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INFERMIRISTICA CLINICA IN CHIRURGIA

Aspetto psicologico

 Comunicazione

 Informazioni pag. 2

 Assistenza inferm.ca + processo pag. 3

 Accesso in reparto e accoglienza pz

 Accoglienza pz operato

 Trasporto in reparto e consegne

 Accoglienza in sala operatoria (check list)

 Problemi post operatori + emostasi

 Evento avverso + teoria Reason

 Diagnosi inf.ca

 FERITE

 Classificazione

o Guarigione

o Cicatrizzazione + alterazioni

o Infez. Correlate all’assistenza +

o Infezioni del sito chirurgico

Infiammazione e infezione

 MEDICAZIONI + materiale

 DRENAGGI

 Contenitori e tubi

o Complicanze

o

Nutrizione in pz chirurgico

 STOMIE

 ASPETTO PSICOLOGICO 1

L’intervento chirurgico rappresenta una minaccia conscia od inconscia alla integrità

fisica della persona; l’atto operatorio è percepito come violento, aggressivo e a volte

come una mutilazione che potrebbe cambiare radicalmente la propria vita.

Il dolore è un meccanismo di dolore che si può limitare per un certo periodo grazie

all’anestesia. Cosa fa l’anestesia? toglie la sensazione del dolore

L’anestesia è un insieme di farmaci che hanno la funzione di agire sullo stato di

coscienza, capacità di respiro , far rilassare i muscoli. I farmaci anestetici possono

essere somministrati endovena e farmaci somministrati per inalazione (esempi quei

farmaci che agiscono sulla coscienza). Negli ultimi tempi sono migliorati i farmaci

anestetici perché riducono il numero degli effetti collaterali. Cosa contengono l’insieme

di questi farmaci: antiinfiammatori, antidolorifici, antiemetici (vengono utilizzati gli

antiemetici perché i pazienti in seguito all’operazione vomitavano succhi gastrici, e

questo era uno degli effetti collaterali che comportavano i farmaci anestetici).

Le paure più frequenti che precedono l’intervento chirurgico sono collegate tanto

all’atto chirurgico quanto all’anestesia generale:

- paura della morte

- paura di non risvegliarsi

- paura di rimanere cosciente durante l’intervento

- paura del dolore

- paura della sala operatoria, perché non si conosce l’ambiente, per gli allarmi dei

macchinari e apparecchiature poiché si associa al pericolo, per la temperatura più

bassa, la luce più forte. COMUNICAZIONE

Errori frequenti da evitare:

- sdrammatizzare l’evento che il pz sta vivendo

- paragonare la sua esperienza con la propria o quella degli altri

- generalizzare la situazione

- fornire false rassicurazioni

Dobbiamo instaurare una comunicazione che debba rassicurare la persona, senza però

andare oltre cioè prendersi carico dei problemi altrui. Ma non dobbiamo neanche avere

un distacco con la persona. È importante quindi comunicare oltre con le parole ma

anche con la prossemica e cinesica quindi la postura del nostro corpo, la mimica

facciale ecc. L’attenzione dell’infermiere deve essere rivolta alla persona

considerandola nella propria unicità , singolarità e nello stesso tempo nella propria

interezza. La comunicazione con l’esterno si manifesta in atteggiamenti ed emozioni

attraverso vie comunicative verbali e non verbali. L’infermiere deve cogliere i messaggi

non verbali o anche messaggi indiretti della persona. (non si può non comunicare, le

parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio). Spesso la comunicazione verbale

contraddice quella verbale tanto da rendere ambigua l’interpretazione del messaggio. 2

INFORMAZIONI

Istruzioni comportamentali

- per aiutare il paziente ad acquisire abilità da mettere

in atto nel post-operatorio, a seconda della tipologia dell’intervento. Dobbiamo

offrire un’assistenza attiva e non passiva, dobbiamo cercare di pensare cosa

avrebbe bisogno il paziente.

Informazioni procedurali

- su tempi e modi dell’intervento. In alcune le realtà ai

pazienti viene fornito un opuscolo informativo sull’intervento operatorio che

devono effettuare.

Istruzioni sensoriali

- anticipando le sensazioni che potrà provare (senso di

stordimento, dolore,) cosa troverà la sala operatoria, che tipo di controlli faremo

(controllo della PA più volte).

L’assistenza infermieristica può essere definita come un comportamento osservabile

che si attua mediante lo svolgimento di azioni fra loro coordinate, per risolvere un

bisogno specifico manifestatosi in un cittadino /malato.

Le azioni di assistenza infermieristica sono definite prestazioni sono un complesso

di azioni coordinate, e risultati che risolvono un bisogno specifico (bisogno che può

essere definito come una mancanza di qualcosa utile o indispensabile, un’esigenza

manifestata dall’uomo).

Il bisogno di assistenza infermieristica è l’esigenza da parte dell’uomo di ricevere

assistenza qualora si verificano particolari condizioni fisiche o psichiche che lo

richiedano. Esso può essere soddisfatto da un professionista infermiere in quanto

possiede conoscenze e competenze tecniche specifiche e lo fa attraverso il PROCESSO

INFERMIERISTICO valutazione iniziale (raccolta dati), diagnosi infermieristica

(interpretazione dati), pianificare, attuare, e valutazione dei risultati.

PERCORSO ASSISTENZIALE

Soprattutto nei reparti chirurgici, il pz da una situazione di autonomia per divenire

dipendente.

Tra la dipendenza e l’autonomia ci sono di

mezzo delle componenti. Quando il paziente è

autonomo è sufficiente indirizzarlo, quindi

dare delle informazioni; guidare significa

dare delle informazioni più dettagliate e

seguire la persona. Sostenere vuol dire

facilitare le azioni, compensare significa

appunto compensare alla mancanza ad

esempio portare un presidio (pala, catetere,

pannolone), sostituire “fare qualcosa a

posto del paziente” ad esempio per quanto

riguarda la respirazione, utilizzare un presidio come il ventilatore. 3

MODALITA’ DI ACCESSO AL REPARTO CHIRURGICO

L’accesso può avvenire in due modalità:

ELEZIONE (ricovero ordinario o day surgery, sono dei ricoveri programmati)

 URGENZA

ACCOGLIENZA DEL PAZIENTE

Fornire informazioni al paziente e ai suoi familiari (anche mediante opuscoli)

sull’intervento chirurgico, igiene (prevenire le infezioni collegate all’assistenza, igiene

della cute, igiene orale, dei genitali… ), alimentazione (digiuno pre-operatorio, dieta

priva di scorie per alcuni esami come la colonscopia), preparazione (sia dal punto di

vista fisico che psicologico, come per esempio di dover fare una tricotomia o rimuovere

smalto dalle unghie nel caso di ipossia) e orari visite (contatti telefonici tutto quello che

può essere utile per il paziente).

La scala di Barthel viene utilizzata per analizzare la capacità di autonomia della

persona; indica lo stato di salute del paziente che può modificarsi nel tempo (quindi si

può somministrare più volte perché l’autonomia non può essere costante). La scala

riguarda il grado di autonomia nei movimenti, nell’alimentazione, nell’igiene, nel

vestirsi, tutte le funzioni vengono sommate e questo da un punteggio totale che ci può

dire se la persona la un grado assente-parziale-totale di autonomia.

- alimentazione che deve essere curata in base al tipo di intervento, digiuno,

alimentazione a base di fibre o proteine. Ovviamente varia con il variare delle

*

condizioni del paziente dal pre-operatorio al post-operatorio.

n

-preparazione intestinale: on è sempre necessaria, dipende dal tipo di

intervento, un esempio è la colonscopia. L’obiettivo è quello di liberare l’intestino

per ridurre la possibilità di contaminazione endogena intraoperatoria e proteggere le

eventuali anastomosi della pressione generata dalla massa fecale. Si possono

utilizzare lassativi osmotici, clisteri o purganti.

- preparazione cutanea: è importante per la prevenzione delle infezione del sito

chirurgico. Esempio è la tricotomia che si può fare con creme depilatorie o rasoi

elettrici, ma non a lama perché può produrre micro lesione (sede di infezioni), la

doccia preoperatoria da far effettuare ai pazienti ,o aiutarli, la doccia o il bagno,

compresi i capelli, la sera prima o il giorno dell’intervento utilizzando sapone o

sapone antisettico. Non ci sono evidenze che l’utilizzo di clorexidina al posto del

sapone riduca l’incidenza patogena.

-profilassi antibiotica: non è sempre necessaria perché potrebbe crearsi una

situazione di antibiotico resistenza, poiché ci sono ceppi di batteri che sono diventati

resistenti all’antibiotico stesso. Va effettuata secondo linee guida concordate con i

chirurghi e con il comitato infezioni ospedaliere, non è indicata per tutti gli interventi

chirurgici.

– altre profilassi: per le allergie, per le trombosi (trombosi venosa profonda,

soprattutto negli arti inferiori, si deve evitare che il trombo possa staccarsi e andare 4

in circolo, per esempio a livello della vena iliaca, causando un’embolia polmonare ),

le calze anti-trombo (vengono messe prima dell’intervento, prima che il paziente si

alzi la mattina quindi quando il paziente è al riposo, devono essere della giusta

dimensione, igiene della cute e il controllo dell’integrità della cute, controllare la

temperatura dell’estremità poiché potrebbe rallentare il circolo venoso alla periferia),

l’eparina si effettua per evitare trombosi ed embolia. Ovviamente si effettua se il

paziente deve essere allettato, se ha problemi cardiovascolari, arteriosclerosi, età al

di sopra dei 40 anni, la gravidanza che crea un ristagno del circolo venoso alle

gambe poiché l’utero poggia sulle vene iliache, riducendo il flusso venoso. Possono

essere somministrati dei fattori della coagulazione.

* Rispetto all’ALIMENTAZIONE ha importanza notevole in ambito chirurgico.

Sospensione dell’alimentazione solida almeno 7-8 ore prima dell’intervento per

prevenire il rischio di aspirazione gastrica (polmonite ab ingestis) durante l’intubazione

tracheale; i liquidi possono essere assunti fino a due ore prima dell’intervento. Farmaci

importanti possono essere assunti con poca acqua (da concordare con l’anestetista).

Quando il paziente è denutrito si può effettuare una nutrizione artificiale enterale o

parenterale (endovenosa). (questo accade nel pre e post operatorio).

Nel pre operatorio il paziente può alimentarsi fino alla sera precedente alle 12/00, dopo

le 20 può assumere liquidi chiari (acqua, thè…) che vengono assorbiti ed eliminate

rapidamente. Però questo è molto discutibile perché ad esempio i bambini non possono

stare così tanto tempo a digiuno o senza idratarsi perché rischiano una disidratazione

precoce, i diabetici, gli anziani.

NPO (NIHIL PER OS) FINO A MEZZANOTTE: è una pratica di facile gestione. Si cerca

di avere il digiuno per 7-8 ore prima dell’intervento. Questa pratica ha degli svantaggi:

sensazione di sete, ipoglicemia, ipovolemia, scarsa compliance cioè il paziente non

rispetta le indicazioni date dall’infermiere.

SVUOTAMENTO GASTRICO: i liquidi chiari e trasparenti (acqua, the..) transitano

rapidamente, mentre i solidi più lentamente. Ovviamente lo svuotamento gastrico è un

processo altamente soggettivo. Più precisamente il 50% dei liquidi chiari o trasparenti

abbandona lo stomaco in 20 min il 90% entro un’ora e il 100% entro la seconda ora.

LA POLMONITE AB INGESTIS: è provocata dal passaggio nell’albero

tracheobronchiale di materiale normalmente contenuta nello stomaco (cibo e succhi

gastrici). Si tratta di una forma di polmonite chimica nella quale il danno al tessuto

polmonare è essenzialmente causato dal contatto con il contenuto gastrico.

-l’induzione dell’anestesia generale comporta la depressione dei riflessi della faringe

laringe cui si devono i meccanismi fisiologici di protezione delle vie aeree: la tosse e la

deglutizione. In presenza di rigurgito di contenuto

gastrico o vomito franco è possibile si verifichi la sua inalazione. Se si sospetta che lo

stomaco sia pieno allora si procede con l’aspirazione del contenuto con un SNG. 5

PREPARAZIONE ALL’ACCOGLIENZA DEL PAZIENTE OPERATO:

- rifacimento del letto con biancheria pulita, posizionare se necessario una traversa

con tela cerata

- predisporre quanto necessario per l’assistenza post-operatoria (gorgogliatore e

mascherina per ossigeno, supporto per terapia infusionale, materiale per bronco

aspirazione, saturimetro, pompe di infusione

TRASFERIMENTO AL REPARTO

(devono esserci delle prescrizioni per il post operatorio vuol dire che ci sono dei

trattamenti che devono essere eseguiti.)

L’infermiere verifica che al risveglio il paziente è cosciente, risponde a semplici

comandi e che abbia il riflesso della tosse; l’attività respiratoria e la saturazione sono

normali; i valori pressori e la frequenza cardiaca sono normali; temperatura corporea e

la scala del dolore; prescrizione per il post-operatorio sono documentati.

ACCOGLIENZA DEL PAZIENTE OPERATO IN REPARTO

- monitoraggio delle funzioni vitali;

- monitoraggio dei drenaggi chirurgici (la caduta, l’aspirazione, )valutando l’aspetto e

la qualità;

- controllo del sng;

-controllo della diuresi ed eventuale valutazione del bilancio idrico;

- effettuare terapie prescritte (ossigeno, infusioni, farmaci… )

CONSEGNE

Sono dei documenti che vengono consegnati dall’infermiere di sala operatoria

all’infermiere di reparto. Si può verificare quindi:

- il tipo di anestesia effettuata

- perdite ematiche ed eventuali trasfusioni effettuate da effettuare;

- esami ematochimici o strumentali fatti ed eventualmente da ripetere (emocromo,

ecg, rx di controllo);

- controllo diuresi, PA, frequenza cardiaca e respiratoria, saturazione

- controllo di accessi venosi centrali e periferici, sng, catetere vescicale e drenaggi;

- terapia antalgica;

- indicazioni riguardo la gestione della ferita;

- indicazioni sulla postura del paziente; 6

CARTELLA CLINICA DEL PAZIENTE

Si tratta di un documento con valenza legale / giuridica che ha segreto professionale.

La cartella clinica del paziente deve essere completa di anagrafica, anamnesi remota e

prossima, esame obiettivo, consenso informato all’intervento, consenso informato

all’anestesia, consenso informato per eventuale emotrasfusione, esami ematochimici e

strumentali scheda unica di terapia aggiornata, checklist di sicurezza del paziente (con

segnalazione evidenziata di allergie), immagini diagnostiche e referti strumentali

aggiornati ed integrati.

Check listè una lista ordinata di cose da controllare, che devono essere controllate

non in maniera automatica ma verificando.

L’infermiere verifica mediante la check list:

- Identità del pz e corrispondenza con cartella clinica (non copiare perché devo

essere certa di ciò che sto facendo)

- Presenza dei consensi informati

- Presenza dei referti degli esami strumentali e di laboratorio

- Disponibilità di sangue ed emoderivati

- Preparazione (alimentazione, preparazione intestinale e cutanea, farmaci,

profilassi)

- Rimozione di eventuali protesi dentarie

- Rimozione e custodia di oggetti personali

- Il pz deve indossare un camice fornito dal reparto e non indumenti personali

La check-list può essere modificabile in base al reparto (catetere, stomie)

*Nella nota operatoria deve esserci scritto quando avverrà l’intervento e quando

durerà, se il paziente deve essere accompagnato che può essere un bambino, un

anziano una persona che ha problemi mentali. In caso di allergie al latice, poiché ci

sono delle stanze operatorie con o senza strumenti in latice.

ACCOGLIENZA IN SALA OPERATORIA

La check list andrebbe controllata al ritorno dalla sala operatoria, per vedere se è

stata predisposta una profilassi antitrombotica; aiuta a capire cosa è avvenuto in sala

operatoria. È obbligatoria, serve per ridurre la possibilità di errore grazie a degli

escamotage; è divisa in 3 parti: 7

SIGN IN (registrazione iniziale) viene effettuata all’ingresso del paziente e

 bisogna leggerla ad alta voce per non effettuare errori:

1) bisogna confermare l’identità del paziente;

2) confermare la sede dell’intervento soprattutto per organi pari che possono

essere confondibili;

3) procedura: in casi di omonimia accertarsi dell’identità; consensi: consenso

chirurgico-anestesiologico-emo/competenti consapevolezza dei pazienti ad

affrontare l’intervento;

4) marcare il sito di intervento;

5) controlli sui ventilatori, sugli innesti, sui macchinari per la sicurezza

dell’anestesia e dell’intervento stesso;

6) allergia: in caso di allergia a qualche farmaco anestetico bisogna trascriverlo;

7) difficoltà di gestione delle vie aeree e rischio di aspirazione;

8) rischio di perdita ematica superiore a 500ml perché nel caso bisogna fare

richiesta di sacche di sangue disponibili e avere il consenso del paziente alla

trasfusione;

TIME OUT (prima dell’incisione della cute):

 1) presentazione dell’equipe (dei ruoli e delle responsabilità) l’equipe deve

confermare l’identità , la procedura e il posizionamento del paziente;

2) criticità sulla durata dell’intervento e perdite

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rossellacovi00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica in chirurgia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Tateo Anna Laura.
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