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Morte di Luigi XIV: 1715

Cenni storici

Durante l'ultimo ventennio del regno di Luigi XIV cambia profondamente l'atmosfera a corte; è stata una corte caratterizzata dalla brillantezza, dallo sfarzo, dal lusso, dalla raffinatezza e dagli spettacoli del teatro come elemento di comunicazione del potere del re, della monarchia. Il re Luigi XIV ha sostenuto Molière nei momenti di maggior attacco (es. con L'école des femmes e con la cabala nel Tartuffe). I re, prima di Richelieu, hanno appoggiato sempre il teatro.

Negli ultimi vent'anni succede che Luigi XIV si avvia verso la vecchiaia e ha trascinato la Francia in una serie di guerre che hanno avuto delle pesanti ripercussioni economiche all'interno del regno. Soprattutto nell'ultima parte della sua vita, l'influenza culturale del giansenismo si fa più forte. Da una parte il giansenismo viene sconfitto politicamente al punto che i gesuiti gli fanno guerra, ottengono scomuniche, fino al punto che il monastero di Port-Royal viene raso al suolo dallo stesso Luigi XIV nel 1711, quasi alla fine del regno.

Nonostante sia stato sconfitto in politica, il giansenismo vince sul piano morale, perché la visione pessimista dell'uomo si è imposta. Il giansenismo non è un movimento di opposizione alla politica, è solo una corrente ideologica e teologica, non è un ordine come i gesuiti, non faranno nessuna opposizione nei confronti del papa e della monarchia. Ma il re fa radere al suolo il monastero di Port-Royal perché il giansenismo, indagando la coscienza dell'uomo e puntandovi il faro, fa sì che nessuna autorità possa rivendicare a sé il controllo delle azioni umane.

Nella visione giansenista, il tuo peccato non lo può togliere nemmeno il papa e tanto più l'autorità del re, proprio perché spinge ad indagare la propria coscienza. È questa responsabilizzazione dell'individuo che scava il terreno al concetto di autorità. I gesuiti accetteranno ogni provvedimento preso dal papa, si sottometteranno e non entreranno in contrapposizione politica, non faranno la battaglia politica. La ragione ultima del perché questo avvenga è che Luigi XIV, la cui ultima amante è Madame de Maintenon (giansenista), fa radere al suolo il monastero di Port-Royal perché questo pensiero viene visto come ostacolo al riconoscimento di un'autorità umana suprema.

Questo ripiegamento della corte di Luigi XIV fa sì che la corte prenda le distanze dal teatro. Uno dei segni di quest'allontanamento della corte è, per esempio, la cacciata degli italiani nel 1697. Luigi XIV allontana, caccia gli italiani, e questo significava che le troupe teatrali di origini italiane non possono più esercitare la commedia dell'arte in Francia, quindi tutta una tradizione di teatro popolare che viene troncata dal potere politico. Molti attori però rimangono a lavorare in altri luoghi, laddove il teatro è più popolare, quindi il sapere della commedia dell'arte continua a trasmettersi in Francia, nel teatro della fiera, dei boulevards, in cui gli spettacoli sono comici e popolari.

La reggenza dopo la morte di Luigi XIV

Alla morte di Luigi XIV segue un periodo di reggenza, che viene ricordato per una sorta di reazione all'atmosfera cupa, grave, angosciata che è stata propria degli ultimi anni di regno di Luigi XIV. A quest'atmosfera cupa segue, durante la reggenza, un'esplosione di leggerezza. Sul piano della moda e più in generale dell'estetica, è il momento del rococò; quindi alla sobrietà del classicismo si reagisce con un momento di grande effervescenza, una sorta di ritorno del barocco, estetica dell'abbondanza con caratteristiche diverse da quelle di un secolo prima: spensieratezza e gran desiderio di divertirsi.

Il reggente è uno di quei personaggi che si mescolano alla canaglia (cioè il popolino che può andare a vedere uno spettacolo licenzioso senza doversi vergognare di averlo fatto), corre dietro al concetto di divertimento e libertinismo. Il libertinismo si avvicina a una corrente culturale che propugna, anche con un certo cinismo, il divertimento e il rifiuto della morale sessuale tradizionale. Una delle prime cose che fa il reggente è richiamare gli italiani in patria e in particolare arriva una troupe di Padova di Lelio Riccoboni, proprio perché c’è il desiderio di ritrovare la tradizione della commedia dell'arte.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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