Immanuel Kant
Distinzione tra cose in sé e fenomeni
Kant distingue due tipi di "oggetti": le cose in sé e i fenomeni. Sostiene che si conoscono solo le cose per come esse appaiono, cioè come fenomeni, e non per come esse sono per sé stesse. Per definire i contenuti mentali, usa il termine: rappresentazione (ciò che si richiama alla vista dell’occhio mentale) = fenomeni (=ciò che appare), sono tutti i contenuti mentali. Non si conoscono le cose in sé, si può pensare che esista qualcosa che sta sotto delle cose per come appaiono. Caratteristica dei fenomeni: stanno nello spazio e nel tempo. Sono le condizioni di possibilità della sensibilità. Si conoscono le cose solo come fenomeni, solo nello spazio e nel tempo perché si conoscono solo le cose di cui possono avere un rapporto di tipo sensibile.
Intuizioni e sensibilità
Kant, per parlare degli oggetti della sensibilità, utilizza un termine chiamato: intuizioni (=qualcosa che cade nello spazio e nel tempo ed è oggetto della sensibilità. Sono sempre intuizioni sensibili).
Conclusioni sulla conoscenza
Conclusioni: Il punto di attacco del discorso non si struttura in un ambito così distante da quello Humiano. Si conosce solo ciò che è dato dalla sensibilità nello spazio e nel tempo come fenomeno e non come cosa in sé. Conoscenza di apparenze e non delle cose come sono in sé stesse. Questo elemento della filosofia Kantiana è il suo contenuto empiristico perché questa condizione di sensibilità, che è rappresentata dallo spazio e dal tempo, è essenziale per la conoscenza. Non si hanno conoscenze di ciò che non è entrato all’interno della mente tramite l’esperienza, la sensibilità e lo spazio-tempo. Almeno in forma possibile di ciò che non si può neanche immaginare di poter avere esperienza non solo non si ha conoscenza attuale, ma neanche nessuna conoscenza possibile. Infatti, di Dio, dell’anima e del mondo (preso come l’insieme di tutte le esperienze possibili) non potranno mai essere, per loro definizione, oggetti di un’esperienza possibile o conoscenza sensibile nello spazio e nel tempo e non esistono. In linea di principio, non ci si può neanche porre il problema della loro esistenza perché ciò che esiste è ciò sta nello spazio, nel tempo, almeno possibile, e nella sensibilità e questi a priori non possono essere incontrati nella sensibilità.
Empirismo e razionalismo
Kant è colui che cerca di mettere insieme una prospettiva di tipo empirista e una razionalista. Dal punto di vista dell’empirismo ritiene che abbia esposto cose vere: si conosce solo attraverso i sensi e l’esperienza, e che quindi dei contenuti mentali, delle rappresentazioni che siano indipendenti dall’esperienza come dati di conoscenza si possono avere ma non producono conoscenza (perché devono essere passate dai sensi o almeno sensibilmente accertabili o non hanno diritto all’esistenza, cioè non sono rappresentazioni di qualcosa che esiste). Non era d’accordo sulla questione della causa: la causa è fondata su un’argomentazione empirista. Già Hume aveva dimostrato che se si prende la causa e la si cerca di dimostrare a partire dall’empirismo non la si trova, ma si trova la credenza. Ma quest’ultima non fonda le scienze o il mondo.
Vita e opere
Königsberg 1724, Königsberg 1804
- Periodo critico del 1770 dissertazione: sulla forma e i principi dei mondi sensibile e intelligibile (parla dello spazio e tempo e delle strutture a priori della con. Sensibile) il periodo antecedente a questo periodo critico (presenta la filosofia di critica della ragione) definito "periodo pre critico" Kant è seguace del razionalismo, una sorta di Cartesianesimo a partire dalla filosofia di Leibnitz. (quest’ultimo cerca di difendere il principio che se pur è vero che non esistono idee innate come contenuti positivi della nostra mente tuttavia resta da interrogarci sul fatto che questa cosiddetta tabula rasa della mente sarà costituita di un elemento minimamente materiale. Ripresa Lockiana se noi possiamo paragonare la mente come una camera oscura in cui vengono proiettate immagini... l’intelletto deve essere presente in una forma che condiziona gli elementi che li accoglie. Kant approfondisce quest’idea che prevede che la conoscenza è dipendente dalla sensibilità per l’acquisizione di contenuti e le facoltà conoscitive e nell’accoglierli li mettono in una determinata forma che è determinata dalle facoltà conoscitive non dalla sensibilità. La conoscenza è data dal contenuto di dati esterni e dalla forma con cui i dati sono costituiti una forma che è trasmessa dalle strutture conoscitive)
- 1781 critica della ragione pura
- 1783 prolegomeni ad ogni metafisica futura che voglia presentarsi come scienza
- 1785 fondamenti della metafisica dei costumi
- 1786 principi metafisici della scienza della natura
- 1787 critica della ragione pura II ed
- 1788 critica della ragione pratica
- 1790 critica del giudizio
- 1793 La religione entro i limiti della sola ragione
- 1797 La metafisica dei costumi
Attività letteraria
La sua attività letteraria può essere divisa in 3 periodi:
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Interessi naturalistici dell'illuminismo. Derivano dalla formazione universitaria ed è ispirata da Newton. Opera principale "storia naturale universale e teoria del cielo".
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Interesse filosofico orientato verso l’empirismo inglese e il criticismo. Critica la logica aristotelico-scolastica e la metafisica.
- Sostiene l’applicazione del metodo matematico alla filosofia
- Considera, relativamente alla morale, il concetto dell’obbligazione. Il fine dell’azione morale è la perfezione e il bene si identifica con la necessità morale (la conoscenza non è capace di spiegare la sua natura)
- Si avvicina all’empirismo inglese con l’adesione allo spirito di ricerca e all’empirismo stesso
- Aderisce al criticismo. Egli ritiene che la metafisica sia la scienza dei limiti della ragione umana. I problemi che deve trattare sono quelli che riguardano l’uomo, cioè che si limitano all’esperienza.
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La dissertazione del 1770. Kant mostra come il concetto di spazio è originario perché le posizioni delle parti della materia presuppongono determinazioni spaziali. "La forma e principi del mondo sensibile e intelligibile". Segna la soluzione critica del problema dello spazio e del tempo. La quale è considerata un punto di vista trascendentale, limitatamente alla conoscenza sensibile.