Linfociti T citotossici effettori CD8
I linfociti T citotossici effettori o armati CD8 sono responsabili della risposta immunitaria specifica cellulo-mediata contro i microrganismi intracellulari, come virus, protozoi (es. Toxoplasma gondii), e cellule neoplastiche, uccidendo le cellule bersaglio mediante apoptosi.
Risposta delle cellule T CD8
La risposta delle cellule T CD8 richiede l’aiuto dei linfociti T helper CD4+. Nella maggior parte dei casi, il microrganismo non causa infiammazione senza l'intervento delle cellule dendritiche, che esprimono alti livelli di B7 e presentano l’Ag ai linfociti T naїve CD4+.
In caso di infezione da batteri Gram intracellulari, come Listeria monocytogenes o Burkholderia pseudomallei, si ha una forte risposta infiammatoria con attivazione delle cellule T CD8 senza aiuto delle cellule T helper CD4+, portando all’iperproliferazione delle cellule T effettrici CD8 Ag-specifiche e alla loro differenziazione in cellule citotossiche (CTL).
Linfociti T citotossici e granuli litici
I linfociti T citotossici contengono granuli litici citoplasmatici ricchi di proteine citotossiche o citotossine, come la perforina, i granzimi (serin proteasi), e la granulolisina. Queste proteine sono sintetizzate de novo e immagazzinate nei granuli litici subito dopo l’incontro tra il linfocita T naїve e l’Ag specifico.
Recettori dei linfociti T citotossici
I linfociti T citotossici esprimono recettori tipici delle cellule NK. Questi includono:
- Recettori inibitori KIR, capaci di riconoscere le molecole MHC-I espresse sulle cellule sane, trasducendo segnali inibitori per evitare che i linfociti CTL possano uccidere cellule sane, proteggendo gli stessi linfociti CTL dalla morte cellulare indotta dall’attivazione.
- Recettori attivatori NKG2D, capaci di riconoscere le molecole espresse su cellule infettate da virus, danneggiate o trasformate in senso neoplastico.
Meccanismo di azione
I granuli litici si portano attraverso i microtubuli del citoscheletro verso la sinapsi immunologica (SMAC) e si fondono con la membrana plasmatica della cellula bersaglio, dove rilasciano le proteine citotossiche mediante esocitosi Ca2+-dipendente.
La perforina forma una struttura cilindrica all’interno del doppio strato fosfolipidico della membrana della cellula bersaglio, risultando lipofilica all’esterno e idrofilica verso il centro. I monomeri di perforina legano la fosfatidil-colina della membrana della cellula bersaglio in modo Ca2+-dipendente, polimerizzando e creando pori nella membrana cellulare.