Il teatro è un’impresa commerciale vera e propria. Il teatro mostra una consapevolezza
di sé in quanto espressione artistica, è sempre caratterizzato da una dimensione di
meta teatralità. L’espressione artistica, il componimento poetico che si rivolgeva
direttamente ai versi. Usi del teatro: oltre a essere intrattenimento può anche essere
metafora di qualcos’altro. Il teatro è così importante che riesce anche ad essere visto
da alcuni intellettuali come un qualcosa che può rappresentare altri aspetti della vita.
Al Globe, nel 1599, viene rappresentato il Julius Cesar di Shakespeare. Teatro che
accoglie fino a 3000 persone. I teatri che vengono costruiti sono outdoor theatres.
Londra, intorno al 1600, ha una popolazione di 200mila abitanti. E’ un numero enorme.
Londra nasce come villaggio molto popoloso fino ad arrivare al 1600 con quel numero.
Il teatro, che è una forma di intrattenimento trasversale a tutte le classi sociali, con la
sua popolarità, è come se dovesse rispondere a una richiesta che proviene da quei
numeri lì. Le compagnie teatrali potevano rappresentare fino a 30 o anche più drammi
all’anno. Potevano mettere in scena fino a 3 drammi diversi alla settimana ciascuna
delle compagnie. 1642-1660: chiusura dei teatri con i puritani, con il Commonwealth
viene imposta arriva anche la chiusura dei teatri. Essi riapriranno nel 1660 con la
Restaurazione. 1660: ritorno della monarchia, si riaprono i teatri.
Le compagnie di teatranti di tragedians potevano essere o compagnie itineranti o
compagnie stabili. E infatti, ci sono tante compagnie che hanno questi nomi qui: The
Queen’s Man finanziati dalla regina…. Prendevano il nome dell’aristocratico, re o
regina che finanziava/proteggeva. C’era bisogno anche di protezione per le compagnie
teatrali. Shakespeare diventa anche shareholder: azionista, finanzia, si fa
comproprietario della compagnia stessa. Stessa cosa vale per James Burbage che è
anche un carpentiere, fa costruire e contribuisce manualmente a costruire The
Theatre. Il teatro, come ha osservato Steven Mullaney, è un fenomeno cittadino, nasce
nelle città sempre, si può osservare questo a partire anche dalla classicità, il teatro si
associa ad Atene nel V sec a.c. e si associa a Londra in età elisabettiana. Il teatro è
assolutamente un fenomeno urbano, legato alla città, è profondamente politico (nel
senso antico del termine), è legato alla vita della città che racconta anche raccontando
le storie dei re o, con il Merchant of Venice, racconta di altre classi sociali. Mullaney: il
teatro è politico nel senso che è legato alla vita della città, è una vita che influenza ma
anche una vita dalla quale dipende.
Tipi di teatri che esistono a Londra: teatri come il Globe Theatre, teatri all’aperto: sono
outdoor theater o anche anfi-theatres. Ci sono però anche altri luoghi dove si tengono
rappresentazioni teatrali: 4 Inns of Court: sono law schools. Sono Inner Temple, Middle
Temple, Gray’s Inn, Linconln’Inn. Quattro scuole in cui ci sono spazi in cui si tengono
rappresentazioni teatrali. Poi si cominciano a costruire anche Indoor theatres o
playhouses: vengono costruiti quando è confermato da alcuni decenni di fortuna che il
teatro è redditizio e quando si osserva che, a fronte di immagine Swan Theatre (c’era
la parte dove si stava in piedi ad assistere al teatro, posti della platea di oggi in cui si
stava in piedi, erano i meno costosi - nelle galleries ci sarebbero stati invece posti a
sedere), il palcoscenico si spinge in avanti a creare un contatto diretto con il pubblico,
non era vietato appoggiare i gomiti sul palco. C’è anche livello che viene utilizzato o
occupato dai musicanti, spesso c’erano interludi musicali o le canzoni (The Tempest ha
tanta musica che doveva essere suonata dal vivo) ma era anche il luogo per
permettere di rappresentare la scena del balcone di Romeo and Juliet. C’è anche un
terzo livello nel teatro elisabettiano ed è sotto al palco. Lì per esempio poteva essere
rappresentato un inizio di scena di Romeo e Juliet - la scena della cripta. In Hamlet c’è
un fantasma che doveva apparire che appariva da una botola sul palcoscenico
principale (botola che rappresenta la discesa agli inferi o discesa alla cripta o altro
ancora - 3 livelli del teatro elisabettiano). Gli indoor theatres vengono costruiti
permettendo un minor numero di spettatori ma con l’idea di aggiungere i posti a
sedere in platea. Questi posti potevano essere venduti a costi più alti (si poteva
guadagnare comunque tanto). Significava anche che il fatto che la stessa
rappresentazione poteva essere vista in compresenza da persone che pagavano un
prezzo ridotto del biglietto (persone che guadagnavano alla giornata – il teatro viene
rappresentato tra le 2 e le 5 con la luce naturale a illuminare la scena) e persone
aristocratiche. Si passa quindi dagli anfitheatres che ci presentano il teatro come una
forma di intrattenimento fortemente democratica per questa compresenza di vari ceti
agli indoor theatres dove si comincia a fare una selezione – un posto a sedere era più
caro. Abbiamo una monarchia, grandi differenze sociali e abbiamo un luogo – il teatro -
dove quelle differenze si trovano tutte insieme nello stesso spazio. Il teatro fa correre
tutti, piace a tutti (il re e la regina che a teatro non vanno, Shakespeare in love, vedi
film). Il teatro è un fenomeno straordinario perché mette insieme classi sociali che
altrimenti non si incontrerebbero: c’è un gusto trasversale alle classi. Agli inizi del 600,
visto che il teatro fa fortuna, si pensa di costruire anche teatri al coperto: se piove si
può procedere alla rappresentazione, gli indoor theatres aumentano i prezzi e avendo
meno posti, avranno un pubblico più ristretto, interrompono questa promiscuità tra
classi sociali degli anfitheatres che continuano a insistere. Il teatro ha una grande
fortuna come attività commerciale tuttavia ci sono anche molte critiche. Quelli che
scrivono contro il teatro: Stephen Gosson: non tollera che al teatro vadano tutti.
Grande democrazia di questa arte. Nel 1582 scrive: “ci sono soprattutto le professioni,
che pure guadagnano, gli danno fastidio, sono un assembly di quella roba lì.” Da qui in
poi parte un’altra discriminazione a dire: “donne, vecchie, giovani, anziani”. Quello che
preoccupava è che, poiché possono andare tutti, ci potevano andare anche quelli che
erano meno affidabili, malviventi, ladruncoli, scippatori e prostitute. La discriminante è
soltanto il prezzo del biglietto ma possono entrare tutti. Qual è la preoccupazione per
questa commistione? Ce la presenta Henry Grosse in un testo di inizio 600: visto che i
teatri accolgono tutti, noi potremmo ritrovarci nel teatro già potenzialmente
organizzati tutti gli insoddisfatti e, in età di monarchie 500esche e 600esche e anche
dopo nei secoli successivi, una massa già pronta a insorgere tutti insieme e tutti
insieme significa fare la forza. Henry Grosse attacca il teatro per questa ragione qui:
mette insieme tutti e in questi tutti ci possono essere degli insoddisfatti che, se
devono insorgere, sono già radunati. Dall’altro lato, la censura verso il teatro è proprio
verso quello che si scrive per il teatro: il teatro è sempre potenzialmente
rivoluzionario, può esserlo. Riflessione del potere in Shakespeare che può creare
discriminazioni, pensate come potrebbe essere percepito da parte degli spettatori. C’è
una pericolosità nel teatro: se gli attori recitano delle parti che portano a leggere dei
soprusi di alcune classi su altre classi, si è già tutti insieme e si può insorgere. Questo
è il pericolo gr
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