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Immanuel Kant e il criticismo

Il criticismo è stato chiamato anche filosofia del limite, in quanto tende a limitare o a circoscrivere le possibilità della conoscenza umana, per quanto in questo modo essa riesca ad approdare a forme di sapere più sicuro.

Critica della ragion pura (1781)

  • È un’analisi delle possibilità conoscitive dell’uomo. È una critica alla validità e ai limiti che la ragione umana possiede in virtù degli elementi puri a priori.
  • La ragione è il giudice e il giudicato, poiché la ragione è l’argomento della critica ma anche ciò che mette in atto la critica.
  • Si dice che Kant abbia fatto una rivoluzione copernicana perché ribalta il rapporto tra oggetto e soggetto, cioè non è più il mondo che modella l’uomo, ma l’uomo che modella la natura, perché le leggi fisiche derivano dall’intelletto.
  • Posizione intermedia tra empiristi e razionalisti, cioè sostiene che la conoscenza scientifica non si basi esclusivamente su dati empirici o dati a priori.
  • I giudizi sintetici a priori costituiscono la scienza: enunciati fecondi, cioè in grado di fornirci informazioni, derivanti dalla ragione e non dall’esperienza, quindi sono necessari e universali.
  • L’uomo filtra i dati empirici attraverso forme innate e comuni a tutti, perciò queste forme sono a priori in quanto valide necessariamente e universalmente, poiché tutti le possiedono e le applicano allo stesso modo.
  • Per gli empiristi la scienza si basa su giudizi sintetici a posteriori (enunciati fecondi derivati dall’esperienza, quindi non universali e necessari), mentre per i razionalisti su giudizi analitici a priori (enunciati infecondi, cioè che non forniscono informazioni aggiuntive a ciò che possiamo osservare, derivanti dalla ragione).
  • Kant divide la realtà in fenomeno e noumeno. Il fenomeno è la realtà conoscibile dall’uomo, tutto ciò che possiamo conoscere attraverso le forme a priori. Il noumeno è la cosa in sé, la realtà così com’è, tutto ciò che è inconoscibile all’uomo perché non può prescindere dalle forme a priori.
  • La conoscenza è sintesi di materia e forma. La materia sono le impressioni sensibili derivanti dall’esperienza e la forma sono i modelli fissi attraverso cui ordiniamo le impressioni.
  • Kant vuole fornire un’analisi dei modi attraverso cui conosciamo andando ad analizzare le tre facoltà conoscitive: sensibilità, intelletto e ragione.
  • Analizza le facoltà in modo trascendentale, cioè relativo alla conoscenza tramite le forme a priori, non agli oggetti ma relativo al nostro modo di conoscere gli oggetti.

Estetica trascendentale

  • Analisi della sensibilità attraverso le forme a priori.
  • La sensibilità non genera ma intuisce dalla realtà esterna attraverso i sensi.
  • La sensibilità ha una funzione attiva e una passiva. La funzione passiva si basa sulle intuizioni, cioè la sensibilità percepisce dati empirici. La funzione attiva è la funzione ordinatrice delle intuizioni attraverso le forme a priori, ossia lo spazio e il tempo.
  • Lo spazio è la forma a priori del senso esterno, cioè il modo attraverso cui noi poniamo gli oggetti uno accanto all’altro nello spazio.
  • Il tempo è la forma del senso interno.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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