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RECETTORE DELL’ANTIGENE DEI LINFOCITI T

Il recettore per l’antigene dei linfociti T presenta delle caratteristiche

simili al frammento Fab delle immunoglobuline.

α β

E’ formato da una catena e da una catena (TCRα e TCRβ) legate

da un ponte disolfuro.

Tali recettori comunque differiscono dalla Ig di membrana che

costituisce il recettore dei linfociti B: essi hanno un solo sito di legame

per l’antigene e inoltre non vengono mai secreti.

RECETTORE DELL’ANTIGENE DEI LINFOCITI T

Dal cDNA clonato del TCR si è potuti risalire alla sequenza amino-

acidica, che ha rivelato che entrambe le catene hanno una regione

variabile (V), omologa al dominio V delle Ig, una regione costante (C),

omologa al dominio C delle Ig, e una regione cerniera contenente un

residuo di cisteina che forma un ponte disolfuro intercatenario.

Le catene attraversano il doppio strato lipidico con un dominio

idrofobico e terminano con una breve coda citoplasmatica.

RECETTORE DELL’ANTIGENE DEI LINFOCITI T

I TCR riconoscono l’antigene in maniera differente dagli anticorpi.

Mentre le Ig riconoscono aminoacidi che non sono contigui nella

sequenza primaria, i TCR riconoscono brevi sequenze di aminoacidi

contigui.

Poiché tali molecole si trovano all’interno della struttura nativa della

proteina, si rende necessaria una qualche denaturazione della proteina,

successivamente processata fino alla riduzione in frammenti peptidici.

La natura dell’antigene riconosciuto dai linfociti T divenne chiara

quando si capì che i peptidi stimolanti vengono riconosciuti solo se

sono legati a molecole MHC.

STRUTTURA DEL TCR

MOLECOLE MHC

Le molecole MHC di classe I presentano peptidi derivati da patogeni,

in genere virus, ai linfociti T CD8 citotossici.

Poiché i virus possono infettare qualunque cellule nucleata, quasi

tutte esprimono le molecole MHC di classe I anche se il livello di

espressione varia da un tipo cellulare all’altro.

Le cellule non nucleate, come gli eritrociti, presentano livelli molto

bassi, e quindi al loro interno si può sviluppare un’infezione senza che

sia rilevata da linfociti T.

Dato che i virus non possono replicarsi all’interno degli eritrociti, questo

non ha conseguenze in caso di infezione virale.

Al contrario, permetterà al Plasmodium, l’agente della malaria, di

sopravvivere all’interno dei globuli rossi.

MOLECOLE MHC

La funzione dei linfociti T CD4 che riconoscono le MHC di classe II

è quella di attivare altre cellule del sistema immunitario

-> le molecole MHC di classe II si trovano normalmente su linfociti B,

macrofagi e cellule dendritiche.

Si trovano anche molto espresse su cellule specializzate nella

presentazione dell’antigene, presenti nei tessuti linfoidi dove i linfociti

T naive o vergini incontrano l’antigene e vengono attivati per la prima

volta. MOLECOLE MHC: distribuzione tessutale e cellulare

MOLECOLE MHC

Le due classi MHC sono formate da subunità diverse ma nella

struttura d’insieme appaiono correlate.

In entrambe le classi, i due domini in prossimità della membrana sono

simili al dominio immunoglobulinico, mentre i due domini distali

si ripiegano uno sull’altro formando una tasca, il sito a cui si lega il

peptide. MOLECOLE MHC DI CLASSE I α

Consistono di due catene polipeptidiche, una catena maggiore,

β

codificata nel locus genetico MHC, e una catena minore, la

β microglobulina, legata in modo non covalente, che non è

2

polimorfica e non viene codificata dal locus MHC. α

La molecola consta di quattro domini, tre formati dalla catena ed

β

uno costituito dalla microglobulina.

2

β

α e la microglobulina sono simili al dominio C delle

Il dominio 3 2

Ig. α α

Le catene e formano una tasca sulla superficie della molecola,

1 2

il sito di legame del peptide. Sono anche i siti polimorfici che

determinano il riconoscimento da parte dei linfociti T.

MOLECOLE MHC DI CLASSE II α β,

Sono formate dal complesso non covalente di due catene e che

attraversano la membrana.

Entrambe le catene sono codificate dal locus MHC.

L’analisi cristallografica mostra che la struttura delle molecole MHC

di classe II è molto simile a quella delle MHC di classe I.

Anche nel caso delle MHC di classe II i siti polimorfici sono collocati

α β

nella tasca, formata dai domini e .

1 1

MOLECOLE MHC

Sia nelle MHC di classe I che di classe II i peptidi sono contenuti tra

α

le due eliche della molecola.

L’unica differenza è che le estremità della tasca delle MHC di classe II

sono più aperte: come conseguenza, le estremità di un peptide legato

alle MHC di classe I sono interne alla molecola, mentre nella classe II

sono esposte all’esterno.

Il recettore dei linfociti T interagisce con il suo ligando prendendo

contatto sia con la molecola MHC che con il frammento peptidico

dell’antigene. MOLECOLE MHC

Al fine di attivare i linfociti T in presenza di tutte le infezioni possibili,

le molecole MHC devono essere in grado di legare molti tipi diversi

di peptidi.

La struttura cristallografica ha permesso di capire come faccia un

singolo sito a legare con alta affinità una grande varietà di peptidi

diversi.

I peptidi stabilizzano la struttura molecolare che li lega, permettendo

alle molecole MHC di essere indicatori affidabili della presenza di

antigeni specifici.

INTERAZIONE TRA PEPTIDI E MOLECOLE MHC

DI CLASSE I

Il legame del peptide nella tasca di una molecola MHC di classe I

è stabilizzato su entrambe le estremità attraverso contatti tra le

terminazioni aminica e carbossilica del peptide e alcuni siti costanti

della molecola MHC, presenti ad entrambi i capi della tasca.

I peptidi sono lunghi solitamente 8-10 aminoacidi, quando presentano

lunghezze maggiori trovano posto ugualmente ripiegando lo

scheletro peptidico.


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AUTORE

kalamaj

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Immunologia sui seguenti argomenti: il recettore TCR è un complesso proteico espresso sulla superficie delle cellule T mature, importante perché è capace di riconoscere il peptide legato nella tasca delle molecole MHC, in questo modo si ha l’interazione tra le cellule T e le cellule APC, le cellule T vengono attivate e forniscono una risposta specifica per eliminare il patogeno.


DETTAGLI
Esame: Immunologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Immunologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Conese Massimo.

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