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Il sistema del capitale e del risultato economico

Il metodo della partita doppia

Il sistema scritturale è ciò che noi utilizziamo nel momento in cui effettuiamo le rilevazioni in partita doppia attraverso il conto. Ma che cos'è il sistema scritturale in modo molto più specifico? Il sistema scritturale, anche detto sistema contabile, consiste in un insieme di rilevazioni, tra di loro collegate, quindi coordinate, e riguardanti uno stesso momento, cioè uno stesso oggetto, uno stesso fenomeno complesso. Consente di determinare il valore di quell’oggetto complesso, quindi la sua consistenza in un certo istante, e di seguire l'evoluzione di quell’oggetto.

Questo sistema, dunque, verifica e sperimenta (in funzione di tutte le operazioni che si sono attivate nell’arco di tempo esaminato) quell’oggetto che si manifesta e si verifica appunto quali siano questi oggetti che vengono tenuti sotto controllo attraverso il sistema delle scritture.

Il sistema delle scritture contabili è composto da vari strumenti, ma principalmente si scritturano le rilevazioni applicando il metodo della partita doppia, che è sempre una costante da questo punto di vista, perché viene utilizzato in tutti i casi. È proprio il metodo contabile per eccellenza che infatti continueremo ad utilizzare anche noi.

Sistemi contabili più noti

I sistemi contabili più noti sono vari e ciascuno di questi intitolato all’autore che in dottrina, in Ragioneria, li ha immaginati. Abbiamo:

  • Il sistema patrimoniale di Fabio Besta
  • Il sistema del reddito di Gino Zappa
  • Il sistema del capitale e del risultato economico di Aldo Amaduzzi

In tutti i casi si parla di un sistema contabile, cioè di un insieme ordinato e coordinato di rilevazioni contabili che hanno a che fare con un oggetto complesso che il sistema contabile stesso si prefigge di osservare, di studiare, non solo per dire a quanto ammonta e qual è il suo valore in un determinato momento storico, ma anche per seguire l'evoluzione nel tempo.

Differenze tra i diversi sistemi scritturali

Sistema patrimoniale di Fabio Besta

Il sistema scritturale di Fabio Besta ha come oggetto complesso il patrimonio. Secondo Besta, il patrimonio è una sorta di serbatoio di potere d’acquisto generico che l'impresa ha a sua disposizione e su cui può contare durante il corso delle attività che svolge. Da questo patrimonio l’impresa può ottenere risorse volte al conseguire un reddito.

Per cui la determinazione del reddito, secondo il sistema patrimoniale di Fabio Besta, avviene dopo che sia stato quantificato il patrimonio. Questo significa che l'oggetto per eccellenza del sistema scritturale che sta alla base del sistema patrimoniale di Fabio Besta è proprio il patrimonio. Quindi bisogna guardare al patrimonio come l'oggetto di riferimento e solo successivamente, in base al valore e alle variazioni che ha subito nel tempo, dal patrimonio è possibile misurare il reddito conseguito dall'impresa.

In che modo è possibile questo? È possibile confrontando il valore finale, cioè al 31.12, e il valore iniziale ossia al 1.01 del patrimonio stesso. Dunque, secondo Besta, alla luce delle considerazioni fatte a proposito del sistema patrimoniale, il reddito viene calcolato dopo aver determinato il valore del patrimonio, dalla differenza proprio del valore del patrimonio iniziale e finale.

Sistema del reddito di Gino Zappa

Il sistema del reddito di Gino Zappa ha come oggetto il reddito. Come suggerisce la stessa parola, l’oggetto principale di questa teoria è il reddito. Ma che cos'è il reddito secondo Zappa? È il reddito di esercizio, la differenza tra i ricavi e costi di competenza economica del periodo amministrativo.

In questo caso, Gino Zappa e il suo sistema del reddito vedono l'oggetto del sistema di scritture contabili come il reddito che, a differenza di ciò che esplicava Besta, secondo Zappa non è la differenza del patrimonio. Si guarda prima il reddito confrontando le variazioni delle grandezze economiche che lo compongono. In più, si guarda all’utile o alla perdita e dopodiché si determina il patrimonio.

Sistema del capitale e del risultato economico di Aldo Amaduzzi

L'ultimo sistema scritturale può essere considerato come un compromesso tra i due sistemi: il sistema del capitale e del risultato economico ha per oggetto sempre la determinazione del reddito dell'impresa conseguito in un certo orizzonte temporale. Però, contemporaneamente, questo sistema guarda anche al valore del capitale che esiste alla fine del periodo amministrativo. Ritiene che non si debba guardare in maniera preminente, privilegiata, a uno solo dei due, cioè o al reddito oppure al patrimonio (ovvero il capitale), ma si debba guardare anche alla fine del periodo e quindi rilevare attraverso il sistema di scritture contabili sia il reddito che il capitale, entrambi alla fine del periodo amministrativo.

Secondo Aldo Amaduzzi, l'oggetto di osservazione delle scritture contabili è duplice. Noi spesso guardiamo il reddito d'esercizio al valore del capitale d'esercizio, quindi la variazione che gli elementi del capitale hanno subito nell’esercizio per effetto della gestione, ma per farlo dobbiamo utilizzare il famoso metodo della partita doppia che già conosciamo.

Metodo della partita doppia

Fondamentalmente, il metodo della partita doppia è il metodo contabile per eccellenza e si fonda su una serie di presupposti ed è stato introdotto da Luca Pacioli, figlio di un famoso mercante di Venezia. Questo è un metodo contabile e, come suggerisce la stessa parola “partita doppia”, si presuppone che le scritture vadano composte seguendo le rilevazioni due volte, cioè lo stesso fenomeno viene guardato due volte ma da due punti di vista differenti, ecco perché è “partita doppia”.

Dunque, il metodo della partita doppia è un metodo, perché è un insieme di regole che serve seguire per poter redigere le scritture. Ci sono delle regole che ci dicono come vanno composte le scritture all'interno dello strumento che ci consente di eseguire le scritture stesse, vale a dire il conto.

Principi del metodo della partita doppia

  • Il metodo della partita doppia segue alcuni principi: ci impone di guardare le operazioni sotto due profili, che sono gli stessi che abbiamo esaminato quando abbiamo studiato le operazioni di gestione tramite l'analisi delle variazioni, quindi l'aspetto finanziario e l'aspetto economico.
  • Prevede che lo stesso oggetto di osservazione sia guardato sia sotto l'aspetto finanziario sia sotto quello economico.

La partita doppia dunque è un metodo, perché è un insieme di regole che ci dice come procedere a effettuare le rilevazioni, con che ordine fare la rilevazione, cioè ci dice che dobbiamo prima guardare le operazioni sotto l'aspetto finanziario e poi rilevare la stessa sotto l'aspetto economico. Inoltre, ci dice anche qual è il collegamento tra le due grandezze che abbiamo rilevato cioè se il rapporto è di misurazione oppure non di misurazione ma di compensazione.

Il metodo della partita doppia, quindi, ci dice, ci ripete che dobbiamo guardare l'oggetto da rilevare sotto l'operazione da rilevare e simultaneamente osservarla sotto due aspetti: quello finanziario - detto anche originario - e quello economico – detto anche derivato.

Per fare ciò, dobbiamo, anziché rilevare due variazioni come facevamo attraverso l'analisi delle variazioni, rileveremo la movimentazione di almeno due conti, perché appunto applicare la partita doppia significa proprio osservare il fenomeno sotto due aspetti e implica la necessità di lavorare su due serie di punti.

Inoltre, la partita doppia ci dice da questo punto di vista che per far funzionare correttamente i conti che sono stati movimentati per osservare il fenomeno, dobbiamo esaminare rispetto al quale dobbiamo compiere le due serie di rilevazioni. Dunque, dobbiamo utilizzare i conti da far funzionare utilizzando appunto il sistema delle due sezioni quindi dare e avere.

Ogni conto deve possedere due aree di rilevazione: una dedicata al dare e l'altra dedicata all’avere, e l’una contrapposta all'altra, come abbiamo visto anche graficamente poco fa. Quando abbiamo visualizzato il conto, abbiamo visto come si presentava il conto: tutte le variazioni incrementative vengono iscritte in dare relativamente all'oggetto di osservazione, mentre le variazioni diminutive, decrementative vanno in avere.

Il principio di funzionamento antitetico delle sezioni ci dice che il conto deve essere fatto di due sezioni: quella del dare e quella dell’avere, una contrapposta all’altra.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giusy0233482 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Saggese Sara.
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