Chi è l'infermiere?
Professione giovane che cambia da circa 30 anni, passando dall'accudimento (qualcosa di più spontaneo) all'assistenza (confine differente, sostegno più professionale basato su studi scientifici). Inizialmente l'infermieristica era qualcosa di "riservato" ai religiosi.
Che cosa influenza la professione infermieristica?
- Problemi di salute della popolazione (COVID-19, spagnola, peste, la popolazione si ammala più facilmente rispetto a una volta) - andamento endemico/pandemico e il fatto che, man mano che la medicina è andata avanti, si è passati da un aspetto di "cura" a uno di "prevenzione e cura". Si è allungata così l'aspettativa di vita ma ci sono sempre più patologie di tipo cronico (tumori) che hanno bisogno di un supporto differente (complessità assistenziale preventiva molto più complessa).
- Ristrutturazione del SSN: deve adeguarsi al cambiamento. L'assistenza è cambiata tantissimo con il COVID-19, per rispondere ai bisogni di salute della popolazione. La permanenza ospedaliera risulta molto più breve, ci sono però delle strutture transitorie.
- Figure di supporto per la professione infermieristica: perché è richiesto una miriade di cose (OSS che assieme all'infermiere si occupa di curare il paziente). Questo ha comportato una rimodulazione di quello che l'infermiere fa.
- La nascita del movimento EBN: permette una linea di studio molto diversa. Evidence based nursing (evidenze scientifiche in ambito infermieristico).
Responsabilità dell'infermiere
- Profilo professionale: conterrà la definizione e le mansioni dell'infermiere.
- Codice deontologico: codice di comportamento professionale. Insieme di comportamenti che l'infermiere è tenuto ad avere. I confini etici dell'infermiere (patto infermiere-cittadino. Ciò che l'infermiere garantisce al cittadino).
- Formazione di base e post base: percorso di studi che l'infermiere fa base e post base.
Funzioni principali dell'infermiere
Il decreto ministeriale del 14 settembre 1994 n. 739 definisce le tre principali funzioni dell'infermiere:
- La prevenzione delle malattie (ambito molto ampio, che comprende aspetti che l'infermiere gestisce in autonomia).
- L'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età (pagina 9 trattato).
- L'educazione sanitaria.
Anche normato dalla legge 42 del 1999 (pagina 8 trattato), da qui viene definito il cambiamento del diventare una professione autonoma. È cambiata anche la parte didattica. Perché nel '96 è diventato un diploma universitario e nel '99 è diventato un effettivo corso di laurea magistrale.
Qual è l'attività che fa l'infermiere?
L'infermiere è responsabile dell'assistenza infermieristica:
- Preventiva
- Curativa
- Riabilitativa
- Palliativa
L'assistenza è quindi centrata sul paziente, sulla famiglia e sulla comunità. È finalizzata a rendere autonoma la persona assistita, ed è gestita in collaborazione con altre figure professionali.
Codice deontologico 2019
(FNOPI - per poter esercitare bisogna essere iscritti a questo albo). La deontologia è un discorso su ciò che va fatto. Quindi non definisce cosa fare, ma cosa siamo "chiamati ad essere" (parte etica e morale). È stato aggiornato più volte, e la 5o edizione è del 2019. Aggiornato perché ci sono dei cambiamenti. Questo è composto da 53 articoli suddivisi in 8 capi:
- Principi e valori professionali (senza discriminazione)
- Responsabilità assistenziale (educare all'essere professionista)
- Rapporti professionali (molto cambiato nell'ultimo periodo)
- Rapporti con le persone assistite
- Comunicazione
- Organizzazione
- Libera professione (aspetto nuovo che si è sviluppato nell'ultima decina di anni)
- Disposizioni finali (Patto infermiere cittadino)
Per diventare infermiere
È necessario frequentare un corso di laurea triennale, al termine è possibile lavorare in un po' tutti i reparti, però ultimamente ci sono delle esigenze differenti. È quindi possibile effettuare un master (area critica, case manager,...) per essere poi specializzati su questi reparti. È possibile effettuare anche un corso di perfezionamento che si basa su tematiche specifiche (in educazione terapeutica...). Si può poi fare una laurea magistrale. Da qui si apre la possibilità anche di un master di secondo livello oppure un dottorato di ricerca.
La relazione con le altre professioni
Le figure con cui si può interagire sono:
- Medico/chirurgo
- OSS
- Fisioterapista
- Logopedista
- Radiologo
- Psicologo
- Tecnici di laboratorio
- Assistente sociale
- Ostetriche
Approccio multidisciplinare: è necessario avere chiara la traiettoria di malattia. Bisogna avere il rispetto di determinate competenze, è necessario quindi essere a conoscenza delle mansioni che le altre figure possono svolgere per non sconfinare nel lavoro degli altri, e per attivarle/chiamarle nel momento opportuno. Ci sono anche dei momenti dove l'intero gruppo si incontra per discutere del paziente.
Collaborare
Significa lavorare insieme, condividere potere ed autorità. Il potere è determinato da conoscenze e competenze e non da status e ruolo. I fattori che determinano la collaborazione sono:
- Fattori individuali (responsabilità, esperienza, differenza di conoscenze in base alla professione, capacità di ascoltare gli altri, capacità di mediazione -> SOFT SKILLS)
- Fattori di gruppo (dinamiche e relazioni tra i vari membri, gruppo che si è già formato o non si conoscono, il numero di persone presenti nel gruppo)
- Fattori ambientali (fattori che favoriscono o meno la possibilità di incontrarsi e con che frequenza)
La comunicazione è la chiave fondamentale per collaborare. Una buona comunicazione è caratterizzata dal saper ascoltare, come le cose vengono dette, dalla proprietà di linguaggio (appresa tramite lo studio e la formazione).
Salute e malattia
Definizione di malattia
La malattia è un'alterazione dei meccanismi omeostatici che, impedendo il regolare svolgimento delle funzioni fisiologiche e psicologiche dell'organismo, lo rende meno atto o incapace di adattarsi alle variazioni ambientali e provoca danni morfologici, biochimici e fisiologici.
Demenza: determinamento progressivo delle funzioni cognitive di entità tale da compromettere il linguaggio e le attività del vivere quotidiano. La memoria è il dominio cognitivo più comunemente danneggiato. Le modificazioni cognitive nella malattia di Alzheimer tendono a seguire un pattern caratteristico, iniziando con una compromissione della memoria e quindi del linguaggio. Circa il 20% dei soggetti si presenta con problemi non di tipo mnesico, come difficoltà a trovare le parole; negli stadi precoci della malattia, la perdita di memoria può essere misconosciuta o ascritta a smemoratezza.
Concettualizzazione della malattia
DISEASE: concettualizzazione della malattia da un punto di vista clinico-biologico. Anomalia o danno a una cellula, un organo, un tessuto, che si diagnostica con il riscontro di segni e sintomi misurabili attraverso standard clinici.
ILLNESS: dimensione soggettiva del vissuto di malattia. È la storia della malattia così come la sente e la vive la persona malata. È caratterizzata da unicità e irripetibilità.
Il corpo nella salute e nell'esperienza di malattia
- Il luogo della memoria, delle esperienze precedenti ma anche delle evoluzioni e trasformazioni
- È un luogo di sensibilità che reagisce ai mutamenti che lo circondano (parte emotiva del paziente, reazione di gesti e sguardo)
- È un luogo di comunicazione che lancia e riceve messaggi
- È un luogo di intimità (vicinanza dell'infermiere al paziente)
- È un luogo di limiti in cui si sperimentano vincoli di tempo e di spazio
Percezione del corpo
Nella salute la persona sperimenta la silenziosità del corpo. Lo dimentica. Se ci si sente bene non ci occupiamo del nostro essere corporeo, ma del nostro essere nel mondo, con progetti, obiettivi, propositi, relazioni.
Nella malattia il corpo pensa al corpo ovvero diventa l'unico oggetto di pensiero. Si interrompe la dimenticanza con cui viviamo il nostro corpo e fa scoprire una nuova consapevolezza di noi stessi (fragilità, insicurezza, regressione, isolamento, attendibilità, forza, resistenza, possibilità, potenzialità) "noi non siamo la malattia".
C'è bisogno di ridimensionarsi nella propria malattia, perché diventa una parte della propria vita. Questo non vuol dire che una persona non possa sentirsi sana, ma la malattia può essere anche gestita, riprendendo in mano la propria vita. Noi esseri umani abbiamo bisogno di dare un significato a ciò che ci succede -> nessuno è abituato, è normale avere paura -> grande attenzione verso il paziente (PERSONA).
- Perdita della propria identità e bisogno di ricostruzione del sé
- Incorporamento della malattia nella propria vita di tutti i giorni
- Bisogno di dare significato all'esperienza, darle un nome (diagnosi) e dei confini
- Confronto tra ciò che si era e non si è più
- Confronto con l'immagine del proprio corpo/di sé della propria cultura di appartenenza (es. mastectomia, catetere urinario permanente, gastrostomia)
- Perdita dell'immagine sociale: essere madre/padre, figli, amante, nonni e la necessità di rinegoziare la relazione e i rapporti a partire dalla nuova situazione
Caratteristiche della malattia
Malattia acuta (COVID)
- Periodo di latenza/incubazione: Breve (giorni o settimane)
- Esordio: Spesso clamoroso
- Decorso: Rapido (giorni o settimane)
- Esito: Spesso guarigione
Malattia cronica (diabete)
- Periodo di latenza/incubazione: Lungo (anni, decenni)
- Esordio: Spesso subdolo e lento
- Decorso: Lento (mesi o anni)
- Esito: Stabilizzazione o progressivo peggioramento. In molte forme, decesso a distanza di anni o decenni
Altra caratteristica della malattia cronica è l'avere dei picchi di peggioramento, dove la malattia si fa risentire.
Malattia cronica
Quando i sintomi persistono per più di 6 mesi, e come per la malattia acuta può interessare qualsiasi dimensione (vari apparati, dolore generale, tutto l'insieme se colpisce il sistema nervoso) del funzionamento della persona. Anche dal punto di vista psicologico.
- È multifattoriale (quasi mai si conosce bene la causa)
- È possibile la diagnosi precoce (fase preclinica, decorso lento)
- Si caratterizza per fluttuare dal massimo funzionamento a uno stadio di ricaduta verso una condizione di salute grave, che può tradursi in una minaccia per la vita stessa.
La malattia cronica va considerata come fenomeno non solo soggettivo, ma anche tridimensionale (individuale, familiare, sociale). Infatti, la malattia cronica fa riorganizzare la vita familiare, nei ruoli e nelle relazioni interne ed esterne, spesso riduce l'attività sociale e lavorativa della persona. Si sono sviluppati molti studi che hanno spiegato quanto sia importante il mantenimento delle relazioni e delle attività sociali (Alzheimer, SLA).
Quali sono le patologie croniche?
- Cardiovascolari (ipertensione arteriosa, infarto, trombosi)
- Respiratorie di origine ostruttiva
- Oncologiche
- Dismetaboliche (es. diabete)
- Patologie di natura degenerativa, neurologica, osteoarticolare (SLA)
Il paziente in passato aveva un ruolo molto passivo alla medicina, adesso via via sempre di più il paziente è messo al centro. C'è quindi una CENTRALITÀ della persona, con l'approccio di uno psicologo.
Continuum salute-malattia
Per permettere alla persona di sentirsi in salute.
Modello di gestione delle cure (malattia cronica)
- Riduzione e comparsa di nuovi sintomi
- Migliorare la tolleranza dei sintomi già presenti
- Migliorare la qualità della vita – deospedalizzare
- Integrare percorsi e mantenere continuità nelle cure (elemento importante perché la persona va accompagnata nel percorso di malattia e adattamento)
- Sviluppare competenze di self care (life skills -> collegate a quanto una persona può sentirsi in grado di fare una determinata cosa)
- Valorizzare le associazioni dei pazienti
Reazioni alla malattia
La malattia genera frustrazione per l'impossibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Meccanismi di difesa:
- Aggressività (si cerca di dare la colpa a qualcuno -> destino, fato o persone)
- Regressione (non mangiare, non muoversi, la persona diventa ancora più dipendente)
- Reazione costruttiva
Assistenza infermieristica
Cosa significa prendersi cura?
Accudire, prendersi in carico, dare alla persona quello di cui ha bisogno, non sostituirsi ma spronare, non solo con il malato ma anche con noi stessi, con gli animali, ambiente, bambini.
Forme di cura o assistenza
- Naturale: attività di supporto correlata all'evoluzione della specie (es. genitori o chi per essi)
- Sociale: attività di supporto che viene garantita e offerta da caregiver senza volere nulla in cambio (es. amici)
- Professionale: è un'attività di supporto caratterizzata dall'essere prodotta da soggetti che esercitano, ricevendo per questo un compenso (infermiere)
Tutte le persone sperimentano momenti in cui necessitano di cura, quindi la cura è una necessità universale della condizione umana.
La cura
L'aver cura "non va confuso con il semplice voler bene, apprezzare, confortare e sostenere, o semplicemente avere un interesse in ciò che accade all'altro. La cura è un processo, un modo di relazionarsi ad un altro" (Mayeroff, 1970, pp.1-2). Precisamente la cura è una pratica, come ogni pratica la cura è guidata da un'intenzione. L'intenzione che guida una buona pratica è quella di aiutare l'altro a crescere e ad attualizzare la sua umanità. (se tutto l'insieme funziona, allora i risultati sono migliori)
Caring infermieristico
È una pratica che si realizza attraverso azioni competenti occupandosi e preoccupandosi intenzionalmente della persona assistita e della sua famiglia:
- Intenzionale: in modo consapevole, con deliberato proposito, non casuale
- Competente: supportato da conoscenze specifiche ed evidenze scientifiche
Quindi non è qualcosa di improvvisato, ma ci sono degli studi, delle ricerche, sono necessarie certe competenze. È stato chiesto agli infermieri quando si sentono di prendersi cura del paziente - dalle risposte ne sono usciti alcuni principi. Corbin nel 2008 ha definito alcune dimensioni di questo caring infermieristico (le si trovano sempre). Per erogare il caring, deve esserci una comprensione di ciò che sta succedendo al paziente (il paziente è in una situazione di difficoltà, e noi dobbiamo essere aperti ad accettare il vissuto). Sono state trovate tre dimensioni del caring infermieristico:
- Azioni: è la parte visibile del caring (azioni concrete) - prelievi, mobilitazioni, misurazioni. Si può fare con il paziente (prelievo) ma anche in preparazione, prima di andare dal paziente (cura della persona - l'infermiere deve preparare tutti i materiali per il paziente, ma non a contatto con il paziente). Bisogna tenere presente la sicurezza (tengo presente degli spazi a disposizione).
- Pensieri: è la parte "invisibile" del caring, che fa la differenza su come le azioni vengono fatte. Preoccuparsi (occuparsi con una certa premura). Qui fa la differenza la parte relazionale, c'è quindi una certa attenzione verso la persona (l'azione può essere meccanica, ma si preferisce quella personalizzata). Avere premura (capacità di agire in modo pensante, prendersi a cuore), il professionista deve essere un tipo reflex.
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Infermieristica Generale
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Infermieristica generale - infermieristica relazionale
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Infermieristica generale
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