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Mankiw – Capitolo 25

Risparmio, investimento e sistema finanziario

Il sistema finanziario è composto dalle istituzioni che operano nell’economia al fine di far corrispondere al risparmio dell’uno l’investimento dell’altro. Come abbiamo avuto modo di vedere, infatti, il risparmio e l’investimento sono ingredienti chiave della crescita economica: risparmiando una quota rilevante del proprio PIL, un Paese rende disponibili risorse per l’investimento in capitale in maggiore quantità e l’aumento del capitale genera aumenti di produttività e più elevata tenore di vita.

Vediamo dunque adesso come, in particolare, l’economia riesca a coordinare risparmio e investimento.

Le istituzioni finanziarie nell’economia americana

Nell’accezione più ampia del termine, il sistema finanziario trasferisce risorse scarse dell’economia dai risparmiatori (coloro che spendono meno di quanto guadagnano) ai prenditori (coloro che spendono più di quanto guadagnano): i risparmiatori forniscono il proprio denaro al sistema finanziario aspettandosi di vederselo restituito con gli interessi in una data futura; i prenditori, dal canto loro, domandano denaro al sistema finanziario sapendo che dovranno restituirlo con gli interessi in data futura.

I mercati finanziari

I mercati finanziari sono le istituzioni attraverso le quali i risparmiatori finanziano direttamente i prenditori.

  • Il mercato obbligazionario – l’Obbligazione è un titolo di credito rappresentativo di un debito contratto dall’emittente. In esso sono specificati gli obblighi del debitore verso il creditore cioè il momento nel quale il prestito verrà rimborsato (data di maturazione) e il tasso di interesse che verrà periodicamente corrisposto prima della scadenza. L’emissione di obbligazioni viene chiamata “finanziamento sul debito”. L’acquirente (sottoscrittore) può tenere l’obbligazione fino a maturazione oppure negoziarla in una data precedente (cartolarizzazione). Le obbligazioni hanno delle caratteristiche:
    • La durata – ovvero il periodo di tempo che intercorre tra l’emissione e la scadenza dell’obbligazione. Alcune obbligazioni hanno una durata breve (anche pochi mesi) mentre altre hanno una durata molto prolungata. Il tasso di interesse su una obbligazione dipende, in parte, dalla sua durata: le obbligazioni a lungo termine sono più rischiose di quelle a breve termine dal momento che i titolari delle prime devono attendere più a lungo per vedersi restituire il capitale. Se il titolare di un’obbligazione a lungo termine si trova nella necessità di rientrare in possesso del proprio denaro in anticipo rispetto alla scadenza del titolo stesso, non ha altra scelta che negoziarlo, rischiando di vedersi corrispondere una somma inferiore a quella prevista. Per compensare tale rischio, le obbligazioni di lunga durata corrispondono tassi di interesse più elevati di quelle a breve termine.
    • Il rischio di credito ovvero la probabilità che il debitore non onori gli impegni presi. L’impossibilità di pagare è chiamata in gergo default: i debitori possono andare in default dichiarando fallimento. Imprese in condizioni finanziarie precarie possono indebitarsi emettendo le cosiddette junk bond (obbligazioni spazzatura) che corrispondono tassi di interesse molto elevati. Gli investitori possono valutare il rischio di credito ricorrendo a diverse società private (brokers) che forniscono dati sul rischio di credito di molti titoli obbligazionari.
    • Trattamento fiscale – ovvero il modo in cui la normativa fiscale considera il reddito da interessi generato dal possesso di obbligazioni: negli USA, ad esempio, è esente da imposte.
  • Il mercato azionario – le azioni sono titoli di credito rappresentativi di una quota di proprietà di una impresa e quindi costituiscono un diritto sui profitti che questa realizza. La vendita di azioni per raccogliere fondi viene denominata “finanziamento in capitale di rischio”. Le imprese di solito ricorrono tanto all’emissione di obbligazioni quanto alla vendita di azioni ma le une sono molto diverse dalle altre. Infatti, se l’impresa realizza buoni profitti, l’azionista ne gode i benefici (gode di un “dividendo”) mentre l’obbligazionista riceve solo l’interesse sulla somma sottoscritta. Le azioni emesse e vendute da una società possono essere liberamente scambiate su un mercato organizzato ma la società emittente non trae alcun beneficio diretto dalla compravendita dei propri titoli. I prezzi ai quali le azioni vengono scambiate sul mercato azionario sono determinati dall’interazione di domanda e offerta: poiché l’azione rappresenta un titolo di proprietà dell’impresa, la sua domanda (e quindi il suo prezzo) dipende dalle aspettative sulla redditività futura dell’impresa stessa. Per tenere sotto controllo l’andamento dei mercati azionari, i risparmiatori hanno a disposizione diversi indici azionari. Un indice azionario viene calcolato come valore medio delle quotazioni di un gruppo di titoli (es. Dow Jones).

Gli intermediari finanziari

Gli “intermediari finanziari” sono istituzioni finanziarie attraverso cui i risparmiatori possono fornire indirettamente fondi ai prenditori. Le più importanti fra queste istituzioni sono:

La banca – Oltre ad essere intermediari finanziari, le...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

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