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Kant - Critica della ragion pura e della ragion pratica Appunti scolastici Premium

Appunti di Filosofia per il corso del prof. Mario Reale su: Immanuel Kant, critica della ragion pure, la teoria kantiana sui giudizi analitici e sintetici, estetica trascendentale, logica trascendentale, analitica trascendentale, deduzione trascendentale delle categorie..etc.etc.

Esame di Filosofia docente Prof. M. Reale

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ANALITICA TRASCENDENTALE

Per conoscere, SENSIBILITA’ e INTELLETTO collaborano, perché sono entrambi indispensabili.

L’INTELLETTO si occupa di unificare e dare un senso alle cose percepite, altrimenti rimarrebbero

prive di significato e inutili alla conoscenza. L’intelletto poi ordina le diverse intuizioni in

rappresentazioni comuni, i CONCETTI. I CONCETTI PURI sono presenti nell’intelletto e sono a priori,

cioè sussistono indipend dall’esperienza. Se esprimo un giudizio che viene dall’esperienza, ma

vedo che questo ha valore indipend da spazio e tempo, significa che è un concetto puro.Kant li

chiama CATEGORIE, sono i vari modi con cui l’intelletto, agendo a priori, unifica e sintetizza le

intuizioni percepite attraverso i sensi.

DEDUZIONE TRASCENDENTALE DELLE CATEGORIE

Ora ci si chiede “come possono le categorie, che sono forme soggettive della mente, indipendenti

dalla sensibilità, essere legittimamente usate per capire la natura degli oggetti, i quali

appartengono all'esperienza?”

Perché ci sia scienza, dice Kant, è necessaria una collaborazione tra sensibilità e intelletto, ossia tra

principi di SPAZIO-TEMPO e le CATEGORIE. Le categorie, essendo concetti puri, non possono

essere applicate da sole, perché hanno bisogno di un contenuto a cui applicarsi, un oggetto che si

dà all’uomo solo attraverso i sensi. Quindi è LEGITTIMO l’uso delle categorie solo in riferimento

all’esperienza. In assenza di oggetti dell’esperienza non si produce scienza. E’ ILLEGITTIMO l’uso

delle categorie nei confronti di tutto ciò che va oltre l’esperienza, ciò che è METAFISICO

DIALETTICA TRASCENDENTALE

Mette in guardia l’uomo dalla possibilità della ragione di illudersi, di cadere in errore. Intende

dimostrare che le categorie, o concetti puri, che sono giudizi sintetici a priori, valgono solo per le

cose come si presentano ai sensi, in riferimento all’esperienza (FENOMENI). Le categorie risultano

illegittime se si tenta di applicarle alle cose in sé (i NOUMENI) che sono in conoscibili dalla ragione

umana. Il problema è “ ”. Kant dice di NO. La

SE LA METAFISICA POSSA COSTITUIRSI COME SCIENZA

METAFISICA è il prodotto della ragione, la quale non è altro che l’intelletto quando non si limita a

pensare ciò che gli viene dato dai sensi, ma tende a voler conoscere anche ciò che va oltre

l’esperienza sensibile. La ragione non si accontenta, e cerca di conoscere il globale, perciò ricorre

alle IDEE TRASCENDENTALI (concetti puri che sussistono indipend dai sensi,e ai quali non

corrispondono oggetti dell’esperienza, ma oggetti metafisici) che hanno come contenuto

l’assoluto, e rappresentano il bisogno della ragione di completarsi e perfezionarsi.

Sono IDEA DI ANIMA, IDEA DI MONDO(produce le ANTINOMIE), IDEA DI DIO. Dalle idee

trascendentali nascono gli errori della metafisica, ma le idee in sé non sono errori. Gli errori e le

illusioni nascono da un uso sbagliato delle idee, un uso illegittimo.

Le idee hanno anche un uso LEGITTIMO che Kant chiama REGOLATIVO. Tramite le idee la ragione

si impegna ad estendere sempre più il suo campo di indagine, così l’uomo si impegna della ricerca

di sapere.

LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA

Kant sostiene che la ragione umana non abbia solo un uso teorico, cioè non serve solo a far da

guida all’uomo, ma anche un USO PRATICO, che dirige l’uomo all’azione. La ragione, da sola, è

pratica.

La motivazione dell’uomo ad agire si può configurare come MASSIMA o come LEGGE, e in questo

caso Kant la chiama IMPERATIVO. Gli imperativi si distinguono in IPOTETICI(valgono se vuoi

ottenere un fine: se…allora.) e CATEGORICI(devi e basta). L’imperativo categorico coincide con la


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vip22

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DETTAGLI
Esame: Filosofia
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Docente: Reale Mario
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vip22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Reale Mario.

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