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Il suolo

Agli inizi della storia della Terra il suolo non c'era. La superficie del nostro giovane pianeta era bollente e costituita da roccia fusa. Con il successivo raffreddamento, le enormi masse di vapore che sfuggivano dalla superficie si raccolsero in grosse nubi che presto diedero origine alle prime piogge. Proprio quegli immensi diluvi cominciarono a intaccare le rocce, sulle quali nel corso dei millenni si stabilirono le prime piante. Pian piano la superficie terrestre si ricoprì di uno strato di suolo.

Caratteristiche del suolo

Lo spessore del suolo è ben poca cosa a confronto di quello della crosta terrestre (che è di circa 40 km). Il suolo, infatti, ha uno spessore massimo di 2 m e uno spessore minimo di 30 cm. Il suolo agrario (o terreno agrario), quello che l'uomo utilizza per farvi crescere le sue piante, ha di solito uno spessore di mezzo metro. Il suolo fertile incomincia a costituirsi quando l'acqua contenente varie sostanze chimiche in soluzione scioglie, in un lento processo, le rocce. Contemporaneamente varie specie di animali microscopici e le radici delle piante si insinuano nelle screpolature riducendo le rocce in granelli minutissimi. In migliaia di anni queste particelle e varie sostanze provenienti dalla decomposizione di resti animali e vegetali costituiscono il suolo fertile. Le piante che crescono su questo suolo contribuiscono a proteggerlo; le radici ne accrescono la compattezza, mentre le foglie in decomposizione formano alla superficie uno strato detto humus, molto fertile e che impedisce al suolo di inaridirsi perdendo acqua per evaporazione.

Naturalmente la pellicola di suolo che ora ricopre la crosta terrestre è diversa da quella che si era formata anticamente. Il clima, e specialmente le piogge, hanno «lavato» il suolo e lo hanno diviso in strati, chiamati orizzonti, di colore, consistenza, aspetto e composizione diversi. Partendo dalla superficie, è possibile riconoscere, in una sezione verticale di suolo (detto anche profilo), tre orizzonti diversi detti A, B, C:

  • Suolo propriamente detto (A), a sua volta formato dallo strato attivo, che è quello normalmente interessato dalle lavorazioni e dalle concimazioni e che, quindi, contiene la maggiore quantità di sostanze nutritive per le piante ed è più ricco di aria, e dallo strato inerte, sottostante allo strato attivo, del quale generalmente ha la stessa natura ma che essendo compresso, e povero di ossigeno e di elementi nutritivi; ha in genere colore diverso dallo strato attivo;
  • Sottosuolo (B), che è lo strato su cui appoggia il suolo. Può essere costituito di particelle terrose di piccolo diametro o di ciottoli o di ghiaia mescolati in proporzioni varie;
  • Substrato roccioso (C), che è costituito dalla roccia non ancora o poco alterata. Spesso il suolo è ricoperto dalla cosiddetta lettiera formata di foglie, di rami e di altri resti vegetali non ancora decomposti, ma in via di trasformazione in humus.

I componenti del suolo

I componenti del suolo sono quattro: argilla, sabbia, calcare, humus. A questi vanno aggiunti l'aria e l'acqua. La percentuale di questi componenti in un terreno medio è in genere la seguente: argilla 20%, sabbia 65%, calcare 10%, humus 5%. Ciascuno di questi componenti, per la natura e la grandezza delle particelle di cui è formato, ha diverse proprietà.

L'argilla è costituita da particelle molto piccole (di diametro inferiore a 0,002 mm) e molto ravvicinate: per questo ha la capacità di assorbire lentamente l'acqua e di trattenerla a lungo. Se il terreno contiene più del 25% di argilla si dice argilloso: è pesante, impermeabile, difficile da lavorare. Se l'argilla supera il 40%, il suolo diventa inadatto alle colture.

La sabbia è formata da particelle dure, di diametro compreso tra 2 e 0,02 mm che non si legano tra loro, ma lasciano numerosi spazi. La sabbia rende il terreno sciolto e facile da lavorare: è, infatti, molto permeabile all'acqua e permette la circolazione dell'aria. Se il terreno contiene dal 70% all'80% di sabbia, si dice sabbioso. I terreni sabbiosi sono detti terreni leggeri; poiché però la sabbia non trattiene l'acqua, il terreno asciuga rapidamente e la vegetazione può morire per disseccamento.

Il calcare è costituito da carbonato di calcio: questa sostanza è molto importante per la vita delle piante. Se però il calcare è troppo abbondante rende il suolo sterile. Mescolato invece con l’argilla rende il suolo più permeabile e fertile.

L'humus (una parola latina che significa proprio «terra») è costituito da una mescolanza di sostanze organiche (vegetali, animali, batteri). L'humus è la parte più importante del terreno agrario: forma lo strato superficiale. L'humus assorbe facilmente l'acqua e la trattiene, inoltre si scalda assorbendo il calore solare perché ha colore scuro. Nel suolo è presente l'aria, che riempie gli spazi tra le particelle. L'aria fornisce l'ossigeno necessario alle radici delle piante e agli altri organismi che vivono nel suolo; evidentemente, in un suolo inzuppato d'acqua gli spazi tra le particelle sono pieni d'acqua e il rifornimento di ossigeno è molto ridotto. Sempre nel suolo si trovano i sali minerali che provengono dal disfacimento delle rocce da parte dell'acqua piovana e dalla decomposizione dei materiali lasciati al suolo dalle piante e dagli animali dopo la loro morte. I sali minerali vengono assorbiti dalle radici e usati per costruire le sostanze necessarie all'organismo vegetale. Il suolo, infine, contiene moltissimi piccoli animali (centopiedi, millepiedi, insetti vari, vermi, larve), funghi più o meno microscopici e batteri.

Il bilancio del suolo

Per il suolo, così come per l'aria e l'acqua, è possibile fare un bilancio tra i materiali che vi vengono introdotti, cioè le «entrate» e quelli che invece ne vengono asportati, cioè le «uscite». Pensa per esempio a un campo di grano. Quali sono le sue «entrate»? Quali le sue «uscite»?

Solo un'attenta amministrazione del suolo assicura che il bilancio sia equilibrato. Occorre ricordare che, nonostante il suolo sia una risorsa che da sola si rinnova...

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/07 Genetica agraria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrea.magnabosco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Genetica agraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Casadoro Giorgio.
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