Citotossicità mediata dalle cellule T
Ruolo delle cellule T CD8
Le cellule T CD8 svolgono il ruolo di difesa dell’organismo nei confronti di patogeni che proliferano all’interno delle cellule infettate e non possono essere raggiunti dagli anticorpi:
- Virus
- Protozoi (Toxoplasma gondii): parassiti vescicolari che esportano peptidi nel citosol, i quali entrano nel processamento attuato dalle molecole MHC di classe I.
L’eliminazione delle cellule infette senza la distruzione dei tessuti sani richiede che i meccanismi di citotossicità siano diretti accuratamente verso il bersaglio.
Meccanismo delle cellule T citotossiche
Le cellule T citotossiche (CTL) uccidono i loro bersagli inducendo apoptosi. I CTL possono indurre apoptosi nelle cellule bersaglio in 5 minuti, anche se la morte può impiegare ore per divenire completamente evidente.
Il meccanismo di apoptosi non uccide solo le cellule bersaglio ma influenza direttamente anche i patogeni citoplasmatici. Ad esempio, le nucleasi attivate possono degradare anche il DNA virale, impedendo l’assemblaggio di virioni completi, che altrimenti infetterebbero cellule adiacenti.
L’apoptosi è preferibile alla necrosi; durante la necrosi sono rilasciati microrganismi intatti dalle cellule morte.
Mediatori della citotossicità
Il meccanismo d’azione delle CTL nell’indurre apoptosi è mediato dal rilascio calcio-dipendente di granuli litici. Questi granuli sono lisosomi modificati che contengono tre classi di proteine effettrici espresse selettivamente dalle CTL.
Perforina e granzimi
La perforina forma una struttura cilindrica all’interno del bilayer di membrana della cellula bersaglio: lipofilica all’esterno e idrofilica verso il centro della cavità. I monomeri di perforina legano la fosfatidilcolina della membrana delle cellule bersaglio in modo calcio-dipendente e poi polimerizzano. I pori che si formano permettono all’acqua e ai sali di passare rapidamente all’interno determinando la morte della cellula.
Sia la perforina sia i granzimi sono necessari per uccidere le cellule bersaglio. I granzimi, una volta penetrati all’interno delle cellule mediante i pori formati dalla perforina, attivano la caspasi 3. Quest’ultima attiva, indirettamente, una nucleasi, chiamata deossiribonucleasi caspasi-attiva (CAD), tagliando una proteina inibitoria (iCAD) e liberando una CAD attiva. La granulolisina esercita direttamente un’azione antimicrobica.
Effetto delle cellule T CD8 in assenza di perforina
Anche in assenza di perforina, le cellule T CD8 mantengono la capacità di contribuire alla risposta immunitaria.