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Il sistema nervoso periferico

Appunti di anatomia sul sistema nervoso periferico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Medicina e Chirurgia, del Corso di laurea in infermieristica. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia e fisiologia docente Prof. P. Biologia

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IL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO: LA

DIVISIONE AFFERENTE E I SENSI SPECIALI

FISIOLOGIA DEI RECETTORI

Il sistema nervoso periferico è costituito da fibre nervose che trasmettono

informazioni tra il sistema nervoso centrale e le altre parti del corpo. La

divisione afferente del SNP invia al SNC informazioni relative all’ambiente

esterno e interno.

Uno stimolo è un cambiamento rilevabile dall’organismo. Esistono stimoli in

diverse forme di energia, o modalità come il calore, la luce, il suono. I neuroni

possiedono recettori che rispondono agli stimoli.

L’unica modalità con cui i neuroni afferenti possono trasmettere al SNC

informazioni sugli stimoli è la propagazione dei potenziali d’azione, i recettori

devono convertire tutte queste altre forme di energia in segnali elettrici. Gli

stimoli fanno insorgere nel recettore chiamato potenziale di recettore.

La conversione dell’energia dello stimolo in un potenziale è detta trasduzione

sensoriale. I potenziali di recettore a loro volta inducono dei potenziali d’azione

nelle fibre afferenti.

Ogni tipo di recettore è specializzato per rispondere ad un solo tipo di stimolo, il

suo stimolo adeguato. Alcuni recettori non sono in grado di rispondere

debolmente a stimoli diversi dal proprio adeguato.

Classificazione dei recettori:

- Fotorecettori rispondono alle lunghezze d’onda della luce visibile

- Meccanocettori sensibili all’energia meccanica. Alcuni esempi sono i

recettori dei muscoli scheletrici sensibili allo stiramento, i recettori

dell’orecchio che possiedono ciglia sottili che si flettono sotto l’azione

delle onde sonore e i barocettori che controllano la pressione sanguigna.

- Termocettori sensibili al caldo e freddo

- Osmocettori rilevano le variazioni della concentrazione dei soluti nel

liquido extracellulare e le conseguenti variazioni di attività osmotica

- Chemocettori sensibili a sostanze chimiche specifiche, esempio

recettori del gusto e dell’olfatto.

- Nocicettori o recettori dolorifici sono sensibili ai danni tissutali come un

taglio o ustione.

Alcune sensazioni sono composte, nel senso che la loro percezione deriva

dall’integrazione centrale di molti impulsi sensoriali primari attivati

simultaneamente.

Le informazioni rilevate dai recettori vengono trasportate per mezzo dei

neuroni afferenti al SNC dove vengono usate per diversi scopi:

I segnali afferenti in ingresso sono fondamentali per il controllo delle

 uscite efferenti per regolare il comportamento motorio in accordo con le

circostanze esterne e per coordinare le attività interne per mantenere

l’omeostasi.

L’elaborazione degli impulsi sensoriali in ingresso da parte del sistema

 reticolare attivante nel tronco encefalico

L’elaborazione centrale delle informazioni sensoriali dà origine alla

 percezione personale del mondo che ci circonda

Alcune informazioni fornite al SNC possono essere immagazzinate per

 riferimenti futuri

Gli stimoli sensoriali possono avere un forte impatto sulle emozioni.

Uno stimolo modifica la permeabilità del recettore generando un potenziale di

recettore graduato

Un recettore può essere una terminazione specializzata del neurone afferente o

una cellula recettoriale distinta associata alla terminazione periferica del

neurone. La stimolazione di un recettore modifica la permeabilità di membrana.

Poiché al potenziale di riposo la forza motrice elettrochimica è maggiore per il

sodio che per gli altri cationi di piccole dimensioni, l’effetto prevalente è un

influsso di Na+ che depolarizza la membrana del recettore. Questa

depolarizzazione locale, il potenziale di recettore è un potenziale graduato. Più

intenso è lo stimolo, maggiore sarà la variazione di permeabilità e più grande il

potenziale di recettore.

Poiché la regione recettoriale non possiede canali per il Na+ voltaggio-

dipendenti e quindi ha una soglia elevata, non si generano potenziali d’azione

nel recettore. Per la trasmissione a lunga distanza, il potenziale di recettore

deve essere convertito in potenziali d’azione che possono propagarsi lungo la

fibra afferente.

Se un potenziale di recettore è sufficientemente grande può indure un

potenziale d’azione nella membrana del neurone afferente in prossimità del

recettore. A seconda del tipo di recettore, il recettore depolarizzato induce una

depolarizzazione nella membrana ad esso adiacente o attraverso un flusso di

corrente locale oppure rilasciando un trasmettitore chimico depolarizzante. Se

il flusso indotto nella membrana adiacente è sufficiente a far raggiungere la

soglia, si aprono canali del Na+ voltaggio-dipendenti che danno origine ad un

potenziale d’azione che viene condotto lungo la fibra afferente al SNC.

Al contrario, nei neuroni afferenti i potenziali d’azione si generano all’estremità

periferica del nervo afferente vicino al recettore, a notevole distanza dal corpo

cellulare.

L’intensità dello stimolo si riflette nell’ampiezza del potenziale di recettore.

Maggiore è il potenziale di recettore, maggiore sarà la frequenza dei potenziali

d’azione generati nel neurone afferente.

L’intensità dello stimolo si riflette anche nell’ampiezza dell’area stimolata,

stimoli più intensi influenzano aree maggiori e quindi un numero maggiore di

recettori risponde.

A questo punto l’intensità dello stimolo viene codificata sia dalla frequenza dei

potenziali d’azione generati nel neurone afferente sia dal numero di recettori e

quindi di fibre afferenti attivati nell’area.

I recettori possono adattarsi lentamente o rapidamente alla stimolazione

prolungata

Stimoli della stessa identità sullo stesso recettore non evocano sempre

potenziali di recettore della stessa ampiezza. Alcuni recettori possono ridurre

l’entità della propria depolarizzazione, un fenomeno noto come adattamento.

A seconda della velocità di adattamento i recettori vengono classificati come:

Tonici non si adattano, sono utili quando è necessario mantenere

 l’informazione sullo stimolo. Es. recettori muscolari da stiramento.

Fasici sono a rapido adattamento, cessando di rispondere allo stimolo

 mantenuto. Alcuni rispondono con una lieve depolarizzazione chiamata

risposta off quando lo stimolo viene rimosso. Sono utili quando è

importante segnalare una variazione dell’intensità dello stimolo. Es.

recettori tattili (quando si indossa qualcosa, ci si abitua velocemente ad

essa a causa della rapida adattabilità di questi recettori).

Le afferenze viscerali trasportano segnali inconsci mentre quelle

sensoriali quelli consci:

I potenziali d’azione generati dai recettori nelle fibre afferenti in risposta ad uno

stimolo si propagano fino al SNC. Le informazioni afferenti sull’ambiente interno

non raggiungono mai il livello di consapevolezza cosciente.

Il circuito in ingresso per le informazioni che derivano dai visceri interni viene

chiamato afferenza viscerale, gli individui diventano coscienti dei segnali

dolorifici che hanno origine nei visceri.

I segnali afferenti che derivano dai recettori sulla superficie del corpo, nei

muscoli e articolazioni di solito raggiungono il livello di consapevolezza

cosciente. Questi segnali sono noti come informazioni sensoriali e i circuiti sono

le afferenze sensoriali che vengono divise in sensazione somatica che deriva

dalla superficie del corpo e i sensi speciali che includono vista, udito, equilibrio,

gusto e olfatto.

Ogni via somatosensoriale è marcata a seconda della modalità e della

localizzazione

Una volta giunte al midollo spinale le informazioni afferenti possono diventare

parte di un arco riflesso producendo una risposta appropriata nell’effettore o

possono essere trasmesse attraverso le vie ascendenti all’encefalo per

l’elaborazione e l’eventuale consapevolezza cosciente.

Le vie che conducono la sensazione somatica conscia, le vie somatosensoriali

sono costituite da linee marcate.

Una specifica modalità sensoriale rilevata da un determinato tipo di recettori

viene inviata lungo una specifica via ascendente ed afferente per eccitare una

specifica area della corteccia somatosensoriale. Un particolare stimolo

sensoriale viene quindi proiettato in una specifica regione dell’encefalo, anche

se tutte le informazioni vengono trasmesse al SNC per mezzo dello stesso tipo

di segnale, l’encefalo è in grado di decodificare la modalità e localizzazione

dello stimolo.

Campo recettivo: ogni neurone risponde solo ad uno stimolo in questa regione.

La sua dimensione è inversamente proporzionale alla densità di recettori nella

regione.

Minori sono i campi recettivi in una regione, maggiore sarà l’acuità o capacità

discriminativa. Si possono ottenere informazioni più precisi per mezzo di

polpastrelli, riccamente innervati perché qui i campi recettivi sono piccoli.

Percezione: interpretazione cosciente del mondo esterno creata dall’encefalo

e uno schema di impulsi nervosi che giunge dai recettori che rilevano solo un

numero determinato di forme di energia.

I canali che trasportano le informazioni all’encefalo non sono registratori ad

alta fedeltà, durante l’elaborazione precorticale degli impulsi sensoriali in

ingresso alcune caratteristiche degli stimoli vengono accentuate mentre altre

soppresse o ignorate. La corteccia cerebrale manipola ulteriormente i dati, in

ingresso o per estrarre le caratteristiche significative.

Nell'elaborazione la corteccia spesso completa o distorce le informazioni per

ricavarne un’interpretazione logica.

DOLORE: il dolore è un meccanismo protettivo deputato a portare alla

consapevolezza con un danno ai tessuti già avvenuto o che sta per avvenire. I

nocicettori o recettori del dolore non si adattano la stimolazione sostenuta o

ripetitiva.

L’immagazzinamento di esperienze dolorose nella memoria contribuisce ad

evitare eventi potenzialmente nocivi in futuro.

La sensazione di dolore è accompagnata da risposte comportamentali motivati

come la retrazione o la difesa così come da reazioni emozionali come il pianto

la paura. Inoltre la percezione soggettiva del dolore può essere influenzata da

altre esperienze passate o presenti.

Gli impulsi dolorifici che si originano nei recettori vengono trasmessi al SNC

attraverso due tipi di fibre afferenti. I diversi tipi di recettori rispondono a

stimoli dolorifici diversi.

I segnali che derivano dai nocicettori che rispondono a stimoli meccanici con un

taglio o termici come un’ustione vengono trasmessi attraverso piccole fibre

mielinizzate (via dolorifica rapida).

Gli Impulsi derivati da nocicettori che rispondono a sostanze chimiche rilasciate

nel LEC dai tessuti danneggiati vengono trasmessi da fibre piccole non

mielinizzate (via dolorifica lenta)

Le fibre afferenti nocicettive fanno sinapsi con interneuroni specifici nel midollo

spinale che trasmettono il segnale all'encefalo per l'elaborazione percettiva. Es.

sostanza P.

Quando il segnale nocicettivo raggiunge l’encefalo, l’elaborazione della

corteccia somatosensoriale permette la localizzazione del dolore mentre altre

aree corticali contribuiscono per altre componenti coscienti dell'esperienza

dolorifica.

Il SNC contiene anche un sistema endogeno di soppressione del dolore, o

sistema di analgesia, che sopprime la trasmissione nelle vie nocicettive appena

entrano nel midollo spinale. Questo sistema sopprime il dolore principalmente

bloccando il rilascio di sostanza P, dipende dalla presenza dei recettori per gli

oppioidi.

Tra i fattori che modulano il dolore ci sono esercizio, lo stress e l'agopuntura.

La sensazione somatica viene rilavata da recettori ampiamente distribuiti che

forniscono informazioni sulle interazioni dell'organismo con l'ambiente in

generale e recettori localizzati ed estremamente specializzati.

L’OCCHIO: LA VISTA

Per la vista, l’occhio cattura lo schema di illuminazione dell'ambiente come una

immagine ottica su uno strato di cellule sensibili alla luce, la retina cattura

un'immagine sulla pellicola e viene trasmessa attraverso le tappe

dell’elaborazione fino ad arrivare alla percezione cosciente di un'immagine

visivamente simile all'immagine originale.

Ogni occhio è una struttura sferica piena di liquido circondata da tre strati: una

membrana esterna che comprende la sclera e la cornea, una membrana

intermedia che comprende la coroide, i corpi ciliari e l'iride, una membrana

interna che è la retina.

La maggior parte del bulbo è ricoperto dalla sclera che costituisce la parte

bianca visibile dell'occhio.

Anteriormente la membrana esterna è costituita dalla cornea attraverso la

quale i raggi luminosi passano all'interno dell'occhio. Lo strato intermedio sotto

la sclera è la coroide altamente pigmentata che contiene molti vasi sanguigni

che nutrono la retina. Anteriormente lo strato della coroide si specializza e

forma i corpi ciliari e l'iride.

Lo strato più interno sotto la coroide è la retina formato da uno strato esterno

pigmentato e uno interno di tessuto nervoso e contiene coni e bastoncelli che

sono fotorecettori che convertono l'energia luminosa in impulsi nervosi.

L'interno dell'occhio è costituito da due cavità piene di liquido separate dal

cristallino, sono trasparenti per permettere alla luce di passare attraverso

l'occhio dalla cornea alla retina.

La cavità posteriore tra cristallino e retina contiene l'umore vitreo che

contribuisce a mantenere la forma sferica del bulbo oculare.

La cavità anteriore tra cornea è cristallino contiene invece l'umore acqueo che

trasporta i nutrienti alla cornea e al cristallino entrambi privi di apporto

sanguigno.

Non tutta la luce che attraversa la cornea raggiungere I recettori sensibili alla

luce a causa della presenza dell'iride responsabile anche del colore degli occhi.

L'apertura circolare al centro dell'iride attraverso cui la luce entra nella

porzione posteriore dell’occhio è la pupilla e la sua dimensione può essere

regolata dalla contrazione variabile dei muscoli lisci dell'iride per lasciar

penetrare più o meno la luce a seconda delle necessità.

I muscoli dell'iride sono controllati dal sistema nervoso autonomo: la

stimolazione parasimpatica provoca costrizione pupillare mentre la

stimolazione simpatica provoca dilatazione pupillare

La luce è una forma di radiazione elettromagnetica che viaggia sotto forma di

onde. La distanza tra due picchi dell'onda è chiamata lunghezza d'onda che

varia tra 10 m e 10 .

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Quindi la luce visibile è solo una piccola porzione dello spettro elettromagnetico

totale.

L'energia luminosa è caratterizzata anche da intensità variabili.

Le onde luminose emesse da ogni punto di una sorgente luminosa si irradiano

in tutte le direzioni. La propagazione di un'onda luminosa in una particolare

direzione viene chiamata raggio di luce che deve essere piegato verso l'interno

per essere focalizzato in un punto della retina che è sensibile alla luce.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BUSTO ARSIZIO - CERNUSCO SUL NAVIGLIO - GARBAGNATE MILANESE - LEGNANO - MILANO - ROZZANO)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicablecich di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e fisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Biologia Prof.

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