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Infermieristica clinica specialistica Urologia

Prof. Pieri

Compito: 20 domande. 1,5 punti a domanda

Assistenza infermieristica alla persona con patologia della prostata

Incidenza tumori dati 2014:

Il tumore della prostata ha superato come incidenza i livelli del tumore al polmone.

È il tumore più frequente dopo il tumore al polmone, colon retto e vescica

- La prostata è un orano fibromuscolare e ghiandolare di cui solo gli uomini sono dotati,

di una castagna che si trova al di sotto della vescica e circonda l’uretra

delle dimensioni

- La ghiandola prostatica è situata sotto la vescica, produce il 20-30% del liquido seminale

(è una ghiandola fondamentale per la fertilità maschile).

Con l’invecchiamento però, può andare incontro ad ipertrofia e a formazione di tumori maligni,

l’adenocarcinoma prostatico e prostatiti. L’uretra passa al centro della prostata.

quali

Ipertrofia prostatica benigna:

si viene a sviluppare l’ipertrofia prostatica? A causa

Ma perché di un ormone, il

diidrotestosterone che, col tempo, stimola la prostata ad aumentare di volume. Ci sono

sicuramente meccanismi interattivi fra cui genetica, fattori ambientali e di comportamento ma il

preciso ruolo di ciascuno di essi non è al momento chiaro né scientificamente dimostrato

I primi sintomi tipici di ipertrofia prostatica saranno:

1. Disuria

2. Pollachiuria diurna e notturna

3. Minzione ridotta, rallentata e difficoltosa (stranguria)

4. Ritenzione di urina

Sintomi oggettivi: Questi sono derivanti generalmente da:

(a causa dell’aumento della pressione vescicale, dovuto

1. Ipertrofia della parete vescicale

alla prostata ingrossata) 2

2. Residuo post-minzionale maggiore: si chiede alla persona di urinare e poi si fa un RX e si

vede se la vescica è stata completamente svuotata o meno

3. Diverticoli vescicali, ossia delle estroflessioni al di fuori della parete muscolare. Si

a causa dello sforzo eccessivo dato all’aumento della

vengono a formare negli organi cavi

pressione intravescicaria

4. Calcolosi vescicale secondaria (il ristagno di urina porta alla formazione di depositi di

sostanze che arrivano ad un livello di concentrazione tale da solidificarsi)

(quando c’è una ritenzione acuta di urine, l’aumento di

5. Idronefrosi mono o bilaterale

pressione risale al monte, raggiungendo i calici renali: idronefrosi indica, infatti, il

gonfiore del nefrone per blocco di urine)

6. Insufficienza renale

La diagnosi viene eseguita tramite:

1. Visita urologica: il pz è affetto da dei disturbi e si rivolge al medico di medicina generale.

Questo poi lo manda ad un urologo che effettua la visita urologica

2. PSA (valore normale 0-4ng/mL): è un enzima presente se la prostata non funziona

correttamente

3. Esplorazione rettale, per tastare la prostata ed eventualmente dei noduli che possono

essere benigni o maligni

4. Biopsia prostatica

5. Ecografia trans-rettale

6. TC, RMN

Quale sarà la terapia farmacologica? Abbiamo:

1. Fitoterapici: derivati dai semi di zucca, possono in alcuni casi essere efficaci in

condizioni di ipertrofia meno gravi

2. Alfa-litici, che aiutano a rilassare la muscolatura liscia (in questo caso della prostata)

3. Inibitori della 5 alfa-reduttasi che vanno a bloccare il diidrotestosterone

4. Associazioni fra farmaci sopra descritti per ottenere maggiori benefici

Nel caso che questi interventi non sia sufficienti, allora si passa alla terapia chirurgica:

1. Endoscopica: tramite un endoscopio si riesce ad asportare la porzione interna della

prostata (si va dal meato urinario), che comprime e blocca il deflusso delle urine (sigla:

TURP).

Si ha l’asportazione del tessuto dell’adenoma prostatico mediante il resettore, introdotto

L’intervento è eseguito

per via trans-uretrale. in anestesia epidurale. Alla fine della

procedura si posiziona il CV a 3 vie a livello vescicale. Il palloncino del catetere è

della vescica. L’emostasi si realizza per compressione, facendo

gonfiato all’interno

trazione sul catetere, se necessario. I coaguli oltre a provocare ostruzioni possono

aumentare di volume e il sintomo che avverte la persona è dolore

2. A cielo aperto (OPEN): adenomectomia prostatica trans-vescicale; viene tagliata la

vescica, si esporta la prostata e si risutura tutto (sigla: ATV).

Viene posizionato un CV a 3 vie: la punta va in vescica e il palloncino viene posto a

livello dello spazio che era occupato inizialmente dalla ghiandola prostatica. Il volume 3

del palloncino è in proporzione all’adenoma rimosso: in questo modo, il palloncino

esegue emostasi della parete vescicale e permette anche un lavaggio.

Il palloncino viene sgonfiato parzialmente in base al colore del lavaggio, in prima

giornata postoperatoria; il cv viene rimosso in quinta giornata (quando il sanguinamento

non c’è più e non è necessario il lavaggio trascorrente); il drenaggio pelvico viene

e, lo stesso giorno, l’assistito può essere dimesso, se tutto a

rimosso in sesta giornata

posto.

Il CV

E’ l’introduzione, con posizionamento provvisorio o permanente, di un catetere sterile, in vescica

per via transuretrale o sovrapubica a scopo:

1. diagnostico

2. terapeutico

3. evacuativo

Se un pz rimane a letto e non può alzarsi e la minzione non risulta compromessa si posiziona un

uro-condom

Il CV in caso di chemio da contatto ha uno scopo diagnostico.

In un bimbo piccolo in cui abbiamo un’urinocoltura si posiziona il CV sempre a scopo

diagnostico per fare una procedura in modo sterile

Tipologie:

A seconda dell’impiego al quale è destinato, il catetere possiede fogge e dimensioni diverse ed è

costruito con vari materiali per renderlo rigido, semirigido o flessibile.

2 vie: uno per gonfiare il palloncino e l’altro per la

il fowley presenta fuoriuscita dell’urina

Il carcinoma della prostata comunemente diagnosticata nell’uomo,

Il tumore della prostata è oggi la neoplasia più

costituendo circa il 20% circa di tutti i tumori di nuova diagnosi. E’ attualmente anche la causa

più comune di morte per cancro (11%). Ha superato il carcinoma bronchiale (tumore del

polmone)

E’ raramente riscontrato prima dei 40 anni, essendovi un incremento dell’incidenza e della

prevalenza con l’aumentare dell’età. 4

Nella fase iniziale il tumore può essere asintomatico, questo perché magari ancora non va a

comprimere l’uretra (mentre nell’adenoma prostatico, il tumore resta all’interno della capsula, il

carcinoma prostatico tende a fuoriuscire e andare verso la vescica). Un semplice prelievo del

sangue consente di verificare il livello di una sostanza detta PSA. Il PSA ci dice che si ha

qualche problema sulla prostata ma non se il tumore è benigno o maligno.

Il PSA è la proteina che viene secreta dalla prostata, una piccola quantità della quale è

normalmente presente nel sangue. I pazienti affetti da cancro della prostata tendono ad avere un

livello di PSA più alto nel sangue

Ovviamente a questo punto si effettuano degli esami più specifici per individuare la causa

dell’ipertrofia

Altre indagini che vengono eseguite sono:

1. Esplorazione digito-rettale impiegata per l’esecuzione

2. Ecografia prostatica con sonda trans-rettale delle biopsie

prostatiche

La classificazione prevede:

1. T1-T2: neoplasia minima, solo intracapsulare. Il tumore si trova ancora nella capsula

2. T3-T4: estensione extracapsulare

3. N: coinvolgimento linfonodale

4. M: con metastasi

Al T quindi seguiranno dei numeri e delle lettere per stadiare il tumore

Come già detto, la diagnosi viene eseguita tramite:

1. Visita urologica

2. PSA (valore normale 0-4ng/mL): è un enzima presente se la prostata non funziona

correttamente

3. Esplorazione rettale, per tastare la prostata

4. Biopsia prostatica: dal punto di vista di esame istologico, ci sono 5 livelli di

differenziazione (più le cellule sono indifferenziate, più è grave); questa gradazione.

prende il nome di Gleason (5 completamente indifferenziate, 1 meno indifferenziate). È

l’esame che ci dà maggiormente la diagnosi in caso di tumore. Indica il grado di

differenziazione secondo Gleason (da 1 a 5): rappresenta il sistema internazionale per la

valutazione del grading tumorale prostatico, si basa sulla valutazione delle caratteristiche

architetturali della neoplasia e sulla propensione ad infiltrare il parenchima circostante

5. Ecografia trans-rettale

6. TC, RMN

La terapia prevede:

1. Sorveglianza attiva: un uomo, dopo i 50 anni, deve fare molta attenzione a possibili

sintomi tipici di tumore prostatico

(terapia antiormonale, con farmaci che azzerano l’idrotestosterone)

2. Terapia medica nelle fasi precoci (con tumore localizzato all’interno

3. Terapia chirurgica: della ghiandola

prostatica e senza segni clinici di metastasi a distanza ed in soggetti di età inferiore ai 70-

l’intervento è la

75 anni), prostatectomia radicale. Sopra questa età i pazienti effettuano 5

terapie ormonale ma non l’intervento chirurgico perché i rischi sono elevati a causa anche

delle comorbilità. Si valuta quindi il costo beneficio.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale, con un’incisione sotto-ombelico pubica,

per via extraperitoneale (questo perché la prostata sta fuori dal peritoneo). Questo intervento

è generalmente robotica, molto precisa e meno lesiva di quella non robotica.

4. Terapie varianti della chirurgica (radiante e combinata).

Gestione infermieristica

L’accertamento prevede la valutazione di:

1. Circolazione

2. Eliminazione

3. Alimentazione

4. Dolore

5. Sessualità –

Questi sono gli ambiti importanti da esplorare fin dal pre operatorio.

Diagnosi Infermieristiche:

1. Compromessa eliminazione urinaria correlata a:

• ostruzione meccanica: coaguli di sangue, edema, trauma, procedura chirurgia

• pressione e irritazione da parte del Catetere o del palloncino

• –

perdita del tono vescicale dovuta a eccessiva distensione pre operatoria o a

decompressione continua

evidenziata da:

• frequenza, urgenza, esitazione, disuria, incontinenza e ritenzione

• senso di pienezza vescicale, discomfort sovrapubico

NOC: obiettivi principali

• Emette una quantità normale di urine senza ritenzione

• Dimostrare comportamenti per riacquisire il controllo vescicale e urinario

NIC: interventi

• Valutare la diuresi, catetere e sistema di lavaggio e irrigazione

• Monitorare la diuresi annotando quantità, frequenza, dopo la rimozione del catetere

• Incoraggiare ad urinare regolarmente e ad assumere liquidi riducendo la sera

• Informare su esercizi perineali e a possibili perditi di urine dopo la rimozione

2. Rischio di insufficiente volume di liquidi:

Correlata a:

Vascolarizzazione dell’area chirurgica, difficoltà a controllare il

- sanguinamento;

- Restrizione preoperatoria delle assunzioni per digiuno;

- Diuresi post-ostruttiva; 6

NOC gli obiettivi saranno:

• Mantiene un’idratazione adeguata (andremo a prendere i PV, soprattutto PA,

polso, FC e entrate/uscite: una persona ipovolemica, infatti, comportare una

riduzione della PA e una tachicardia); un altro modo per capire se la persona è

ipovolemica possiamo andare ad osservare il cosiddetto refill capillare:

stringiamo un polpastrello e lo lasciamo, osservando quanto tempo impiega il

sangue a ritornare a livello capillare (in poche parole, quanto ci mette a sparire il

bianco sul polpastrello).

• Non presenta sanguinamenti in atto

NIC: • Ispezione medicazione ferita chirurgica e drenaggio: attenzione se si forma

ematoma sottocute

• Monitorare ed eseguire esami di laboratorio che prescrive il medico

• Valutare con il chirurgo se applicare trazione al catetere ancorandolo con cerotto

alla coscia annotando ora per alternare

• Monitorare entrate/uscite

• l’assunzione di liquidi o la sua

Incoraggiare, se non controindicato,

somministrazione anche di emoderivati;

• Ancorare il catetere, evitare la manipolazione;

• Osservare il drenato dal catetere per valutare il sanguinamento e regolare velocità

di lavaggio;

CV a 3 vie e lavaggio transcorrente

1. Nel post operatorio di interventi sulla prostata per rimuovere prontamente il sangue

proveniente dal sito chirurgico è presente il catetere foley a 3 vie di grosso calibro con

lavaggio continuo a caduta con soluzione salina isotonica per alcuni giorni fino a

risoluzione dell’ematuria macroscopica.

3. Rischio di infezione (ricorda che la febbre urinaria ha sempre brivido).

Correlata a:

• Procedure invasive: strumentazione durante l’intervento chirurgico, catetere frequente e

irrigazione vescicale

• Tessuti traumatizzati, incisione chirurgica

NOC:

• guarigione della ferita per prima intenzione

• Non manifestare segni di infezione

• Giungere tempestivamente alla cicatrizzazione

NIC • Mantenere il sistema catetere chiuso e sterile, lavaggio del meato urinario frequente con

detergente (se non adeguatamente deterso si può andare incontro ad infezioni)

• Sacca di drenaggio sufficientemente bassa anche durante la mobilizzazione

• Monitorare i PV in modo da rilevare precocemente i segni di infezione 7

• Osservare monitorando medicazioni e drenaggi

• Mantenere asciutte e pulite le ferite anche con sistemi barriera come per stomie

4. Dolore acuto (dovuto a spasmi vescicali e riflessi associati alla procedura chirurgica);

correlata a:

• Irritazione della mucosa vescicale, spasmo vescicale riflesso associato alla procedura

chirurgica e/o pressione da parte del palloncino vescicale

• Evidenti segni della persona per dolore (segni facciali, irrequietezza, atteggiamento di

protezione: il pz sarà piegato dal dolore)

Risultati attesi NOC livello del dolore:

• Riferire che il dolore è alleviato e sotto controllato

• Apparire rilassati, dormire e riposare in modo appropriato

• Dimostrare l’uso delle tecniche di rilassamento e tecniche diversive come indicato

NIC: interventi

• Valutare il dolore notando localizzazione, caratteristiche e intensità (VAS);

• Verificare pervietà drenaggi e del catetere evitano blocchi e inginocchiamenti dei tubi;

• Fornire misure di confort e incoraggiare le tecniche non farmacologiche di controllo del

dolore

• Somministrazione farmacologica se indicata e prescritta.

5. Rischio di disfunzione sessuale;

Dovuta a:

• Crisi situazionale;

• Minaccia al concetto di se e al cambiamento dello stato di salute

NOC: obiettivi saranno

• Dichiara di comprendere la funzionalità sessuale e le alterazioni che possono

verificarsi con l’intervento chirurgico

• Discute con il partner, riguardo i problemi relativi e i possibili cambiamenti di

immagine corporea

NIC: interventi

• Offrire al paziente e alla persona significativa occasioni per parlare;

• Dare informazioni sull’anatomia di base rispondendo onestamente;

• Dare informazioni precise circa le aspettative riguardo il ritorno alla norm.funz. Sessuale;

sull’eiaculazione retrograda;

Informare

• Fare riferimento al terapista sessuale come opportunità. 8

6. Conoscenza insufficiente riguardo alla condizione, alla prognosi, al trattamento, alla

cura di sé e ai bisogni alla dimissione

Correlata a: • Scarsa esperienza e o scarsi richiami, errata interpretazione delle informazioni; ¨

Insufficiente familiarità con le fonti informative.

Evidenziate da:

• Fare domande, richiedere informazioni, fare dichiarazioni che manifestano errata

comprensione;

• Dichiarata presenza del problema;

• Imprecisione nel seguire le istruzioni, sviluppo di complicanze prevenibili e

legate a mancata compliance

Risultati Attesi NOC (conoscenze processo di malattia e regime terapeutico)

• Dichiarare di comprendere la procedura chirurgica e le complicanze potenziali;

• Dichiarare di comprendere i bisogni terapeutici;

• Eseguire correttamente le procedure necessarie e spiegare le ragioni delle proprie

azioni.

NIC • Ricordare informazioni su gestione ferita, nutrizione, movimentazione, esercizi

perineali;

• Gestione a domicilio, importanza follow up, se necessario saper richiedere aiuto

anche specialistico.

Nel post-operatorio, per rimuovere prontamente il sangue proveniente dal sito chirurgico è

presente il catetere Foley, a 3 vie di grosso calibro, con lavaggio continuo a caduta con soluzione

risoluzione dell’ematuria.

salina isotonica per alcuni giorni, fino a

Assistenza infermieristica alla persona sottoposta a cistectomia (Asportazione della vescica)

è un’operazione chirurgica molto importante, che ha

La cistectomia (asportazione della vescica)

conseguenze soprattutto a livello psicologico della persona.

Una volta eseguita l’operazione, si esegue una derivazione urinaria, ossia una deviazione

del corso dell’urina dalla vescica ad una nuova via d’uscita un’apertura cutanea o

mediante

attraverso il condotto ileale. La deviazione urinaria si divide in due ramificazioni:

(ureterocutaneostomia, condotto ileale): l’emissione di urina è continua

1. Incontinenti

perché nelle derivazioni incontinenti noi non creiamo un serbatoio e saranno necessarie

delle sacche di raccolta cutanea per ricreare dei serbatoi simili alla vescica

2. Continenti (tasche eterotopiche [si ricrea in laboratorio], neovescica ortotopica[si ricrea

con degli organi]): vanno svuotate periodicamente ad intervalli regolari 9

Ma quali differenze concettuali ci sono rispetto alle stomie intestinali?

✓ L’urina fluisce costantemente all’esterno

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher campo100 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica specialistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pieri Paolo.
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