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Impressionismo (lezione 5 Marzo 2018)

Appunti del 5 Marzo 2018, riguardanti l'impressionismo: in particolare, vengono presi in esame il movimento artistico, Claude Monet (la serie della Cattedrale, "La Grenoullière"), Renoir, Manet. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Passaro.

Esame di Storia dell'arte contemporanea docente Prof. M. Passaro

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colore limpidi. Il meccanismo, quindi, si ripete. Un altro effetto della luce, un altro

momento centrale dell’opera è l’abito bianco: c’è sempre nelle opere degli

Impressionisti il punto luce, il punto che genera una luce fortissima (un’opera non va

mai guardata velocemente. Paul Klee, un grande artista svizzero, diceva: “Se si va a

vedere un’opera, bisogna portarsi con sé anche la sedia sempre”). Da vicino, riuscite a

vedere tutti gli effetti. Prima degli Impressionisti, non c’era questa incongruenza negli

abiti: l’abito bianco era bianco, aveva sfumature diverse, ombre, ma non cambiava il

colore. Qui, se lo vedete da vicino cambia proprio il colore: diventa azzurro in alcuni

punti. Un’altra cosa che faceva rabbrividire la Critica era il modo di trattare i volti: il

volto doveva essere ben definito, con un’espressione precisa, non così approssimativo.

Guardate il pantalone: due pennellate un po' più lunghe.

Quest’opera di Renoir è del 1876: è tutto un tripudio di luci che si riflettono sugli abiti

dei parigini. La Critica diceva “macchiato”: guardate le spalle. L’effetto della luce

trasforma le cose e le fa apparire diverse in punti diversi. È un luogo all’aperto:

sembra chiuso perché sotto gli alberi, ma è all’aperto perché è proprio una luce che

filtra dalla vegetazione e trasforma e incide sulle figure. Il taglio dell’opera è

assolutamente moderno. Lo stile è diverso, è un attimo più definito rispetto al

precedente, ma riconosciamo comunque i punti cardine del programma

impressionista.

Fino a quel momento il luogo tradizionale è l’atelier, ora è un atelier all’aperto e,

soprattutto, non è un luogo fermo, ma un battello come in quest’opera di Manet, che è

un’artista centrale per gli Impressionisti, anzi per gli Impressionisti e per Monet, il

padre ispiratore è proprio Édouard Manet. È un po' più grande degli altri artisti e si è

unito al gruppo degli Impressionisti dopo la mostra del ’74. Quindi, sono gli

Impressionisti che hanno invitato Manet a lavorare con loro: hanno visto in questo

artista, che rappresenta per la Parigi di allora lo scandalo in assoluto perché non

voleva trovare vie alternative all’osé. Faticava per farsi riconoscere da quelle

commissioni che decidevano chi, tra gli artisti, dovesse essere considerato un artista

da museo: lui puntualmente tutti gli anni inviava le sue opere a questa commissione e,

puntualmente, la commissione le rifiutava. Tanto è vero che sono stati costretti ad

attrezzare una sala: la Sala dei Rifiutati (Salon des Refusés), che accoglieva le opere

rifiutate da questa commissione.

Guardando alcune opere di Manet, sembrano molto distanti dagli Impressionisti: anzi,

rispetto a Monet, sembra addirittura quasi classico. L’opera del 1862, in particolare, si

dice che apre alla modernità: è una delle opere rifiutate, in cui Monet vede la

vegetazione, la libertà, le persone comuni. Si parla tanto di scandalo per la presenza di

una donna nuda perché a differenza dei nudi classici, che rappresentavano delle

divinità, è una modella conosciuta nel mondo dell’arte che appartiene al quotidiano, al

tempo in cui viveva l’artista.

Le premesse del Novecento sono la fine dei quadri storici, della mitologia. Certo, la

resa è diversa: Manet è un artista classico. Se mettiamo a confronto l’Impressione di

Monet e questo, c’è una differenza dal punto di vista visivo: Monet è tutto frantumato,

polverizzato (pensate alle due barchette piccole); qui, invece, c’è un lavoro con

esecuzione classica (all’interno dell’atelier, pensato, lavorato, con una fase

preparatoria). Però, aveva qualcosa di estremamente nuovo: la prospettiva è

accennata, ma non c’è.

Un’altra grande illusione che cade con gli Impressionisti è proprio l’uso della

prospettiva.


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AUTORE

Gretagr

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gretagr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Passaro Maria.

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