Igiene e malattie infettive – Dallolio (3CFU)
L'igiene è la disciplina che si propone di promuovere e conservare lo stato di salute sia individuale che collettivo. Igea nella Grecia era la dea della salute e delle cose pulite.
Caratteristiche dell'igiene
- L'interesse, che è rivolto non solo all'uomo malato, ma anche a quello sano o presunto sano
- L'ambito di intervento, che non è limitato solo all'individuo ma all'intera collettività
- Tipologia degli interventi, che sono estesi all'ambiente fisico, biologico e sociale
L'istituzione dell'OMS è stata creata nel 1948 che definisce la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia o infermità. La salute non è sempre correlata all'assistenza sanitaria.
Dimensioni e indicatori della salute
Le tre dimensioni della salute sono: benessere fisico, benessere mentale e sociale. Il modo di vivere e percepire la propria salute influenza il vissuto e l'effettivo benessere o malessere psicofisico e la condizione di salute percepita e dichiarata dall'individuo è un buon indicatore della reale condizione di salute fisica e mentale. Un altro indicatore è la speranza di vita ovvero il numero di anni medio di vita stimato.
Altri indicatori che misurano la qualità della vita in relazione alla speranza di vita possono essere il monitoraggio attraverso delle indagini sugli stili di vita e fattori di rischio comportamentali. Si percepisce la condizione di salute in base a delle domande specifiche che vengono poste alla popolazione in esame.
Un altro indicatore è l'HRQoL ovvero un questionario sulla valutazione della qualità della vita correlata allo stato di salute, come nel caso dell'osteoporosi. Un esempio è lo studio OSTEOFA il cui obiettivo è quello di valutare l'efficacia e la fattibilità di un intervento di promozione della salute (ECOS-16) in donne con osteoporosi e frattura vertebrale.
Esistono indicatori generici che non prendono conto della differenza delle varie patologie di cui è affetta la popolazione, sempre attraverso dei questionari, sia per la popolazione pediatrica che adulta. Un altro indicatore è il DALY ovvero la sopravvivenza corretta per disabilità e quantifica l'ammontare di anni in buono stato di salute che si sono persi a seguito di morte prematura o gli anni vissuti con malattia o disabilità. Permette di misurare l'impatto di una malattia sostanzialmente “andati persi”.
DALY = anni di vita persi + anni vissuti con malattia o disabilità
Punti di vista della malattia
- Illness, ovvero il convivere con quella malattia ed è il punto di vista della persona
- Disease, ovvero il punto di vista del curante
- Sickness, ovvero il punto di vista della società di fronte alla malattia
La salute non è unicamente correlata all'intervento sanitario. Lo stato di salute è uno stato dinamico del completo benessere fisico, mentale, sociale e si aggiunge il concetto di benessere spirituale. La resilienza è la capacità di mobilitare risorse interne ed esterne di fare da contrappeso ai fattori di rischio e cercare di superare tale situazione. La resilienza può essere aumentata grazie all'autogestione ovvero la self-management e permette di fare scelte informate, adottare nuove prospettive e comportamenti.
Sanità pubblica e medicina preventiva
La sanità pubblica è l'organizzazione che mobilita le risorse scientifiche tecniche, professionali ed economiche per risolvere i problemi sanitari della popolazione cercando di garantire il migliore stato di salute. Vi è una medicina clinica che ha l'obiettivo di ripristinare lo stato di salute, mentre la medicina preventiva ha come obiettivo il mantenere lo stato di salute attraverso la prevenzione.
Epidemiologia
L'epidemiologia è lo studio delle malattie in popolazioni allo scopo di descrivere lo stato di salute e descriverne i bisogni, insieme ai possibili metodi per ripristinare lo stato di salute. John Snow descrive la teoria del colera e della sua trasmissione, per cui la trasmissione avviene nell'acqua.
L'epidemiologia analitica cerca di capire le cause e i fattori di rischio delle malattie; l'epidemiologia sperimentale si occupa delle azioni preventive che evitano l'insorgere di una malattia e dell'efficacia degli interventi; l'epidemiologia descrittiva che si occupa dei dati sulla frequenza e distribuzione delle malattie; infine l'epidemiologia clinica, che si applica direttamente alle decisioni diagnostiche terapeutiche e si occupa della generalità dei valori normali.
Per prevenire una malattia bisogna prima conoscerne le cause, i fattori di rischio ecc. Se un agente è in grado di determinare la malattia nel 100% degli individui esposti sono cause sufficienti per cui se si è esposti sicuramente si avrà la malattia. Mentre i fattori di rischio non danno una certezza che quella malattia si verifichi.
Le cause necessarie invece sono quei casi per cui se il fattore causale è assente, la malattia non può verificarsi. I fattori di rischio sono fattori che non sono né necessari né sufficienti per dare inizio alla malattia e possono essere ereditari, ambientali o comportamentali e aumentano solamente la probabilità di contrarre una malattia.
Evoluzione delle malattie infettive e prevenzione
L'evoluzione delle malattie infettive si compone di una fase libera in cui ci può essere l'incontro con un microrganismo patogeno ed è una causa necessaria ma non sufficiente per cui non è detto che venendo a contatto con quel microrganismo, si sviluppi la malattia. Una volta che si è contratta la malattia si può guarire, cronicizzare o evolvere in decesso.
Le malattie multifattoriali a differenza delle malattie infettive non sono contagiose, e sono dovute a una serie di fattori di rischio che non sono né necessarie né sufficienti per sviluppare la malattia
Livelli di prevenzione
- Prevenzione primaria: ha l'obiettivo di impedire l'insorgenza di nuovi casi di malattia nelle persone sane. Sono ad esempio i vaccini, evitare fattori di rischio, come anche la legge sul fumo nei luoghi pubblici e di lavoro. Si colloca nella fase libera.
- Prevenzione secondaria: ha l'obiettivo di scoprire e guarire i casi di malattia prima che essi si siano clinicamente manifestati. Come può essere somministrare immunoglobuline per persone che magari hanno avuto dei contati biologici con una persona con HIV, sono interventi che servono a prevenire l'insorgenza di malattie in persone che sono già esposte, attraverso test di screening e avere quindi delle diagnosi precoci. Si colloca nella fase di latenza o nella fase preclinica.
- Prevenzione terziaria: ha l'obiettivo di impedire l'invalidità in persone già ammalate di malattie croniche. Si cerca di prevenire le complicanze e migliorare la vita della persona e allungarne la sopravvivenza e rientrano nella prevenzione terziaria la terapia farmacologica, chirurgica. Si colloca nella fase clinica o di cronicizzazione.
Determinanti di salute
Sono i fattori che determinano la salute dell'individuo o della popolazione che influenzano o compromettono lo stato di salute determinando delle malattie o la loro prognosi. Questi determinanti possono essere lo stile di vita, livello di istruzione, presenza o meno di familiari o caregiver, reddito, distanza dall'ospedale ecc.
Altri fattori determinanti sono: l'assistenza sanitaria (10%), fattori genetici (20%), fattori ambientali (20%) e stili di vita (50%). Sul modello Europeo (WHO), vi sono fattori come: fattori costituzionali, su cui non si può agire e sono immodificabili come età, sesso ecc; gli stili di vita individuali, che sono modificabili; le reti sociali come: agricoltura, educazione, ambiente di lavoro, qualità del lavoro, disoccupazione, acqua e igiene, assistenza sanitaria, alloggi, qualità delle relazioni sociali. Infine vi sono le condizioni generali socio-economiche, per cui più è alto il reddito e il PIL del paese più è alta la qualità di vita, culturali e ambientali.
Nello studio Whitehall è stato effettuato uno studio in cui è stata analizzata la mortalità tra i dipendenti pubblici e più è alto il livello di responsabilità nella gerarchia occupazionale, più è bassa la mortalità. Ciò perché la posizione sociale influisce sulla salute e sulla mortalità delle persone. Ciò è stato denominato come Status syndrome per cui persone con più basso reddito hanno una minor probabilità di controllare la propria vita e ciò influenza il loro stato di salute, perché determina scarsa soddisfazione, frustrazione e lo stress a cui sono sottoposti in una gerarchia più bassa attiva il percorso di corri e fuggi, per cui si ha un aumento della FC, FR e se ricorrente, determina maggior rischio di andare incontro a delle patologie.
Il livello di istruzione influisce sulla salute in relazione alla disponibilità di avere accesso alle informazioni riguardanti lo stato di salute. Anche ad esempio il livello di obesità dipende anche dall'istruzione e in Italia è più alto il livello di obesità in persone che hanno la licenza elementare piuttosto che individui con una laurea indipendentemente dall'età. Persone meno istruite presentano esiti delle cure più sfavorevoli.
L'istruzione è legata anche all'accessibilità all'assistenza sanitaria, per cui persone meno istruite hanno più difficoltà ad accedere all'assistenza sanitaria. La medicina clinica si occupa delle cause più prossime delle malattie, quindi studia le caratteristiche biologiche ecc. mentre la sanità pubblica studia le situazioni sociali.
Determinanti della salute possono essere anche delle disuguaglianze di salute sostanzialmente “ingiuste” e non hanno una causa biologica come nel caso della mortalità infantile per cui non si sa quali siano le cause determinanti per cui si parla appunto di disuguaglianza di salute e si verificano all'interno di un sottogruppo e hanno una causa sociale e non biologica.
Un terzo modello concettuale dei determinanti della salute mette insieme le disuguaglianze della salute e le determinanti sociali. I determinanti strutturali possono essere ad esempio il genere, l'etnia l'occupazione e il reddito. I determinanti intermedi invece possono essere i servizi sanitari (che cercano di andare incontro alle persone più disagiate), caratteristiche biologiche, condizioni psicosociali.
La legge dell'assistenza inversa indica che la disponibilità di una buona assistenza medica tende ad andare a chi ha meno bisogno perché appunto chi magari ne ha più bisogno non riesce ad accedere alle cure. Ne beneficia dunque di più chi in termini sociali e quindi di salute parte avvantaggiato. Per cui si cerca di non rispettare in un certo senso questa legge e si aiutare chi ne ha bisogno.
L'equità ha infatti come obiettivo quello di affrontare le disuguaglianze sociali nelle condizioni di salute, nel ricorso dei servizi sanitari. La mortalità è dovuta anche alle ondate di calore aumentate e in Italia ad esempio ci sono stati 3000 morti con una concentrazione sugli anziani fragili.
Epidemiologia descrittiva
L'epidemiologia descrittiva rappresenta spesso la prima e forse la più delicata fase di uno studio epidemiologico. La maggior parte delle misure utilizzate in epidemiologia per valutare la frequenza degli eventi o delle malattie è rappresentata da una frazione (rapporti, proporzioni, tassi).
Nell'ambito delle misure epidemiologiche di frequenza occorre distinguere le diverse modalità con cui l'occorrenza stessa dei fenomeni sanitari può venire rappresentata e precisamente: la descrizione del numero degli eventi, i rapporti, le proporzioni, i tassi.
- Rapporto: relazione tra due quantità indipendenti tra di loro e quindi A/B. Dice quanto è più prevalente una categoria rispetto ad un'altra.
- Proporzione: è un tipo di rapporto in cui il numeratore è incluso nel denominatore e quindi A/A+B. Si utilizza per descrivere la quantità relativa di una popolazione con una certa caratteristica rispetto alla popolazione totale.
- Tasso: numero degli eventi che si sviluppano nella popolazione considerata durante un determinato periodo di tempo e quindi A/A+B per il tempo. I tassi propriamente detti forniscono un'informazione nella quale la frequenza di un evento di una malattia viene rapportata al tempo impiegato perché esso venga osservato.
Ci sono due modi di misurare la frequenza delle malattie: l'incidenza e la prevalenza:
- Incidenza: esprime il numero di nuovi casi che si verificano durante un predefinito periodo di tempo. La proporzione di incidenza viene fatta mettendo al nominatore i nuovi casi di quella malattia, mentre nel denominatore le persone a rischio. Mentre il tasso di incidenza si calcola dividendo il numero degli eventi per il periodo di anni di osservazione e si calcolano i casi di malattia ad esempio in un anno. Non dipende dalla durata della malattia e viene preferita quando si studiano le cause della malattia.
- Prevalenza: misura la proporzione ed è il numero di individui affetti da una malattia in un determinato periodo di tempo e si può parlare di casi prevalenti e quindi per malattia di lunga durata. Può stimare l'impatto sui servizi sanitari in termini di prestazioni diagnostiche terapeutiche, farmaceutiche e ricoveri ed è una misura adatta per malattie di lunga durata per malattie la cui data di insorgenza non è definibile. È la probabilità di avere una malattia e il numeratore comprende tutti i casi, va accertata con una sola indagine e dipende dalla durata della malattia. Viene utilizzata per valutare l'impatto di una malattia (di durata di tempo) in una popolazione.
L'incidenza misura la probabilità di sviluppare la malattia mentre la prevalenza quante persone hanno quella malattia in quel momento. L'incidenza è influenzata dai fattori di rischio mentre la prevalenza dalla durata della malattia e bisogna rilevarle entrambe perché l'incidenza mostra l'effetto della prevenzione ed è correlato alla durata della malattia per cui si vive di più. La prevalenza è influenzata dalla durata della malattia che dall'incidenza. La prevalenza può ridursi se le persone guariscono e bisogna calcolarle in più occasioni nel tempo. L'incidenza va calcolata invece ogni tot tempo come ogni 6 mesi o un anno.
Indicatori
Un indicatore è una variabile di alto contenuto informativo, che consentono una valutazione sintetica di fenomeni complessi e fornisce elementi necessari per orientare le decisioni e per la conoscenza della situazione in esame.
Gli indicatori sono utilizzati dagli operatori sanitari, dagli amministratori, politici ecc. Sono composti da un numeratore e denominatore di tassi, rapporti e proporzioni ma anche di media ed eventi sentinella (ovvero dei casi isolati). I dati sanitari vengono raccolti in maniera continua in sistemi informativi sanitari per interessi sanitari.
Le ricerche ad hoc invece sono questionari, tesi ecc. I sistemi informativi sanitari possono essere:
- Universali e continui: come denunce di morte, notifiche di malattie infettive, dimissioni, assistenza al parto, infortuni sul lavoro.
- Universali e sporadiche: come il censimento
- Campionarie e sporadiche: come nel caso di tumori e quindi sono indagini mirate attraverso questionari e interviste.
Vi sono diversi tipi di indicatori:
- Negativi: tasso di mortalità, disagio, malessere o malattia
- Positivi: condizioni di benessere, speranza di vita
- Diretti: misurano eventi o esiti di salute
- Indiretti: possono essere positivi come il numero di persone che fanno test di screening e negativi come il fumo.
Gli indicatori devono avere validità per cui la misura quantifica effettivamente il fenomeno. Devono avere precisione e riproducibilità per cui la procedura di un fenomeno tende a dare, nel tempo e nello spazio, misure tra loro prossime. Deve avere accuratezza per cui l'indicatore tende a misurare effettivamente il fenomeno.
Epidemiologia analitica
Analizza le domande dell'epidemiologia descrittiva, verifica le ipotesi e gli indizi disponibili. Come ad esempio per i farmaci prima che vengano venduti e usati vengono controllati anche dall'epidemiologia. Studia le relazioni di causa effetto e il primo passo è avviare uno studio epidemiologico e misurare quello che accade veramente nella popolazione.
Il rischio relativo è l'incidenza di malattia in un gruppo di persone esposte rispetto all'incidenza di malattia di un gruppo di persone non esposte (domanda esame) e quindi indica quanto quelle persone esposte ad un fattore hanno possibilità di ammalarsi. Un rapporto uguale a 1 indica che non c'è nessuna associazione, quando il rischio relativo è inferiore ad 1 indica che è negativa e il rischio è minore e suggerisce un fattore protettivo dell'esposizione in studio (domanda esame), quando è superiore a 1 il rischio relativo delle persone esposte è maggiore.
Rischio di malattia dei gruppi esposti/rischio di malattia di gruppi non esposti.
Quando si ha un rischio relativo 2, vuol dire che le persone esposte hanno il doppio delle possibilità di ammalarsi (2-1/1 per 100) e quindi hanno il 100% di possibilità di ammalarsi. Se il rischio relativo è 5, le persone esposte è 5 volte più verosimile che abbiano la malattia rispetto ai non esposti (5-1 per 100 400%). Se il rischio relativo è 0,5 le persone esposte è due volte più verosimile che abbiano la malattia rispetto ai non esposti (0,5-1 per 100 -50%). Se il rischio relativo è 1, no.
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