, e 16) > numero =< calibro . una gluocosata puo ostruire un ago 23,
meglio un 16
- Tipo di procedura
- Età del paziente
- Tipo di soluzione da infondere (sangue, soluzione fisiologica)
- Vene disponibili: se ho bucato vene piccole meglio aghi più piccoli
MISURE DI UN CATETERE:
Franch parte esterna
Gauge parte interna
Scelta del gauge in relazione alla vena
Ex pediatria 23-25
Digitale laterale e dorsale delle dita 20- 22.. gs
AGHI A FARFALLA (butterfly) -> solo numeri dispari e 16
AGO CANNULA (abbocat) -> gs
TEMPO DI PERMANENZA 72-96 ore (dalle nuove linee guida si possono lasciare, quindi non è necessario
estrarlo)
AGO CANNULA: non possono essere chiusi ma vengono utilizzati solo per i pazienti che hanno una infusione
continua, oppure stopparla ma con lavaggio a pressione positiva
Si può utilizzare anche per fare esami ematochimici
CATETERE INTEGRATO DI SICUREZZA (ANGIOSET)
- Cannula in poliuretano di lunghezza ridotta
- Grandi alette flessibili per facilitare il posizionamento e il fissaggio
- Dotato di dispositivo telescopico che si attiva durante al rimozione del mandriino.. gs
- TEMPO DI PERMANENZA 72-96 ore (dalle nuove linee guida si possono lasciare, quindi non è
necessario estrarlo)
RACCOMANDAZIONI SULLA SCELTA DEL CATETERE:
I B = considerare lo scopo per cui sono utilizzati e il tempo di permanenza. Le complicanze conosciute.
Valutare l’esperien
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