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Infermieristica applicata a percorsi diagnostici e terapeutici

Prima lezione 16-02-2015
Professore Chiesi Ivens —> ivens.chiesi@asmn.re.it tel ufficio 0522 522408

Esame

Prova scritta a domande chiuse e/o risposte brevi e successivamente prova orale che riguarda tutti i contenuti trattati nel modulo e la capacità di risolvere, mediare applicazione di quanto trattato e brevi problematiche assistenziali. Se si passa lo scritto e l’orale no si deve ripetere di nuovo lo scritto. Orale subito dopo la prova scritta.

Appelli d’esame sessione estiva

Infermieristica applicata, farmacologia e diagnostica

  • 7 luglio
  • 22 luglio
  • 8 settembre
  • 23 settembre

Patologia clinica e generale

  • 24 giugno
  • 27 giugno
  • 9 settembre
  • 24 settembre

Una volta passati questi due esami occorre iscriversi su esse3 per verbalizzare i voti. Patologia generale e clinica sono insieme. Bisogna passarli con almeno la sufficienza entrambi per poter passare l’esame. Infermieristica applicata, farmacologia e diagnostica sono insieme. Se non si passano tutti si ripete l’intero esame.

Insegnamento

Patologia e farmacologia nei processi diagnostici e terapeutici.

Modulo

Infermieristica applicata ai percorsi diagnostici e terapeutici.

Libri

  • La prescrizione e la somministrazione dei farmaci. responsabilità giuridica e deontologica McGraw Hill, 2014 soprattutto questo
  • Terapia infusionale. strumenti e metodi McGraw Hill
  • Farmaci e via di somministrazione edises Vanzetta

Approfondimenti libri

  • Medicina legale per infermieri Rodriguez D. Carocci Faber, Roma, 2004
  • Esami diagnostici della Rosa C. piccin, Padova, 2007

Informazioni sui corsi

Patologia generale 3 CFU 36 ore
Patologia clinica 1 CFU 12 ore
Farmacologia generale 2 CFU 24 ore
Infermieristica applicata 2 CFU 24 ore, max assenze 6 ore a percorsi diagnostici e terapeutici
Diagnostica per immagini 1 CFU 12 ore di radioterapia

Unità didattiche

  • Farmaci: dalla prescrizione alla somministrazione
  • La somministrazione di farmaci per via parenterale (sta al di fuori di tutto quello che riguarda l’intestino)
  • La somministrazione di farmaci per via enterale (tutto ciò che riguarda l’intestino)
  • La terapia trasfusionale con emocomponenti
  • Il prelievo di campioni ematici (verificano fattori fisiologici di situazioni patologiche per far sì che i farmaci funzionino)
  • Le indagini diagnostiche strumentali: endoscopie e centesi

Unità didattica 1: Farmaci: dalla prescrizione alla somministrazione parte 1

Perché compete all’infermiere somministrare farmaci che ha prescritto il medico? Legge 26 febbraio 1999 n. 42 (approvata perché c’era molta carenza infermieristica, richiesta di lavoro nel campo degli infermieri). Gli infermieri pretendevano un riconoscimento della loro professione, così facendo hanno incentivato il lavoro.

Art. 1: Definizione professioni sanitarie: si sostituisce la professione sanitaria ausiliaria decretata con regio decreto del 27 luglio 1934 n.1265 da Emanuele II con professione sanitaria, viene abrogato il termine ausiliario. Riconosce la competenza degli infermieri circa lo svolgimento di funzioni che erano già svolte da numerosi anni. L’abrogazione del mansionario non vuol dire che le attività in esso indicate non siano più di pertinenza infermieristica, significa che non esiste più il vincolo prescrittivo del mansionario.

Art. 2: Attribuzioni assistenziali dell’infermiere:

  • Assistenza completa dell'infermo
  • Somministrazione dei medicinali prescritti ed esecuzione dei trattamenti speciali curativi ordinati dal medico
  • Sorveglianza e somministrazione delle diete
  • Assistenza al medico nelle varie attività di reparto e di sala operatoria
  • Rilevamento delle condizioni generali del paziente, del polso, della temperatura, della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria
  • Effettuazione degli esami di laboratorio più semplici
  • Raccolta, conservazione ed invio in laboratorio del materiale per le ricerche diagnostiche
  • Disinfezione e sterilizzazione del materiale per l'assistenza diretta al malato
  • Opera di educazione sanitaria del paziente e dei suoi familiari

L’infermiere è responsabile dell’assistenza infermieristica e deve garantire la corretta prescrizione e somministrazione di farmaci nel campo diagnostico e terapeutico. Dal decreto del 14 marzo 1974 l’infermiere poteva eseguire alcune pratiche solo sotto prescrizione e controllo medico, alcuni esempi sono le vaccinazioni per via orale intramuscolare e sottocutanee, applicazioni elettriche (ECG, EEG), cateteri, lavanda gastrica e sondaggio gastrico e duodenale. Inoltre all’epoca c’era un grandissimo maschilismo, la donna era screditata infatti certe cure nelle donne potevano essere fatte senza controllo e prescrizione medica a differenza degli uomini.

Decreto del 6 marzo 1968 n. 163 approvato dal presidente della repubblica promuove il campo proprio di attività e responsabilità delle professioni sanitarie nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali, va a definire ciò che già accadeva ma va a dettagliare il campo di competenza, la determina il profilo professionale, codice deontologico e ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base.

Codice deontologico, articoli importanti rispetto questa unità:

  • Art. 22: L’infermiere conosce il progetto diagnostico-terapeutico per le influenze che questo ha sul percorso assistenziale e sulla relazione con l’assistito.
  • Art. 24: L’infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte, fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione a progetti diagnostico-terapeutici e adeguando la comunicazione alla sua capacità di comprendere.

La legge 42/1999 riconosce la competenza e la responsabilità degli infermieri:

  • Responsabilità: essere responsabili (scegliere in autonomia assumendosi la responsabilità delle scelte che si effettuano), nell’esercizio della professione ci si riferisce al profilo professionale, all’ordinamento didattico e al codice deontologico.
  • Competenza: conoscenza-capacità guidano l’agire professionale, il campo di competenza è in continuo divenire, la demarcazione di pertinenze con altre professioni (ad esempio il medico)

Quali sono gli attori che hanno parte nella somministrazione di un farmaco? Medico, infermiere, struttura ospedaliera, famiglia, farmaco.

Di cosa parliamo quando facciamo riferimento ad un farmaco?

  • Qualsiasi sostanza o associazione di sostanze che che hanno determinate attività: curative o profilattiche delle malattie umane. Ogni sostanza o associazione di sostanze può essere somministrata su un organismo umano allo scopo di ripristinare, correggere situazioni alterate o modificare determinando variazioni funzioni fisiologiche esercitando un’azione farmacologica, immunologica, o metabolica ovvero di stabilire una diagnosi medica.
  • Qualsiasi sostanza inorganica o organica naturale o sintetica, capace di produrre in un organismo vivente modificazioni funzionali, utili o dannose, mediante un’azione chimica, fisica o chimico-fisica.

Tutti i medicinali sono costituiti da principi attivi e da vari eccipienti. Il principio attivo è il componente dal quale dipende l’azione curativa. Gli eccipienti sono invece componenti inattivi dei medicinali, privi di ogni azione farmacologica e hanno la funzione di:

  • Proteggere il principio attivo
  • Aumentarne il volume
  • Facilitarne l’assorbimento del principio attivo
  • Rendere il sapore del medicinale più gradevole

Esempio di un farmaco:

  • Nome commerciale: VECLAM
  • Nome del principio attivo: paracetamolo

Sono medicinali:

  • Medicinali immunologici (ad es. vaccini, tossine, sieri o allergeni)
  • Medicinali omeopatici
  • Radiofarmaci (ad es. isotopi radioattivi)
  • Medicinali derivati dal sangue o dal plasma umano, preparati industrialmente (albumina, fattori della coagulazione, immunoglobuline)

Non sono medicinali:

  • Il sangue intero (trasfusioni da donazioni di sangue prelevato da donatori e elaborazioni di derivati di esso)
  • Gli emocomponenti o componenti del sangue (globuli rossi, bianchi, piastrine) che possono essere preparati a fini terapeutici

Il medicinale pur essendo un’entità unica sotto il profilo concettuale, tecnico e scientifico, può essere differente sul piano normativo e amministrativo. Dal punto di vista normativo ne derivano diverse modalità di classificazioni secondo l’aspetto che si intende prendere in considerazione:

  • Regime legale di dispensazione (con prescrizione o senza)
  • Concedibilità del SSN (sistema sanitario nazionale)
  • Categoria terapeutica o anatomico terapeutica-chimica

La classificazione amministrativa tiene conto di modalità di commercializzazione e produzione del prodotto: industria o farmacia. I medicinali vengono classificati all’atto del rilascio A.I.C. (autorizzazione all’immissione in commercio) o successivamente previa nuova valutazione dell’A.I.F.A. (agenzia italiana del farmaco) in:

Medicinali non soggetti a prescrizione medica

  • OTC (over the counter) medicinale di automedicazione
  • SOP (senza obbligo di prescrizione) medicinale non soggetto a prescrizione medica

Medicinali soggetti a prescrizione medica

  • Possono presentare un pericolo, direttamente o indirettamente, anche in condizioni normali di utilizzazione, se sono impiegati senza controllo medico
  • Sono utilizzati spesso e ampiamente in modo non corretto, di conseguenza con rischio di un pericolo per la salute
  • Contengono sostanze o preparazioni di sostanze la cui attività o le cui reazioni avverse richiedono ulteriori indagini
  • Sono destinati a essere somministrati per via parenterale

I medicinali soggetti a prescrizione medica sono divisi in:

  • Soggetti a prescrizione medica normale
  • Soggetti a prescrizione medica da rinnovare volta per volta (stupefacenti, psicotropi, anabolizzanti, citostatici, immunosopressori..)
  • Soggetti a prescrizione medica speciale (stupefacenti, psicotropi)
  • Soggetti a prescrizione medica limitativa (farmaci il cui utilizzo è limitato a taluni medici e taluni ambienti “uso riservato agli ospedali”)

Classificazione farmaci

Classe A (a carico del SSN)

Farmaci essenziali e farmaci per malattie croniche. Farmaci per i quali esiste una soddisfacente e accreditata efficacia valutata in base ai parametri dell’aumento dell’aspettativa di vita, della riduzione delle complicanze, del miglioramento della qualità di vita.

N.B. divisione classe A:

  • Fascia A pura farmaci a totale carico del SSN per qualunque indicazione della scheda tecnica
  • Fascia A/Nota
  • Fascia H: H esitabili, H-OSP 1 farmaci di esclusivo impiego in ambiente ospedaliero

Classe B

Farmaci di interesse terapeutico minore (da diversi anni non contiene farmaci)

Classe C (a carico dell’assistito)

Farmaci soggetti a prescrizione non rientranti in A e/o B e farmaci SOP

Classe C bis

Farmaci non soggetti a prescrizione medica (OTC) e autorizzati alla pubblicità

Classificazione ATC

L’ATC è un sistema di classificazione dei farmaci curato dal Nourdic Council on Medicine e dal WHO/OMS Collaborating Centre for Drug Statistics Methodology di Uppsala (Svezia). Il sistema ATC classifica i farmaci in 14 gruppi anatomici mediante l’utilizzo di una lettera dell’alfabeto (1° livello). Ogni gruppo è suddiviso in sottogruppi terapeutici mediante l’utilizzo di un numero a 2 cifre (2° livello) e da una lettera dell’alfabeto (3° livello). Questi ultimi comprendono sottogruppi chimici contraddistinti da una lettera dell’alfabeto (4° livello) e da un numero a 2 cifre (5° livello) che è specifico per ogni sostanza considerata. Il sistema di classificazione ATC è basato sul principio che a ogni preparato farmaceutico è associato un solo codice che identifica il principio attivo. In pratica è una classificazione tramite nome commerciale, principio attivo e componenti chimiche.

1° Livello: gruppo anatomico principale (lettera dalla A alla V)
2° Livello: gruppo terapeutico principale (numero a 2 cifre)
3° Livello: sottogruppo terapeutico farmacologico (lettera dell’alfabeto)
4° Livello: sottogruppo chimico/terapeutico (lettera dell’alfabeto)
5° Livello: sottogruppo chimico (numero a 2 cifre)

Esempio: DIAZEPAM N sistema nervoso
ATC: N05BA01 N05 psicodislettici
N05B psicodislettici
N05BA derivati benzodiazepinici
N05BA01 diazepam

Gli stupefacenti e sostanze psicotrope

La nostra legislazione è caratterizzata a seconda delle forti politiche partendo da due considerazioni opposte: ultima legge Fini-Giovanardi (legge 49/2006) che non distingue le droghe leggere da quelle pesanti (provoca ad esempio abuso di morfina) che viene poi nel maggio 2014 la legge viene dichiarata illegittima e torna la distinzione tra droghe leggere e pesanti. Possono essere usati a scopo terapeutico.

Gli stupefacenti sono divisi in due tabelle

Tabella I

Sostanze con potere tossicomanigeno (assuefazione, tolleranza, dipendenza) e oggetto di abuso

  • Oppio e materiale da cui possono essere ottenute le sostanze oppiacee naturali, estraibili dal papavero sonnifero
  • Le foglie di coca e gli alcaloidi ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale da queste estraibili
  • Le sostanze di tipo anfetaminico ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale
  • Ogni altra sostanza che produca effetti sul sistema nervoso centrale
  • Gli indolici
  • La cannabis indica e i prodotti da essa ottenuti
  • Ogni altra pianta i cui principi attivi possono provocare allucinazioni o gravi distorsioni sensoriali
Tabella II

Suddivisa in 5 sezioni in relazione al decrescere del loro potenziale di abuso, sono inserite le sostanze che hanno attività farmacologica e pertanto sono utilizzate in terapia

Sezione A
  • I medicinali contenenti le sostanze analgesiche oppiacee naturali, di semisintesi e di sintesi
  • I barbiturici che hanno notevole capacità di indurre dipendenza fisica o psichica o entrambe, nonché altre sostanze ad effetto ipnotico-sedativo
Sezione B
  • I barbiturici ad azione entiepilettica e barbiturici con breve durata d’azione
  • Le benzodiazepine, i derivati pirazolopirimidinici e i loro analoghi ad azione ansiolitica o psicostimolante

Quali norme per la conservazione e detenzione dei farmaci?

La normativa del 6 luglio 1999: approvazione delle linee direttrici in materia di buona pratica di distribuzione dei medicinali per uso umano.

Nelle strutture sanitarie

  • I locali e le apparecchiature devono essere idonei e adeguati per assicurare una corretta conservazione e distribuzione dei medicinali
  • I medicinali soggetti a speciali misure di immagazzinamento (es. stupefacenti, prodotti che richiedono una determinata temperatura) devono essere immediatamente identificati e immagazzinati
  • I medicinali devono essere immagazzinati separatamente da altre merci
  • La temperatura ambientale deve essere misurata e registrata periodicamente più volte nella giornata

Documentazione per quanto riguarda

  • Approvvigionamento
  • Deposito
  • Pulizia e manutenzione locali
  • Registrazioni delle condizioni di deposito

Applicazione di norme comportamentali per

  • Prevenire lo spargimento-rottura-contaminazione dei farmaci
  • Assicurare la rotazione delle scorte

Luoghi puliti e igienici per la conservazione

  • Verificare che i contenitori non siano danneggiati
  • Identificare quei farmaci che sono soggetti a specifiche misure di controllo e specifiche temperature di deposito

I farmaci con sigillo rotto o danneggiato vanno restituiti al servizio di farmacia. I farmaci scaduti vanno separati da altri e restituiti al servizio farmacia. A seconda del preparato vi sono farmaci che necessitano di:

  • Particolari temperature di conservazione (leggere bene il foglietto illustrativo per le condizioni d’uso e mantenimento)
  • Non esposizione alla luce (per evitare alterazioni delle caratteristiche chimico-fisiche dei farmaci sensibili)
  • Particolari cautele di tenuta e accompagnati da documentazione specifica (es. stupefacenti)
  • Detenzione separata da altre preparazioni e in determinati reparti (ad es. il cloruro di potassio KCL)
  • Essere detenuti e manipolati solo nelle farmacie centrali (ad es. farmaci anti-blastici)

I farmaci che necessitano di detenzione separata come potassio cloruro, che per via endovenosa può causare danni mortali per uso improprio, portando all’arresto cardiaco poiché agisce sul rapporto sodio-potassio che c’è fuori e dentro la cellula quindi non c’è più rapporto e equilibrio, provoca morte cellulare delle cellule cardiache (il potassio è fondamentale per una giusta idratazione). Il paziente va in asistolia irreversibile. Le fiale sono le medesime di un altro preparato diverso sodio cloruro.

Gli errori più frequenti associati all’uso improprio di KCL sono:

  • Lo scambio di fiala tra questi due componenti simili
  • La mancata diluizione di questo preparato
  • La non corretta preparazione del prodotto da infondere
  • L’errata identificazione del paziente

Cloruro di potassio è mortale, cloruro di sodio serve per idratazione. Scambio paziente quindi morte per iniezione di sostanza sbagliata e non prescritta nei reparti non delle aree critiche non è consentito tenere questi farmaci.

Guida allo studio

Alcune domande per guidare lo studio

  • Dal punto di vista normativo quali sono gli elementi che delineano l’agire infermieristico nella somministrazione dei farmaci? Profilo professionale (l’infermiere garantisce la corretta somministrazione dei farmaci), codice deontologico (responsabilità verso il processi diagnostico-terapeutici) e ordinamento didattico
  • Qual è la nozione di farmaco e da cosa è solitamente costituito?
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daniela30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica applicata ai percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Ciralli Fabrizio.
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