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Il teatro fine 600 e 700 e dramma borghese di Diderot Appunti scolastici Premium

Appunti di letteratura francese sul teatro nell'ultimo periodo del re Luigi XIV e alla sua morte. La codificazione di un nuovo genere: "tragédie domestique et bourgeoise", dramma borghese di Diderot basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Silvestri dell’università degli Studi di Salerno - Unisa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura francese docente Prof. A. Silvestri

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Morte di Luigi XIV : 1715

Cenni storici: Durante l’ultimo ventennio del regno di Luis XIV cambia profondamente

l’atmosfera a corte; è stata una corte caratterizzata dalla brillantezza, dallo sfarzo, dal

lusso, dalla raffinatezza, e dagli spettacoli del teatro come elemento di comunicazione del

potere del re, della monarchia. Il re Luigi IXV ha sostenuto Molière nei momenti di maggior

attacco(es con L’écoles des femmese, con la cabal nel Tartuffe). I re, prima Richelieu,

hanno appoggiato sempre il teatro.

Quindi negli ultimi vent’anni succede che Luis XIV si avvia verso la vecchiaia, ha

trascinato la Francia in una serie di guerre che hanno avuto delle pesanti ripercussioni

economiche all’interno del regno e soprattutto nell’ultima parte della sua vita, l’influenza

culturale del giansenismo si fa più forte. Da una parte il giansenismo viene sconfitto

politicamente al punto che i gesuiti gli fanno guerra, ottengono scomuniche, fino al punto

che il monastero di Port Royale viene raso al suolo dallo stesso Luis XIV nel 1711,quasi

alla fine del regno.

Nonostante sia stato sconfitto in politica, il giansenismo vince sul piano morale, perché la

visione pessimista dell’uomo si è imposta. Il Giansenismo non è un movimento di

opposizione alla politica, è solo una corrente ideologica e teologica, non è un ordine come

i gesuiti, non faranno nessuna opposizione nei confronti del papa e della monarchia.

Ma il re fa radere al suolo il monastero di Port Royale perché il giansenismo indagando la

coscienza dell’uomo e puntandovi il faro sulla coscienza dell’uomo fa si che nessuna

autorità possa rivendicare a sé il controllo delle azioni umane,cioè nella visione

giansenista il tuo peccato non lo può togliere nemmeno il papa e tanto più l’autorità del re,

proprio perché spinge ad indagare la propria coscienza, è questa responsabilizzazione

dell’individuo che scava il terreno al concetto di autorità, i gesuiti accetteranno ogni

provvedimento preso dal papa,si sottometteranno, non entrano in contrapposizione

politica, di non fare la battaglia politica e la ragione ultima del perché questo avvenga,

perchè Luis XIV, la cui ultima amante è Madame de Maintenant (giansenista) fa radere al

suolo il monastero di Port Royal è perché questo pensiero viene visto come ostacolo al

riconoscimento di una autorità umana suprema.

Questo ripiegamento della corte, di Luis XIV fa sì che la corte prenda le distanze dal

teatro. Uno dei segni di quest’allontanamento della corte è per esempio la cacciata degli

italiani nel 1697. Luis XIV allontana,caccia gli italiani,e questo significava che le truppe

teatrali di origini italiane non possono più esercitare la commedia dell’arte in Francia,

quindi tutta una tradizione di teatro popolare che viene troncata dal potere politico. Molti

attori però rimangono a lavorare in altri luoghi, laddove il teatro è più popolare, quindi il

sapere della commedia dell’arte continua a trasmettersi in Francia, nel teatro della fiera,

dei boulevards, in cui gli spettacoli sono comici e popolari.

Alla morte di Luis XIV segue un periodo di reggenza , che viene ricordato per una sorta di

reazione all’atmosfera cupa, grave, angosciata che è stata propria degli ultimi anni di

regno di Luigi XIV, quindi a quest’atmosfera cupa segue durante la reggenza

un’esplosione di leggerezza, sul piano della moda e più in generale dell’estetica è il

momento del rococò,quindi alla sobrietà del classicismo si reagisce con un momento di

grande effervescenza, una sorta di ritorno del barocco, estetica dell’abbondanza con

caratteristiche diverse da quelle di un secolo prima, spensieratezza,gran desiderio di

divertirsi. Il reggente è un di quei personaggio che si mescola alla canaglia (cioè il

popolino che può andare a vedere uno spettacolo licenzioso senza doversi vergognare di

averlo fatto), corre dietro al concetto di divertimento e libertinismo.

Il libertinismo si avvicina a una corrente culturale che propugna anche con un certo

cinismo il divertimento, e il rifiuto della morale sessuale tradizionale. Una delle prime cose

che fa il reggente è richiamare gli italiani in patria e in particolare arriva una troupe di

Padova di Lelio Riccoboni., proprio perché c’è il desiderio di ritrovare la tradizione della

commedia dell’arte.

La corte si è allontanata dal teatro alla fine del regno di Luigi XIV(i giansenisti condannano

il teatro) e Luis XIV smette di assistere alle prime teatrali, questo è un segnale molto forte

di quel un venir meno di quell’avallo politico che fino ad allora c’era stato. Per Molière la

vedova non riesce ad ottenere un funerale, lo fa di notte ma poi viene portato via, dal

tempo del Medioevo pesa ancora l’interdizione della chiesa sul teatro e non possono

essere seppelliti in terra consacrata né gli attori né le prostitute, nonostante tutto quello

che è accaduto dal 1630 in poi, quel grande attore ricoperto di grande successo nel

momento in cui muore riesce ad ottenere una sepoltura quasi clandestinamente.

Nel ‘700 la situazione cambia profondamente rispetto al secolo precedente, tutto il ‘600 è il

secolo in cui il potere politico investe sul teatro da Richelieu in poi, invece nel 700 la corte

non invece più sul teatro, non punta sul teatro per sottolineare il proprio prestigio e perciò

il teatro continua a evolversi senza seguire i gusti della corte, al contrario è la corte finisce

per adeguarsi ai gusti di un pubblico più vasto. Parigi nei primi decenni del ‘700 ha

500.000 abitanti, si calcola che il pubblico sia costituito circa da 50.000 spettatori, quindi

c’è un pubblico vasto al di fuori della corte. La corte non detta più legge al teatro, ma al

contrario si adegua ai gusti di un pubblico variegato.

Il 700 è anche il secolo nel quale da una parte c’è una grande passione per il teatro, un

pubblico attento che desidera spettacoli sempre nuovi, quindi chi fa teatro nel 700 cerca di

offrire qualcosa di nuovo,abbiamo una produzione che è molto prolifera,ma in realtà dal

teatro del 700 non sono emersi dei capolavori eguagliabili, Marivaux e Beaumarchais sono

i grandi nomi di questo secolo, che sono ancora rappresentati.

Abbiamo inoltre un altro paradosso: da una parte il permanere dei modelli teatrali elaborati

nel secolo precedente, quindi la Grande Comédie di Molière come commedia di carattere,

commedia che pretende di parlare di cose importanti per la società continua ad essere

imitata, le forme diciamo si sclerotizzano anche un po’, e dall’altra parte sul piano della

tragedia Corneille e Racine sono i punti di riferimento, ma anche qui si rischia la

sclerotizzazione del genere.

Nel ‘600 abbiamo assistito ad un processo di regolamentazione del teatro, un processo

che ha coinvolto i critici che discutono di teatro(reguliers contro irreguliers, gli stessi autori

come Corneille che scrive commedie,e poi tragicommedie, e poi ci sono le critiche al Cid,

e allora torna 3 anni dopo con una commedia regolare) che ha operato per la codificazione

dei generi, per la loro separazione, alla fine del secolo non si scrivono più tragicommedie o

pastorali, ed è nata l’opera con Lully , un altro tipo di spettacolo totale, che raccoglie tutti

gli elementi della spettacolarizzazione.

Quindi discussione teorica,codificazione dei generi, loro separazione loro

regolamentazione, una commedia deve rispondere alle regole di vraisemblence,

bienséances e unità aristoteliche.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 2016.vale2016 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Silvestri Agnese.

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