Infermieristica in medicina interna
Esame
10 domande a risposta multipla (0,25 punti a risposta corretta)
- 1 caso assistenziale (3 punti)
- 1 prova di calcolo (1 punto) sul fattore goccia
- 4 domande aperte (1 punto per domanda): interventi infermieristici da attuare prima della paracentesi
Chi è l'infermiere?
L’infermiere non è più “l’operatore sanitario” dotato di un diploma abilitante ma il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica. Un professionista che, in quanto tale e anche nella sua individualità, assiste la persona e la collettività attraverso l’atto infermieristico inteso come il complesso dei saperi, delle prerogative, delle attività, delle competenze e delle responsabilità dell’infermiere in tutti gli ambiti professionali e nelle diverse situazioni assistenziali.
Il nuovo Codice deontologico fissa le norme dell’agire professionale e definisce i principi guida che strutturano il sistema etico in cui si svolge la relazione con la persona/assistito. Relazione che si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.
I termini utilizzati per definire gli interventi assistenziali contengono le chiavi interpretative della natura dell’atto infermieristico che ricerca e persegue, nell'appropriatezza e pertinenza delle diverse fasi del percorso assistenziale, nell’interesse primario della persona/assistito.
L’infermiere è un soggetto attivo, che agisce in prima persona con autonomia di scelta e responsabilità entro una cornice valoriale in cui il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per assistere e perseguire la salute intesa come bene fondamentale del singolo e interesse peculiare della collettività. Un bene da tutelare in ogni ambito professionale attraverso attività di prevenzione, cura, riabilitazione e palliazione.
Procedure terapeutiche
L'insieme di interventi finalizzati al trattamento delle malattie ha tutti uno scopo curativo (se si decide di iniziare una terapia è perché c’è l’intenzione di curare una patologia). www.salute.gov.it Procedura terapeutica: prestazione con la quale l’infermiere effettua atti e azioni tecniche manuali e strumentali che contribuiscono alla cura e alla guarigione della persona malata, mediante la somministrazione di sostanze terapeutiche.
L’infermiere si occupa di mettere in atto queste procedure:
- Mettere in atto una indicazione
- Dare compimento sul piano pratico ad una determinata attività
Applicare le procedure terapeutiche è una prestazione infermieristica ad interdipendenza molto alta perché il risultato globale della prestazione è garantito da decisioni prese dall’infermiere in collaborazione con altri professionisti (Cantarelli, 2003). Quando si decide una terapia in reparto ci dovrebbe essere un lavoro di equipe.
Disposizioni legislative
Decreto Ministeriale 14 settembre 1994 n. 739 regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere. Articolo 1: viene esplicitato che l’infermiere garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni terapeutiche e diagnostiche.
Decreto ministeriale 24 luglio 1996 art. 2 lo studente deve saper applicare, anche attraverso il tirocinio, le conoscenze relative alla propria pratica professionale secondo lo specifico profilo e saper partecipare alla identificazione dei bisogni di salute ed alla pianificazione, erogazione e valutazione dell'assistenza infermieristica globalmente richiesta riguardo a singole persone ed alla collettività, nella garanzia di una corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche.
Decreto Ministeriale 22/10/2004, n. 270 Art. 3 gli obiettivi formativi specifici comprendono la corretta applicazione delle procedure diagnostico-terapeutiche.
Codice deontologico 2009 Art. 9: l’infermiere nell’agire professionale si impegna a operare con prudenza al fine di non nuocere. Art. 22: l’infermiere conosce il progetto diagnostico terapeutico per le influenze che questo ha sul percorso assistenziale e sulla relazione dell’assistito. Art. 24: l’infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico terapeutici e adeguando la comunicazione alla sua capacità di comprendere. Art. 29: l'infermiere concorre a promuovere le migliori condizioni di sicurezza dell'assistito e dei familiari e lo sviluppo della cultura dell’imparare dall’errore. Partecipa alle iniziative per la gestione del rischio clinico. Art. 31: L'infermiere si adopera affinché sia presa in considerazione l'opinione del minore rispetto alle scelte assistenziali, diagnostico-terapeutiche e sperimentali, tenuto conto dell'età e del suo grado di maturità. L’opinione dell’assistito deve sempre essere presa in considerazione.
Applicare le procedure terapeutiche
Per poter applicare correttamente le procedure terapeutiche ci devono essere tre presupposti:
- Prescrizione medica: partendo da essa l’infermiere inizia il processo. Deve essere fatta una gestione corretta in termini di efficacia e sicurezza. Il medico è l’unico responsabile della prescrizione ed è corresponsabile dei risultati del farmaco sulla persona. La prescrizione segue un processo logico, cronologico e sequenziale:
- anamnesi ed esame obiettivo del paziente
- analisi della diagnostica di laboratorio per immagini
- ragionamento diagnostico
- scelta della diagnosi certa o probabile
- scelta della impostazione terapeutica
- informare il paziente e acquisire il consenso
- agire secondo evidenze scientifiche
- garantire uso appropriato delle risorse
- perseguire il bene del paziente
- astenersi da pratiche e accanimento terapeutico
- agire in indipendenza e senza condizionamenti
- Nome e cognome dell’assistito
- Tipo di farmaco: nome commerciale e/o principio attivo
- Il dosaggio: espresso in peso, in volume, in unità internazionali, in milliequivalenti ecc.
- I tempi di somministrazione: l’orario della somministrazione, la durata in termini di tempo d’infusione, la data di scadenza quando finisce la prescrizione (indispensabile in ambiente extraospedaliero).
- Via di somministrazione: compatibile con il livello di conoscenza e competenza professionale dell’infermiere
- Forma farmaceutica: indicata in modo convenzionale (fiale, compresse ecc.)
- Data di prescrizione
- Sottoscrizione del medico: deve indicare data e firma
- Raccolta dati: si coniuga con la sicurezza dell’intervento:
- dimensione bio fisiologica
- dimensione psicologica
- dimensione socioculturale
- età (assorbimento ed eliminazione dei farmaci. Nei bambini metabolismo accelerato. Negli anziani metabolismo rallentato)
- sesso: scelta di vie di somministrazione per la diversa anatomia e differenze di morbilità e mortalità per specifiche patologie.
- stato di coscienza della persona
- capacità di deglutizione
- possibilità di assorbimento a livello gastrico del farmaco
- motilità intestinale
- funzionalità epatica e renale
- alterazione dei movimenti fini
- caratteristiche di cute e mucose, massa muscolare, vene superficiali di arti superiori e inferiori.
- stato emotivo
- capacità di apprendimento
- volontà di adesione alla terapia
- fiducia nel personale sanitario
- appartenenza etnica
- convinzioni all’uso di farmaci
- presenza di caregiver al domicilio
- condizioni economiche
- Gestione del rischio: c’è sempre un rischio in cui si può incorrere. Si coniuga con l’efficacia dell’intervento:
- verifica corretta prescrizione
- riconoscimento di effetti collaterali
- rispetto delle norme di conservazione delle sostanze
- adeguata prevenzione delle principali cause di errore
- identificazione delle principali cause di errore
- gestione del rischio se si manifesta delle principali cause di errore
Quali sono i principali errori che si possono incontrare?
- di prescrizione
- trasmissione della prescrizione (trascrizione/interpretazione)
- etichettatura
- allestimento/preparazione
- distribuzione
- somministrazione
- conservazione
Errore di prescrizione
- mancanza di dati essenziali
- prescrizione di farmaci che interagiscono tra loro e provocano reazioni avverse o di un farmaco sbagliato
- prescrizione di un dosaggio inappropriato
- unità di misura errata
- errori nelle indicazioni dei tempi di somministrazione
- indicazioni di una scorretta via di somministrazione
- errori provocati dall’uso di abbreviazioni che possono indurre errata interpretazione
Spesso gli infermieri intercettano gli errori degli altri professionisti. L’intercettazione di errori medici operata da infermieri induce o riduce di fatto l’errore o danno conseguente e contribuisce a tenere bassa l’incidenza degli errori dei medici e degli altri professionisti.
Gli infermieri non hanno una batteria protettiva in grado di intercettare i propri errori, se non i loro colleghi (controlli crociati).
Tipologie di prescrizione
- Urgente: farmaco da somministrare immediatamente, solo una volta
- Singola: somministrare solo una volta ad orario specificato
- Permanente: somministrazione a tempo indeterminato finché non viene indicata la sospensione
- Al bisogno: somministrazione in base alla valutazione sul bisogno del paziente
Un’altra classificazione delle procedure terapeutiche è basata sullo strumento con cui fare la prescrizione:
- Condizionata (al bisogno, se occorre)
- Secondo protocolli
- D’urgenza
- Telefonica o via fax
- A voce o elettronica
Legislazione di riferimento
Decreto Legislativo 219/2006 legge di riferimento molto importante
Applicare le procedure terapeutiche
1) Reazione avversa: nocive e non intenzionale si sviluppa verso un medicinale impiegato in una dose normalmente somministrata all’uomo a scopi profilattici, diagnostici, terapeutici o per ripristinare correggere o modificare le funzioni fisiologiche.
2) Reazione avversa grave: la reazione avversa che provoca il decesso di un individuo o ne mette in pericolo la vita, richiede o prolunga ricovero ospedaliero, provoca disabilità o incapacità persistente o significativa o comporta un’anomalia congenita o un difetto alla nascita.
3) Reazione avversa inattesa: reazione avversa di cui non sono previsti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto la natura, la gravità o l’esito: tutto ciò che può capitare a una persona quando dichiara di non essere allergico ad un farmaco ma poi assumendo un determinato farmaco sorge una reazione avversa verso quel farmaco.
4) Direttiva 2010/84 ha modificato la direttiva 2001/83 migliorare la sicurezza dei medicinali emessi sul mercato dell’UE in modo armonizzato in tutti gli Stati membri.
5) Regolamento UE 1235/2010 ha modificato la farmacovigilanza dei medicinali per uso umano.
Farmaci ed errori in terapia con farmaci LASA
Domanda aperta d’esame
Gli errori in terapia occorsi più frequentemente sono riferiti all’uso dei farmaci che possono essere facilmente scambiati con altri per la somiglianza grafica e/o fonetica del nome e per l’aspetto simile delle confezioni. Tali errori possono verificarsi in qualsiasi fase della gestione del farmaco sia in ambito ospedaliero che territoriale. La presente Raccomandazione si pone come strumento per la prevenzione degli eventi avversi dovuti ad errori in corso di terapia farmacologica con farmaci “Look-Alike/Sound-Alike”.
Tra gli errori in terapia quelli più frequenti sono riferiti all’uso dei farmaci cosiddetti “Look-Alike/Sound-Alike” o LASA, acronimo utilizzato per indicare quei farmaci che possono essere facilmente scambiati con altri per la somiglianza grafica e/o fonetica del nome e/o per l’aspetto simile delle confezioni. Nomi che si scrivono e/o si pronunciano in modo simile, confezioni simili nelle dimensioni, forma, colore, indicazione del dosaggio e disposizione dei caratteri, possono indurre in errore durante tutte le fasi della gestione del farmaco sia in ospedale che sul territorio (in questo caso, ad esempio, negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia), nelle Farmacie di comunità, nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) o presso il domicilio del paziente.
Quali sono le responsabilità dell'infermiere durante la somministrazione di terapie farmacologiche?
- Interpreta correttamente la prescrizione
- Conosce l’azione del farmaco, le indicazioni e controindicazioni, le vie di somministrazione e gli interventi da intraprendere durante reazioni avverse
- Verifica i risultati/benefici dopo la somministrazione
- Segnala tempestivamente errori commessi
- Rifiuta la somministrazione di un farmaco se ritiene che possa mettere in pericolo la vita della persona
- Vigila e segnala abusi e sottrazioni di farmaci
- Controlla in cartella la segnalazione di eventuali allergie
- Non somministra farmaci scaduti, senza etichetta di identificazione, poco leggibili
- È responsabile della tenuta di armadi farmaceutici e del carico e scarico degli stupefacenti
- Verifica il dosaggio, se il farmaco richiede un calcolo elaborato
- Non lascia farmaci incustoditi
- Deve conoscere la terminologia, i simboli, le abbreviazioni di comune utilizzo
- Prima della somministrazione valuta nella persona:
- Stato di coscienza
- Deglutizione, presenza di nausea, vomito, SNG
- Parametri vitali se richiesti
Regola delle 10 G come misure di sicurezza
- Giusta persona: la prima regola della somministrazione dei farmaci, il giusto paziente, prevede che il farmaco sia dato al paziente cui è destinato. Gli errori possono essere evitati se l’infermiere identifica il paziente e controlla il numero del letto con quello scritto sulla scheda della terapia.
- Giusta prescrizione
- Giusto farmaco: il farmaco somministrato è quello prescritto ed è anche quello appropriato per la persona assistita. Errori più comuni si possono verificare quando il medico prescrive un farmaco non appropriato alla persona assistita oppure quando l’infermiere somministra un farmaco che non ha preparato lui o sbaglia nell’identificare un farmaco.
- Giusta dose: il farmaco è somministrato nella dose prescritta e che questa sia appropriata per la persona assistita. Gli errori più frequenti sono che il medico prescrive o l’infermiere somministra dosi inappropriate oppure che l’infermiere trascrive la prescrizione scorrettamente nella scheda di registrazione.
- Giusto orario: il farmaco deve essere somministrato con la corretta frequenza oraria fissata in accordo con i protocolli in uso. I programmi di somministrazione variano tra le diverse istituzioni. I criteri per definire uno schema terapeutico nelle 24 ore sono:
- Prescrizione medica
- Correlazione con pasti
- Ritmo sonno veglia
- Ritmi quotidiani e stili di vita
- Associazione di più farmaci e la loro interazione
- Giusta via di somministrazione: il farmaco deve essere somministrato per la via prescritta e che la via prescritta sia sicura e appropriata per la persona assistita. La prescrizione dei medici dovrebbe indicare sempre la via di somministrazione. Se una via non è specificata o sembra inappropriata l’infermiere dovrebbe controllare con il medico per chiarire quale sia la via da usare.
- Giusta conservazione
- Giusta registrazione: procedere alla registrazione sulla documentazione in seguito all’avvenuta somministrazione. La registrazione del farmaco prevede:
- Ora
- Via di somministrazione
- Sito di somministrazione (CVC, CVP, PICC ecc.)
- Dosaggio del farmaco
- Sigla o firma di chi ha somministrato
- Giusto approccio alla persona (educazione e informazione): intende l’informazione adeguata che l’infermiere garantisce all’utente o al caregiver circa la terapia da assumere. Un’informazione mirata e personalizzata permette di ottenere consenso e collaborazione dalla persona e favorisce l’aderenza soprattutto per le terapie protratte nel tempo.
- Giusto monitoraggio post somministrazione (giusta risposta): monitorare attentamente la risposta del paziente al farmaco, soprattutto quando si tratta di una prima somministrazione.
Regola delle 5 C
Una ulteriore modalità finalizzata alla prevenzione degli errori nella somministrazione dei farmaci è l’adozione della regola delle 5 C:
- Comprendere: raccogliere i dati e interpretarli come problema che richiede una soluzione esatta.
- Codificare: tradurre il problema in un linguaggio matematico, impostando correttamente il calcolo richiesto.
- Calcolare: eseguire il calcolo richiesto.
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Metodologia infermieristica clinica
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