IMPIANTI INDUSTRIALI
DEFINIZIONI FONDAMENTALI
PROF.SSA FABIANA TORNESE
STUDENTE GRAZIANO NATALINI
Università del Salento
Impianti industriali – definizioni fondamentali. Prof.ssa Fabiana Tornese. Studente Graziano Natalini 1
LEZIONE 1: INTRODUZIONE E PRIME DEFINIZIONI
Impianto industriale: complesso di macchine, apparecchiature e servizi atti
a permettere la trasformazione di materie prime o derivati in prodotti finiti.
È una componente di un sistema o organizzazione più complessa che
persegue obiettivi economici, tra cui quello di ottenere in output beni
(merci o servizi) di maggior valore delle materie prime o semilavorati in
input. “L’impianto industriale è un complesso di mezzi di qualsiasi specie
regolati secondo norme di buona tecnica, al fine di trasformare materie
prime ed energia con processi di qualunque tipo ottenendo prodotti di
prevista utilità attraverso il principio economico di massimo fine con il
minimo mezzo”.
Catena del valore (di Porter): strumento per analizzare la posizione
competitiva di un’azienda. Prevede di disaggregare l’azienda nelle sue
attività strategicamente rilevanti per comprendere l’andamento dei costi e il
potenziale di differenziazione.
Efficienza: rapporto fra uscite e ingressi (risultato in rapporto alle risorse
utilizzate)
Efficacia: rapporto tra la produzione effettiva e quella pianificata in un
periodo di tempo. È un parametro di prestazione organizzativo-gestionale,
misura quanto ci si è avvicinati alla previsione iniziale.
Prestazioni tecniche:
Esterne: misurabili direttamente dal cliente e/o dal vertice aziendale.
Interne: dipendenti dai vincoli a cui è sottoposto il sistema a causa di
scelte progettuali e gestionali.
Flessibilità: capacità di rispondere ai cambiamenti dell’ambiente esterno,
esercitando su di esso un ruolo attivo.
Versatilità: condizione riferita ai macchinari necessaria ma non sufficiente
per ottenere flessibilità.
LEZIONE 2: CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI
Strutture organizzative:
Per funzioni: attività raggruppate per funzioni simili sotto dirigenti.
Divisionali: attività raggruppate in funzione di specifici progetti.
Matriciali: nelle righe vi sono competenze uguali e nelle colonne vi
sono attività dello stesso tipo.
Impianti industriali – definizioni fondamentali. Prof.ssa Fabiana Tornese. Studente Graziano Natalini 2
Grado di integrazione:
Verticale: estensione verso monte o verso valle delle lavorazioni.
Orizzontale: incremento del volume di produzione acquisendo
commesse dello stesso prodotto da più fornitori.
Classificazione di Wortmann: confronto tra il delivery lead time (tempo di
evasione dell’ordine, tra l’ordine e la consegna) e il manufactoring lead time
(tempo necessario alla realizzazione di quanto ordinato). L’arretramento del
CDOP comporta riduzioni di costo di mantenimento a scorta. (CDOP =
Customer Order Decoupling Point, punto di disaccoppiamento dell’ordine
del cliente)
Produzione su commessa: intrapresa sulla base degli ordini e delle
specifiche dei clienti.
Produzione a magazzino: intrapresa prima di ricevere gli ordini dei clienti.
LEZIONE 3: CLASSIFICAZIONE DEI COSTI E ANALISI DI REDDITIVITÀ
Costi di produzione in base alla potenzialità produttiva: Fissi se
indipendenti dal livello (volume) di produzione, altrimenti Variabili.
Costi di installazione: somma degli esborsi da effettuare in modo da poter
disporre dell’impianto all’avvio. Consentono di conoscere i finanziamenti
necessari e predisporre un piano di ammortamento nell’analisi di
convenienza economica.
Costi di esercizio: somma dei costi da sostenere in un certo periodo di
tempo per gestire in modo funzionale l’impianto. Anche i costi di esercizio
sono suddivisi in costi fissi e costi variabili.
Diagramma di redditività (break even analysis): analisi finalizzata alla
determinazione del punto di pareggio (break even point) tra costi totali e
ricavi totali. Nel punto di pareggio l’utile è nullo.
Margine di sicurezza: differenza percentuale tra volume di produzione
effettivo e volume di produzione nel punto di pareggio. Rappresenta di
quanto può diminuire il volume di vendita, a parità di altre condizioni,
prima che si crei una perdita.
Legge dei rendimenti decrescenti: ad incremento di fattore produttivo
corrispondono incrementi decrescenti del volume prodotto. Si ha infatti un
limite di produzione oltre il quale non si riesce ad aumentare la produzione.
Impianti industriali – definizioni fondamentali. Prof.ssa Fabiana Tornese. Studente Graziano Natalini 3
Volume ottimale di produzione: viene utilizzato il metodo dell’analisi
marginale. Per determinare se i profitti aumentano o no bisogna verificare
che la produzione di un’unità addizionale faccia crescere i costi di più o di
meno del prezzo del bene. L’utile è massimo quando la variazione di costi
corrispondenti all’aggiunta di una quantità di prodotti è pari al ricavo in
più che si ottiene dalla sua vendita.
COSTO MARGINALE = RICAVO MARGINALE
LEZIONE 4: ANALISI DELLA REDDITIVITÀ PT2
Margine di contribuzione: differenza tra ricavi e costi variabili per un
determinato volume di produzione. Esso è proporzionale al volume di
produzione. Nel caso in cui il volume di produzione sia espresso in unità
monetarie, il margine di contribuzione può essere espresso come una
frazione K del ricavo. Finché il margine di contribuzione è positivo,
conviene produrre al massimo della capacità produttiva.
LEZIONE 5: ANALISI DEGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI
Modello economico: le valutazioni vengono effettuate sui ricavi e sui costi
revisionali che consentono la redazione del conto economico revisionale.
Modello finanziario: viene valutata la sostenibilità finanziaria del progetto di
investimento attraverso la redazione di uno stato patrimoniale revisionale.
N.B. modello economico e modello finanziario sono i due modelli principali
dell’analisi economico-finanziaria di un investimento industriale.
Gli investimenti industriali possono essere:
Di sostituzione: sostituendo beni strumentali con beni identici.
Di produttività: incrementando la produttività grazie all’acquisizione
di tecnologie innovative.
Iniziali o di espansione: aumentando o creando nuova capacità
produttiva grazie all’aumento della domanda e a mezzi di produzione
obsoleti o inadeguati.
Differenziale: variazioni rispetto alla condizione iniziale. Serve per
analizzare le conseguenze di un investimento.
Redditività: indica il risultato rispetto all’investimento iniziale.
Rendimento: indica il risultato misurato attraverso un tasso di interesse di
un’operazione finanziaria equivalente.
Impianti industriali – definizioni fondamentali. Prof.ssa Fabiana Tornese. Studente Graziano Natalini 4
N.B. ricordare cosa significa operare in regime di certezza e regime di
incertezza. (Regime di certezza i parametri decisionali sono ben fissati.
Regime di incertezza la scelta dipende in maniera soggettiva dal decisore)
Tipologie di beni:
Beni non derivanti da nessun ciclo produttivo.
Beni prodotti da altri processi produttivi ma utilizzati in un solo ciclo
di produzione (beni intermedi).
Beni prodotti da altri processi produttivi e utilizzati per diversi cicli
produttivi (beni strumentali).
Ammortamento: accantonamento di quote finanziarie destinate a
compensare la perdita di valore che il capitale (beni strumentali) subisce in
un determinato periodo di tempo.
Tipologie di ammortamento:
Contabile: consiste nelle quote destinate alla ricostruzione contabile
del bene.
Economico: uguale all’ammortamento contabile tenendo conto
dell’interesse. In tale piano si considera la vita prevista del bene
definita come il valore più piccolo tra vita fisica, vita tecnologica e vita
possibile.
Finanziario: consiste nel piano per la graduale estinzione di un debito
contratto; a differenza di quello economico dà luogo a flussi reali di
denaro in uscita.
Piani di ammortamento:
A quota capitale costante: è consentito dalla legge ai fini fiscali. Le
quote annue sono fissate come percentuale massima rispetto al
capitale iniziale e possono essere detratte dall’imponibile. Non si
pagano le tasse sulle quote di ammortamento.
A rata annuale costante: adatto in condizioni di rischio limitato,
quando la vita utile è circa coincidente con la vita fisica.
A percentuale costante del valore residuo: adatto in ambienti
fortemente competitivi. Può essere definito come un ammortamento
accelerato, in quanto nei primi anni si accantonano quote maggiori.
Cash flow: l’investimento industriale (immobilizzo di denaro in beni
strumentali) può essere tradotto in una serie di entrate e di uscite di
denaro (flusso di cassa) in determinati istanti di tempo.
Impianti industriali – definizioni fondamen