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Inf. clinica emergenza 1: l’organizzazione del soccorso intra ed extra-ospedaliero

Primo soccorso

Il Primo Soccorso è definito come l’insieme dei comportamenti di aiuto e delle prime cure, prestati per una patologia acuta o una lesione.

Il Primo Soccorso può essere messo in atto da chiunque in qualsiasi situazione.

È definito come addetto al Primo Soccorso chi, addestrato nelle tecniche di Primo Soccorso, debba:

  • Riconoscere, valutare e definire le priorità nel primo soccorso;
  • Prestare le cure in conformità a competenze adeguate;
  • Riconoscere i propri limiti e chiedere altra assistenza quando necessario;

Gli obiettivi del Primo Soccorso sono quelli di preservare la vita, alleviare la sofferenza, prevenire nuove malattie o lesioni, favorire la guarigione.

Questa definizione del 2015 di Primo Soccorso, così come creata dalla First Aid Task Force di ILCOR, evidenzia la necessità di riconoscere le lesioni e le malattie, la necessità di sviluppare una competenza specifica di base e la necessità, per i primi soccorritori, di provvedere simultaneamente a fornire le cure immediate e attivare il sistema di emergenza sanitaria, o altre risorse mediche, in base alle esigenze.

La catena della sopravvivenza

I 4 anelli della catena prevedono:

  • Accesso precoce al Servizio Sanitario Urgenze Emergenze 112 per l’emergenza extraospedaliero oppure al team di emergenza medica MET per quella intra-ospedaliera;
  • BLS precoce e di qualità;
  • Defibrillazione precoce;
  • ALS precoce e di qualità; condiziona l’esito finale.

La qualità del primo soccorso extraospedaliero dipende dalla rapidità dell’arrivo sulla vittima e dalla qualità dell’organizzazione del sistema di emergenza sanitaria.

2 mediana dei tempi tra la chiamata e l’arrivo.

Nella maggior parte delle comunità, la mediana dei tempi tra la chiamata e l’arrivo dell’ambulanza, intervallo di risposta, è di 5-8 minuti di 8-11 minuti se si considera l’erogazione del primo shock.

Durante questo intervallo di tempo la sopravvivenza del paziente dipende dagli astanti che iniziano la RCP e che utilizzano il defibrillatore automatico esterno DAE per la defibrillazione.

Defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto cardiaco può aumentare la sopravvivenza fino al 50-70%.

La defibrillazione precoce può essere ottenuta dai soccorritori mediante l’utilizzo di defibrillatori DAE di accesso pubblico o presenti in loco.

I programmi di accesso pubblico alla defibrillazione dovrebbero essere attivamente implementati nei luoghi pubblici con una elevata densità di persone.

Team di emergenza medica intra-ospedalieri

Nella catena della sopravvivenza dell’arresto cardiaco, il primo anello rappresenta il riconoscimento precoce del paziente che si sta aggravando e la prevenzione dell’arresto cardiaco.

È raccomandato l’impiego dei team di emergenza medica MET dal momento che sono stati associati ad una ridotta incidenza di arresto cardiaco/respiratorio e a percentuali maggiori di sopravvivenza.

I MET sono parte del sistema di risposta rapida, che include anche la formazione del personale sui segni di deterioramento del paziente, il monitoraggio dei segni vitali appropriato e regolare, istruzioni chiare per guidare il personale nella individuazione precoce del paziente che si aggrava, ad es., criteri di chiamata o sistemi a punteggio per l’allarme precoce es NEWS, un sistema chiaro e uniforme per chiamare aiuto e una risposta assistenziale alla chiamata di aiuto.

Riconoscimento dell’arresto cardiaco

Il riconoscimento dell’arresto cardiaco può essere difficoltoso.

Sia gli astanti che coloro che gestiscono le chiamate di emergenza, soccorritori di centrale operativa, devono riconoscere immediatamente l’arresto cardiaco in modo da attivare prontamente la catena della sopravvivenza.

3 sopravvivenza.

È stato dimostrato che la ricerca del polso carotideo, o di qualunque altro polso, sia un metodo poco attendibile per confermare la presenza o l’assenza del circolo.

Fino al 40% dei pazienti presenta respiri agonici nei primi minuti dell’arresto cardiaco, e se riconosciuti come segni di arresto cardiaco, questi sono associati ad una maggiore sopravvivenza.

Gli astanti dovrebbero sospettare l’arresto cardiaco e iniziare la RCP se la vittima non risponde e non respira normalmente.

Gli astanti dovrebbero sospettare l’arresto cardiaco in tutti i pazienti che presentano convulsioni.

Riconoscimento dell’arresto cardiaco

Il riconoscimento dell’arresto cardiaco può essere difficoltoso.

Sia gli astanti che coloro che gestiscono le chiamate di emergenza, soccorritori di centrale operativa, devono riconoscere immediatamente l’arresto cardiaco in modo da attivare prontamente la catena della sopravvivenza.

È stato dimostrato che la ricerca del polso carotideo, o di qualunque altro polso, sia un metodo poco attendibile per confermare la presenza o l’assenza del circolo.

Fino al 40% dei pazienti presenta respiri agonici nei primi minuti dell’arresto cardiaco, e se riconosciuti come segni di arresto cardiaco, questi sono associati ad una maggiore sopravvivenza.

Gli astanti dovrebbero sospettare l’arresto cardiaco e iniziare la RCP se la vittima non risponde e non respira normalmente.

Gli astanti dovrebbero sospettare l’arresto cardiaco in tutti i pazienti che presentano convulsioni.

Riconoscimento precoce e chiamata d’aiuto

Riconoscere l’origine cardiaca del dolore toracico e chiamare il servizio di emergenza sanitaria prima che la vittima perda coscienza, permette l’arrivo più tempestivo dell’ambulanza, possibilmente prima che il paziente degeneri in arresto cardiaco, e consentendo così una sopravvivenza migliore.

Non appena si presenta l’arresto cardiaco, il riconoscimento precoce è di fondamentale importanza per consentire la rapida attivazione del servizio di emergenza sanitaria e l’immediato inizio della RCP da parte degli astanti.

Le osservazioni chiave per il riconoscimento di un arresto cardiaco sono: la vittima non risponde e non respira normalmente.

Allerta dei servizi di emergenza: numero unico europeo 112

Il numero telefonico per le emergenze in Europa è il 112.

È disponibile ovunque in Europa, è gratuito ed è possibile chiamare il 112 da telefoni fissi o mobili per contattare tutti i servizi di emergenza:

  • Il soccorso sanitario;
  • I vigili del fuoco;
  • La polizia di stato;
  • I carabinieri;

4 precoce.

L’allerta dei servizi di emergenza:

  • Favorisce l’assistenza da parte di un operatore di centrale nel riconoscimento dell’arresto cardiaco e nel fornire istruzioni telefoniche su come effettuare una RCP;
  • Consente inoltre il tempestivo arrivo dei servizi di emergenza medica o dei primi soccorritori;
  • Favorisce la localizzazione e/o l’invio di un DAE;

Allarme ed organizzazione dei soccorsi

La centrale operativa del 112 costituisce il cervello del sistema di soccorso per l’urgenza e l’emergenza territoriale.

Compito della centrale operativa è quello di garantire il coordinamento di tutti gli interventi nell’ambito territoriale di riferimento e di attivare la risposta ospedaliera, 24 ore su 24.

Funzioni della centrale operativa

I compiti della centrale operativa sono:

  • Ricezione delle richieste;
  • Gestione telefonica dell’allarme;
  • Valutazione del grado di criticità dell’evento;
  • Attivazione e coordinamento degli interventi;
  • Stabilire protocolli operativi interni;
  • Formazione ed aggiornamento del personale che opera nella centrale e sul territorio di competenza;
  • Trasporto urgente di sangue ed i servizi connessi ai prelievi e trapianti d’organo;

Il sistema del Dispatch

È un sistema elaborato negli Stati Uniti che comprende tutte le operazioni inerenti il sistema di soccorso, dalla ricezione della chiamata all’arrivo dei soccorritori sul luogo dell’evento.

Si parla di sistema, poiché è un processo costituito da 5 fasi principali:

  • Intervista telefonica;
  • Attribuzione codice di gravità;
  • Scelta del mezzo di soccorso;
  • Istruzione all’utente sulle manovre da effettuare pre-arrivo dei mezzi di soccorso;
  • Supporto informativo ai soccorritori fino all’arrivo sul target.

Questa attività consiste non solamente in un’intervista e nello stabilire un codice di gravità; dall’operatore dipende il mezzo di soccorso utilizzato, MSA e/o MSB, e la rapidità con cui questa risorsa deve raggiungere il luogo dell’evento.

L’intervista telefonica

È fondamentale per il Dispatch; essa cambia a seconda dei protocolli stabiliti da ogni centrale operativa, ma sostanzialmente le domande devono essere fatte sono:

  • Da dove chiama?
  • Che cosa è successo?

5 L’infermiere deve raccogliere tutte le informazioni necessarie all’identificazione del luogo dell’evento, indirizzo, punti di riferimento, chiedere ai parenti, se possibile, di recarsi sulla via principale per aiutare il mezzo al raggiungimento del posto, poi deve sempre farsi dare un numero di telefono se non registrato dai sistemi informatici per chiamare laddove ci fossero problemi per l’arrivo sul target.

Il call taker ed il call dispatcher

Vi è dissonanza e differenti prospettive tra interlocutore ed operatore.

La chiamata telefonica per una richiesta di soccorso rappresenta per l’operatore addetto al triage telefonico una sfida.

Chiamante Operatrice:

  • Paura, agitazione, impazienza;
  • Capire maggiormente che tipo di evento è successo;
  • Pretesa di un intervento immediato;
  • Esigenza di un breve approfondimento;
  • Fretta, ansia, agitazione;
  • Grado di pericolosità della scena;
  • Non è disposto a rispondere a troppe domande;
  • Che tipo di risorsa adeguata per ogni singolo evento;
  • Esiste solo lui;
  • In quali tempi, le modalità di azione;
  • Risorse limitate;

Intervista face to face e telefonica

Intervista Face to face Telefonica:

  • Integrata dall’osservazione diretta;
  • Osservazione attraverso gli occhi di un’altra persona;
  • Esame obiettivo;
  • Ascolto del “non detto” e indizi non verbali come pause, respiro, rumori di fondo, altre voci;
  • Interazione diretta;
  • Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale;
  • Guidata da un’immagine mentale sulla persona e sulla situazione;
  • Convalida/check immediato;
  • Elementi soggettivi ed oggettivo, vedo;
  • Fonte: persona o Proxy;
  • Attendibilità, affidabilità;

Presupposti per un’intervista telefonica adeguata sono:

  • La collaborazione di chi richiede il soccorso, il cosiddetto caller;
  • L’addestramento dell’operatore a ottenere le informazioni necessarie;
  • L’uso di un protocollo che consenta di inquadrare, con buona approssimazione, lo stesso tipo di problema sempre nella stessa maniera;
  • La comunicazione utilizzata dal dispatcher;

La collaborazione del cittadino dipende dal suo stato emotivo, l’effettiva non conoscenza della situazione e l’educazione sanitaria fatta alla popolazione sull’uso di determinati servizi.

Contrariamente a quanto si pensi, lo stato di agitazione da parte del caller rappresenta la causa meno importante di scarsa collaborazione; infatti un operatore addestrato a determinate tecniche di intervista saprà calmare l’utente e ottenere le informazioni necessarie.

6 Ripetendo le stesse parole con lo stesso tono, il dispatcher riesce a diminuire l’ansia del chiamante e riportare la conversazione sotto la sua direzione e porre tutte le domande del caso.

Se la chiamata viene fatta da una terza persona che non sa cosa sia accaduto ed è stato solo incaricato di chiamare il 112, questo è un vero problema, perché in questo modo l’infermiere riesce a localizzare il target, ma non è in grado di effettuare un corretto triage telefonico.

Istruzioni sul da farsi in attesa dell’arrivo dei soccorsi: intervallo libero, primo soccorso

L’operatore della Centrale Operativa 118 supporta gli astanti:

  1. Liberazione vie aeree;
  2. Respirazione artificiale;
  3. Emostasi;
  4. Posizione antishock;
  5. Massaggio cardiaco esterno;
  6. Defibrillazione precoce;
  7. Posizione di sicurezza;
  8. Immobilizzazione di sospette fratture;
  9. Mobilizzazione di sospette fratture vertebrali.

Istruzioni telefoniche salvavita

In attesa che arrivino i soccorsi organizzati, l’operatore della C.O. 118 può anche aiutare un interlocutore inesperto ad eseguire interventi non dilazionabili che possono risultare salvavita.

Le persone in crisi, una volta iniziato a seguire le istruzioni dell’operatore, lo fanno parola per parola: esse tendono a regredire ad uno stadio infantile e seguono più facilmente istruzioni concise e dirette.

Ulteriori informazioni ottenibili

  • Altri dettagli per identificare il luogo dell’incidente;
  • Situazione del traffico, carreggiate percorribili;
  • Suggerimenti per vie d’accesso preferenziali;
  • Presenza o meno delle Forze dell’Ordine;

Istruzioni sul da farsi in attesa dell’arrivo dei soccorsi: intervallo libero, misure di sicurezza

  • Spegnere il motore dei veicoli coinvolti in caso di trauma su strada;
  • Segnalare al traffico in arrivo la presenza dell’incidente;
  • Non muovere i feriti, se non in pericolo d’incendio, sommersione o altro; in tal caso, mantenere allineati testa, collo e dorso;
  • Effettuare una prima valutazione dei feriti restando in collegamento telefonico per l’assistenza ed eventuali manovre di rianimazione;
  • Avvisare le persone coinvolte che non devono allontanarsi prima dell’arrivo dei soccorsi;

In alcuni casi può istruire ad effettuare manovre salvavita: le persone agitate regrediscono ad uno stadio infantile e seguono facilmente istruzioni coincise e dirette.

Codifica mediante codice colore della criticità degli eventi

7 Codifica mediante codice colore della criticità degli eventi.

Per valutare la criticità si utilizzano dei protocolli standard in modo da poter attivare l’intervento più idoneo con le risorse disponibili.

  • Bianco: non critico; intervento non ha le necessità di essere espletato in tempi brevissimi;
  • Verde: poco critico; intervento differibile ma prioritario rispetto al codice bianco; segni vitali stabili; ustioni inferiori al 18% della superficie corporea; fratture minori; emorragie contenibili;
  • Giallo: mediamente critico; situazioni a rischio; intervento non differibile; ustioni inferiori al 27% della superficie corporea; intossicazioni o traumi senza perdita di coscienza; ferite toraciche o addominali senza dispnea; traumi vertebrali; fratture multiple;
  • Rosso: molto critico; emergenza assoluta; intervento prioritario, possibilmente con mezzo di soccorso avanzato; arresto cardio-circolatorio; arresto respiratorio; emorragie incontenibili; shock; ustioni estese; intossicazioni o traumi con perdita di coscienza; ferite toraciche o addominali con dispnea;

Schema di domande effettuate al triage.

8

Attivazione e coordinamento degli interventi

Ottenute le informazioni per valutare la criticità dell’evento l’operatore della C.O.:

  • Attiva, fra quelle a disposizione, l’Unità Mobile che sia la più adeguata, per competenza dell’equipaggio e dotazione strumentale, in modo che parta entro un minuto;
  • Fornisce poi alla squadra di soccorso ulteriori informazioni, su tipo di emergenza ed eventuali problemi di viabilità, durante il percorso;
  • Se necessario, attiva il collegamento anche con altri servizi pubblici deputati alle emergenze;
  • Mantiene il contatto radio per supportare l’intervento e fornire le direttive previste dai protocolli operativi;
  • Preavverte la struttura ospedaliera più idonea e coordina la modalità di trasporto più adeguata alle condizioni delle vittime;

Le risorse tecnologiche

La C.O. deve essere sempre a conoscenza:

  • Della dislocazione dei mezzi di soccorso sul territorio;
  • Delle postazioni di guardia medica;
  • Delle disponibilità di posti letto di UTI generale e specialistica;
  • Cardiochirurgia;
  • Neurochirurgia;
  • Chirurgia toracica e vascolare;
  • UTI neonatale;
  • Centri ustione;
  • Delle UTI e di alta specialità collocati fuori dal proprio territorio;

Sistema informativo

La centrale operativa deve essere dotata di un sistema informativo che permetta di disporre di dati aggiornati e tempestivi relativi agli ospedali di riferimento, alla dislocazione dei punti di primo intervento nonché di informazioni relative alle località sedi dell’evento e riferimenti cartografici e di viabilità.

Rete telefonica

La rete telefonica della centrale operativa il 112 consente di:

  • Captare la chiamata effettuata dai normali apparecchi telefonici;
  • Utilizzare la rete telefonica digitale per le comunicazioni con le strutture dei servizi di guardia medica territoriale;
  • Utilizzare linee telefoniche dedicate per le comunicazioni con i dipartimenti di emergenza e gli altri servizi pubblici deputati alle emergenze, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Prefettura, Polizia, etc;

Radiocollegamenti

La rete radiofonica deve prevedere collegamenti tra:

  • Le varie C.O. 112;
  • La centrale operativa, unità di gestione dei mezzi e gli stessi mezzi di soccorso fra di loro.

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Dotazione infermieristica della centrale operativa

Il personale infermieristico della C.O. è composto da professionisti con esperienza nell’area critica che hanno seguito specifici corsi di formazione nel settore dell’emergenza.

Gli infermieri svolgono funzioni di:

  • Ricezione, registrazione e selezione delle ri
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviavar di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica in area critica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Ambrogi Federico.
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