Economia e management
Università di Bologna, Campus di Forlì
Economia degli intermediari finanziari - Primo modulo
Esame del 07/04/2022
Introduzione
Gli strumenti finanziari e creditizi sono diventati via via più complessi, sebbene il loro cuore sia stato mantenuto costante. L'evoluzione dei modelli di vita e di consumo ha un riflesso anche nella progettazione e produzione di prodotti o strumenti finanziari. Leggendo in una logica evoluzionistica lo sviluppo del sistema, ci sono situazioni contestuali che oggi caratterizzano in modo innovativo. Non c'è un bisogno soddisfatto sempre con lo stesso tipo di strumento, ma esso si evolve, come ogni altro settore.
La moneta presente ha caratteristiche diverse da quella passata, ma ogni tanto qualcosa ritorna: non si usano più le monete come un tempo però oggi vengono riutilizzate certe forme di baratto, una delle prime forme di scambio monetario, in cui c'è la valorizzazione di diverse merci in contropartita.
Il sistema finanziario non è sganciato da questa logica evoluzionistica, e ragionare su queste cose aiuta a capire cosa accadrà nel futuro. Per concettualizzare lo sviluppo di un sistema di pagamenti serve la capacità di immaginare cosa succederà anche nell'ambito finanziario, in quanto ha un impatto sulla quotidianità molto importante.
I bisogni non sono costanti, ma per capire quali sono vanno riferiti a due macro raggruppamenti economici: famiglie e imprese. Questo non esaurisce gli attori del sistema finanziario, cioè il settore pubblico, che condiziona a sua volta le modalità con le quali famiglie e imprese interagiscono.
L'analisi degli strumenti va ricondotta a uno schema logico comune: parlando di strumenti di finanziamento, per ogni strumento finanziario ci sono dimensioni diverse, ma per confrontare le modalità con cui essi soddisfano i bisogni occorre costruire una griglia di riferimento che seleziona tra tanti fattori quelli principali. Tra questi il costo, come si determina e di che tipo è, o il rendimento; ad esso è accostato il rischio, che è la variabilità, alea, fatto che caratterizza l'esistenza ma da razionalizzare. Essi comunque non esauriscono il vettore di elementi che caratterizza lo strumento. Altro elemento è la liquidità, cioè quanto ci vuole per far sì che lo strumento torni ad essere moneta.
Caratteristica dei contratti è che rispondono ai bisogni: i contratti sono scatole legali all'interno dei quali si inserisce una serie di elementi, che sono gli strumenti. Cosa si mette dentro non è il frutto di una scelta di qualcuno, ma della selezione fatta per soddisfare certi bisogni; in questa logica si riesce a concettualizzare gli strumenti e le loro caratteristiche tecniche.
La struttura del sistema finanziario
Il sistema economico (sistema reale + sistema finanziario) è un insieme di soggetti (persone fisiche e giuridiche), strumenti, attività e regole strettamente interrelati tra loro per la produzione, lo scambio e il consumo di beni e servizi nel tempo e nello spazio. I soggetti che stanno all'interno del sistema economico sono: famiglie, imprese, autorità di governo politico ed economico (Parlamento, ente primario del governo), pubblica amministrazione.
La pubblica amministrazione è il soggetto economico a sé stante, che interviene a sua volta nel processo di consumo e produzione, attore che ha logiche diverse da famiglie e imprese, cioè è complementare agli altri due ma è da intendersi come attore economico. Il sistema economico può essere suddiviso tra sistema reale e sistema finanziario.
Nell'ambito del sistema reale c'è lo scambio di beni, servizi e fattori produttivi che articolano la sua attività; come la svolge è un altro problema, può farlo attraverso mercati o imprese, ma in ogni caso alimentano il ciclo di produzione e consumo di beni e servizi con l'acquisizione di fattori produttivi.
Dall'altro lato c'è il sistema finanziario che ha un ruolo fondamentale, poiché consente di trasferire nel tempo e nello spazio quello che viene prodotto dal sistema reale, e in più fornisce allo stesso degli strumenti di pagamento che facilitano lo scambio. È una ripartizione grezza: in alcuni ambiti la chiusura tra due circuiti è praticamente nulla, come per quanto riguarda le carte di credito; in altri ambiti invece ci sono distanze significative: ad esempio il reddito prodotto può essere consumato subito o trasferito nel tempo, e trasferire reddito significa trasferire consumo. Questa partizione non è analitica, ma consente di capire qual è la differenza.
Occupandosi di sistema finanziario ci si occupa di bisogni che riguardano tre tipi di esigenze:
- Disporre di strumenti per facilitare gli scambi, ossia strumenti di pagamento;
- Disporre di strumenti di accumulazione del risparmio o strumenti di investimento;
- Disporre di rischi puri o di rischi speculativi.
Rischi
Rischio puro: da un evento esogeno si produce un'interruzione della capacità di produrre reddito di un individuo (come rischio di morte, invalidità, incendio); è puro perché la conseguenza che si manifesta per chi subisce il rischio è univoca: si riduce la sua capacità economica. Affrontare preventivamente la gestione di questo rischio è un modo per neutralizzarlo parzialmente o totalmente, e ciò può essere fatto all'interno del sistema finanziario.
Rischio speculativo: non produce un danno puro; la definizione di speculativo non ha una accezione morale, speculare vuol dire prevedere. Si chiama così perché l'eventuale manifestarsi di una conseguenza per chi subisce il rischio è minore o maggiore a seconda che si sia coperto o meno. Anche questa tipologia di bisogni può essere gestita nel sistema finanziario.
Si parla di circuiti diretti o indiretti all'interno del sistema finanziario:
- Una famiglia che produce risparmio e l'impresa che necessita quel risparmio per fare investimenti possono entrare in contatto direttamente se la famiglia con strumenti finanziari investe direttamente in essa;
- C'è un problema di visibilità, c'è qualcuno che si mette in mezzo, l'intermediario, e aiuta a conciliare; è un modo di entrare in contatto riferibile a diversi settori (come mercato mobiliare).
Il sistema finanziario è dunque quel sistema in grado di produrre prodotti o servizi che possono rispondere a bisogni connessi ai pagamenti, alla dialettica tra risparmio e investimento, oppure alla gestione di rischi puri e/o speculativi. Queste attività si possono fare o creando le condizioni affinché i soggetti si vedano da soli, oppure creando delle imprese che si occupano di intervenire nel mezzo di soggetti che non si vedono da soli.
Strumenti di pagamento
Nel sistema finanziario ci sono soggetti che producono risparmio e altri che hanno bisogno di quel risparmio per effettuare investimenti.
- Il risparmio è una grandezza che necessariamente dipende da altre due: esso è la differenza tra reddito prodotto e quota del reddito consumata.
In realtà la variabile dipendente dipende dalla funzione obiettivo perché non è detto che la sia il risparmio: gli esseri economici non hanno definito queste funzioni in modo definitivo, ma le variabili assumono posizioni dipendenti o indipendenti in relazione al ciclo di vita dell'homo economicus. La relazione funzionale e il rapporto tra variabile dipendente e variabile indipendente cambiano. Variabile indipendente, obiettivo può essere il reddito oppure il risparmio oppure il consumo, e in relazione al ciclo di vita dell'individuo la sua posizione rispetto a queste grandezze cambia.
- Lo stesso discorso vale anche per chi è alla ricerca di risparmio per finanziare investimenti: le variabili delle imprese sono reddito, costi operativi, e autofinanziamento. La capacità di prodursi da sé il risparmio è in funzione del ciclo di vita dell'impresa: una start-up difficilmente è in grado di prodursi autofinanziamento, un'impresa con la posizione consolidata sul mercato produce autofinanziamento.
Questa visione pone gli individui e le imprese nella condizione di avere delle posizioni ribaltate nel mercato finanziario, che sono diverse in relazione al loro ciclo di vita.
Strumenti di investimento
I soggetti economici prendono decisioni di distribuzione del reddito tra consumo e risparmio, e questo necessariamente ha poi degli effetti sul processo di accumulazione.
- Con un'età media più alta della popolazione potrebbe esserci meno attenzione al risparmio. Il sistema previdenziale non è un comportamento degli individui, ma una conseguenza: esso, a cui gli individui assegnano la capacità di integrare il proprio reddito nel momento in cui escono dal mercato del lavoro, deve coprire un'estensione temporale media più lunga e quindi assorbe più risorse.
Il sistema previdenziale è la risposta a un'esigenza che ponendo un'aspettativa di vita più lunga ma mantenendo costante il periodo di vita lavorativa, necessariamente allunga la necessità di avere una produzione di reddito: l'allungamento della vita, se non è accompagnato da un allungamento della vita media lavorativa, necessariamente ha un effetto. Allungando l'aspettativa di vita delle persone cambia se si sposta o no la propensione al risparmio, anche in relazione a come il sistema previdenziale è attrezzato a rispondere: se esso integra il reddito al 100% non c'è discontinuità all'attitudine al consumo; se la copertura previdenziale diminuisce va aumentata la propensione al risparmio prima, e se non la si modifica occorre intervenire sui consumi.
Queste dinamiche non sono sganciate, perché le pensioni si creano o con il risparmio della pubblica amministrazione o se essa si indebita. Nel momento in cui si allunga la vita media ci sono degli effetti che modificano il comportamento degli individui, e conseguentemente la struttura del sistema finanziario si modifica. Se va coperta più spesa per le pensioni la pubblica amministrazione o si indebita o ha bisogno di più risorse, che derivano da tasse e imposte. Se non è in grado di comprimere i costi né di aumentare il gettito fiscale, cioè la sua entrata, l'unica possibilità è indebitarsi, e ciò non è sempre possibile; questo è anche un effetto finanziario che il sistema sconta.
- Considerando invece questa relazione reddito-consumo-investimento vista nell'ottica delle imprese, se l'aspettativa di vita dell'imprese si allunga, cioè i cicli economici di vita sono più lunghi, esse sono in grado di massimizzare l'autofinanziamento, arrivando magari a non averne più bisogno, quindi diventano a loro volta degli investitori.
Circuito diretto e indiretto
In questa dinamica, l'interlocuzione tra i soggetti con comportamenti diversi ha luogo in un ambito specifico chiamato sistema finanziario: la circolarità che si deve realizzare tra produzione di risparmio e copertura degli investimenti è il compito principale di un sistema finanziario. Se non si mobilizza il risparmio, cioè non si fa in modo che il risparmio arrivi a coprire gli investimenti, e si interrompe il ciclo, si generano dei costi perché si rinuncia a opportunità di investimento. Il paradosso è la tesaurizzazione, che comunque è un investimento, quindi necessariamente la moneta ha una capacità di consumo, che si erode da sola a causa di inflazione. Rinunciare a remunerazione per sicurezza implica dei costi: si perde potere di acquisto nel tempo a causa di inflazione.
- La relazione tra queste variabili si articola nel sistema finanziario in modo diretto: ci sono i produttori di risparmio e le imprese che avviano investimento. Il mercato è la forma più evidente di creazione di un circuito diretto; potrebbero crearsi dei problemi dovuti al fatto che non tutti potrebbero riuscire ad accedere al mercato a causa dei costi di transazione.
I costi di transazione possono essere l'elemento che impedisce di chiudere uno scambio di mercato; se non si è in grado di coprire tali costi, lo scambio non si realizza perché non si riesce ad accedere al mercato. Se si abbassa il costo di transazione, grazie al fatto che si può entrare nel mercato da ogni luogo, c'è ampia partecipazione al mercato, il quale diventa più liquido; di conseguenza è più probabile trovare preferenze opposte alle proprie. Il costo di transazione comunque potrebbe non essere l'unico elemento che inibisce lo scambio diretto, perché se non c'è conciliabilità tra le preferenze lo scambio non si realizza. La conciliabilità delle preferenze è l'altro elemento fondamentale; ad esempio, un'impresa in fase di start-up non riesce facilmente a trovare finanziamenti.
- Se non c'è conciliabilità non si verifica scambio diretto e il circuito diretto non si attiva; serve allora rivolgersi a una terza parte, cioè attivare un circuito indiretto: chi produce risparmio e chi lo usa non entrano direttamente in contatto ma qualcuno si mette in mezzo. Questa terza parte può essere o il mediatore o l'intermediario.
Il mediatore crea solo contatto, sta in mezzo e avvicina le parti, ma non si intermedia, non si mette nel mezzo: il rischio viene comunque sopportato direttamente dalle parti. Egli non trasforma niente, serve solo da mezzo di messa in contatto. L'intermediario invece si assume il rischio di fare in modo che le preferenze tra due soggetti che non sarebbero direttamente conciliabili lo divengano, trasformando lui stesso internamente i rischi. L'intermediario fondamentale nel sistema finanziario è la banca. Egli fa anche un'operazione in nome proprio, nella sua attività imprenditoriale ha l'obiettivo di prestare soldi a diversi soggetti in diversi periodi di tempo: trasformare le scadenze è un'attività esclusivamente di assunzione dei rischi. Il sistema finanziario deve produrre in modo complementare mercati che, divenendo progressivamente più efficienti, azzerano i costi di transazione, e dall'altra parte strutture di intermediazione che coprano quella parte di inconciliabilità nelle preferenze tra chi produce risparmi e chi li investe, che necessariamente non è copribile in altro modo.
Funzioni del sistema finanziario
SWIFT è un sistema di pagamenti all'ingrosso che funziona. Prima funzione del sistema finanziario è la fornitura di sistemi di pagamento e di regolamento degli scambi sia a livello micro, tra soggetti, sia a livello più macro. Funzione fondamentale è consentire il trasferimento, che avviene attraverso sistemi di conti. In prospettiva ci sono sistemi autonomamente capaci di gestire queste transazioni.
Secondo tema è consentire il compimento di un ciclo che, se si realizza a pieno, è molto virtuoso: riguarda la raccolta di risparmio e la destinazione di questo verso investimenti. La possibilità di realizzare questo trasferimento è il presupposto per cui un'economia di mercato possa produrre sviluppo. Se si interrompe questa catena, cioè tanto meno è efficiente il processo di investimento tanto più è ritardato il processo di sviluppo.
Terzo tema è il trasferimento dei rischi. Ad esempio le imprese, nello svolgimento della loro attività, vanno incontro a molti rischi, che sono affrontati da un intermediario specifico chiamato compagnia di assicurazione.
Unità in avanzo e unità in disavanzo
All'interno di questa struttura ci sono due tipi di soggetti:
- Unità in surplus, sono quelle che producono risparmio, con un reddito maggiore del consumo, dunque segno positivo, e generalmente sono le famiglie;
- Unità in deficit, con segno negativo, e sono le imprese, le quali devono finanziare gli investimenti ma non hanno un'autonoma capacità di produrre risparmio.
In entrambi i casi si parla di macro categoria, non tutte le singole unità sono nella stessa condizione. Il sistema finanziario interviene su alcuni processi fondamentali per l'intero sistema economico:
- Decisione di distribuire il reddito tra consumo e risparmio, cioè definire la quantità della accumulazione;
- Decisione di investire delle unità in avanzo, cioè con saldo finanziario positivo;
- Decisione di finanziare delle unità in disavanzo, cioè con saldo finanziario negativo.
Confrontando il reddito con i consumi secondo un principio di cassa, il risparmio, se accolto come variabile dipendente, è il flusso netto derivante dalla produzione di reddito e dalla riduzione di quel reddito per i consumi. Si tratta di un flusso relativo a un periodo temporale, che va a finire nel patrimonio personale, accrescendo la propria ricchezza; questo definisce il volume di accumulazione.
Paesi con un tasso di risparmio alto verso alcuni settori come le famiglie, hanno processi di accumulazione più intensi ma anche un bisogno di trasferimento più alto. Ci sono unità in surplus che producono un flusso, il risparmio: il sistema finanziario offre a queste unità delle opportunità per decidere come investire il risparmio prodotto; si noti che la detenzione di moneta implica già investimento perché la moneta è un'attività finanziaria (è già stata presa una decisione).
Per le unità in deficit (in disavanzo), ossia le imprese, il sistema finanziario concorre nell'offrire opportunità alternative per le decisioni di finanziamento, le quali devono poi essere articolate in funzione alla tipologia di finanziamento di cui si ha bisogno. Compito del sistema finanziario è quello di supportare queste dinamiche per garantire un'adeguata copertura delle necessità finanziarie di tutti i soggetti coinvolti.
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